San Giuseppe e l’arte del custodire

Il terzo Simposio Nazionale su San Giuseppe, organizzato da alcune famiglie religiose che l’hanno come patrono, tra cui i Giuseppini del Murialdo, si è tenuto ad Asti e Torino nei giorni 1-2 maggio 2015. Il Primo maggio ci si è radunati ad Asti nel pomeriggio. Dopo i consueti saluti (tra cui quello del p. generale, Mario Aldegani), il dott. Andrea Tornielli, vaticanista del quotidiano “La Stampa” ha parlato su “San Giuseppe custode del redentore ci insegna a «custodire» oggi”, un compito sempre più delicato. Successivamente, insieme al collega Enrico Lenzi di “Avvenire” ha intervistato padre Tarcisio Stramare, dei Giuseppini d’Asti, il teologo che aiutò San Giovanni Paolo II a preparare il suo documento su San Giuseppe Custode del Redentore.

Infine il padre Gianfranco Verri, giuseppino del Murialdo, ha illustrato i suoi dipinti collocati nel santuario giuseppino della città. La solenne concelebrazione, presieduta dal cardinale Lajolo, e la cena hanno concluso la giornata, cui hanno partecipato circa trecento persone.

Il giorno seguente, a Torino, il padre salesiano Andrea Bozzolo, preside della sezione torinese della Pontificio Ateneo Salesiano, ha parlato di San Giuseppe come esempio e patrono per le famiglie, in particolare come modello per i padri del nostro tempo. Suor Cristina Gavazzi, superiora provinciale delle Suore di San Giuseppe di Chambery, lo ha presentato come modello ed esempio per le persone consacrate, con il suo «sì» fondato sulla fedeltà di Dio e il suo prendersi cura dell’altro con tenerezza.

Queste due relazioni sono state riprese e attualizzate nella tavola rotonda, dove si sono confrontati Suor Orsola Bertolotto, madre generale delle Suore Murialdine, il signor Roberto Fioretti, del Piccolo Disegno delle Suore di San Giuseppe e fratel Lino da Campo, dei Fratelli della Sacra Famiglia.

L’omaggio a padre Stramare di un’opera di don Verri, presente anche nel logo del Simposio, ha concluso i lavori. Dopo il pranzo offerto al Collegio degli Artigianelli, coloro che lo desideravano si sono recati al Duomo per visitare la Sacra Sindone.

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(Per le prime tre foto si ringrazia la «Gazzetta d’Asti», e per le altre la Federazione Italiana delle Suore di San Giuseppe)

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Una Pentecoste memorabile in India

La Pentecoste di quest’anno ha portato all’India giuseppina uno speciale regalo dello Spirito Santo: il dono inestimabile di 5 confratelli che hanno fatto la loro consacrazione perpetua a Dio: Baisil, Eugine, Michael, Norbert e Rajesh.

Tre di loro (Baisil, Michael e Rajesh) sono stati anche ordinati diaconi il giorno successivo nell’antica basilica – cattedrale “Santa Cruz” di Fort Cochin, insieme ad altri 11 giovani diocesani e di altre congregazioni.

Sono celebrazioni in cui si vedono grandi folle, occhi luccicare (soprattutto nei genitori), abbracci intensi, colori ovunque, offerte simboliche, musiche … che ispirano!

Negli stessi giorni è stato anche annunciato il nuovo consiglio di Delegazione dell’India, presieduto da d. Mariolino e con i 3 consiglieri: P. Misihadas, P. Milttan e P. Anuraj.

D. Mariolino, durante la sua omelia, ha ricordato che sentire un giovane dire che consacra la sua vita a Dio “per sempre” ci fa sentire ogni volta come un brivido lungo la schiena. E ha aggiunto che il vero motivo di gioia non è tanto la consistente crescita numerica dei Giuseppini in India, di cui molti parlano, ma il fatto di sapere che anche nel 2015 ci sono ancora giovani generosi che hanno il coraggio di dire sì a Dio per tutta la vita, donando le loro forze per il bene di tanti ragazzi poveri e abbandonati sulle orme del Murialdo.

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Un Monastero Invisibile

Monastero Invisibile – Giugno 2015

E’ disponibile, per chi desidera offrire la sua preghiera per le vocazioni, il nuovo numero (GIUGNO 2015) de “Un Monastero Invisibile”.

Per scaricare il foglietto in formato .pdf o .doc, cliccare su questo link.

Chi volesse conoscere qualcosa di più dell’iniziativa di preghiera “Un Monastero Invisibile”, vada a questa pagina.

In India la festa sacerdotale continua!

Vaddy è un borgo di pescatori molto bello sulla costa del Kerala, vicino a Kollam, che si affaccia sull’azzurro Oceano Indiano! Quasi tutti qui sono cristiani ed è in questa terra semplice e ricca di fede che è sbocciata la vocazione di Shibu tanti anni fa!

Dopo tanti anni di formazione ad Aroor, a Chembaraky e a Chennai il grande giorno è arrivato: nostro figlio è un prete Giuseppino della Chiesa di Dio!” dicevano con le lacrime agli occhi mamma Anila e papà Augustine! Sono lacrime speciali, che hanno un significato unico sul volto dei genitori di un sacerdote: un misto di gioia, di orgoglio e di fede!

E gli stessi sentimenti c’erano anche nella grande chiesa, addobbata a festa e con tanti sacerdoti, suore, seminaristi Giuseppini, parenti, amici e fra questi tanti giovani, che hanno vissuto una celebrazione intensa, presieduta dal vescovo di Quilon, Stanley Roman, con l’ordinazione del 16° prete Giuseppino Indiano! Era sabato 23 maggio 2015, e la domenica seguente P. Shibu ha celebrato la Prima Messa nella stessa chiesa parrocchiale.

Ancora una volta dobbiamo dire: Grazie, Signore! Grazie, generosa India! Buon cammino, P. Shibu!

 

 

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