Un Monastero Invisibile

Monastero Invisibile – Giugno 2016

E’ disponibile, per chi desidera offrire la sua preghiera per le vocazioni, il nuovo numero (GIUGNO 2016) de “Un Monastero Invisibile”.

Per scaricare il foglietto in formato .pdf o .doc, cliccare su questo link.

Chi volesse conoscere qualcosa di più dell’iniziativa di preghiera “Un Monastero Invisibile”, vada a questa pagina.

Lettere Murialdine – maggio 2016

 E’ online il nuovo numero di Lettere Murialdine, notiziario della congregazione delle Suore Murialdine di San Giuseppe

Venite a me, voi tutti! – Suor Orsola Bellotto

Carissime consorelle, l’invito di Gesù: “Venite a me voi tutti” è il titolo del prossimo capitolo generale. Lo abbiamo scelto perché ci sembra esprima chiaramente il nostro desiderio di vivere una vita consacrata sempre più autentica, fondata sulla sapienza del vangelo.

Ascoltiamo la parola di Gesù: “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero” (Mt 11,28-30) “Venite a me voi tutti”. Ai poveri, agli smarriti e disorientati, Gesù rivolge l’invito a liberarsi dalla paura e dalla religione oppressiva che è stata inculcata in loro.

Accogliete – raccomanda – la mia legge, quella nuova che si riassume in un unico comandamento: l’amore a Dio e al prossimo. Non propone una morale più facile, ma un’etica che punta diritta all’essenziale e non fa sprecare energie nell’osservanza di prescrizioni “che hanno una parvenza di sapienza”, ma che in realtà non hanno alcun valore (Col 2,23). Il suo giogo è dolce. Anzitutto perché è il suo: perché è lui ad averlo portato per primo. È alla volontà del Padre che Gesù ha sempre aderito abbracciandola liberamente, mentre non si è mai lasciato imporre precetti umani. Il suo giogo è dolce perché solo chi accoglie la sapienza delle beatitudini può sperimentare la gioia e la pace. E possiamo aggiungere: è leggero perché Lui lo porta insieme a noi. “Imparate da me che sono mite ed umile di cuore!” (v. 29) è l’invito a non seguite i maestri che fanno da padroni sulle coscienze, che predicano un Dio che non sta dalla parte dei poveri, dei peccatori, degli ultimi e insegnano una religione che toglie la gioia.

Il termine “mite” – che troviamo anche nelle beatitudini – non indica i timidi, i mansueti, i tranquilli, ma coloro che sono poveri e oppressi, coloro che, pur subendo ingiustizie, non ricorrono alla violenza. A tutti questi poveri Gesù dice: “io sto dalla vostra parte, sono uno di voi!”. La sua mitezza non ha niente a che fare con il sentimentalismo né con il “buonismo”. In verità, la mitezza di Gesù è di una forza straordinaria perché ci conosce intimamente e ci santifica passando attraverso le nostre debolezze e fragilità. Alla luce di tanta tenerezza, possiamo capire l’invito di Gesù a metterci alla sua scuola: “Venite a me!”. Una scuola dove si trova “il riposo”. Una scuola dove si impara a percepire se stessi come figli di Dio, amati personalmente. È una scuola attraente, ma che non è priva di una certa disciplina che ci rende ‘discepoli’. Questa disciplina infatti ci permette di avere un contatto con la sorgente: “La mia dottrina non è mia, ma di Colui che mi ha mandato” (Gv. 7,16), “Io e il Padre siamo una cosa sola” (Gv 10,30). Questo contatto ci rende coscienti di un immenso amore, poiché tutta la forza di amare ci viene dall’essere amati dal Padre; ed è proprio attingendo a questa sorgente di acqua viva che possiamo metterci a servizio di chi è in necessità.

Nella società odierna, dove la capacità di relazione gratuita e profonda è allo stesso tempo così rara e così valorizzata, possiamo essere portatrici di un messaggio di speranza. Infatti il nostro tempo è particolarmente adatto a riscoprire il messaggio di Gesù in tutto il suo dinamismo. Siamo figlie amate, conosciute e riconosciute da un amore personale. Se accettiamo questo giogo “facile da portare” dell’amore di Cristo, troveremo il riposo del nostro “io” più profondo, e saremo capaci a nostra volta di alleviare il peso degli altri. C’è bisogno di sentire questo messaggio. Ma chi lo porterà? Non è attraverso le parole che si comunica. Passerà solo attraverso chi ha deciso di mettere il proprio cuore alla scuola di Gesù, di lasciarlo diventare poco a poco come il suo, mite ed umile. In questo tempo in preparazione al capitolo generale facciamo oggetto della nostra meditazione questo brano del vangelo.

Lasciamoci immergere nelle profondità dell’amore di Dio: permettiamo al suo Spirito di trasformarci interiormente per poter essere segno della tenerezza del Padre verso ogni creatura.

Invito quindi ciascuna a dare il proprio contributo di impegno fattivo e di preghiera affinché la preparazione e poi la celebrazione del nostro nono capitolo generale possa portare frutti di santità per la nostra vita personale e per l’intera congregazione. Auguri a tutte per la solennità di Pentecoste: lo Spirito Santo invada il nostro cuore con la sua luce e il suo Amore! Auguri per la festa di san Leonardo Murialdo. Il nostro amato santo ci custodisca nella fedeltà alla vocazione che abbiamo ricevuto in dono e nella nostra preghiera teniamo presente tutta la “Famiglia carismatica” affinché ogni membro – laici e consacrati insieme – possa essere testimone dell’infinito e tenero amore di Dio.

Un caro saluto e un abbraccio.

Suor Orsola Bellotto

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P. Giovanni Battista Turcato

* Carré (Vicenza), 25 novembre 1917

† Thiene (Vicenza), 8 maggio 2016

PADRE GIOVANNI BATTISTA TURCATO

P. Giovanni nacque a Carrè, Vicenza, il 25 novembre 1917.

Dopo il postulato a Montecchio Maggiore, VI,  fece il noviziato a Vigone, TO, terminato con la prima professione il giorno 29 agosto 1936.

Quindi per tre anni fu a Ponte di Piave, TV, e a Modena fece il suo tirocinio dal 1939 al 1942 svolgendo compiti di insegnante e di assistente.

Dopo un anno di teologia a La Quercia, Viterbo, studiò teologia, in privato, a Modena concludendo gli studi con l’ordinazione sacerdotale il 24 giugno 1946 a Sassuolo.

Sempre a Modena aveva professato in perpetuo il 22 novembre 1941.

Sacerdote novello rimase a Modena fino al 1946, quando fu destinato a Montecchio Maggiore fino al 1951, sempre con i compiti di insegnante e di assistente.

Fu a Cesena dal 1951 al 1974 e quindi a Thiene, VI, continuando il suo lavoro di giuseppino tra i ragazzi più piccoli, quale maestro elementare ed assistente.

P. Giovanni ha trascorso la sua vita donandola in un servizio ordinario e quotidiano, ma di alta qualità, sia umana che religiosa, offrendo il meglio di se stesso ricco di cultura, di umanità, di vangelo, di carisma giuseppino.

p. Tullio – Consigliere generale

Cinque nuovi giuseppini indiani!

“Io fuggivo lontano da Dio, ed egli mi rincorreva!”

Questa è la citazione, tratta dal Testamento Spirituale di San Leonardo Murialdo e scelta dai novizi indiani per ornare con arte l’altare della celebrazione in occasione della loro prima professione! Alen, Arun, Joshy, Naveen e Shebin sono diventati confratelli giuseppini sabato 7 maggio nella Casa del Noviziato a Chembaraky (Kerala). P. Misihadas ha presieduto la Messa in malayalam, p. Amal ha dato l’introduzione e p. Mariolino ha presieduto il rito della professione in inglese. Ovviamente il Maestro dei novizi, p. Anuraj, ha presentato i candidati e poi ha ringraziato tutte le persone presenti (Giuseppini, sacerdoti diocesani e religiosi, famiglie e amici). P. Mariolino, al termine della celebrazione ha presentato anche gli auguri ricevuti da altri confratelli di tutto il mondo, e ha dato ai novizi e al padre maestro un piccolo dono offerto dal Padre Generale: una medaglia del Giubileo e la croce di Papa Francesco.

Durante la stessa celebrazione diversi Giuseppini in formazione hanno rinnovato con grande gioia la loro professione temporanea!

Ora i Giuseppini di origine indiana sono 54: 20 sacerdoti, 3 diaconi e 31 confratelli in formazione con voti temporanei! Lodate il Signore con noi e ammirate queste fotografie!

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Sunrise N. 190 – 7 maggio 2016

È online il n.190 di Sunrise

Ciao! Ecco Sunrise in allegato! Qualche ora dopo il solito per inserire anche qualche foto della bella celebrazione di questa mattina a Chembaraky con 5 nuovi Giuseppini, che hanno fatto la loro prima professione dei voti.
Grazie per la simpatia con cui ci segui!
Ti auguriamo tante cose belle e ti accompagniamo con la nostra preghiera!

Cordialmente d. MARIOLINO

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Notiziari dalle Opere della FdM – n°3

Roma – San Paolo – InformaDomenica – 8 maggio 2016

Notiziario della parrocchia San Leonardo Murialdo, Oratorio San Paolo, di Roma

Il nostro viaggio tra i notiziari delle Opere della FdM, si arricchisce dell’InformaDomenica dell’oratorio San Paolo, Parrocchia San Leonardo Murialdo, di Roma!

Invia il notiziario della tua opera in formato PDF ( pagina singola) a news@murialdo.org,

sarà inserito nella sezione apposita del sito e sempre disponibile online!

Vita Giuseppina N. 4 – maggio 2016

E’ online l’ultimo numero di Vita Giuseppina!

All’interno, “Quale storia, mio Dio!” S.Leonardo Murialdo in Vivavoce

Abbiamo incontrato l’autore del nuovo libro su S. Leonardo Murialdo pubblicato nel marzo 2016 dalla Libreria Editrice Murialdo (LEM): p. Fidenzio Nalin, Giuseppino del Murialdo, che vive a quotidiano contatto con ragazzi e giovani.

BUONA LETTURA!

Scriveteci i vostri commenti, inviateci le vostre foto e notizie da pubblicare, mandateci indirizzi di giovani, collaboratori, amici e parenti che ancora non ricevono Vita Giuseppina.

Seguici anche su Facebook:

https://www.facebook.com/pages/Vita-Giuseppina-rivista/261233487366641

La Redazione di Vita Giuseppina  

vita.g@murialdo.org

Notiziari dalle Opere della FdM – n°2

Milano – Camminare Insieme – maggio 2016

Notiziario della parrocchia di Milano

In evidenza: “Dio ci ama di un amore infinito” di Tania Piria

Siamo nel mese di maggio che per la nostra comunità è un momento speciale: oltre ad essere il mese dedicato a Maria, il 18 ricorre la Festa di San Leonardo Murialdo e ci ritroveremo, come ogni anno, per celebrare la Santa Messa, pregare e condividere qualche momento insieme.
Ogni volta che entriamo in chiesa passiamo davanti all’altare dedicato al Murialdo.
Sentiamo spesso parlare del suo carisma, siamo parte di una comunità murialdina, ma forse alcuni di noi, pur conoscendo la sua vita, non han-no letto i suoi scritti. Cercherò di mettere insieme alcuni dei pensieri che Murialdo ci ha lasciato nel suo Testamento spirituale e che, proprio in questo anno della Misericordia, possono aiutarci nella riflessione sul nostro cammino cristiano.
Murialdo racconta gli anni della sua vita parlando di peccato e di per-dono, invitando ad una ferma fiducia nella misericordia di Dio; proprio questa fiducia deve venirci in aiuto nel non disperare davanti alle nostre mancanze, perché per quante volte possiamo cadere, nonostante il peso dei nostri peccati, sempre Dio ci ama infinitamente.
Era desiderio del Murialdo che tutti potessimo avere la consapevolezza che riguarda “la conoscenza dell’amore infinito, attuale e individuale che Dio ha per tutti gli uomini…” e che questa ci rafforzasse nel sentirci sempre da Lui accompagnati nel nostro cammino.
Con parole molto forti egli descrive il periodo di crisi morale, vissuto durante gli anni del collegio, che lo allontanò da Dio, riconoscendosi debole e vile e senza paura di mettere a nudo i suoi sentimenti. Con chiarezza ci parla di come il peccato incide nella vita dell’uomo e scrive che “i peccati ripetuti formano l’abitudine e l’abitudine non tarda a causare l’in-sensibilità spirituale e l’indurimento del cuore”.
Il suo è il racconto di un amore nel quale c’è chi fugge e chi, con infinita pazienza, attende, accoglie e ama ancora, con più forza e perseveranza.
Per descrivere la sua condizione cita le parole che attribuisce a sant’Agostino: “Sono disceso fino alle porte dell’inferno e tu, mio Dio, mi hai trattenuto perché non vi entrassi. Quando io trasgredivo i tuoi comandamenti, il diavolo stava pronto per trascinarmi all’inferno, ma tu glielo impedivi; io ti offendevo e tu mi difendevi”.
La storia del Murialdo è una storia di conversione che nasce dall’amore misericordioso di Dio; l’autenticità del suo pentimento ricorre nelle pagine del Testamento così come la gioia dell’essere stato accolto, la gratitudine per i doni e le carezze ricevute e per il banchetto di festa riservato al figlio perduto poi ritrovato.
Quando, al ritorno dal collegio, “carico di mille peccati”, Murialdo si accosta al sacramento della riconciliazione, incontra l’amore di un Dio che “[…] infinitamente buono, infinitamente misericordioso, non soltanto perdona tutto, ma tutto dimentica”.
La conversione è l’inizio di un cammino che lo porterà a scegliere il sacerdozio durante il quale continuerà a sentirsi debole e tiepido e inca-pace di ricambiare Dio come vorrebbe.
Ma è proprio la debolezza umana che ci aiuta a sentire la meraviglia dell’amore che Dio ha per noi e a sentirci grati per “l’amore personale che Egli ha per ciascuno di noi in particolare”.
Nell’ultima pagina del Testamento scrive: “Ah, se dopo la conversione io fossi stato fervente, penitente, generoso con Dio come la Maddalena, come sant’Agostino e tanti peccatori convertiti, la misericordia di Dio nei miei confronti non sarebbe stata così sorprendente!”.
“Dio è più buono e misericordioso di quanto pensiamo, infinitamente più buono”.

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sarà inserito nella sezione apposita del sito e sempre disponibile online!