Sono tanti i gruppi scout presenti nelle opere della Famiglia del Murialdo in Italia e nel mondo. In questa sezione del sito vogliamo presentare la loro storia.

Se tra i gruppi presentati non ritrovi quello della tua Opera scrivi un articolo e mandaci delle foto (vita.g@murialdo.org e news@murialdo.org ). Al più presto lo inseriremo in questa sezione che, grazie al tuo contributo, diventerà sempre più interessante, condivisa e completa!
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Gli Scout cattolici italiani compiono 100 anni

AGESCI_-_Logo_scoutsIl 16 gennaio del 1916 nasce l’Asci, l’Associazione scaoutistica cattolica italiana.
Era il 16 gennaio del 1916, quando per opera del conte Mario di Carpegna, fu costituita l’Associazione scautistica cattolica italiana – Esploratori d’Italia (ASCI). L’associazione divenne in pochi anni diffusa e vitale e impegnò moltissimi ragazzi: una realtà importante sia nel panorama dell’educazione non formale dell’Italia del tempo, sia fra le associazioni di matrice cattolica operanti all’inizio del XX secolo, tutte libere di esprimere le proprie caratteristiche.
Finché non entrarono in collisione con il fascismo che non ammetteva esperienze educative non controllate dal regime. Sono gli anni delle Aquile Randagie che per non abbandonare il cammino scout continuarono segretamente l’attività in particolare in Val Codera, la valle lombarda, ai confini con la Svizzera, dove si riunivano nascondendosi dal regime e…
In seguito la ricostituita Associazione cattolica scout maschile fu affiancata dall’AGI Associazione Guide Italiane, femminile. Fu nel 1974 che le due Associazioni, maschile e femminile, Asci ed Agi, maturarono l’idea e l’opportunità di una fusione in nome di una precisa scelta pedagogica che fu ritenuta di grande valore: la Coeducazione.
Nacque l’AGESCI, l’attuale Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani che attualmente vanta quasi 200.000 iscritti.

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Gli Scout ieri ed oggi: chi sono?

12283012_10206243890311208_1698969596_nL’AGESCI (Associazione guide e scout cattolici italiani) rivolge la sua attenzione ed azione educativa ai giovani dagli 8 ai 21 anni, età nella quale si esce dall’associazione con una suggestiva e significativa cerimonia: la partenza, coronamento del cammino di formazione di ogni scout.
L’AGESCI utilizza un metodo educativo ispirato dall’esperienza e dagli scritti di Robert Baden-Powell. Tale metodo sostiene la crescita e lo sviluppo della persona abbracciandone la sua totalità toccando quelli che i capi educatori chiamano i quattro punti di B.P.: salute e forza fisica, abilità manuale, formazione del carattere e servizio del prossimo. Ciò che in definitiva si proponeva Baden-Powell (B.P.) e che si propone tuttora lo scoutismo è di formare dei buoni cittadini, persone in grado di lasciare il mondo almeno un po’ migliore di come lo hanno trovato.
Il metodo scout fonda la sua forza sul valore dell’imparare facendo, attraverso un’esperienza concreta di vita all’aria aperta, di vita comunitaria, di sfida con sé stessi. Sono svariati i “pilastri” del metodo che vengono esplicitati, insieme agli strumenti pratici, nel Regolamento Metodologico dell’associazione.

• Educazione alla vita all’aria aperta e all’essenzialità;
• Educazione alla cittadinanza;
• Educazione alla mondialità ed alla pace;
• Educazione all’amore;
• Educazione alla fede;
Altro elemento del metodo scout è il linguaggio simbolico.
La proposta educativa si attua attraverso le attività e le occasioni proposte nelle tre branche (Lupetti e Coccinelle; Esploratori e Guide; Clan/Fuoco). Ogni branca ha peculiarità proprie per meglio adattarsi alle differenti fasce di età e quindi alle differenti esigenze che nascono nei bambini, negli adolescenti e nei giovani.
Inoltre è importante la progressione personale, in cui ognuno cerca di migliorare dandosi degli obiettivi su quattro punti: me stesso, rapporto con gli altri, rapporto con il gruppo, e rapporto con la fede.

DSC_0289_smallEssere scout oggi è una sfida oltre che un Grande Gioco.
I ragazzi sono stimolati ad essere protagonisti della loro vita, in spirito di vero Servizio.
A loro viene fatta questa proposta di Roverismo e Scoltismo, che come periodo formativo conclude il loro cammino da educandi nel mondo scout. In questo ambiente, loro sperimentano le varie modalità e realtà di Servizio in prima persona e lo confrontano poi nella comunità R/S, si confrontano durante il cammino con il gruppo di adulti (Staff), che seguono passo-passo la loro Progressione Personale. Realizzano Capitoli, in cui affrontano temi reali della vita quotidiana e della Polis in cui vivono, li sviscerano, li studiano, si confrontano per poi scegliere di agire sul territorio con gli altri e per gli altri. Giocano insieme e si divertono ma soprattutto “Camminano” insieme e cercano di fare più esperienze possibili accompagnati con molta attenzione, sensibilità, delicatezza, pazienza e disponibilità dallo staff di Capi.
Tutta questa esperienza termina poi con una cerimonia particolare, che nel gergo scout chiamiamo “Partenza”. I ragazzi nel loro cammino scout portano sulle spalle uno “zaino” che poco alla volta riempiono di esperienze di vita vissuta, di gioie ma anche di dolori. Quando insieme ai loro Capi reputano che ormai questo “zaino” è colmo e che quindi non hanno più bisogno della comunità R/S … noi diciamo: “PARTONO” e vanno a cercarsi la loro nuova Comunità di appartenenza a cui dovranno portare tutti i loro valori, il loro vissuto pronti per fare nuove esperienze di vita.

Gli Scout nelle opere murialdine

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(clicca sull’opera desiderata)

CONEGLIANO 1 - Parrocchia Conegliano

Conegliano 1 – Parrocchia Santi Martino e Rosa

12728828_1151386661538549_4032106992094583859_nIl Gruppo Scout Conegliano 1 è nato nella Parrocchia dei Santi Martino e Rosa, gestita dai PP Giuseppini sin dal 1923, il 20 marzo 1926 con il Reparto Scout “I Murialdini” che iniziava subito la sua attività.

Già nello stesso anno faceva il suo primo campo estivo a Cortina d’Ampezzo. Dopo la buia pausa fascista il gruppo ha ripreso la sua attività nel 1945 sempre presso i Giuseppini, tanto che il Parroco Padre Remigio Burello ne è stato per un po’ di tempo anche il Capo Gruppo.

Poi, grazie al lavoro instancabile soprattutto dei 4 fratelli Vanzella, il Gruppo si è consolidato e ampliato, è stato affiancato prima dal Gruppo AGI, con il quale si è fuso nel 1974, ha dato vita ad un’altra realtà presso la Parrocchia di San Pio X, che tuttora continua l’attività con Branco, Reparto, Clan e Comunità Capi.

12400601_10207332022611626_2025324393637137336_nNella originaria sede di San Martino è stata restaurata la sede del Clan da parte di un gruppo di vecchi scout e in Parrocchia, a ottobre, si festeggerà il 90° di fondazione con tutti gli scout attuali e passati, con gli assistenti ecclesiastici e gli amici che vorranno far festa anche per i 100 anni dello scoutismo italiano.12729051_10208102335699209_3169237416609662862_n

FOGGIA 1 - San Michele Foggia

Gruppo scout AGESCI Foggia 1

LOGO-70-SCOUT-01Il gruppo scout Foggia 1° è nato nell’Opera San Michele nel 1945 e da allora ininterrottamente ha portato avanti le sue attività.
Il gruppo fa parte dell’AGESCI (Associazione guide e scout cattolici italiani) e come prevede l’AGESCI rivolge la sua attenzione ed azione educativa ai giovani dagli 8 ai 21 anni, età nella quale si esce dall’associazione con una suggestiva e significativa cerimonia: la partenza, coronamento del cammino di formazione di ogni scout.
L’AGESCI utilizza un metodo educativo ispirato dall’esperienza e dagli scritti di Robert Baden-Powell .

Tale metodo sostiene la crescita e lo sviluppo della persona abbracciandone la sua totalità toccando quelli che i capi educatori chiamano i quattro punti di B.-P.: salute e forza fisica, abilità manuale, formazione del carattere e servizio del prossimo. Ciò che in definitiva si proponeva Baden-Powell e che si propone tuttora lo scoutismo è di formare dei buoni cittadini, persone in grado di lasciare il mondo almeno un po’ migliore di come lo hanno trovato.
Il metodo scout fonda la sua forza sul valore dell’imparare facendo, attraverso un’esperienza concreta di vita all’aria aperta, di vita comunitaria, di sfida con sé stessi. Sono svariati i “pilastri” del metodo che vengono esplicitati, insieme agli strumenti pratici, nel Regolamento Metodologico dell’associazione.
• Educazione alla vita all’aria aperta e all’essenzialità;
• Educazione alla cittadinanza;
• Educazione alla mondialità ed alla pace;
• Educazione all’amore e ceduazione;
• Educazione alla fede;
Altro elemento del metodo scout è il linguaggio simbolico.

La proposta educativa si attua attraverso le attività e le occasioni proposte nelle tre branche (Lupetti e Coccinelle; Esploratori e Guide; Clan/Fuoco). Ogni branca ha peculiarità proprie per meglio adattarsi alle differenti fasce di età e quindi alle differenti esigenze che nascono nei bambini, negli adolescenti e nei giovani.
Inoltre è importante la progressione personale, in cui ognuno cerca di migliorare dandosi degli obiettivi su quattro punti: me stesso, rapporto con gli altri, rapporto con il gruppo, e rapporto con la fede.
Il gruppo scout Foggia 1 (FG1) è nato nell’Opera San Michele nel 1945 e da allora ininterrottamente ha portato avanti le sue attività.

Branca L/C: Branco “Fiore rosso”
La Branca Lupetti comprende bambini e bambine dai 7-8 anni agli 11 anni. I bambini scoprono il mondo dello scoutismo tramite un’immersione nel mondo della giungla. I bambini apprendono i valori propri dello scoutismo (lealtà, impegno, costanza, gioia, etc…) tramite l’insegnamento dei capi che si identificano nei personaggi del libro della giungla (Akela, Kaa, Baghera, Baloo, etc…).

Branca E/G: Reparto “Croce del sud”
La Branca Esploratori/Guide si rivolge ai ragazzi dagli 12 ai 16 anni che si uniscono in Unità chiamate Reparti. I fini della proposta educativa della Branca, comuni a tutta l’Associazione, sono presentati in maniera adeguata all’età, rispettando i tempi di crescita dei singoli e della comunità; ad essi debbono ispirarsi tutte le attività del Reparto sia nella fase di preparazione che in quella di realizzazione, sia, infine, in sede di verifica.

Branca R/S: Noviziato e Clan/Fuoco “A. Meola”
I Rover e le Scolte sono ragazzi/e tra i 16 e 19 anni che aderiscono alla proposta che lo Scoutismo fa alla loro età. Formano le Comunità R/S per vivere un’esperienza tesa a favorire la crescita di ciascuno nell’impegno dell’autoeducazione, nella disponibilità al servizio del prossimo, nello sforzo di maturare delle scelte per la vita.

Per info:

agescifg1@virgilio.it

www.foggiauno.it

MODENA 2 - Modena

Gruppo scout Modena 2

ANNO DI FONDAZIONE
1973

NUMERI

Comunità Capi: 22
Branco “Popolo Libero” (sede in parrocchia S. Antonio di PD in Cittadella) (8-11 anni): 33
Branco “Roccia della Pace” (sede in parrocchia Madonnina) (8-11 anni): 17
Reparto “Sirio” (12-16 anni) 30
Clan “La Cascata” (17-20 anni): 22

Un cerchio dove è presente tutto il gruppo insieme ai genitori, durante un'uscita di chiusura dell'anno, presso la casa scout di Festà (Appennino modenese), gestita direttamente dal Modena 2

Un cerchio dove è presente tutto il gruppo insieme ai genitori, durante un’uscita di chiusura dell’anno, presso la casa scout di Festà (Appennino modenese), gestita direttamente dal Modena 2


Un momento di attività con i due branchi del Modena 2 insieme, che portano avanti le proprie attività su 2 differenti parrocchie (S. Antonio di PD e Madonnina)

Un momento di attività con i due branchi del Modena 2 insieme, che portano avanti le proprie attività su 2 differenti parrocchie (S. Antonio di PD e Madonnina)


Una foto di gruppo durante una

Una foto di gruppo durante una “Giornata del Pensiero”.
Sono presenti nella foto tutte le fasce di età a cui si rivolge la proposta scout sotto il motto “si impara da piccoli a diventare grandi”

NAPOLI 5 - Sacra Famiglia Napoli

Il gruppo Scout Napoli 5 presente nell’Opera Sacra Famiglia di Napoli

ANNO DI FONDAZIONE
1946/1947

NUMERO DI PARTECIPANTI
81 (70 Ragazzi e 11 Capi)

Tutte le unità previste dal metodo scout
Branca L/C (BRANCO SEONEE anni 8-11)
Branca E/G (REPARTO CHARLIE BROWN maschile e LADY B.P. femminile anni 12-15)
Branca R/S ( CLAN-FUOCO LA QUERCIA anni 16-20)

1) qual è la storia del vostro gruppo scout?
Il gruppo scout Napoli 5° fu fondato al rione Luzzatti per opera di Padre Agostino Tirelli, già cappellano militare in Africa, e prigioniero degli inglesi prima in Egitto e poi in India.
Padre Agostino, nell’opera di Napoli dal 1946, motivò alcuni giovani che frequentavano l’oratorio di allora, tra cui: Domenico Finizio (primo akela), Pellecchia (primo Bageera), Ciro Gatta, Martellotta, il professore di educazione artistica Jacuelli…
La prima sede degli scout fu la cantina sotto la sacrestia.
Nel 1950, in occasione dell’anno santo, il gruppo scout Napoli 5° ricevette dal Papa Pio XII il regalo di 100.000 lire con le quali si comprarono le tende canadesi, (forse il 5° fu il primo gruppo di Napoli ad avere le tende per il campeggio).
Nel 1953, come assistente del Napoli 5°, a padre Tirelli subentrò il padre Antonio Catapano che vi rimase fino al 1966.
Il nuovo assistente procurò agli scout una nuova sede nei cantinati dei palazzi del rione Luzzatti.
Nel 1956 Il padre Tirelli ritorna a Napoli e fonda il gruppo femminile delle Guide Napoli 3° : tra le prime guide si ricordano: Nunzia Gatta, Migliaccio, Melina Terzano, Anna Cancro, Bompresa.
Negli anni dell’unificazione dell’AGI e dell’ASCI le guide e gli scout del Quartiere divennero Napoli 5° AGESCI.
Dagli anni 50 fino agli anni 90 il gruppo ha svolto le sue attività nella stessa sede, luogo sempre aperto ed accessibile, dove gli stessi ragazzi, alcuni anche occasionali, cioè non partecipanti alle attività scout erano coinvolti ed impegnati in attività ludiche gestite dal gruppo scout (per esempio tornei di subuteo, feste di carnevale e capodanno).
per varie vicissitudini poi, tra cui i continui allagamenti dei cantinati e l’occupazione degli stessi locali da parte di alcuni abitanti del quartiere che reclamavano il diritto di utilizzo esclusivo di quei locali, costrinsero la Comunità Capi dell’epoca in accordo con il parroco alla decisione di cercare un’altra sistemazione.
Difficili furono la fine degli anni 90 ed i circa 10 anni che seguirono, non l’avere più a disposizione un luogo esclusivo dove svolgere l’attività fu una mancanza non poco significativa.
Il gruppo in quegli anni subiva una perdita notevole di identità oltre ad un cospicuo calo dei ragazzi coinvolti nello scoutismo.
La sede scout era stata da sempre un luogo d’aggregazione in un quartiere scarno di altre occasioni per i giovani abitanti, per alcuni quegli ambienti erano l’alternativa alla strada e per altri alle attività dell’oratorio, con il quale comunque il gruppo ha sempre collaborato attivamente.
Senza sede tutto fu molto difficile, addirittura il materiale di gruppo (pentolame, tende e attrezzature) era un po’ qua ed un po’ là sparpagliato tra cantine e case di capi di buona volontà, i pali di legno usati per le attività di costruzioni all’aperto accatastati sotto gli spalti del campo di calcio; Ciò portò negli anni al deterioramento dei materiali ed il gruppo che era dotato di cospicue attrezzature si ritrovò addirittura ad avere carenza di tende e materiale vario per le attività proprie del metodo scout.
Gli scout svolgevano le attività in una piccola stanzetta a ridosso del teatro dell’oratorio e spesso si ritrovavano a fare riunione a suon di musica e prove teatrali oltre alla effettiva difficoltà perfino nel sedersi in cerchio o in quadrato per il pochissimo spazio a disposizione.
ll Napoli 5° ha continuato anche nei momenti più difficili a svolgere le sue attività scout, anche quando gli adulti impegnati come capi si riducevano nel numero.
Ci sono stati alcuni anni nei quali i capi che sostenevano l’intero gruppo erano solo in 6.
Ciononostante negli anni 90 e per i successivi 10 anni circa il Napoli 5° ha sostenuto con il servizio dei propri capi la nascita di un gruppo scout nel quartiere Barra S. Giovanni, assorbendo i ragazzi di quel territorio e l’intero embrione di Comunità capi e successivamente con il servizio di alcuni capi del 5° sul territorio dove il nuovo gruppo avrebbe dovuto svolgere la propria attività.
all’inizio degli anni 2000 il nuovo gruppo era sorto staccandosi definitivamente dal Napoli 5° che intanto aveva profuso, attraverso i suoi capi competenze ed energie ma pronto a concentrare le forze per una nuova rinascita.
Finalmente ancora con il supporto dei Giuseppini nel 2008 circa il gruppo riesce a costruire una nuova sede, una casetta fuori terra in uno spazio dell’oratorio ed il Napoli 5° comincia a riacquistare la sua identità, comincia a crescere nel numero di ragazzi e di capi.
Il Napoli 5° tra alti e bassi, con continuità, senza mai avere pause, è riuscito ad arrivare a 70 anni di attività.

2) cosa vuol dire oggi essere Scout?
Lord B.P. rivolgendosi ai suoi scout li esortava a condurre in autonomia la propria vita, «Guida la tua canoa. Non startene inerte, triste o adirato Da solo tu devi guidar la tua canoa». È dunque ancora oggi attuale tale esortazione, spingendo i ragazzi alla scoperta, alla competenza, ed alla responsabilità.
I nostri ragazzi ed anche tanti giovani capi soffrono della mancanza di lavoro stabile, di adeguata remunerazione e sempre di più subiscono l’impossibilità di rendersi autonomi. Molti cominciano un percorso di servizio e di formazione ma poi sono costretti a lasciare l’associazione per il lavoro che li porta lontano dalla propria città o gli impone tempi e modi assurdi.
I nostri tempi sono caratterizzati della velocità con la quale si svolge la vita di ognuno, la stessa velocità che anche grazie a Internet, riesce ad abbattere confini e riesce ad aprire orizzonti nuovi fino a pochi anni fa inimmaginabili.
Assistiamo anche allo sgretolarsi di riferimenti miliari come quello della famiglia, nella forma come fino ad ora concepita e spesso tutto questo rumore e velocità disorienta; La vita in un gruppo scout può essere sicuramente utile a tenere la rotta !!!
l’approccio educativo e l’obiettivo finale del metodo scout è: essere felice rendendo felice qualcun altro, vivere in una comunità, spendersi nella cittadinanza attiva, nell’accoglienza, nella solidarietà questo è oggi essere scout.
Cucinare, giocare e cantare al fuoco di un falò, dormire in tenda sono solo strumenti con i quali si realizza un percorso di crescita per gli uomini e le donne cittadini del futuro.

3) cosa vuol dire esserlo in un’opera Giuseppina?
Essendo nati e vissuti sempre in un’opera giuseppina è difficile per il nostro gruppo pensare a come sarebbe stato altrove ma crediamo che non ci possa essere realtà più adeguata per un gruppo scout!
Il nostro San Leonardo invitava a guardare sempre con attenzione la società che lo circondava ed è proprio quello che oggi i capi si pongono tra gli obiettivi educativi.
Era per i suoi tempi un prete all’avanguardia, faceva sport (nuoto e alpinismo) e spingeva i suoi passi sempre oltre e anche noi scout di oggi con gli strumenti propri del metodo spingiamo i ragazzi a condurre la propria canoa e a diventare dei buoni cittadini.
Il nostro impegno a “lasciare questo mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato” lo sentiamo in sintonia anche con l’esempio di San Leonardo che si gettava sempre con slancio e dedizione nelle sue imprese ed era il punto di riferimento di ragazzi orfani e abbandonati.
Infatti il nostro Servire in un quartiere difficile si avvicina tantissimo al carisma del Murialdo che dedicava maggiormente il suo impegno verso le classi sociali più povere.
S. Leonardo ci ha insegnato che stimolare le capacità accrescendone la cultura poteva riscattare gli ultimi, proprio come il nostro fondatore, che per principio vedeva un 5% di buono anche in chi fosse considerato il peggiore individuo. Il gioco sta nello scoprirlo.

4) quali sono le iniziative caratteristiche del vostro gruppo scout?
Dal nostro Progetto educativo “Il contesto territoriale nel quale operiamo, realtà di periferia urbana, flagellata dalla recente crisi economica e di valori, ci pone in prima linea come cittadinanza attiva, a favore delle categorie più deboli, nella testimonianza del rispetto delle regole e del vivere civile.
l’importanza dell’oratorio dei Giuseppini del Murialdo e di tutte le associazioni correlate, che da anni rappresentano l’unico centro di aggregazione sul territorio ampliano la proposta educativa, che risulta fondamentale per educare al bene comune e al senso civico.
Tale cooperazione si traduce in una presenza propositiva nel gruppo della consulta dell’oratorio, nel consiglio pastorale e nel comitato di cittadinanza attiva, con l’assunzione di impegni e collaborazione fattiva”.
Un’esperienza attuale è il progetto “vietato calpestare la speranza” (già segnalata su VG) che consiste nella manutenzione di una grande aiuola spartitraffico nell’incrocio appena fuori la nostra sede: un modo per educarsi alla cura gratuita della bellezza mostrando al quartiere un modo di reagire che va oltre la lamentela.
Inoltre – si legge ancora nel P.E. – “siamo parte attiva della crescita spirituale dei ragazzi, in quanto il percorso di catechesi sviluppato nel corso degli anni, all’interno del gruppo, li conduce a ricevere il sacramento della confermazione”.
L’attenzione al coinvolgimento dei ragazzi meno abbienti ci spinge a sostentere le attività del gruppo con attività di autofinanziamento per contenere i costi delle attività.

5) quali gruppi conoscete delle altre opere giuseppine?
Abbiamo conosciuto nel tempo singoli o gruppi di capi di altre opere, non sappiamo precisamente in quali opere sono presenti i gruppi scout non abbiamo rapporti o progetti di attività in comune e sarebbe utile organizzare qualche attività per Capi o Branca RS appartenenti a opere Giuseppine

ODERZO 1 - Collegio Brandolini-Rota Oderzo

Il gruppo Scout Oderzo 1

Senza titoloIl gruppo Scout Oderzo 1 ha origine dai Giuseppini del Collegio Brandolini, proprio negli anni del Patronato Turroni, più precisamente nel 1923, per iniziativa di p.Marco Benetazzo. Allora l’associazione era chiamata Associazione scoutistica cattolica Italiana (ASCI) e il gruppo era costituito da una squadriglia di lupetti (fino a 11 anni) e 4 di esploratori (dai 12 ai 17 anni); c’erano poi alcuni seniores (oltre i 17 anni). Il gruppo si chiamava Scouts “Murialdini”.
Nel 2013 il gruppo ha festeggiato anche qui in istituto i suoi 90 anni. Prendiamo dal loro sito: Era il 16 agosto 1921 quando veniva inaugurato il patronato S. Famiglia “Turroni”. La direzione veniva affidata ai Padri Giuseppini del Murialdo i quali impostarono le loro attività con un programma preciso: “Pregare, Imparare, Giocare”. Organizzarono la compagnia filodrammatica, la squadra ginnica, la banda, il cinema, gli scouts dell’ASCI: lupetti, esploratori, seniores, nel gruppo murialdino Oderzo 1°.
Gli scouts murialdini parteciparono a vari incontri ed attività: nel 1924 a Venezia vinsero la coppa in cristallo; nel 1925 conquistarono la bandiera del Kent (ora esposta nella sede regionale) e medaglia e diploma a Padova; nel 1926 a Verona 1° premio assoluto. Presero parte al pellegrinaggio internazionale scouts in occasione del Giubileo del 1925 ed al campo dei Capi di Bolsena. Nel 1926 il Riparto Scout fu soppresso per l’applicazione delle leggi fasciste; l’attività cessò. La Fiamma Azzurra, i Guidoni, i cimeli furono nascosti presso il Collegio Brandolini. Con il canto della Promessa ed il canto dell’addio le squadriglie si sciolsero con l’impegno di ritrovarsi tutti uniti non appena lo scautismo avesse potuto avere nuovamente una vita libera.
Nella primavera del 1945 Giuseppe Vizzotto lancia la rifondazione dello scautismo ad Oderzo, i “vecchi” scouts riprendono le attività sociali e la tradizione continua nel MASCI (Movimento Adulti Scouts Cattolici Italiani).

RAVENNA 3 - Parrocchia S.Paolo Ravenna

Gruppo Scout AGESCI Ravenna 3 inserito nella Parrocchia S.Paolo di Ravenna

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La presenza degli scout nella parrocchia S. Paolo di Ravenna , chiamati dall’allora parroco Don Giorgio Bordin, risale alla fine degli anni ’90, quando il gruppo Ravenna 1 decise di ampliarsi e quindi di aprire il reparto Aquile Randagie.
Nel settembre del 2002, grazie anche e soprattutto all’affetto di tanti sacerdoti della parrocchia che hanno riposto in noi grandi attese educative, in particolare ricordiamo il nostro Baloo Don Roberto Lovato e Don Angelo Mazzon, è stato aperto il Gruppo Ravenna 3, che attualmente è formato da due branchi misti, due reparti paralleli, un noviziato e un clan.
I colori del fazzolettone del gruppo sono: il verde del prato, il giallo del sole e l’azzurro del cielo. Quest’ultimo colore ricorda anche il Gruppo Ravenna 1, di cui siamo germoglio.
Da alcuni anni la Comunità Capi su richiesta dei sacerdoti ha accettato di inserire all’interno delle attività dei branchi e dei reparti l’accompagnamento dei bambini e dei ragazzi ai sacramenti, rendendoci complementari alla già presente realtà del catechismo.S.Giorgio 25 04 2006
La nostra comunità capi attualmente è la seconda più nutrita della città e per tale motivo è stato avviato un progetto di sviluppo in altra parrocchia con un’iniziale esperienza lupettistica che ha portato ad aprire ben due branchi.
Ad oggi il gruppo vanta un numero di censiti pari a 187 fra Lupetti/e-Esploratori/Guide-Rover/Scolte, 25 capi e due assistenti.San Giorgio di Gruppo 2015
In tutti questi anni, come abbiamo detto la collaborazione e la reciproca stima tra i sacerdoti giuseppini (ricordiamo fra gli altri, susseguitisi negli anni, Don Massimo Rocchi, Don Adriano Camparmò, Don Aldo Cornale e da ultimo l’attuale A.E. Don Luciano Agnella) e i capi scout è stata ottima e i rapporti sono stati improntati alla piena collaborazione, per il bene di tanti ragazzi e giovani.Le promesse Fiore Rosso

ROMA 36 - Oratorio San Paolo Roma

i partecipanti al primo campo, nel 1973

i partecipanti al primo campo, nel 1973

Gruppo Scout Roma 36

ANNO DI FONDAZIONE

1973

NUMERO DI PARTECIPANTI
attualmente siamo 17 capi compresi gli AE, 30 Lupetti/e, 29 tra esploratori e guide, 14 RS, per un totale di 90 censiti.

– qual è la storia del vostro gruppo scout?

L’amatissimo Padre Gastone Borghese dei Giuseppini del Murialdo, ottenuto il caldo incoraggiamento del Direttore dell’Oratorio S. Paolo di Roma, desiderava con tutta la forza del suo grande entusiasmo, iniziare un discorso scout da inserire nell’Oratorio. Quindi tentò tutte le strade possibili in Associazione (che allora era ancora ASCI), ma la regola associativa richiedeva. Per il riconoscimento, la garanzia della presenza di qualche capo brevettato. Il nostro Padre Gastone non mollò e con tenacia,
aiutato da Padre Cosimo e da alcuni seminaristi del vicino collegio “Beda”, capi nello scoutismo inglese, iniziò a radunare alcuni ragazzi, tentando di dare al tutto, dei contenuti scout: fu a questo punto che l’Associazione mandò un vecchio capo, con esperienza scout, a dare una mano per avviare il tentativo, nella giusta direzione.

foto di gruppo scattata durante i festeggiamenti del trentennale

foto di gruppo scattata durante i festeggiamenti del trentennale

I primi incontri avvenuti nell’ottobre – novembre del 1972, fra Padre Gastone e Piero Berra, furono decisivi per la nascita del gruppo scout, che fu riconosciuto dall’ASCI e registrato come Roma 27,con i colori giallo e verde, nei primi mesi del 1973. Solo più tardi con l’unificazione dell’ASCI e dell’AGI, e la conseguente costituzione dell’AGESCI, vennero cambiati i numeri di tutti i Gruppi, per motivi di riorganizzazione associativa e il nostro gruppo si chiamò ROMA 36° AGESCI.

– cosa vuol dire oggi essere Scout?
Sintetizzando, credo significhi essere degli idealisti infaticabili, con la testa fra le nuvole e i piedi saldamente a terra.

– cosa vuol dire esserlo in un’opera Giuseppina?
Come essere scout oggi nelle opere giuseppine? Significa fare scoutismo con un qualcosa in più, da giuseppini laici! Per noi capi, significa fare gli educatori con una spinta particolare, da un punto di vista spirituale e formativo, in un contesto che capisce molto bene il nostro linguaggio e i nostri strumenti. In realtà il carisma del Murialdo, proiettato sui giovani, sugli umili e il suo stile, quello della “famiglia”, è molto “scout”!

– quali gruppi conoscete delle altre opere giuseppine?
Pur conoscendo indirettamente alcuni gruppi (Albano, Foggia, etc) in realtà ad oggi non abbiamo rapporti “privilegiati” con loro rispetto agli altri gruppi. Potrebbe essere bello costruirli nei prossimi anni!

ultimo giorno di campo- 40 anni di storia

ultimo giorno di campo- 40 anni di storia

THIENE 1 - Patronato Thiene

Gruppo Scout Thiene 1

ANNO DI FONDAZIONE

1923

foto storica: 1923, l’anno di fondazione del nostro gruppo!

foto storica: 1923, l’anno di fondazione del nostro gruppo!

NUMERO DI PARTECIPANTI

200 censiti (2 branchi l/c; 2 reparti paralleli; 1 comunità di noviziato/clan).

– qual è la storia del vostro gruppo scout?
Nasciamo nel 1923 per iniziativa del maestro thienese Antonio Thiella.
Dal 1928 al 1945 il gruppo viene sciolto; nel 1928 si svolge comunque un campo scout clandestino a Rotzo.
Nel 1974 dalla fusione di Asci e Agi nasce l’Agesci e anche il nostro gruppo si rinnova
Nel 1925è stato assistente presso il nostro gruppo Gino Cischelli che nel 1944 sarà fucilato dai tedeschi e per questo riceverà la medaglia d’oro.
Dal gruppo sono uscite alcune vocazioni sacerdotali e alcuni servizi internazionali
Il gruppo è ogni anno più numeroso; è vivo e vivace.

– cosa vuol dire oggi essere Scout?
Significa vivere ogni giorno i valori della Legge Scout.

foto del Thiene 1 al completo a Serrada (TN), in occasione del campo di gruppo, nell'agosto 2006

foto del Thiene 1 al completo a Serrada (TN), in occasione del campo di gruppo, nell’agosto 2006

– cosa vuol dire esserlo in un’opera Giuseppina? Come essere scout oggi nelle opere giuseppine?
Significa sentirsi parte di una famiglia molto variegata e giovane

– quali sono le iniziative caratteristiche del vostro gruppo scout?
Apertura e chiusura dell’anno (feste in cui sono coinvolti tutti i censiti e le loro famiglie)
Veglia di Natale (gestita dal gruppo e realizzata per il Patronato)
Triduo pasquale (vissuto intensamente da ogni branca)
Uscite mensili
Campi estivi

– quali gruppi conoscete delle altre opere giuseppine?
Nel passato abbiamo avuto contatti con il gruppo dell’Opera di Cesena

foto della comunità capi Thiene 1, apertura anno scout 2015-16, ottobre 2015 Villa Ca' Dotta Sarcedo

foto della comunità capi Thiene 1, apertura anno scout 2015-16, ottobre 2015 Villa Ca’ Dotta Sarcedo

TORINO 110 - Collegio Artigianelli Torino

Gruppo scout Torino 110 al Collegio Artigianelli di Torino.

ANNO DI FONDAZIONE

Inizia in prova nell’Anno Scout 2013/2014. Apre ufficialmente con l’operazione censimenti nell’Anno Scout 2014/2015

Dicembre 2013 – Sacra di San Michele Arcangelo (Torino). I primi ragazzi che si sono trovati e che hanno voluto il Clan/Fuoco studenti UNI fuori sede a TO

Dicembre 2013 – Sacra di San Michele Arcangelo (Torino). I primi ragazzi che si sono trovati e che hanno voluto il Clan/Fuoco studenti UNI fuori sede a TO

Il Gruppo TO110 – IMPEESA (Il lupo che non dorme mai) è composto da:

– Una Comunità Capi con 8 Capi (Capi Gruppo, Capi e aiuto Capi Clan/Fuoco e 2 AE)

– Un Clan/Fuoco “IRIDESCENTE” con, quest’anno, 29 Rover/Scolte (18 Rover + 11 Scolte) tutti studenti universitari fuori sede (nessun piemontese fra i ragazzi)

2fotoSenza titolo– qual è la storia del vostro gruppo scout?

Fine di settembre 2013… una ragazza di nome Maria RINALDI con il supporto di Cristina CARUSO fa pubblicità al Politecnico di Torino e su Facebook per formare un gruppo di scout universitari su modello di quanto già avveniva a Bologna, Roma, Parma, Milano. Il primo incontro dei ragazzi per conoscersi è al “Cerea Party” la festa universitari organizzata da don Luca PEYRON, Direttore della pastorale universitaria diocesana e fondatore del progetto “Servire con Lode”. I ragazzi si conoscono e si vedono una prima volta al Collegio Einaudi di Torino-Crocetta, insieme ad un giovane Capo Marco FARALDI.

2014 – Almese (Torino). Il primo Clan/Fuoco sta poco a poco e “ufficiosamente” prendendo forma

2014 – Almese (Torino). Il primo Clan/Fuoco sta poco a poco e “ufficiosamente” prendendo forma

Proseguono i contatti con gli Incaricati Alla Branca di Zona (di seguito chiamati IABZ) Rover/ /Scolte di Torino, Giovanni MESSINA e Ilaria GERBO e coi Responsabili di Zona (di seguito chiamati RRZ) Giovanni NEGRI (già Capo del TO25) e Luisa BALCET per il futuro di questo progetto.

Il primo vero momento in cui si è cominciata a forgiare la comunità è stata l’uscita alla Sacra di San Michele dove per la prima volta i ragazzi trovano la possibilità di fare scautismo, seppure ancora un po’ alla buona, nella loro città universitaria. Le emozioni da loro provate quel giorno, seppur sia consistito in una banale camminata ed una messa molto sentita, cementano il gruppo aumentando i propositi di non voler scomparire. Si comincia a trovare un’identità comune nonostante che nelle prime riunioni ci fosse un “fioccare” di ragazzi e ragazze che andavano e venivano.

Su indirizzo della zona, dal punto di vista del servizio extra-associativo, i ragazzi prendono contatti col progetto “Servire con Lode” di cui don Luca è il Direttore.

Ottobre 2014 – Collegi Artigianelli (Torino). Ufficialmente col “suo Parroco” + Cesare NOSIGLIA Arcivescovo di Torino NASCE il TO110!!!

Ottobre 2014 – Collegi Artigianelli (Torino). Ufficialmente col “suo Parroco” + Cesare NOSIGLIA Arcivescovo di Torino NASCE il TO110!!!

A Dicembre dalla zona arriva la notizia che un gruppetto di persone, su spinta di don Luca, si è messa a disposizione per formare un vero staff di Clan/Fuoco (di seguito chiamato C/F): Pierantonio BENA (in arte Tony/Tonino) già Capo Scout del TO25, Alessandro RICHARD Capo Gruppo del TO41 e Antonio DIDONNA già Capo Scout del TO25, che insieme a Marco FARALDI si impegnano a studiare su come formare la prima Comunità Capi del Gruppo ed il Gruppo stesso.

Si trova anche una sede per il neo Gruppo che grazie alla disponibilità dei Giuseppini del Murialdo è al Collegio Artigianelli dove il C/F viene accolto con estrema cordialità.

I ragazzi nel periodo di Natale rientrano a casa dalle loro famiglie, dopo aver lavorato parecchio sulla carta di C/F, confrontando idee ed esperienze diverse.

A Gennaio 2014 rientrano a Torino, si organizza una cena comunitaria insieme ai nuovi capi, con i quali, da Gennaio a Marzo, si lavora per ridefinire la carta di C/F e per creare e costruire quel rapporto tutto scout “Capo-Ragazzo”.

Non sono solo i ragazzi a dovere imparare a conoscere i nuovi capi ma anche gli stessi Capi lo devono fare e con molta fretta, anzi soprattutto, a doversi conoscere e confrontare perché le varie tradizioni/idee/esperienze sono estremamente diversificate e radicate sui territori di provenienza.

Con la zona territoriale scout il dialogo continua. Viene concordata una riunione di verifica verso fine Marzo 2014 per valutare cosa si stia creando in questa esperienza. Nel frattempo, seppur ancora a livello telematico, continua il confronto con il CNCU (Consiglio Nazionale Clan Universitari). Intanto nella zona non c’è unanimità e concordia alla notizia della comparsa di questo C/F “clandestino” ed “universitario”. A metà Marzo viene fatta l’uscita per firmare la carta di C/F a San Giusto Canavese, ospiti di Dario MAURIZIO, Capo storico e co-fondatore del TO41.

La comunità dei RYS intanto continua a crescere, si rafforzano i legami, tutti imparano a confrontarsi ed allo stesso tempo anche i capi cominciano a conoscersi e ad apprezzarsi vicendevolmente sempre di più. Per mettere la ciliegina sulla torta, nella Comunità Capi (di seguito chiamata CoCa) entrano anche due donne: Marika CAPPELLO e Filomena SCHENA tutte e due già Capo Scout del TO25. Con loro si completa la diarchia e si ottiene uno Staff ed una CoCa molto ampia per l’obiettivo che i Capi si sono posti e cioè: “aprire un gruppo autonomo a Settembre 2014”, con il placet della zona. I ragazzi intanto nell’uscita a San Giusto Canavese con questo nuovo Staff firmano la loro carta di C/F, tanto faticosamente redatta alla presenza dello IABZ Giovanni MESSINA.

A fine Marzo il nuovo Staff/CoCa si incontra con i RRZ e con gli IABZ per fare il Punto sul cammino fatto e su quanto ancora da fare per chiudere questo anno Scout dopo di che ci si dà appuntamento al 14 maggio per incontrare il Consiglio di Zona per presentare loro il cammino fatto, la volontà di aprire il Gruppo nel nuovo anno Scout 2014/2015 e di avere la loro collaborazione perché i nostri RYS possano fare esperienza di Servizio Associativo nelle loro Unità L/C e G/E.

Ci si riunisce in “Consiglio di Zona Torino” il 14 maggio 2014 e si presenta la proposta che viene sia accettata da certi gruppi che rifiutata da altri. Il 27 maggio 2014 i Responsabili di Zona ci danno il nullaosta alla costituzione del Gruppo del TO110!!

Maggio 2015 – Presso il Duomo di Torino. Il Campo Nazionale C/F studenti universitari d’Italia a Torino – dopo visita alla Sacra Sindone

Maggio 2015 – Presso il Duomo di Torino. Il Campo Nazionale C/F studenti universitari d’Italia a Torino – dopo visita alla Sacra Sindone

– cosa vuol dire oggi essere Scout?

Essere scout oggi è una sfida oltre che un Gande Gioco.

I ragazzi sono stimolati ad essere protagonisti della loro vita, in spirito di vero Servizio.

A loro viene fatta questa proposta di Roverismo e Scoltismo, che come periodo formativo conclude il loro cammino da educandi nel mondo scout. In questo ambiente, loro sperimentano le varie modalità e realtà di Servizio in prima persona e lo confrontano poi nella comunità R/S, si confrontano durante il cammino con il gruppo di adulti (Staff), che seguono passo-passo la  loro Progressione Personale. Realizzano Capitoli, in cui affrontano temi reali della vita quotidiana e della Polis in cui vivono, li sviscerano, li studiano, si confrontano per poi scegliere di agire sul territorio con gli altri e per gli altri. Giocano insieme e si divertono ma soprattutto “Camminano” insieme e cercano di fare più esperienze possibili accompagnati con molta attenzione, sensibilità, delicatezza, pazienza e disponibilità dallo staff di Capi.

Tutta questa esperienza termina poi con una cerimonia particolare, che nel gergo scout chiamiamo “Partenza”. I ragazzi nel loro cammino scout portano sulle spalle uno “zaino” che poco alla volta riempiono di esperienze di vita vissuta, di gioie ma anche di dolori. Quando insieme ai loro Capi reputano che ormai questo “zaino” è colmo e che quindi non hanno più bisogno della comunità R/S … noi diciamo: “PARTONO” e vanno a cercarsi la loro nuova Comunità di appartenenza a cui dovranno portare tutti i loro valori, il loro vissuto pronti per fare nuove esperienze di vita.

Essere scout oggi quindi vuol dire essere sempre pronti, quando necessario, a “PARTIRE” per nuove esperienze di vita insieme agli altri e aggiungo: nello spirito della propria “Promessa” fatta è vero da giovani, ma che oggi da adulti ti viene chiesto di “Viverla” nel mondo, nella società … con gli altri.

Ottobre 2015 – Sacra di San Michele Arcangelo (Torino). Uscita di inizio d’anno scout 2015/2016 con accoglienza matricole

Ottobre 2015 – Sacra di San Michele Arcangelo (Torino). Uscita di inizio d’anno scout 2015/2016 con accoglienza matricole

– cosa vuol dire esserlo in un’opera Giuseppina? Come essere scout oggi nelle opere giuseppine?

Per esperienza vissuta, il mondo Giuseppino più di altre congregazioni, è l’ambiente ottimale per un Gruppo Scout.

Il clima di sobrietà, di libertà, di sensibilità, di preghiera permanente che accompagna l’atmosfera Giuseppina è il clima giusto dello scout, non per niente dei confratelli Giuseppini che ho conosciuto nella mia vita, moltissimi sono stati da subito e senza particolare difficoltà, TUTTI ottimi Assistenti Ecclesiastici (da noi scout chiamati “AE”) senza particolari sforzi, perché nel loro DNA.

La figura dell’AE nell’AGESCI, è figura fondamentale per la vita del Gruppo. Anche l’AE è parte della CoCa ed è uno fra i Capi, con la sua peculiare scelta vocazionale di presbitero, ma uguale agli atri Capi quando coi ragazzi. La sua figura è essenziale e si esprime nelle celebrazioni e nella, per noi scout sempre viva, Direzione Spirituale! Linfa per i ragazzi e per gli educatori laici del Gruppo. Tutto questo è sin troppo facile quando incontri un confratello Giuseppino del Murialdo, che nelle Opere Giuseppine ti chiede di essere te stesso e di portare la tua quotidianità al servizio dei più piccoli e dei più poveri con gioia e con delicatezza … cosa c’è di diverso dallo scautismo? …

– quali sono le iniziative caratteristiche del vostro gruppo scout?

Partendo da presupposto che i ragazzi rimangono con noi al massimo 2 anni e solo in rari casi 3, abbiamo con loro una intensa serie di attività.

Una “iniziativa” caratteristica non solo del nostro gruppo scout ma di tutti i Gruppi scout, che da noi vive una particolare peculiarità essendo i ragazzi “torinesi” di adozione e per pochi anni, è la presenza significativa nel territorio.

Questa presenza è espressa dalle esperienze di Servizio che i ragazzi fanno e che ogni anno “scout” (equipollente al vecchio anno sociale che va da settembre ad agosto dell’anno successivo) cambia facendo fare esperienze in ambiti diversi.

L’ente che ci aiuta in questa presenza sul territorio è “Servire con Lode” diretto dall’ufficio diocesano studenti universitari. Questo ente offre tutta la panoramica dei servizi presenti sul territorio a cui i nostri ragazzi possono accedere, fornisce per ogni tipologia di servizio un educatore di riferimento con cui i Capi dello staff preposti a tale incarico, possono interfacciarsi per avere così un continuo riscontro sull’esperienza di Servizio intrapresa e tracciare così per ognuno sorta di immagine sul servizio.

– quali gruppi conoscete delle altre opere giuseppine?

Il Torino 25   presso la Parrocchia Nostra Signora della Salute di Torino (Gruppo storico da cui alcuni Capi del nostro Gruppo provengono)

Per il resto, più che i gruppi conosciamo, perché passati da noi, molti ragazzi ed alcuni sacerdoti dei Gruppi scout:

Foggia 1 presso la Parrocchia San Michele Arcangelo di Foggia

Cefalù 1 presso la Parrocchia SS. Salvatore alla Torre di Cefalù

Gli altri ci mancano ancora, ma non è detto che nei progetti futuri del TO 110, non ci sia l’avventura dell’incontro fra le CoCa dei gruppi scout presenti nelle Opere Giuseppine.

Un cordiale abbraccio e Buona Strada!

VITERBO 5 - Viterbo

Gruppo SCOUT AGESCI VITERBO 5

ANNO DI FONDAZIONE

1987 (Viterbo 3) poi nel 1992 unione con Viterbo 2 e nasce l’attuale Viterbo 5.

il Campo 2005

il Campo 2005

NUMERO DI PARTECIPANTI

Branco 20, Reparto 28, Clan 12, Capi 14.

– qual è la storia del vostro gruppo scout?
Nel 1987 è nato nella parrocchia per intenzione di Don Luigi Cencin e nel 1992 c’è stata la fusione con il Viterbo 2 e nasce il Viterbo 5 che opera fino ad oggi senza interruzione.

il campo 2009 a La Verna

il campo 2009 a La Verna

– cosa vuol dire oggi essere Scout?
Essere persone coraggiose che si sappiano mettere in gioco, che affrontano con gioia le difficoltà e che sanno valorizzare i propri talenti.

– cosa vuol dire esserlo in un’opera giuseppina?
E’ un plus valore per l’attenzione che le opere giuseppine hanno peri giovani; attraverso il confronto con le altre realtà giovanili.

– quali sono le iniziative caratteristiche del vostro gruppo scout?
Il nostro gruppo si caratterizza per la cura riposta nel rapporto con i genitori, realizzando annualmente diversi eventi con loro e per loro, formativi e conviviali. La presenza della Luce della Pace che annualmente portiamo in parrocchia.

– quali gruppi conoscete delle altre opere giuseppine?
solo i gruppi scout che vengono ospitati nella parrocchia o nella nostra sede.

il campo 2013 a Brownsea park

il campo 2013 a Brownsea park

Per info:

viterbo5@lazio.agesci.it

www.freewebs.com/viterbo-5/

GRUPO 14 "NADINO" - Hermosillo, Mexico

Mexico, Hermosillo GRUPO 14 “ NADINO “

12283012_10206243890311208_1698969596_n– RAMAS ABIERTAS (SECCIONES) Y NÚMERO DE PARTICIPANTES:

Manada de lobatos y lobeznas 19 niños registrados.
Tropa scout 15 jovenes registrados.
Comunidad de caminantes 11 jovenes registrados.
Clan rover 9 jovenes aldultos registrados.
8 scouters ( jefes y subjefes de seccion )
4 dirigentes ( jefe de grupo, administradora, secretaria y tesorera ).
Al dia de hoy, estamos 66 registrados .
Y aproximadamente 20 niños y jóvenes más, de todas las secciones, están esperando su registro.

– ¿Cuál es la historia de su grupo scout?
Breve historia:
Este grupo nació por iniciativa de nuestro párroco padre jesús berrizbeitia . Él se reunió con dirigentes de provincia de la asociación scout (asmac) y les pidió abrir un nuevo grupo.
Se logró reunir a un grupo de adultos como organizadores .
Se nos dió un curso de inducción básico, por parte de la asociación provincia sonora ( lo tuvimos en noviembre y diciembre de 2013 ).
12311519_10206243905351584_528667586_o-1Y se inició con la captación de niños y jóvenes hacia este grupo, por medio de los avisos parroquiales en todos los centros.
Y poco a poco fuimos conjuntando secciones, jefes, subjefes y dirigentes.
En agosto de 2014 obtuvimos el registro del grupo oficialmente ante la asmac. Como grupo 14 “nadino”. 14 por que nacimos en el 2014 y nadino por san leonardo murialdo, fundador de la congregación de los josefinos, a la cual pertenecen los sacerdotes de esta parroquia.
El 31 de octubre de 2014, registramos a la primera sección completa, siendo entonces reconocidos como grupo según los ordenamientos de la asmac.

– ¿Qué significa hoy ser scout?
El scout cifra su honor en ser digno de confianza.
El scout es leal para con dios, la patria y el prójimo.
El scout, ve en la naturaleza la obra de dios, por eso protege las plantas y a los animales.

12283107_10206243901871497_1558758076_n– ¿Qué significa ser scout en una obra Josefina/Murialdina?
Como lo dice nuestro grito :
-“ ¡ grupo 14 nadino… padre, hermano y amigo ¡ ”.
El 80 % de los muchachos pertenecen a familias de escasos recursos, familias vulnerables, de las colonias de la zona nor-poniente de la ciudad.
Nuestro grupo literalmente es una familia . En base al respeto, disciplina y amor, le damos al muchacho una parte de lo que le hace falta en su familia.
( muchos de los jovenes pertenecen al apoyo de san leonardo murialdo ).
Los muchachos crecen y avanzan en su comportamiento social, academico y cuidado del medio ambiente.
El ser josefino de murialdo es una manera de ser scout.

– ¿Qué grupos conocen de otras obrasJosefinas/Murialdinas?
Existe un grupo de el que platica el padre jesus, pero no se cual es. No se si es de aguascalientes o del d.f.

– ¿Cuáles son las iniciativas características de su grupo scout?
* Brindar confianza, seguridad e integracion al joven.
* que el joven se sienta acogido, querido, para que pueda desarrollarse.
* les brindamos apoyo economico para su registro, que es de $ 700.00 ( el año entrante será de $ 740.00 ). Haciendoles partícipes de actividades economicas para generar el pago de su registro.

GRUPO NADINO - Guadalajara, España

Grupo Scout Nadino

DSC_0287_smallLa jefa de Grupo se llama Ángeles Galán García. Su correo es mafalda-1965@hotmail.es

Tenemos la sede en la Parroquia de la Santa Cruz en Azuqueca de Henares (Guadalajara) España. En el hogar nos reunimos los sábados de 11.30 h. a 13.30 h.

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Nuestro grupo se fundó en el 2011, pertenece a Scouts Guadalajara y al Movimiento Scouts Católico.

Casi todos los responsables somos padres y madres y nuestros niños forman parte del grupo.

Tenemos todas las ramas abiertas: 77 en total

24 castores, 27 lobatos, 16 exploradores, 9 pioneros y una ruta.

También tenemos un comité de padres que nos ayuda  cuando lo necesitamos y a Juanjo  Gasanz, josefino de Murialdo, que es nuestro consiliario.

DSCF0522_smallNuestro grupo intenta enseñar a los niños el respeto por la naturaleza, la tolerancia, la igualdad, el compañerismo, la vivencia de la fe y la actividad física.

Empezamos la ronda en octubre y hacemos una acampada todo el grupo. Luego cada rama realiza sus propias actividades.

Nuestra actividad más importante es el campamento de verano que se realiza la primera quincena de julio.

Como grupo católico preparamos la misa en nuestra parroquia cuando nos toca. Y repartimos la Luz de la Paz de Belén a nuestra comunidad parroquial y a todas las parroquias y grupos de nuestra ciudad. En nuestras actividades siempre tenemos presente a Jesús, colaboramos con el Coro e intentamos que participe todo el grupo  incluido los padres.

DSCF2770_smallCon otros grupos participamos en el Día del pensamiento Scout y en la acampada de San Jorge como también en otros eventos.

Nuestra pg. Web es Scouts Nadino.es.

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Gli Scout in rete su Vita Giuseppina

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Da pagina 17 a pagina 20, la rubrica “in rete” ospita gli Scout della FdM

Immagini dagli Scout

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