Festa per sei giovani in Sierra Leone

Alle cose belle, per fortuna, non ci si abitua; fanno sempre piacere. Così è, almeno per noi religiosi che ci crediamo ancora, per una festa di prime professioni. E lo è stato ancora una volta il 18 Luglio, a Makeni, con i sei giovanotti (Paul, Stanley, Paul, Sam, Innocent e John) che hanno chiuso il loro anno di Noviziato e iniziato un nuovo capitolo della loro vita come confratelli giuseppini. Aiutati anche dalla clemenza del tempo che ha aperto una parentesi di quasi-sole in questi giorni inzuppati di pioggia, la giornata si è svolta con semplicità, ma intrisa di quelle piacevoli sensazioni proprie di incontri tra persone amiche unite appunto da un’amicizia fatta di cordialità sincera, dalla fede in ideali condivisi e dalla soddisfazione per il completamento di una tappa sognata da tempo. Sulla faccia dei neo-professi che uno ad uno si inginocchiavano davanti al celebrante per pronunciare i voti per la prima volta, si potevano vedere riflesse la gioia e il timore riverenziale per un passo così significativo ed esigente.

Ma niente ‘abbracci’ di benvenuto nella famiglia religiosa giuseppina ai nuovi giovani membri: quest’infezione di ebola non ancora debellata del tutto ha voluto lasciare il segno anche qui. Sappiamo che siamo tutti puliti, ma… ormai ci si è abituati anche a questo, a guardarsi l’un l’altro e a salutarsi con un inchino magari congiungendo le mani [anche se la Sierra Leone non è ancora il Giappone!].

Nella stessa celebrazione il superiore della Vice-Provincia, padre Luigi Cencin, ha accolto la rinnovazione dei voti di altri due giovani confratelli, Francis e Desmond.

A fare festa con i neo-professi sono venuti confratelli dalle altre due comunità di Lunsar e Kissy, alcuni religiosi e religiose della città, un gruppetto di giovani di Lunsar membri del gruppo vocazionale e due-tre rappresentanti delle case famiglia (Murialdo Homes) di Freetown. Abbiamo pregato insieme ringraziando il Signore per questo bel regalo, ma anche chiedendogli forza e perseveranza per i sei giovani ‘aquilotti’ che prendevano il volo della vita consacrata. Sono solo all’inizio del cammino, ma se è vero che ‘chi ben comincia è già a metà dell’opera’… auguriamo loro di continuare ad avanzare con decisione e fiducia; e se sapranno mettere la loro vita nelle mani di Dio, sarà proprio ‘in buone mani’!

 

[BG]

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