Via Perrone, 11 – Torino

ChiesaSantaBarbaraLa chiesa di Santa Barbara, come anche il Collegio Artigianelli, sorge all’interno di quella zona della città prima occupata dalla Cittadella, l’imponente fortezza militare, costruita nel XVI secolo e definitivamente abbattuta (eccetto il Mastio) nel 1856-1857 per far posto alla crescita urbana verso sud-ovest.

Dentro la Cittadella c’era una chiesa dedicata a santa Barbara, patrona degli artificieri e degli artiglieri. L’attuale chiesa, costruita tra il 1867 e il 1869, sostituisce appunto quella che fu abbattuta insieme alla Cittadella militare di cui faceva parte. E’ opera bizantineggiante dell’architetto Pietro Carrera.

E’ la parrocchia nel cui territorio si trova il Collegio Artigianelli. Le celebrazioni liturgiche, tridui, novene, feste religiose e anche alcune tristi ricorrenze, come funerali e messe di trigesima che in questa parrocchia avevano luogo, vedevano spesso la presenza degli Artigianelli, a cominciare dalla consacrazione della chiesa (18 aprile 1869) durante la quale il maestro Elzeario Scala diresse la Messa del Rossini, cantata dalla sua Scuola gratuita di musica sacra e dai ragazzi del Collegio Artigianelli, dove Scala insegnava canto.

Qui si celebrarono i funerali del Murialdo, il 1 aprile 1900. Una folla grandissima sfilò in corteo e si riversò poi in chiesa, riempiendola fino all’inverosimile. Molti accompagnarono la salma fino al Cimitero Generale di Torino, assistendo alla sua sepoltura nella tomba di famiglia.

Il Murialdo celebrò spesso la messa in questa chiesa. I testimoni dei processi canonici ricordano che, al suo apparire in sacrestia, cessava di colpo il chiacchiericcio di chi vi si trovava. Si preparava con cura e faceva seguire la messa da un lungo ringraziamento e se ne aveva l’opportunità partecipava alla messa celebrata da qualche altro sacerdote. Il sacrestano affermò di non aver mai visto un prete “che prima e dopo la celebrazione della messa facesse preghiere così lunghe”. In questa chiesa il Murialdo venne a confessarsi negli ultimi anni della sua vita. Suo confessore era il parroco, Giacomo Colombero.

A destra di chi entra si trova l’altare della Madonna di Pompei, fatto erigere nel 1889 dal canonico Silvio Fresia, amico del Murialdo e amministratore della tipografia del Collegio Artigianelli. Il quadro della Madonna del Rosario (1891) è di Enrico Reffo. L’altare fu disegnato e scolpito dal confratello laico giuseppino Giovanni Massoglia. A questo altare il Murialdo celebrò messa e promise di offrire un cuore d’argento nel caso che il fratello Ernesto fosse sopravvissuto alla grave malattia che invece lo portò alla tomba nel 1890.

L’altare seguente conserva una reliquia di san Leonardo, un’ulna, che la congregazione ha voluto donare alla chiesa in segno di riconoscenza per aver custodito le spoglie del fondatore dal 1917 al 1971.

Dopo la porta dell’ingresso laterale si vede la parte superiore del monumento sepolcrale del Murialdo, innalzato nel 1926. Il disegno è di Anacleto Barbieri (Scuola Reffo), l’esecuzione del prof. Bosco. L’edicola sorretta da colonne e da mensole e il busto marmoreo (del confratello Giovanni Massoglia) erano già stati collocati sulla tomba del Murialdo nel Cimitero Generale di Torino e poi nella prima sistemazione qui a Santa Barbara, quando le spoglie del Murialdo vi furono trasferite nel 1917. I due bassorilievi laterali ricordano l’attività del santo tra i ragazzi poveri e abbandonati. Ai piedi del monumento c’era il sarcofago, che ora si conserva, vuoto, nel Collegio Artigianelli.

Per sfuggire ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, il corpo del Murialdo fu traslato a Sommariva Bosco ove rimase dal 1943 al 1949. Si trattò di un provvedimento saggio e provvidenziale, dato che anche la chiesa di Santa Barbara fu colpita dalle bombe ed il monumento sepolcrale del Murialdo ne rimase danneggiato.

Nel 1966 il sarcofago fu trasformato in urna. I resti mortali del Murialdo furono chiusi in un’apposita custodia, inserita all’interno di un corpo ricostruito artificialmente, con il volto e le mani in metallo argentato. Il pannello anteriore, in vetro, permetteva di vedere le sembianze del Murialdo, ormai proclamato beato, rivestito dei paramenti sacerdotali.

Dopo la canonizzazione, e più precisamente il 28 maggio 1971, le spoglie del Murialdo furono “restituite” alla congregazione. Lasciarono la chiesa di Santa Barbara, che le aveva amorosamente custodite per tanti anni, e furono ospitate per 8 giorni nel Collegio Artigianelli, nel quadro delle celebrazioni del primo anniversario della canonizzazione. Il 6 giugno 1971 avvenne il solenne trasferimento al santuario di Nostra Signora della Salute.

In fondo alla navata destra, chiusa da una porta, si trova la cappella della Madonna della Misericordia. Ricorda l’apparizione della Madonna al contadino Antonio Botta, avvenuta a pochi chilometri da Savona, il 18 marzo 1536, nel luogo in cui oggi sorge il santuario dove il Murialdo spesso si è raccolto in preghiera durante la sua permanenza nel collegio dei Padri delle Scuole Pie. Il gruppo in legno fu donato da Alessandro Riccardi di Netro, arcivescovo di Torino dal 1867 al 1870, già vescovo della città ligure. Il Murialdo si tratteneva spesso per la preparazione e il ringraziamento della messa in questa cappella che gli ricordava il santuario di Savona e che portava un titolo mariano vicino alla sua esperienza spirituale.

Passiamo ora alla navata sinistra: di fronte all’ingresso della sacrestia si incontra il luogo della prima sepoltura del Murialdo in questa chiesa (1917). Fu approntato un loculo sotto il pavimento, chiuso da una lapide, ancora oggi visibile, con la scritta “Hic ossa sacerdotis Leonardi Murialdo”. In seguito la tomba fu ornata con una cancellata di legno e con l’edicola ed il busto che già si trovavano presso la sepoltura di famiglia al Cimitero Generale e che ancora oggi abbelliscono il monumento funebre del 1926.

Avviandosi verso l’uscita (porta principale) si passa davanti all’altare del Sacro Cuore, il primo della navata sinistra per chi entra in chiesa. La pala d’altare (1888) è opera di Enrico Reffo.
[GD]

Percorso guidato

Usciti dalla chiesa, continuare per via Bertola. A sinistra il Giardinodella Cittadella; sulla destra si intravede il Mastio della Cittadella con il monumento a PietroMicca. Dopo il Giardino Lamarmora, girare a sinistra in via Stampatori. Si incrocia subito via Santa Maria. A pochi passi, sulla destra, c’è la chiesa di Santa Maria di Piazza frequentata dal Murialdo durante i suoi studi teologici. Nel 1859 poi, ormai sacerdote, si iscrisse alla Pia Unione del Sacratissimo Cuore di Gesù, che qui aveva sede ed era riservata al clero, con lo scopo di favorirne la devozione al Sacro Cuore. Oggi la chiesa è affidata alle cure pastorali dei padri sacramentini.

Ritornati in via Stampatori, si gira a destra. Al secondo incrocio si arriva in via Garibaldi, già via Dora Grossa. Nel palazzo di via Garibaldi 31, ad angolo con via Stampatori, è nato san Leonardo Murialdo.

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