Piazza Santa Giulia, 4-8 – Torino

L’edifico della Casa Famiglia
oggi adibito ad abitazione privata.

Si trovava di fianco alla chiesa di Santa Giulia. L’edificio sacro fu costruito in stile neogotico tra il 1863 e il 1866 con il determinante concorso finanziario della marchesa Giulia di Barolo. Il progetto fu dell’ing. Giovan Battista Ferrante, collaboratore del Murialdo all’Oratorio San Martino e insegnante di disegno al Collegio Artigianelli.

La Casa famiglia occupava il caseggiato a destra della chiesa (per chi guarda la facciata), più precisamente i numeri civici 4, 6, 8 di piazza Santa Giulia, in angolo con via Balbo, sulla quale pure aveva alcuni ingressi. Nonostante le notevoli trasformazioni subite per essere adibito ad uso di abitazioni private e di uffici, l’edificio della Casa famiglia conserva ancora l’impronta conferitagli da colui che lo aveva progettato e costruito, l’ing. Carlo Peretti, nipote del Murialdo.

L’idea di una Casa famiglia per giovani operai venne al Murialdo durante i suoi frequenti viaggi in Francia. Pensò di portare questa istituzione anche in Italia, dove ancora non ne esisteva alcun esempio. Con l’aiuto finanziario del nipote Carlo Peretti, il Murialdo affittò uno stabile di fianco alla chiesa di Santa Giulia ed aprì la Casa famiglia nel 1878. Negli anni seguenti l’edificio fu acquistato e progressivamente ingrandito.

La Casa famiglia era stata pensata anzitutto per i giovani che avevano finito la loro formazione professionale al Collegio Artigianelli. Ormai erano grandi e cominciavano a lavorare, ma non avevano una famiglia ed incontravano quindi gravi difficoltà per il vitto e per l’alloggio. La Casa famiglia era però aperta anche ad altri giovani lavoratori che venivano a Torino in cerca di occupazione. Lontani da casa, vi trovavano un’ospitalità accogliente, economica, moralmente sana.

Inoltre la Casa famiglia, vero e proprio pensionato per giovani operai, formava come il completamento e il coronamento di tutta l’organizzazione assistenziale facente capo al Collegio Artigianelli. A neanche un anno dall’apertura gli ospiti erano già 20 e salirono ben presto a 50. La Casa famiglia offriva loro vitto, alloggio in stanza singola e possibilità di svago per il tempo libero; provvedeva a far lavare, stirare e cucire la biancheria. Il costo della pensione, nel 1886, era di 36 lire al mese. Con un po’ di approssimazione, si può dire che a quel tempo il salario mensile di un giovane operaio si aggirava sulle 55-65 lire. Pagata la pensione e fatta qualche spesa per l’abbigliamento, ogni giovane ospite della Casa famiglia poteva dunque mettere da parte un piccolo gruzzoletto per il suo futuro. Era un modo per avviare i giovani verso una vita indipendente e nello stesso tempo per continuare a star loro vicini, anche dal punto di vista formativo e religioso, nei primi difficili anni dell’inserimento nel mondo del lavoro.

Nel 1881 la Casa famiglia fu aperta anche agli studenti, per gli stessi motivi di carattere assistenziale, educativo e religioso. Ma la morte improvvisa (23 dicembre 1883) del “finanziatore” (Carlo Peretti, che aveva solo 38 anni) precipitò il Murialdo in una situazione economica molto grave, che si aggiungeva ai debiti già pesanti del Collegio Artigianelli. Le difficoltà finanziarie resero travagliata la vita della Casa famiglia: quella per gli studenti fu in diverse riprese chiusa, riaperta, accorpata a quella degli operai. Alcuni progetti non si poterono realizzare (quello di un dormitorio notturno, ad esempio), ma l’opera sopravvisse ancora, con la sua cinquantina di ospiti, fin dopo la morte del Murialdo.

Percorso guidato

Proseguendo su via Giulia di Barolo, si gira a destra in corso Regina Margherita e si imbocca subito a sinistra corso Belgio. All’incrocio con corso Tortona si svolta a sinistra; attraversata la Dora Riparia sul ponte Carlo Emanuele I, si ha a destra il Cimitero Generale. Dall’ingresso principale, si percorre il viale centrale e si oltrepassa la zona ottagonale, che è il nucleo più antico del cimitero. Si entra nella “prima ampliazione”, coronata sullo sfondo da un emiciclo. Nella parte sinistra dell’emiciclo si trova la tomba della Famiglia Murialdo.