31 dicembre

“Riepilogando tutte le raccomandazioni fatte, sforziamoci di accendere sempre più in noi le tre devozioni essenzialissime per un buon giuseppino, quelle cioè di Gesù, di Maria e di Giuseppe!”

(Haec fratribus, p. 195)

28 dicembre

“La ragione che noi consideriamo le virtù proprie della nostra Congregazione l’umiltà e la carità, mi pare di trovarla in ciò che, rappresentando noi la persona di Giuseppe, dobbiamo portare alla Congregazione lo spirito che regnava eminentemente nella sua casa, che era quella di Nazareth.”

(Spiegazione, p. 67)

27 dicembre

“Dio ha amato noi assai più che non abbia amato se stesso; e perciò per il nostro bene ha voluto tanto soffrire nella sua nascita affinché noi, vedendolo povero, sopportassimo con pazienza la povertà.”

(S. Leonardo Murialdo, Scritti VIII, p. 299)

25 dicembre

1930: BABAHOYO, (ECUADOR), Collegio “Marcos Benetazzo”

“Perché un Dio bambino? Perché un Dio in una stalla? Perché? Così Dio ha amato gli uomini. Perché un Dio nell’officina e in abito di artigiano, che si compra il pane col sudore della sua fronte? Perché così Dio ha amato il mondo.”

(S. Leonardo Murialdo, Scritti VIII, p. 346)

24 dicembre

“Solo nel compiersi il mistero dell’Incarnazione la bontà e l’affetto di Dio per noi si riversò per così dire a torrenti sulla terra, brillò in tutta la sua grandezza e magnificenza, e si chiarì che è veramente infinito.”

(S. Leonardo Murialdo, Scritti VIII, p. 345)

23 dicembre

“I benefici elargiti dal Signore prima dell’Incarnazione non erano che beni limitati e finiti, dicevano l’amore di Dio, ma non dimostravano quanto esso fosse grande.”

(S. Leonardo Murialdo, Scritti VIII, p. 345)

21 dicembre

“La casa di san Giuseppe: un misterioso tabernacolo; le sue braccia: una pisside; il suo petto: una patena su cui Gesù dormiva, ma vegliava per noi.”

(S. Leonardo Murialdo, Scritti VI, p. 357)

20 dicembre

1958: LORETO, (ECUADOR), “Misión josefina”

“La nostra congregazione non verrà meno finché avrà per tessera umiltà e carità; ma sarà fatale per lei quel giorno in cui, per nostra disgrazia, cessasse fra di noi lo spirito di umiltà e di carità; allora, quando anche contassimo un gran numero, quantunque tutto procedesse a gonfie vele, sarà morte con noi.”

(Spiegazione, p. 90)