21 novembre

“Noi, confratelli di S. Giuseppe, abbiamo, nel nostro glorioso patrono, un maestro espertissimo di Noviziato. Egli fu il capo di quella famiglia, in cui Gesù disponeva con la preghiera e con la pratica delle più sublimi virtù alla carriera apostolica. Si può ben dire, che la dimora di Nazareth non fu altro che un lungo e rigoroso noviziato, e che S. Giuseppe ne fu il Maestro in tutti i trent’anni ch’esso durò.”

 

 

(Spiegazione, p. 122)

20 novembre

1931: COTUNDO, (ECUADOR), “Misión Josefina”

“Che bella la grazia che ci ha fatto il Signore nel chiamarci a questa fraternità, che riannoda tante anime in una sola, che stringe tanti cuori, che stabilisce fra noi sì soave comunanza di pensieri, di affetti, di opere e di sostanze.”

 

(Spiegazione, p. 140)

19 novembre

“In umiltà faremo quello che ci è possibile fare e in umiltà affideremo il resto al Signore. È Dio che governa il mondo, non noi. Noi gli prestiamo il nostro servizio solo per quello che possiamo e finché Egli ce ne dà la forza.”

 

(Deus caritas est 35)

18 novembre

1977: PADOVA, (ITALIA), Centro Studi Sociali “Leonardo Murialdo”, in via Ca’ Magno

“Noi siamo questa porzione prediletta dei figli di Dio, che conserva le buone abitudini di famiglia e continua ad amarsi in spirito di vera fraternità.”

 

(Spiegazione, p. 139)

17 novembre

“Praticare l’amore verso le vedove e gli orfani, verso i carcerati, i malati e i bisognosi di ogni genere appartiene all’ essenza della Chiesa tanto quanto il servizio dei Sacramenti e l’annuncio del Vangelo.”

 

(Deus caritas est 22)

Un Monastero Invisibile

Monastero Invisibile – Dicembre 2019

E’ disponibile, per chi desidera offrire la sua preghiera per le vocazioni, il nuovo numero (DICEMBRE 2019) de “Un Monastero Invisibile”.

Per scaricare il foglietto in formato .pdf o .doc, cliccare su questo link.

Chi volesse conoscere qualcosa di più dell’iniziativa di preghiera “Un Monastero Invisibile”, vada a questa pagina.

14 novembre

“Sarebbe da rimpiangere che la Congregazione a poco a poco perdesse o cambiasse il suo spirito, e che i confratelli animati anche dei migliori sentimenti, si singolarizzassero e si dissociassero da quella unità, in cui sta la garanzia dei buoni risultati e delle grazie che Dio concede ai suoi religiosi.”

 

(Spiegazione, p. 134)