Giocare Ecco il terzo ed ultimo verbo oltre del Murialdo educatore.
Oltre il concetto che giocare è roba da bambini.
Oltre il ritenere che giocare è perdita di tempo.
Questo infinito ci chiede di stare tra i ragazzi, in mezzo a loro.
Questo infinito ci propone di condividere il tempo dell’autenticità con loro. Giocandoci nella relazione. Partecipando ai loro giochi. Proponendo di giocare insieme. Il gioco pedagogico ha le sue regole: innanzitutto la partecipazione e la gratuità. Il gioco non ammette maschere: ognuno sta lì per quel che è.
Divertendosi, perché è bello giocare. Il gioco non ha età. Non si è mai troppo vecchi per giocare. Giocare, per mostrare che la vita è gioia, ma anche sfida. Giocare, per conoscersi e conoscere. Giocare, per diventare amici e consolidare i rapporti. Giocare per imparare a conoscere le proprie potenzialità e ad accettare i propri limiti. Giocare, per superare la paura dell’altro. Giocare per godere delle vittorie e per superare il fallimento della sconfitta.
Giocare tutta la vita!
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