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BEATO PADRE GIOVANNI SCHIAVO
Giuseppino del Murialdo

“Padre, io voglio fare solo la tua volontà”

Profilo biografico

La vita di p. Giovanni Schiavo è intessuta di preghiera e di servizio, di carità operosa e di evangelica testimonianza. Religioso, sacerdote, missionario, ha speso la sua vita a favore dei poveri, dei giovani, non risparmiando fatiche e preoccupazioni. Lo ha sorretto una grande fede e la convinzione che nel fare la volontà di Dio si riassume tutto il senso di una vita donata a Dio e agli uomini.

Giovanni Schiavo nasce l’8 luglio 1903, a Sant’Urbano, frazione di Montecchio Maggiore, provincia e diocesi di Vicenza; è il primo di nove figli di Luigi e di Rosa Fitorelli; il padre era calzolaio e la mamma casalinga. Una famiglia povera, di profonda fede e di solide virtù. Con il loro esempio i genitori hanno trasmesso ai figli soprattutto il volersi bene e la solidarietà verso i poveri. Giovanni cresce in questo clima di famiglia, tanto semplice quanto ricco di valori umani e cristiani.
Sappiamo che all’età di quattro anni ha sofferto una poliomielite e meningite giungendo quasi in fin di vita; la sua guarigione è stata immediata e ritenuta da tutti miracolosa.
Frequenta le scuole elementari a Sant’Urbano, quindi passa alle scuole medie e per questo va ogni giorno a Montecchio Maggiore: sono 12 chilometri di strada ogni giorno, a piedi perché la sua famiglia è povera e numerosa. Al mattino si alza per essere pronto a servire messa al parroco, poi aiuta nei lavori di casa. E’ orgoglioso di portare in famiglia un suo contributo: qualche piccola moneta guadagnata come chierichetto.
Dai suoi genitori ha un bell’esempio di partecipazione fervorosa e frequente alla messa e da loro impara una profonda e tenera devozione alla Madonna. Più tardi racconterà che aveva percepito di essere chiamato alla vita sacerdotale proprio davanti ad un’immagine di Maria. Per seguire la sua vocazione chiede di essere accolto dai Giuseppini del Murialdo.
Passano veloci gli anni della formazione religiosa e sacerdotale, impegnato nella preghiera, nello studio e nell’assistenza tra i ragazzi. Giovanni Schiavo viene ordinato sacerdote il 10 luglio 1927 nella cattedrale di Vicenza. Il sogno è diventato realtà: padre Giovanni sarà sacerdote pieno di zelo, disponibile ed accogliente verso tutti, dal primo all’ultimo giorno della sua vita. Il novello sacerdote ha un altro sogno: essere missionario. Il suo desiderio è accolto e p. Giovanni è destinato al Brasile.
Padre Giovanni, risoluto, sereno e colmo di generosità arriva a Jaguarão, nel Sud del Brasile, il 5 settembre 1931. Ana Rech, Fazenda Souza, Caxias do Sul, Galópolis: sono le prime tappe della sua azione missionaria. Apre importanti opere sociali per i giovani poveri a Porto Alegre, Araranguà e Rio Grande.
Il 19 marzo 1941 inaugura il seminario giuseppino a Fazenda Souza. Nel 1947, a Caxias do Sul, su un terreno donato, fonda l’ “Abrigo de Menores São José”, la prima e significativa opera sociale della città per i ragazzi della strada.
È nominato padre maestro dei novizi, divenendo guida spirituale di molti confratelli. Il 26 luglio 1946 è stato eletto primo superiore della provincia giuseppina in Brasile, incarico tenuto fino alla fine del 1955.
Il 9 maggio 1954 padre Giovanni, seguendo i suggerimenti del fondatore padre Luigi Casaril, ha iniziato in Brasile il primo gruppo delle Suore Murialdine di San Giuseppe del quale è stato organizzatore, amministratore e padre spirituale.
Nel mese di novembre del 1966 è stato ricoverato in ospedale e dopo due mesi di malattia, sempre disponibile alla volontà di Dio, è morto il 27 gennaio 1967.
Il 28 ottobre 2017 padre Giovanni Schiavo è stato proclamato beato, in una solenne concelebrazione a Caxias do Sul, in Brasile, presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, rappresentante di papa Francesco.

PROFILO SPIRITUALE

Il novello beato nonostante la salute fragile, ha fatto della sua vita religiosa e sacerdotale un dono per gli altri, specie per i ragazzi poveri. La gente lo stimava perché faceva tutto con profondo amore, rispetto e dedizione. Molti lo cercavano per la sua disponibilità all’ascolto e alla consolazione. I suoi segreti: una continua preghiera e un tenero amore all’eucarestia.
Ebbe chiaro fin dai primi anni di vita religiosa che farsi santo vuol dire fare la Volontà di Dio, sempre e allegramente; scrisse: “A voi mi offro, mio amato Gesù a fine di che realizzate in me perfettamente la santa Volontà. Il mio desiderio consiste nel fare sempre la volontà di Gesù. Lasciamolo prendere tutto quello che Lui vuole; la perfezione consiste nel compiere la sua santa Volontà, nel consegnarsi interamente a Lui”.
A partire da questa convinzione, p. Schiavo affermava: “La perfezione non consiste nel fare cose straordinarie, ma nel fare straordinariamente bene le piccole cose”. E ancora: “Nulla è piccolo di ciò che è fatto per Dio e con il cuore grande”. Quindi è una questione di cuore, anzi di un “cuore grande”.
Un posto importante nel suo cammino di santità occupano le devozioni a san
Giuseppe e alla Madonna. Per p. Schiavo è facile definire in che cosa consista la vera devozione a Maria. Scrisse così: “1. Nell’amarla con tenerezza. 2. Nel lodarla con fervore. 3. Nell’invocarla con fiducia. 4. Nell’imitarla con diligenza e perseveranza”.
Infine, quasi a sintesi delle sue convinzioni più profonde, scrisse: “E’ vero che Dio
ama l’uomo. […] E’ una meraviglia che l’uomo possa amare Dio […] E’ incomprensibile che l’uomo non ami Dio”.

p. Tullio Locatelli
Giuseppino del Murialdo

Homília Card. Amato

Beato João Schiavo (1903-1967)

Homília (*1)

Angelo Card. Amato, SDB

1. A pouco mais de cinquenta anos da morte, a Igreja eleva hoje às honras dos altares o Beato João Schiavo, missionário italiano da Congregação de São José(*2) , fundada por São Leonardo Murialdo.
Ele se santificou aqui, nesta terra brasileira, pátria de santos e de mártires. Depois da canonização de Frei Galvão, que ocorreu em São Paulo em 2007, há duas semanas atrás, na Praça de São Pedro, em Roma, o Papa Francisco canonizou os protomártires brasileiros: Santo André de Soveral, Santo Ambrósio Francisco Ferro, sacerdotes diocesanos, São Mateus Moreira, laico, e 27 companheiros, mortos em ódio à fé em Cunhaú e Uruaçu em 1645. Foram vítimas inocentes e inermes dos inimigos da Igreja.
O seu sacrifício, no entanto, não foi inútil. As raízes da florescente igreja brasileira são de facto saldas e vigorosas, porque banhadas pelo sangue dos mártires.
Penso que, no elenco dos santos brasileiros, possa pertencer com razão, o Beato João Schiavo. Ele se sentia intimamente brasileiro. Tinha passado toda a sua vida sacerdotal e apostólica no Brasil, encontrando aqui o terreno fértil para viver e praticar em modo heróico o Evangelho de Jesus Cristo.

2. A sua luminosa figura é caracterizada pela tensão à santidade e pelo dinamismo apostólico, manifestado no cuidado e no paterno acompanhamento vocacional dos jovens.
Desde jovem manifestou cedo propósitos de santidade. Em 1930, por exemplo, escreveu: «Só uma coisa espero e desejo até ao desespero, fazer-me santo». E alguns anos mais tarde: «Quero fazer-me santo. Santo ou ir para o inferno. Farei bem todas as coisas. A cada coisa feita mal, farei penitência. Meu Deus, quero ser santo»(*3).
Disse uma testemunha: «O povo considerava santo o P. João pela sua maneira de ser, pelo modo de celebrar e acolher as pessoas. Entre os confrades, a grande maioria é da mesma opinião do povo, dizendo que, na realidade, era um homem santo»(*4).
Suor Moroso da Cunha afirma: «Muitos consideravam Padre João um santo. Esta fama de santidade tinha o seu fundamento na sua bondade, na humildade, na coerência de conduta, no bom exemplo e na sua vida evangélica»(*5).
Suor Regina Manica acrescenta: «Eu era ainda aspirante quando já se falava da santidade do Padre João. Isto tinha como fundamento a sua maneira de rezar, de tratar as pessoas, de pregar e o testemunho de vida. Nos pedia que nós nos fizéssemos santas»(*6).
Amavelmente os seus confrades diziam que Padre João tinha um defeito, o de estar muito tempo na capela. Acrescentavam também que tinha o defeito da bondade(*7).

Aprofundemos este aspeto característico do nosso Beato, a sua bondade, a sua caridade, a sua amorosidade, a sua gentileza. Esta vinha da fonte da caridade divina. A celebração a celebração quotidiana da Santa Missa era a cátedra da qual provinham as inspirações para praticar o bem. Uma Irmã testemunha: «A vida interior do Padre João se baseava no amor de Deus e no abandono à Divina Providência. […] Padre João vivia sempre na presença de Deus e era contemplativo(*8)».
A sua jaculatória preferida era: «Jesus, manso e humilde de coração, fazei o nosso coração semelhante ao vosso». Padre Aleixo Susin atesta: «Padre João amava imensamente Deus e, como consequência deste amor amou todos nós(*9)».
Por isso ele era capaz de derramar sobre os outros o amor que tinha por Deus, acolhendo cordialmente pequenos e grandes, mulheres e homens, sempre com o mesmo sorriso e simplicidade, fazendo assim transparecer o amor misericordioso de Deus.
Acolhia todos indistintamente com cordialidade e gentileza. Procurava levar sobre a reta via aqueles que erravam, dialogando amorosamente e rezando. Perdoava os pecadores e esquecia as indelicadezas e as ofensas. Tinha uma ternura especial pelos pobres e pelas famílias em dificuldade, que visitava, ajudava, confortava.
Um dia lhe roubaram o sobretudo. O Beato reagiu calmo e sereno: «Aquele que o roubou tinha mais frio do que eu»(*10).
Enfim, a santidade do Padre João não era desencarnada, mas operativa, vivida em modo concreto, fazendo-se tudo a todos, sobretudo mediante a caridade. Tinha um coração bom e uma paciência infinita. Era serviçal, grande trabalhador e amava o
Os testemunhos recolhidos no processo para a beatificação são concordes no afirmar que o Padre Schiavo manteve estes seus propósitos, vivendo de um modo eminentemente virtuoso. Seja em vida que depois da sua morte, era muito difundida a fama da sua santidade não só entre os seus confrades e as Irmãs Murialdinas, mas também entre o povo.

sacrifício: «Abriu instituições a favor de rapazes pobres e necessitados. Não deixou nunca de acolher pessoas pobres e necessitadas, mesmo se eram importunas»(*11).
Era no entanto prudente. Numa ocasião no almoço disse aos confrades que tinha ganho metade do dinheiro. «Em que sentido?». E ele respondeu: «Veio um italiano a pedir-me em empréstimo uma certa soma de dinheiro. Eu lhe dei só a metade daquilo que me pedia, de contrário teria perdido tudo»(*12).

4. Padre João era um apóstolo dinâmico e criativo. A ele se deve o desenvolvimento das Obras Josefinas no Brasil, o início de um verdadeiro aspirantado, a formação religiosa dos primeiros Confrades brasileiros, o reconhecimento oficial das escolas. Acompanhou com zelo infatigável as Irmãs Murialdinas brasileiras, que atingiram em breve tempo, um notável crescimento no campo escolar, religioso e assistencial.
Era enfim um missionário pio, trabalhador e inteiramente abandonado à Divina Providência.
O que é que nos diz hoje o nosso Beato? No prefácio dos santos, a Igreja nos faz rezar assim: «Na vida dos santos o Senhor nos oferece um exemplo, na sua intercessão um auxílio, na comunhão de graça um vínculo de amor fraterno».
O Beato João Schiavo hoje convida a todos nós, e sobretudo os Confrades e as Irmãs Murialdinas, a tender para a santidade. É de fato, a santidade que promove as virtudes das pessoas, mas também os talentos da sociedade inculcando nela a fraternidade, o respeito, a cooperação, a compreensão, que são a expressão concreta da caridade.
O nosso Beato nos faz abrir os olhos para ver e fazer o bem. Semeando no nosso coração, nas nossas comunidades, nas nossas famílias, na sociedade o bem se poderão recolher os frutos do bem, que são amor, perdão, alegria, amizade, partilha.
Assim foi a existência do Padre Schiavo. Comtemplemo-lo, imitemo-lo e imploremos a sua intercessão.

Beato João Schiavo, ora por nós!

*1-Proferida em Caxias do Sul (Brasil), a 28 de Outubro de 2017.
*2-Nasce a Montecchio Maggiore na província de Vicenza a 8 de Julho de 1903. Entrou nos Josefinos de Murialdo, foi ordenado sacerdote a 10 de Julho de 1927. Chegou ao Brasil em Setembro de 1931. Em 1941 fundou o Seminário Menor em Fazenda de Souza. Foi superior provincial e coordenador da nascente Congregação das Murialdinas no Brasil. Morreu a 27 de Janeiro de 1967.
*3-Positio, Informatio super virtutibus, p.15-16.
*4-Ib. p. 65
*5-Ib. p. 95.
*6-Ib. p. 96.
*7-Ib. p. 96.
*8-Ib. p. 34.
*9-Ib .p. 34.
*10-Ib. p. 41.
*11-Ib .p. 42.
*12-Ib. p. 88.

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La beatificazione di Padre Giovanni Schiavo è stata presieduta dal rappresentante del Papa, il prefetto della congregazione delle cause dei santi, cardinale Angelo Amato, e ha parlato con la presenza di oltre 200 leader ecclesiali del Brasile e dell’estero.

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