Casa di Accoglienza a Bissau

Con preghiere e solidarietà verrà realizzata una Casa di Accoglienza a Bissau

Sotto la benedizione di San Leonardo Murialdo, il 18 maggio, 7 validi collaboratori hanno lavorato 10 ore, a Pinerolo, per riempire un container, diretto in Guinea Bissau.

Contiene tutta la struttura metallica della casa di accoglienza per minori, che sorgerà in periferia della capitale Bissau, nella zona detta Contum.
Come faceva il Murialdo nel lontano 1800, P. Andrew e i suoi laici volontari-collaboratori, offriranno a giovani senza dimora e mezzi di sostentamento, un’accoglienza, una casa famiglia e li accompagneranno all’autonomia, formandoli civilmente, religiosamente e professionalmente.
Il progetto prevede un altro invio di container in autunno, con tutta l’attrezzatura per completare la casa.
I muratori della nostra scuola professionale di Bissau renderanno la struttura metallica solida, con le pareti esterne e interne e con la pavimentazione in cemento.
All’arrivo del 2° container si lavorerà sugli impianti, sulla piastrellatura dei locali, sulla posa degli impianti igienico-sanitari, sulla dotazione di finestre e porte sulla tinteggiatura e sull’arredo.
La Provvidenza deve farsi viva in modo abbastanza importante per permettere agli Amici della Guinea Bissau di sostenere fino in fondo questo carismatico progetto.

Le vostre preghiere non andranno perdute !!!!!!

Chi volesse collaborare con la Provvidenza tenga presenti questi riferimenti:

CCP N. 24.78.12.88 intestato a Engim (ONG)- Amici della Guinea Bissau- Corso Palestro 14- 10122- Torino (TO) ( Causale: Casa accoglienza per minori, a Contum)
IBAN: IT28.L078.0101.0000000.24.78.12.88

Vai al Sito degli amici della Guinea Bissau

cell1

cell2Carico container materiale per casa di accoglienza Bissau

Carico container materiale per casa di accoglienza Bissau2

Invia notizie sulla tua Opera a news@murialdo.org

Maggio a Conegliano

Nel mese dedicato alla Madre di Dio, è stato tanto gradita la recita del S. Rosario quotidiano presso i vari capitelli della nostra parrocchia, dedicata ai SS. Martino e Rosa (Conegliano – TV).

Inoltre è stato molto applaudito un gruppo di ragazzi di Pordenone “ gruppo controcorrente” che ha messo in scena con entusiasmo, proprio davanti al nostro altar maggiore, in vista della festa di S. Leonardo Murialdo,il musical “La matita di Dio”, dedicato alla vita della santa dei più miserabili dell’India, di Madre Teresa di Calcutta.

“Quello che facciamo è soltanto una goccia nell’oceano. Ma se non ci fosse quella goccia all’oceano mancherebbe”.

Non ci soffermiamo qui sull’esistenza eroica di questa santa dei nostri giorni, ma possiamo dire che la manifestazione ha avuto un grande successo, coinvolgendo anche fedeli di altre parrocchie della nostra Forania. A festeggiare il nostro Santo Leonardo Murialdo, abbiamo avuto gradito ospite Padre Tullio Locatelli , consigliere generale dei Giuseppini, che ci ha esposto nei dettagli l’esortazione apostolica di Papa Francesco “Amoris Laetitia” sulle tematiche più discusse e sulla cresta dell’onda di ogni giornale, riguardanti la famiglia e le varie tipologie di “famiglia” (se così possiamo dire) che si presentano e che fanno molto riflettere ai giorni nostri.


La festa del Murialdo, con solenne concelebrazione presieduta da p. Tullio e dai confratelli, ha suscitato tanto amore per un santo della misericordia. A dare ancora entusiasmo alla festa ci ha favorito il Coro Gospel di Ponte della Priula che ci ha introdotto nella musicalità tipicamente del Sud degli Stati Uniti, portandoci a gustare nel profondo temi, parole e note spirituali proprio come il Gospel sa egregiamente fare.
Insomma, possiamo dire che la preghiera resta sempre al primo posto come “nutrimento dell’anima”, è qualcosa d’importante, essenziale, che nella nostra semplicità ed umiltà parrocchiale non dimentichiamo mai di portare avanti.
Sempre a gloria di Dio.
Sempre con il cuore rivolto anche a Maria e a San Leonardo Murialdo.

Carlo Molinari

Invia notizie sulla tua Opera a news@murialdo.org

90 anni della facciata di San Giuseppe !

Giugno 1926 – giugno 2016: ricorre il novantesimo anniversario della facciata del santuario di san Giuseppe a San Giuseppe Vesuviano.

E’ giusto che non passi inosservata questa ricorrenza, preludio del centenario in previsione tra dieci anni.

Si tratta infatti del monumento più prezioso che abbiamo, vanto dei concittadini dal punto di vista locale e di tutti i devoti del padre terreno del Signore nel mondo. Con la piazza antistante è l’emblema della città, la sua cartolina, dato che domina il centro cittadino con i suoi 30 metri d’altezza ed altrettanti di larghezza. Se si può paragonare con le cose grandi, si può affermare che è caratteristica un po’ come san Pietro in Vaticano o il Duomo a Milano.

Sorprende che in una località minore della città metropolitana di Napoli sia stato innalzato cent’anni fa un santuario così ammirevole, tipico per la sua dedicazione a san Giuseppe, e con un prospetto frontale così splendido.
Dovuta all’arte dell’architetto Guglielmo Raimondi e dello scultore Enrico Mossuti, tra i più affermati a Napoli all’inizio del Novecento, la facciata è davvero magnifica.

Pare questa la parola più appropriata: magnifica!

Si ispira, specie nella parte superiore, alla basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, “madre” di tutte le chiese. Nel suo insieme appare “gemella” della facciata di Pompei: il santuario di San Giuseppe è da considerare in effetti una “creatura” della Madonna del Rosario. Li unisce la storia e l’architettura, la medesima pietra di travertino proveniente dal monte Tifata (Caserta), il rapporto tra i due fondatori don Giuseppe Ambrosio e Bartolo Longo, e idealmente lo sposalizio stesso tra Maria e Giuseppe.

Non per niente la scena delle nozze tra la Madonna e san Giuseppe è riprodotta dal gruppo scultoreo nell’arco trionfale al centro della facciata. Di squisita eleganza rinascimentale, riprende la celebre tela di Raffaello e riporta al cuore dell’Incarnazione. L’annuncio dell’arcangelo Gabriele ai due santi sposi da un lato e di san Michele vincente sul maligno dall’altro ne offrono plastica visione.
Imponente e celebrativa, la facciata presenta il compito di san Giuseppe quale Custode del Redentore, raffigurato nell’altorilievo della fuga in Egitto racchiuso nel timpano superiore. E’ un inno di lode al più alto di tutti i santi: in cima alla balaustra si staglia nel cielo la statua del Patrono, col bambino Gesù in braccio (donata dal magistrato Aniello Ambrosio), che riprende le sembianze della statua venerata all’interno sull’altare maggiore. Gli fanno corona ai suoi lati i santi Gioacchino e Anna (che lo ricongiungono alla storia della salvezza), Gennaro e Paolino (patroni della Campania con gesto benedicente e a difesa dal Vesuvio), Bernardino da Siena e Teresa d’Avila (promotori di san Giuseppe, statue donate la prima da Bartolo Longo e l’altra dal vescovo di Nola Egisto Melchiori). In definitiva rilancia l’invito, espresso dall’angelo nel timpano inferiore con la scritta “Ite ad Ioseph” (Andate da Giuseppe), ad entrare in chiesa e a trovare un colloquio spirituale con Cristo e lo Sposo di Maria.
Quest’opera d’arte sopraffina e di fede genuina è pure un atto di riconoscenza al fondatore, per opera del quale si è potuto innalzare questo monumento, e per tutti i devoti che hanno contribuito. Sul portale dell’ingresso principale è stato scolpito e immortalato: “aere ab universo orbe collato sacerdos Iosephus Ambrosio templum hoc construxit” (con le offerte raccolte in tutto il mondo – il sacerdote Giuseppe Ambrosio – costruì questo tempio). E’ un dato di fatto: senza di lui, senza la sua missione di apostolo di san Giuseppe, non solo in Campania e Puglia ma in tutt’Italia e nelle Americhe, per più di cinquant’anni, il santuario non sarebbe stato innalzato, anzi non si sarebbe nemmeno sognato.
La varietà dei marmi adoperati nell’edificazione della facciata monumentale, in particolare le quattro colossali colonne di granito che la suddividono e i portali d’ingresso levigati e rilucenti, le conferiscono un aspetto incantevole che è un vero spettacolo. Ci sono voluti molti anni e fatiche innumerevoli (ben 17 anni dalla prima pietra), ma il risultato è di gran lunga premiato, tanto da far assurgere il santuario di San Giuseppe tra i più importanti in onore del Patrono della Chiesa universale.

Angelo Catapano

13339591_1096503790413804_4383766415436927288_n

Invia notizie sulla tua Opera a news@murialdo.org

Il 18 maggio a Villa Nueva – Mendoza

Questo 18 maggio è stato un giorno di festa nel nostro Istituto; nonostante il freddo e la pioggia (in Argentina si avvicina l’inverno), piccoli e grandi abbiamo celebrato il giorno del nostro fondatore.

Già da una settimana, nelle aule e nei cortili si respirava un’aria di festa: il rosso, il giallo e il blu, con il volto di San Leonardo lungo corridoi e aule, annunciavano il giorno più atteso da tutta la comunità, IL GIORNO DI SAN LEONARDO MURIALDO. Per prepararci e conoscere meglio la vita e l’opera del nostro Santo, sia nella scuola primaria che nella secondaria sono stati proiettati filmati sul tema, con discussioni guidate, riflessioni e canti.

Arrivato il 18, gli alunni più piccoli hanno inscenato rappresentazioni della vita del Murialdo e partecipato alla Santa Messa presieduta da Padre Roberto Cogato.

Da parte sua, la sezione secondaria ha partecipato in due gruppi alla Santa Messa celebrata dal Padre Provinciale, José Luis Di Paolo e dal P. Direttore, Roberto Cogato. Poi, studenti, professori e personale non docente hanno gustato una cioccolata calda con pasticcini. Per concludere la celebrazione, gli studenti del terzo anno hanno rappresentato la vita del nostro santo fondatore nei locali del Club Murialdo che è situato di fronte alla scuola.

Infine, per gli studenti più grandi, si è tenuto la sera un atto di omaggio a San Leonardo, insieme alla cerimonia per la conclusione degli studi di due maestre presso la Facoltà di Educazione Iniziale e Primaria, con l’ottima performance del nostro Coro Nadino.

Come è tradizione nella nostra comunità, a partire da maggio è iniziata la Colletta Murialdina per realizzare successivamente le missioni giovanili, con la collaborazione di tutte le sezioni dell’istituto, come una “ben unita famiglia”.

Grazie, San Leonardo, per la tua eredità spirituale e materiale

e grazie, cara famiglia del Murialdo, per continuare a lavorare

per la formazione di giovani ispirati al carisma del Murialdo!

[EC]

vita 2 vita 1 vita 4 vita 3 vita 7 vita 5

Invia notizie sulla tua Opera a news@murialdo.org

Celebrazione del 50° di sacerdozio

Dall’ 1 all’ 8 giugno, i confratelli  Pietro Cailotto, Carlo Da Gualdo, Gino Giansante, Marcial Pivatto, Valdir Susin e Alberico Zanella si sono incontrati, accompagnati da P. Tullio Locatelli e da P. Alfredo Marini, per celebrare il loro 50° anniversario di ordinazione sacerdotale.

Alla gioia di ritrovarsi insieme nuovamente, di condividere le storie delle loro vite, le preghiere e le riflessioni, in Casa Generalizia, a San Giuseppe Vesuviano e a San Pietro (Viterbo), si è aggiunta quest’anno la partecipazione all’Anno Giubilare della Misericordia col gesto del passaggio attraverso la Porta Santa.

Momenti di grazia e gioia che hanno riempito i loro cuori di riconoscenza al Signore.

[AB]

GS16-2GS16-1

Invia notizie sulla tua Opera a news@murialdo.org

CEMEC – Uno spazio di accoglienza

La Famiglia del Murialdo in Brasile ha una lunga storia e tradizione nella difesa dei diritti dei bambini e degli adolescenti.

Nel Distretto Federale le attività iniziarono intorno al 1976, prima nella parrocchia di San Sebastian e poi occupandosi degli adolescenti e giovani con corsi professionali e altri tipi di formazione nella città di Planaltina – DF, attraverso la Scuola Professionale Murialdo; nel 1990 il servizio è stato ristrutturato e nel 2003 è nato il CEMEC: Centro Murialdo per bambini e adolescenti “Etelvina da Silva Campos.” Esso si propone di fornire, all’interno della protezione sociale di base per i bambini e gli adolescenti che si trovano in situazioni di vulnerabilità personale e sociale, un servizio per aiutare a vivere insieme e rafforzare i legami attraverso la pedagogia dell’amore e dell’educazione del cuore di San Leonardo Murialdo.

La realizzazione di questo progetto si basa sulla ricerca di prevenire situazioni di rischio e violazioni dei diritti dei bambini e degli adolescenti, come anche accompagnare le famiglie e la comunità, come protagoniste della storia di ogni persona. Pertanto, il metodo si basa sul principio della costruzione collettiva del sapere, dove l’educatore non solo insegna, ma impara anche. I bambini, gli adolescenti e le loro famiglie sono stimolati a condividere le loro esperienze di vita e imparare dalle esperienze degli altri.

Noi riconosciamo che, nonostante i bambini e gli adolescenti brasiliani abbiano i loro diritti garantiti nelle leggi dello Stato, la realtà è che molti sono ancora esposti a varie forme di violazione dei diritti. Pensando a ciò, il progetto sviluppato nel CEMEC si propone di accogliere i bambini e gli adolescenti che si trovano in una situazione di vulnerabilità personale e sociale, che vanno in età da sei a quattordici anni, nel tempo in cui non sono a scuola.

Secondo la Politica Nazionale di Assistenza Sociale (2004), “la vulnerabilità consiste in situazioni o anche in identità, che concorrono alla esclusione sociale dei soggetti.” Queste situazioni emergono nel processo di produzione e riproduzione delle disuguaglianze sociali, nei processi discriminatori e di segregazione generati da situazioni storico-sociali e difficoltà di accesso alle politiche pubbliche.

Negli ultimi dodici anni, il CEMEC sta portando avanti il progetto “Educare i Cuori, Trasformare le Vite“. Ogni anno sono disponibili 120 posti per i bambini e adolescenti in situazioni di vulnerabilità personale e sociale. Le attività quotidiane sono sviluppate attraverso laboratori di lettura, pittura, arte, musica, sport, il tempo libero, la formazione umana cristiana, informatica, lezioni e corsi di sostegno socio-educativo.

Così riusciamo a realizzare i più vari eventi culturali, artistici e religiosi, fornendo grande crescita collettiva attraverso attività educative e culturali sviluppate dagli insegnanti e altri volontari. Con ciò abbiamo di mira la trasformazione sociale e intellettuale dei ragazzi accolti.

[TM]

CEMEC 1 CEMEC 2 CEMEC 3 CEMEC 5

Invia notizie sulla tua Opera a news@murialdo.org

Notiziari dalle opere della FdM N°7

Continuiamo con la pubblicazione dei notiziari dalle opere! La parrocchia di Milano e l’oratorio San Paolo – Parrocchia Murialdo di Roma!

Invia il notiziario della tua opera in formato PDF ( pagina singola) a news@murialdo.org,

sarà inserito nella sezione apposita del sito e sempre disponibile online!

Milano – Camminare Insieme – giugno 2016

Notiziario della parrocchia di Milano

Roma – San Paolo – giugno 5, 2016

Il notiziario della Parrocchia San Leonardo Murialdo di Roma, oratorio San Paolo

Vita Giuseppina N. 5 – giugno 2016

E’ online l’ultimo numero di Vita Giuseppina!

BUONA LETTURA!

Scriveteci i vostri commenti, inviateci le vostre foto e notizie da pubblicare, mandateci indirizzi di giovani, collaboratori, amici e parenti che ancora non ricevono Vita Giuseppina.

Seguici anche su Facebook:

https://www.facebook.com/pages/Vita-Giuseppina-rivista/261233487366641

La Redazione di Vita Giuseppina  

vita.g@murialdo.org

Sunrise N. 194 – 4 giugno 2016

Cari confratelli ed amici della Delegazione dell’India,
Saluti di pace e di gioia da Aranvoyalkuppam (Tamil Nadu)! Trovate in allegato Sunrise 194!

Dopo l’intensissimo mese di maggio … anche GIUGNO sarà un altro mese speciale e storico per la Delegazione India, con la visita del Padre Generale (vedere il suo programma nel notiziario allegato), l’inizio del nuovo anno comunitario e pastorale, le nomine e i trasferimenti di diversi confratelli, l’apertura di alcune nuove comunità, l’arrivo di circa 40 seminaristi ad Aroor il giorno 10, il rito del postulato per 5 o 6 giovani ad Aroor il giorno 12, gli esami di “Bachelor of Arts” per molti confratelli a Chembaraky, l’ordinazione sacerdotale del diacono Dn Jeyaraj William in California il giorno 18 (sarà il 21° Giuseppino Indiano sacerdote!), un importante Consiglio delegazione il 22, l’inaugurazione della nuova “Casa della Speranza” per ragazzi abbandonati in Tamil Nadu il giorno 23, la benedizione della nuova casa dei Giuseppini in Bihar il giorno 25 , …
Vi siamo riconoscenti se ci ricorderete nella preghiera!

Purtroppo abbiamo avuto la triste notizia che il nostro confratello, grande amico e benefattore dell’India giuseppina, p. Giuseppe Cavallin, è gravemente malato presso l’ospedale di Padova. Sta offrendo i suoi terribili dolori per noi! Chiedo a ciascuno di voi di ricordarlo nella preghiera. Grazie!
Cordialmente e fraternamente

d. MARIOLINO

Scopri di più sulla Delegazione India e accedi all’archivio di Sunrise, clicca qui

Invia le notizie della tua Opera a news@murialdo.org