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Qui San Leonardo Murialdo vestì l'abito clericale

Qui San Leonardo Murialdo vestì l’abito clericale

La piccola chiesa di Santa Chiara, annessa al monastero delle Clarisse, venne edificata nel 1745 da Bernardo Vittone. Alle Clarisse subentrarono nel 1824 le Suore della Visitazione. Ora monastero e chiesa appartengono alle Piccole Serve del Sacro Cuore di Gesù, fondate a Torino nel 1874 dalla beata Anna Michelotti.

Il Murialdo parla di Santa Chiara chiesa nel suo Testamento spirituale. La chiama “chiesa di Santa Chiara”, ma anche “chiesa della Visitazione”, poiché ai suoi tempi apparteneva alle Suore della Visitazione, anche se più propriamente questo era il nome di un altro edifico sacro, quello in cui fu ordinato sacerdote, come si dirà.

“Quanto amo la piccola chiesa della Visitazione! Il 6 novembre 1845, festa di san Leonardo, ebbi la gioia e l’onore di vestire l’abito clericale benedetto dall’Abate Pullini nella chiesa di Santa Chiara, annessa al convento delle religiose della Visitazione, di cui l’Abate era il padre spirituale. Tutta la famiglia, mia madre per prima, era presente. Nessuno, eccetto il mio confessore, l’Abate Pullini, sapeva nulla del mio triste passato”.

Ma la crisi di Savona era ormai superata e Leonardo aveva già fatto l’esperienza di “Dio infinitamente buono, infinitamente misericordioso” che aveva perdonato il suo precedente abbandono e anzi lo aveva scelto “per la più sublime, la più divina vocazione, per la vita sacerdotale”.

Sembra tuttavia che il Murialdo si sbagli nel collocare la vestizione al 6 novembre. Infatti i documenti ufficiali, conservati sia nell’archivio dell’arcidiocesi sia in quello della Casa Generalizia indicano che la funzione avvenne il giorno successivo, venerdì 7 novembre.

Cupola della Chiesa di Santa Chiara

Cupola della Chiesa di Santa Chiara

Comunque sia, indossato l’abito sacerdotale, il Murialdo era pronto per iniziare i corsi di Teologia presso l’Università. Aveva però dovuto sostenere un esame di ammissione, come era usanza per tutti quelli che chiedevano di “entrare nello stato clericale”, cioè di poter accedere agli studi che li avrebbero condotti al sacerdozio. Leonardo risultò ottimo nelle prove di catechismo, un po’ debole nei due scritti cui si dovette sottoporre e di nuovo ottimo nell’esame orale.

Contemporaneamente aveva presentato una dichiarazione sulla sua consistenza patrimoniale. Era un obbligo per tutti i seminaristi. La Chiesa, pur provvedendo ai giovani poveri ma sinceri e meritevoli, intendeva infatti tutelarsi da chi voleva accedere al sacerdozio soltanto per trovare una sistemazione. Le dichiarazioni di Leonardo e dei suoi compagni si sono conservate. Tre giovani non possedevano alcun patrimonio, ventotto dichiararono dalle 1.000 alle 10.000 lire, venticinque da 11.000 a 20.000, sei da 21.000 a 30.000… cinque dichiararono lire 60.000, … tre possedevano 100.000 lire e soltanto uno, Leonardo, aveva un patrimonio di 200.000 lire (senza contare l’altra metà, che spettava al fratello Ernesto, e gli “spiccioli” che andavano in dote alle sorelle). Era dunque il più ricco fra i suoi 87 compagni, molti dei quali si sarebbero poi persi per strada durante le agitazioni politiche del 1848.

[GD]

Percorso guidato

Attraversata via Santa Chiara, si gira a sinistra in via Maria Adelaidee si è subito in piazza della Consolata.

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