Terzo Simposio Nazionale su San Giuseppe

“San Giuseppe e l’arte del custodire” è il tema del terzo Simposio Nazionale su San Giuseppe che si svolgerà ad Asti e Torino sabato 1 e domenica 2 maggio 2015, organizzato da: Congregazione di San Giuseppe, Oblati di San Giuseppe e Istituto Suore di San Giuseppe.

Il simposio ricorda i 25 anni dell’Esortazione Apostolica Redemptoris Custos sul capo della S. Famiglia di San Giovanni Paolo II, e propone San Giuseppe come modello per i religiosi in quest’Anno della Vita Consacrata. Infine renderà omaggio a padre Tarcisio Stramare osj per il suo infaticabile impegno a studiare e far conoscere la figura di San Giuseppe. Si concluderà con la visita alla Sacra Sindone.

 

[EB]

Ultime dalla Sierra Leone

Carissimi amici un caldo saluto dalla Sierra Leone. Qui siamo un po’ più rilassati riguardo ad Ebola. Il contagio è in continua diminuzione. Adesso in tutta la Sierra Leone ci sono solo settantacinque persone ricoverate nei centri di trattamento e poche case in quarantena. Appena un nuovo caso si manifesta, il personale della “Ebola task force” si muove per verificare ed eventualmente prelevare i malati dalle case. Questo è positivo e fa pensare che, fra non molto, l’epidemia sarà fermata.

 

Anche nella vita di ogni giorno si notano miglioramenti. Per tre giorni a fine marzo c’è stato il coprifuoco per permettere altre ricerche e individuare eventuali malati nascosti, ma già il 30 marzo sono cominciati gli esami nazionali del terzo anno delle scuole superiori, e in aprile sono riprese le lezioni per tutti o quasi gli studenti. La vita deve continuare, anche se non bisogna mollare le precauzioni e le attenzioni verso questo virus, come la misurazione della temperatura per ogni persona che entra a scuola, il lavarsi le mani prima di entrare in classe, evitare di toccarsi ecc.

 

Le nostre attività sul territorio continuano sostenute dalla vostra generosità. L’ultima casa messa in quarantena è del 21 marzo. In tutto abbiamo assistito circa 130 case (di cui quattordici due volte e tre per tre volte). In questo momento la nostra attenzione è rivolta ai tanti, tantissimi orfani. Ne aiutiamo già più di cinquecento che mensilmente riforniamo di cibo. Ci stiamo anche preparando a dare qualche aiuto extra per il ritorno a scuola. L’importante per ora è non farli sentire soli e accompagnarli anche nel recupero di tutto quello che di bello la malattia ha cancellato. Abbiamo altri 350/400 orfani che stanno bussando alla nostra porta. In questi giorni abbiamo portato ad alcuni villaggi l’aiuto mensile di cibo e sapone medicato con un piccolo contributo economico. Nonostante la malattia non sia più presente, i volti non hanno ancora riacquistato i loro sorrisi. E questo si nota in tutti, anche nei bambini. Qualcuno di loro viene anche vicino e vorrebbe comunicare con noi, ma la loro proverbiale libertà sembra ancora attraversata dalle immagini della loro vita difficile, dai “no” sentiti dire tante volte, dalle privazioni che hanno sofferto, dalle proibizioni di giocare con tutti, dall’ostacolo che la morte ha continuamente posto tra il loro presente e il loro futuro. Qualche volto sta riprendendo la gioia dell’incontro e si illumina soprattutto se una mano porge un palloncino o una caramella…

 

La vita sembra riprendere, ma molto più lentamente di quello che noi pensavamo. Molto probabilmente le menti, il cuore, la voglia di fare sono ancora frenate dall’ansia e dalla paura. Siamo ancora in un momento di emergenza. Un’altra cosa che stiamo osservando un po’ dovunque è l’aumento della povertà: nei grandi villaggi perché il costo della vita è aumentato come nei villaggi interni, dove non si vedono ancora sforzi di preparazione dei terreni per la nuova stagione agricola. Forse molta manodopera è stata spazzata via da Ebola. Tuttavia abbiamo osservato altre cose interessanti e cioè più ordine nei villaggi, più pulizia, più organizzazione tra gli anziani e giovani. Si ha l’impressione che un po’ tutti abbiano capito che anche queste cose possono tenere lontana Ebola.

 

La gioia più grande che proviamo dentro di noi è sapere che il nostro/vostro aiuto, pur limitato, ha come risultato la sopravvivenza di tutti i bambini seguiti nei villaggi. Permetteteci di dire grazie a tutti voi, mani invisibili che ci avete fatto pervenire il segno del vostro amore e della vostra solidarietà, sentitevi tutti parte di questa grande famiglia che qui innalza a Dio l’inno di benedizione per tutti voi. Che Dio vi benedica.

 

 

 

 

[EB]

Esperienza missionaria dei novizi indiani in Bihar

Noi, il padre maestro e sette novizi siamo partiti per il Bihar la sera del 24 marzo e arrivati ​​lì il 26 sera. Fr. AndrewsFr. Balashowry e Br. Basil cordialmente ci hanno accolto nella parrocchia di Barh (Arcidiocesi di Patna). Abbiamo trascorso i primi due giorni visitando diverse parrocchie e località turistiche come Rajagiri e Bodhigaya.

La sera della Domenica delle Palme, divisi in tre gruppi, abbiamo raggiunto tre villaggi per ‘sperimentare’ la vita nel Bihar rurale. È stata davvero un’esperienza fruttuosa e arricchente perché abbiamo lavorato con loro nei campi, dipinto la cappella del villaggio, fatto i barbieri, radunato i giovani e i bambini per insegnare inglese e hindi. Inoltre con loro abbiamo condotto vari giochi e animato la preghiera della sera nelle mandir (cappelle); abbiamo anche fatto laboratori manuali. Ancora abbiamo visitato le case, pregando per i malati e le altre intenzioni delle famiglie. Durante la Settimana Santa, abbiamo anche animato i giovani del villaggio per la rappresentazione drammatica del Vangelo e anche la presentazione artistica della resurrezione di Cristo. La gente era molto cordiale ed accogliente. Ci trattavano come i propri figli, soprattutto quando alcuni di noi si sono ammalati. Ci fornivano le cose migliori che potevano, dalle loro risorse limitate. Hanno grande rispetto per i sacerdoti e fratelli.

A livello sociale, sono indietro, nel senso che ci sono ancora i matrimoni di bambine e anche alcune famiglie che non si prendono cura dell’educazione dei figli. Ma sono molto laboriosi e considerano il lavoro come una forma di preghiera. Per quanto riguarda la fede, è molto profonda e semplice, senza molte contraddizioni e dubbi.

Questa piccola esperienza ci ha donato una gioia ineffabile e vorremmo ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato a viverla. Ricordiamo anche con gratitudine il parroco di Barh, p. Andrews Raja, il suo vice p. Jayapalan, Fr. Balashowry, Br. Basil, Br. Sanoj, le suore e la gente di Barh per la loro premurosa ospitalità. Soprattutto, ringraziamo Dio Onnipotente per averci protetto in questo viaggio.

[P. A. e novizi dell’India]

Egidio Pornaro

( †  25/04/2015)

E’ morto ieri, sabato 25,  Egidio Pornaro di anni 80, fratello di padre Tarcisio.
I funerali si svolgeranno domani lunedì 27 alle ore 15.00, nel duomo di Malo di Vicenza.

 

Generosa Manfron

( †  Ibiaçá-RS, 19/04/2015)

La mattina a Ibiaçá-RS (Brasile) è morta la sig.ra Generosa Manfron, di 93 anni di età.

La sig.ra Generosa è la madre di fr. Luís A. Manfron.

 

Un Monastero Invisibile

Monastero Invisibile – Maggio 2015

E’ disponibile, per chi desidera offrire la sua preghiera per le vocazioni, il nuovo numero (MAGGIO 2015) de “Un Monastero Invisibile”.

Per scaricare il foglietto in formato .pdf o .doc, cliccare su questo link.

Chi volesse conoscere qualcosa di più dell’iniziativa di preghiera “Un Monastero Invisibile”, vada a questa pagina.

P. Yesudas Prakash ordinato sacerdote

Sabato 11 aprile abbiamo vissuto l’ordinazione sacerdotale del 14° giuseppino indiano nella bellissimalocalità di Valiyathura – Trivandrum, nella parrocchia di Sant’Antonio, proprio di fronte alla spiaggia e davanti ai sorprendenti mare azzurro e cielo blu di quel giorno memorabile! Molti Giuseppini, molti sacerdoti, molti seminaristi, molte suore e la solitanumerosa assemblea composta da parenti, amici e parrocchiani hanno partecipato alla solenne cerimonia, che è durata circa 3 ore!

Consapevoli che questo era solo l'”antipasto”, dal momento che nelle prossime settimane abbiamo una fitta agenda di celebrazioni in India, abbiamo vissuto questo nuovo regalo di Dio con grande gioia, con un sacco di sorrisi, ma anche con la devozione e il silenzio durante l’intensa celebrazione, presieduta dal vescovo della diocesi di Punalur, Mons.Selvister Ponnumuthan, che è anche un caro amico dei Giuseppini.

Don Mariolino, a nome del Padre Generale e di tutta la congregazione giuseppina, ha dato il ringraziamento finale in malayalam, e ha augurato a padre Yesudas di essere un sacerdote Giuseppino sempre pieno di gioia e vivere come servo di Gesù, come appunto significa il suo nome!


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