Mons. Celmo saluta papa Francesco

Durante il Viaggio Apostolico in Ecuador, l’8 luglio Papa Francesco ha incontrato il clero, i religiosi, le religiose e i seminaristi nel Santuario Nazionale Mariano “El Quinche”. Gli ha porto il benvenuto il vescovo giuseppino Mons. Celmo Lazzari, Vicario Apostolico di Sucumbios e referente per la Vita Consacrata nella Conferenza Episcopale dell’Ecuador. Qui sotto trovate il video con il suo discorso.

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Qui Mons. Celmo è con il Vicario emerito, Mons. Paolo Mietto, e il nuovo Vicario Apostolico, Mons. Adelio Pasqualotto.

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L’aiuto diventa testimonianza

Ultime notizie dai missionari giuseppini in Sierra Leone…

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La realtà che stiamo vivendo è un po’ strana perché, mentre dentro di noi c’è il desiderio che tutto finisca presto per avere un po’ di sollievo, l’evidenza dei fatti ci dice che non è ancora arrivato il momento. Infatti nella prima settimana di giugno ci sono stati 9 nuovi casi di Ebola e, ancor più grave, dall’otto al tredici altri 15 nuovi contagiati, dal 14 al 20 altri 7 e alcuni di questi a pochi Km da noi. Il nostro Chiefdom era senza Ebola da 92 giorni e improvvisamente… è ritornato nella paura. Quello che ci lascia più perplessi è il fatto che solo pochi di questi ammalati facevano parte delle persone messe in quarantena. Si teme che il virus stia mutando. A questo proposito stiamo attendendo delle risposte dagli esperti e dai centri di ricerca.

Intanto i nostri interventi di aiuto continuano ad alleviare le difficoltà dei più poveri e deboli. Proprio da loro abbiamo avuto delle testimonianze e manifestazioni di gratitudine che desideriamo condividere con tutti voi, nostri sostenitori:

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“Già da prima avevamo delle difficoltà ad avere il cibo ogni giorno ma con l’arrivo dell’Ebola la situazione si è aggravata ulteriormente. Spesso non riuscivamo a mangiare sia per la mancanza di cibo e sia perché nessuno poteva muoversi. Allora cercavamo delle erbe attorno a casa e qualche radice di cassava per riempire lo stomaco. Il riso aveva raggiunto prezzi proibitivi e, a causa del blocco nei trasporti, molte volte non era neppure reperibile. Durante questo periodo tanti sono morti di fame. Abbiamo perso mariti, mogli, mamme, papà, fratelli, sorelle, figli e figlie e la vita era diventata insignificante. Se i Giuseppini e i loro benefattori non fossero venuti in nostro soccorso sicuramente molte più vite sarebbero state spazzate via.”

“ L’intervento dei padri ci ha portato vita e speranza. Molti di noi erano malnutriti o meglio sottonutriti. Tantissimi non sono morti di Ebola ma perché, non mangiando a sufficienza per mancanza di cibo, il loro corpo si indeboliva talmente tanto da arrivare alla morte in poco tempo. Ora i nostri bambini hanno la possibilità di fare colazione con un po’ di latte e farina di mais e poi, verso sera, possono mangiare un buon piatto di riso con gli ingredienti che ci vengono donati. Anche noi contribuiamo, con il nostro lavoro, affinché il cibo sia più ricco e nutriente.”

“Adesso ci laviamo anche con il sapone medicato e profumato e l’igiene personale è diventata più scrupolosa ed efficace per prevenire le malattie.”

“Ora possiamo vantarci di avere un piccolo gruzzolo che ci aiuta a comperare le medicine, risolvere i problemi economici e pagare le tasse scolastiche. Anche i nostri volti sono cambiati perché sorridiamo di più e, godendo di buona salute, riusciamo a creare facilmente amicizie. Poi, il ricevere vestiti e calzature, ci aiuta molto nei rapporti sociali perché non proviamo più la vergogna di quando non avevamo niente addosso. I nostri villaggi hanno ripreso vita da quando riceviamo queste assistenze.”

“Il nostro standard di vita è migliorato tantissimo e così pure i risultati scolastici perché alla mattina non andiamo a scuola con la pancia vuota ma facciamo colazione e al ritorno a casa troviamo sempre il pranzo pronto.”

“I miei genitori non sono più scheletrici, pelle e ossa, indossano bei vestiti e mi preparano del buon cibo. Ora sono rispettati da tutti perché non hanno più debiti con altre persone” (scritto da un bambino).

“Il vostro dono ci permette anche di aiutare qualche amico in difficoltà che magari non ha cibo per quel giorno. E così la vita nel villaggio è diventata più gioiosa.”

– “Noi ringraziamo di cuore tutti i nostri benefattori per questo segno di grande interesse e affetto. È parte della nostra cultura non dimenticare mai coloro che ci hanno RI-DONATO la VITA e la possibilità di vivere in modo dignitoso. La nostra preghiera giornaliera vi accompagni e vi benedica”.

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La RICONOSCENZA arriva anche dai responsabili dei villaggi che hanno potuto affrontare il dopo-Ebola con più serenità e insieme a tutto il villaggio.

Crediamo che quanto letto sopra possa aiutarci ad aprire una grande finestra sulla realtà di questo popolo che non solo è riconoscente ma non dimentica e sa mostrare quello che l’aiuto ricevuto ha portato nella loro vita. Ogni successo crea fiducia, speranza e certamente domani tutto questo risulterà in un popolo capace di gestirsi e di affrontare le difficoltà quotidiane con più forza e motivazione. GRAZIE quindi a TUTTI VOI BENEFATTORI e grazie immense anche a nome di quanti oggi vivono nell’abbraccio della solidarietà

     TUTTO VUOLE RIPARTIRE, RINASCERE, GIOIRE NELLO STARE ASSIEME

Che Dio vi benedica.

La comunità di Lunsar

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