Esperienza missionaria dei novizi indiani in Bihar

Noi, il padre maestro e sette novizi siamo partiti per il Bihar la sera del 24 marzo e arrivati ​​lì il 26 sera. Fr. AndrewsFr. Balashowry e Br. Basil cordialmente ci hanno accolto nella parrocchia di Barh (Arcidiocesi di Patna). Abbiamo trascorso i primi due giorni visitando diverse parrocchie e località turistiche come Rajagiri e Bodhigaya.

La sera della Domenica delle Palme, divisi in tre gruppi, abbiamo raggiunto tre villaggi per ‘sperimentare’ la vita nel Bihar rurale. È stata davvero un’esperienza fruttuosa e arricchente perché abbiamo lavorato con loro nei campi, dipinto la cappella del villaggio, fatto i barbieri, radunato i giovani e i bambini per insegnare inglese e hindi. Inoltre con loro abbiamo condotto vari giochi e animato la preghiera della sera nelle mandir (cappelle); abbiamo anche fatto laboratori manuali. Ancora abbiamo visitato le case, pregando per i malati e le altre intenzioni delle famiglie. Durante la Settimana Santa, abbiamo anche animato i giovani del villaggio per la rappresentazione drammatica del Vangelo e anche la presentazione artistica della resurrezione di Cristo. La gente era molto cordiale ed accogliente. Ci trattavano come i propri figli, soprattutto quando alcuni di noi si sono ammalati. Ci fornivano le cose migliori che potevano, dalle loro risorse limitate. Hanno grande rispetto per i sacerdoti e fratelli.

A livello sociale, sono indietro, nel senso che ci sono ancora i matrimoni di bambine e anche alcune famiglie che non si prendono cura dell’educazione dei figli. Ma sono molto laboriosi e considerano il lavoro come una forma di preghiera. Per quanto riguarda la fede, è molto profonda e semplice, senza molte contraddizioni e dubbi.

Questa piccola esperienza ci ha donato una gioia ineffabile e vorremmo ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato a viverla. Ricordiamo anche con gratitudine il parroco di Barh, p. Andrews Raja, il suo vice p. Jayapalan, Fr. Balashowry, Br. Basil, Br. Sanoj, le suore e la gente di Barh per la loro premurosa ospitalità. Soprattutto, ringraziamo Dio Onnipotente per averci protetto in questo viaggio.

[P. A. e novizi dell’India]

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