19 dicembre

“I figli rassomigliano al padre per natura, noi dobbiamo rassomigliare a S. Giuseppe per volontaria imitazione. Così i religiosi ritraggono molti lineamenti dai loro Fondatori: i Basiliani, i Francescani, i Gesuiti. Noi dobbiamo trovare i lineamenti di S. Giuseppe: umiltà, nascondimento, amore a Gesù e a Maria.”

(Conferenze, p. 194)

Un Monastero Invisibile

Monastero Invisibile – Gennaio 2020

E’ disponibile, per chi desidera offrire la sua preghiera per le vocazioni, il nuovo numero (GENNAIO 2020) de “Un Monastero Invisibile”.

Per scaricare il foglietto in formato .pdf o .doc, cliccare su questo link.

Chi volesse conoscere qualcosa di più dell’iniziativa di preghiera “Un Monastero Invisibile”, vada a questa pagina.

16 dicembre

“La congregazione per amore dell’umiltà procura di profittare nella povertà, preferisce la vita disagiata, le case sprovviste, i fondi bassi, la privazione dei comodi, contenta di aggirarsi tra i poverelli di Gesù Cristo, preferendo ancora i più poveri ai meno poveri.”

(Spiegazione, p. 85)

15 dicembre

1928: SAN GIUSEPPE VESUVIANO, (ITALIA), Parrocchia Santuario “San Giuseppe”

“Che bella, che meravigliosa Congregazione sarebbe mai la nostra, se invece di essere formata di tanti giuseppini fosse formata di tanti Giuseppe, una falange di Giuseppi in corpo ed anima, che non si distinguono dall’originale che per differenze accessorie, e che in tutto e per tutto abbiano il dire, il fare, l’essere di S. Giuseppe.”

(Circolari don Reffo, p. 414)

14 dicembre

“Dovendo la nostra Congregazione essere tutta nell’esercizio della Carità, verso i fanciulli e verso le altre anime che sono a noi affidate, è necessario che tale carità sia praticata prima in modo eccezionale nelle nostre comunità.”

(Haec fratribus, p. 66)

13 dicembre

“Dobbiamo esprimere in noi stessi S. Giuseppe e come il cristiano è detto con ragione alter Christus, così il Giuseppino dovrebbe essere un altro S. Giuseppe, in modo che ognuno di noi lo ricopi quel caro Santo in sé stesso e lo rappresenti dinnanzi agli altri.”

(Circolari don Reffo, p. 94)