48. Le fonti bibliche della spiritualità del Murialdo

L’autore ha sfogliato gli Scritti del Murialdo per sapere come e quanto il Murialdo ha citato la Sacra Scrittura. Le molte citazioni, tratte sia dal Vecchio Testamento come dal Nuovo Testamento, ci dicono della famigliarità del Murialdo con la Bibbia, un testo da lui molto conosciuto e al quale ricorreva spesso nella sua predicazione sia con i ragazzi come per i confratelli. Al di là della curiosità che tale ricerca può destare, il Murialdo rimane un esempio anche in questo campo, cioè quello di fare della Bibbia non solo un libro conosciuto ma soprattutto una fonte della propria predicazione e della propria meditazione. Infine è sempre importante collocare la citazione nel suo contesto, per conoscere il perché il Murialdo facesse riferimento a quella frase della Bibbia, e quale interpretazione egli desse al testo citato. Il lavoro fatto, quindi, è un punto di partenza fondamentale per ulteriori approfondimenti, che speriamo qualcuno possa fare.

Padre Alejandro Bazan

Se vuoi approfondire...

48. Le fonti bibliche della spiritualità del Murialdo – Spunti per la riflessione            (P. Alejandro Bazan)


 

Il presente lavoro si propone come un contributo per un primo approfondimento sulle “fonti bibliche” della spiritualità educativa di san Leonardo, dal momento che esse contribuirono a strutturare la sua vita e, di conseguenza, anche la sua azione educativa.

Per affrontare questo tema, abbiamo assunto come base gli Scritti del Murialdo (15 volumi) e il suo Testamento spirituale, servendoci specialmente degli indici di entrambi i testi. Pur non avendo potuto prendere in considerazione il suo Epistolario, pensiamo che la gran quantità di citazioni analizzate (più di 5.700) costituisca un materiale più che sufficiente per elaborare già alcune riflessioni di sintesi.

Il metodo di lavoro è consistito principalmente nello studio quantitativo delle suddette citazioni bibliche, evidenziando quelle che si ripetono con maggior frequenza, dal momento che esse sono il segnale che quella frase o quel versetto erano molto importanti per il Murialdo. Certamente una simile prospettiva di analisi ha anche limiti evidenti, perché ci sono circostanze in cui una sola citazione, ad esempio quella del “Padre misericordioso – figlio prodigo” nel Testamento spirituale, abbraccia un’intera pagina di riflessioni e caratterizza profondamente la sua spiritualità, mentre tante altre citazioni sono solo accennate di passaggio, con una sola parola, come aggiunta per approfondire un tema. Tuttavia, pur coscienti di questi limiti, crediamo che l’analisi delle ripetute apparizioni di alcune citazioni ci offra un profilo sufficientemente attendibile della spiritualità di san Leonardo.

Di tutto il lavoro di catalogazione delle citazioni bibliche più ripetute, presenteremo qui solo quelle che occorrono più di 20 volte (tra Scritti e Testamento) e cercheremo di tratteggiare, a partire da esse, un profilo spirituale del Murialdo e di presentare i possibili sviluppi pedagogici che ne derivano.

Il Murialdo citava costantemente la Sacra Scrittura. Questo indica una conoscenza, una “frequentazione” e un grandissimo amore alla Parola di Dio. Nei documenti che analizziamo (Scritti e Testamento) troviamo 5.717 citazioni bibliche, delle quali 2.083 sono dell’AT e 3.634 del NT. Di tutte queste citazioni soltanto 89 si trovano nel Testamento spirituale. I libri biblici più citati dal Murialdo sono i vangeli di Matteo, di Giovanni, di Luca e il libro dei Salmi.

Le citazioni predilette dal Murialdo

 

Dalle sottostanti citazioni bibliche, ordinate secondo la quantità di volte in cui appaiono negli scritti del Murialdo e con la sottolineatura della parte di frase che egli più spesso ripete, possiamo già intuire quali erano i temi più ricorrenti della sua spiritualità (nb. le citazioni sono riportate in forma abbreviata).

  1. Lc 10.42 ma di una cosa solo c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta (35 occorrenze).
  2. Gv 3,16 Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui … abbia la vita eterna (33).
  3. Gal 2,20 non vivo più io, ma Cristo vive in me … nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me (30).
  4. Pr 8,31 la mia delizia era stare con i figli dell’uomo (27).

Ap 3,20         sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui(27).

  1. Mt 11,29 imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita (26).

Lc 10,16      Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me (26).

Lc 12,48      A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto (26).

Gv 15,16     io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto (26).

  1. Sal 76,11 E’ mutata la destra dell’Altissimo. Nunc coepi” [ora comincio] (24).

Mt 16,26      quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? (24).

Mt 25,21      Bene, servo buono e fedele, … prendi parte alla gioia del tuo padrone (24).

Gv 15,15      vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi (24).

1Gv 3,2         siamo figli di Dio … saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è (24).

  1. Sal 15,5 Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita (23).

Mt 5,19         questi … precetti … chi li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel Regno dei cieli (23).

Mt 16,24      Se qualcuno vuole venire dietro a me …, prenda la sua croce e mi segua (23).

Gv 20,23      A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati (23).

  1. Mt 11,28 Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro (22).

Mt 19,21      Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri … e vieni! Seguimi! (22).

Mt 19,29      Chiunque avrà lasciato … riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna (22).

Mt 25,41      Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo (22).

Gv 15,5        Io sono la vite … senza di me non potete far nulla (22).

Ap 3,21         Il vincitore lo farò sedere con me sul mio trono(22).

Alcune impressioni sui risultati della ricerca

Anzitutto balza all’occhio la quantità grandissima di citazioni che il Murialdo introduce, usa e applica nei suoi scritti. Egli procede intessendo le sue idee di testi e citazioni bibliche. Tante volte esprime i suoi sentimenti e i suoi desideri con le parole di un salmo o con qualche espressione della Parola di Dio. Egli, generalmente in sintonia con il modo comune di citare i testi biblici del suo tempo, con l’inserzione di brevi frasi prese dall’antica versione latina della Vulgata, mentre svolgeva il suo pensiero su temi spirituali o apostolici, lo faceva arricchendolo con espressioni della Parola di Dio. Il suo amore per la Sacra Scrittura, testimoniato anche da chi lo ha conosciuto e dai suoi biografi, si manifesta con chiarezza in questa sovrabbondanza di riferimenti biblici, dal momento che quasi non c’è pagina nei suoi scritti dove non si trovino varie citazioni.

Inizialmente, i temi che maggiormente risaltano negli Scritti e nel Testamento spirituale del Murialdo coincidono con le aspettative che emergono dagli studi degli ultimi 30 anni circa la spiritualità di san Leonardo: la priorità dell’amore di Dio, la sua rivelazione e realizzazione salvatrice nel suo Figlio fattosi uomo per amore, la nostra elezione in Cristo per essere suoi discepoli nella condivisione della sua vita e per essere suoi apostoli, la gratitudine per il suo amore infinito, l’esortazione alla conversione e al perdono, l’educazione dei giovani perché abbiano in abbondanza la vita vera, la coscienza di dover ri-presentare Gesù …, temi che potrebbero dedursi anche a partire dagli studi finora condotti sulla spiritualità del nostro fondatore.

Per me è risultata una novità, in certo modo inaspettata, la frase più citata dal Murialdo: «di una cosa solo c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore», frase che è parte, come sappiamo, della risposta di Gesù a Marta che si lamentava perché egli non interveniva affinché la sorella Maria la aiutasse nelle faccende di casa e nell’attenzione agli ospiti che erano arrivati. Nella sua risposta Gesù afferma che stare con lui e ascoltare la sua Parola viene prima di qualsiasi altra attività, per quanto buona.

Il modo in cui il Murialdo sottolinea e ripete la frase «di una sola cosa c’è bisogno» mi conduce a pensare all’esigenza di un’opzione fondamentale di vita: o tutto per Cristo, dando assoluta priorità alla sua persona per raggiungere la salvezza, o la grigia mediocrità della tiepidezza spirituale. Sembra che ci vengano ripresentate con forza la necessità di scegliere tra le “due vie” che ci propone il Salmo 1, o la famosa meditazione degli esercizi spirituali di sant’Ignazio di Loyola sopra “le due bandiere”. Occorre mettersi in gioco e scegliere. Non si può stare contemporaneamente da entrambe le parti, perché qui ne va della cosa più importante: la salvezza eterna! Del resto la “salvezza” è l’obiettivo della domanda di Gesù: «quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita?», che il Murialdo cita molto frequentemente. Scegliere Cristo è cercare la santità: stare con lui e contemplarlo, ascoltare la sua Parola e metterla in pratica. La seconda parte del versetto: «Maria ha scelto la parte migliore» ricorda anzitutto la chiamata di Dio, che per amore ci consacra e ci permette di mettersi al suo servizio per la salvezza dei giovani.

Il secondo aspetto che ha richiamato la mia attenzione è stata l’importanza che Gesù conferisce al premio finale escatologico. Certamente questo tema, direttamente collegato a quello della “salvezza”, appartiene alla spiritualità del suo tempo e sarebbe strano che non apparisse in abbondanza in questa indagine. Probabilmente questo argomento ha attirato la mia attenzione anche perché oggi i temi “escatologici” sono quasi scomparsi dal sentire quotidiano dei cristiani. Certo, sapevo che avrei incontrato citazioni riferite alla morte, al giudizio, al purgatorio, al paradiso e all’inferno, ma le pensavo meno accentuate e più centrate sul pericolo dell’inferno e sui castighi meritati per i peccati… Invece, come si vede dai testi citati dal Murialdo, le frasi che egli ripete spesso sono orientate a presentare soprattutto il premio e la condivisione della gloria divina. Sembra che nel Murialdo la visione circa le questioni escatologiche fosse molto più segnata dalla speranza e dalla fiducia di raggiungere la gloria del Regno, per la misericordia divina, che non dal timore del castigo per il peccato.

Pensavo anche di incontrare molte citazioni riferite all’ascetica cristiana, allo sforzo umano, al sacrificio, alla forza della volontà. E questo perché immaginavo che i testi più “mistici” del Murialdo sull’amore di Dio (infinito, misericordioso, eterno, attuale, personale, tenero, gratuito), sul fatto che tutto è grazia, sull’amore provvidente di Dio, sull’immagine di Dio come il padre misericordioso della parabola, ecc., fossero piuttosto il frutto maturo dei suoi ultimi anni, con lo sguardo pieno di sapienza e di fede che troviamo nel suo Testamento spirituale. Certamente ci sono tanti testi che esortano all’impegno ascetico, in linea con la spiritualità del suo tempo, ma non sono i più importanti, né i più ripetuti.

Credo che questo ci parli di una spiritualità del Murialdo che, pur avendo chiara l’importanza del nostro apporto personale di conversione e di cammino ascetico nella sequela di Cristo, è ancor di più illuminata dall’azione della grazia che, rivelandoci l’amore del Padre, ci trasforma e ci modella a immagine di Gesù Cristo, in una “passività attiva” che accoglie l’azione divina e da essa si lascia educare.

Profilo spirituale di san Leonardo

 

A partire da queste, che sono le citazioni più ricorrenti nel Murialdo, cerchiamo di costruirne un profilo spirituale (nb.: le citazioni vengono riportate parafrasate, in corsivo).

L’unica cosa necessaria … e la parte migliore…

San Leonardo Murialdo ci ricorda che una cosa sola è necessaria: seguire Gesù per raggiungere la salvezza e impegnarci per la salvezza dei giovani, perché questa è la parte migliore.

… è l’amore del Padre rivelato nel suo Figlio…

Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché abbiamo la vita eterna.

Cristo ci ha amati e ha consegnato se stesso per noi perché noi vivessimo in lui e lui in noi.

Egli sta sempre alla porta e bussa, se gli apriamo, entrerà e cenerà con noi.

Perché la sua delizia è stare con i figli dell’uomo.

… che ci ha scelti e chiamati…

Egli ci ha scelti e chiamati “suoi amici” perché tutto ciò che aveva udito dal Padre ce lo ha fatto conoscere.

Ci ha esortati a imparare da lui, che è mite e umile di cuore.

Ci ha fatto sperimentare che solo il Signore è nostra parte di eredità

e ci ha costituiti perché andiamo e portiamo frutto abbondante e duraturo.

… per essere discepoli di Gesù..

Ci ha detto che andiamo a lui, noi tutti che siamo stanchi e oppressi, e che egli ci darà ristoro.

Ci ha invitati a seguirlo: Se vuoivieni! Seguimi!

ricordandoci che per essere suoi discepoli occorre rinunciare a se stessi, prendere la croce e seguirlo.

… e missionari del suo vangelo…

Facendosi sua presenza in mezzo alla gente: chi ascolta voi ascolta me.

Invitandoci con urgenza alla conversione: “ora comincio”

perché senza di lui non possiamo fare nulla.

facendoci ministri del perdono: a coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati…

ed educatori del suo popolo: chi osserverà i miei precetti e li insegnerà, sarà considerato grande.

Coscienti di questa grande responsabilità, perché a chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto…

e perché alla fine saremo giudicati sull’amore: Via, lontano da me…, quelli che non hanno amato.

… aspettando nella gioia la pienezza del Regno.

Fiduciosi nella sua promessa di ricevere cento volte tanto e in eredità la vita eterna…

chiediamo al Signore il dono di essere servi buoni e fedeli per prendere parte alla sua gioia…

e perché egli ci faccia sedere con lui sul suo trono quando regnerà insieme al Padre.

Fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato…

– quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.

 

Alcune considerazioni dal punto di vista educativo

Anzitutto è importante ricordare che nel Murialdo spiritualità e servizio educativo non sono due realtà diverse o due ambiti differenti della sua vita, ma una medesima e unica esperienza che investe tutta la sua esistenza. Non c’è stato un Murialdo che ha vissuto una forte spiritualità con Dio e che ha “anche” lavorato nell’educazione dei giovani … E’ esistito solo il Murialdo che, trasformato (educato) dall’esperienza dell’amore di Dio che ha conferito senso, pienezza e gioia alla sua vita, si è impegnato interamente affinché i giovani, specialmente i più poveri e bisognosi, potessero vivere la stessa esperienza trasformante (educativa) dell’amore di Dio e così avere vita abbondante in Cristo.

Dunque, le stesse fonti bibliche della sua spiritualità saranno i fondamenti che caratterizzeranno la sua donazione nel servizio educativo-evangelizzatore nei riguardi dei giovani. Seguendo lo schema precedente, si potrebbe parlare di:

L’unica cosa necessaria … e la parte migliore… Si tratta di educare alla libertà… e dunque nella libertà. Lavorare affinché i giovani siano capaci di scegliere liberamente, come protagonisti, e di essere fedeli a queste scelte. Soprattutto, aiutarli affinché riescano a realizzare la scelta fondamentale della loro vita, opzione che per il Murialdo è, in ultima istanza, “o per Cristo o contro Cristo”. Questa opzione fondamentale per Gesù Cristo è l’«unica cosa necessaria»: è il ne perdantur, la salvezza… “educare per il paradiso”. La “parte migliore” ci invita a dare valore al servizio educativo-evangelizzatore dei giovani. E’ la grande dignità dell’educatore che segue i passi di Gesù Maestro e lo “ri-presenta” affinché i giovani abbiano vita abbondante in lui.

 

… è l’amore del Padre rivelato nel suo Figlio… Dio Trinità, che ci ha creati per amore e per vivere in eterna comunione di intimità con lui, con i nostri fratelli e con la creazione, ci ha poco per volta educati come popolo con la tenerezza della sua pedagogia affinché siamo capaci di accogliere suo Figlio che si è fatto uomo, la rivelazione dell’amore del Padre, e per essere trasformati dal suo Spirito. Questa pedagogia dell’amore divino ci forma affinché possiamo vivere pienamente la nostra dignità di figli di Dio in Cristo. Pedagogia di amore che il Murialdo ha sperimentato nella sua storia personale, soprattutto nel suo passaggio “pasquale” dalla crisi della sua adolescenza verso la gioiosa esperienza di sentirsi perdonato e risuscitato grazie alla misericordia del Padre e chiamato a seguire Gesù nel ministero sacerdotale, immeritato dono della sua tenerezza divina. Quando fonderà la Congregazione di San Giuseppe dedita all’educazione, san Leonardo chiederà ai suoi confratelli che «si impegnino a diffondere la conoscenza dell’amore infinito, attuale e individuale che Dio ha per tutti gli uomini», perché noi «abbiamo conosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi». Una verità che il Murialdo ha sempre trasmesso ai suoi giovani come il tesoro fondamentale della sua proposta educativa. L’esperienza di sentirsi appassionatamente amato da un Dio che desidera condividere la nostra vita, che ci chiama, che ci attende con pazienza, che è felice di starci accanto … lo conquistò e lo spinse a impegnarsi interamente affinché anche i suoi giovani potessero fare esperienza di questa pienezza di vita.

… che ci ha scelti e chiamati… L’esperienza di sentirsi scelti e chiamati personalmente per amore genera nuove relazioni interpersonali, calde e positive, nelle quali ogni giovane potrà sentirsi amato con predilezione, in modo personale e unico, e sarà aiutato a maturare affinché anch’egli possa costruire nuove relazioni vere e cariche di affetto con chi lo circonda. Questo clima di relazioni caratterizzato dalla tenerezza, che il Murialdo definiva come “il nuovo sistema educativo” è il fondamento di quella “ben unita famiglia” che deve abbracciare tutta la comunità educativa. Superando le relazioni basate sui ruoli e sulla gerarchia, in favore di quelle fondate sull’affetto, per essere “amici, fratelli e padri” dei giovani. Chi si sente amato cresce nella sua autostima, impara ad amare se stesso e si apre ad amare il prossimo e il creato. L’amore è il motore di tutto il processo educativo, perché apporta motivazioni, sostiene lo sforzo, libera le molteplici potenzialità dell’intelligenza emotiva, stimola la passione di conoscere la verità e di servire il prossimo nel miglior modo possibile, “facendo il bene bene”.

 

… per essere discepoli di Gesù… Una proposta educativa integrale e unitaria che vede in Gesù Cristo la realizzazione di tutta la pienezza umana e che per questo cerca di educare evangelizzando e di evangelizzare educando. La proposta kerigmatica di incontro con Cristo per seguirlo e avere vita piena e abbondante in lui è la fonte, il nucleo e la meta del nostro servizio educativo. Una proposta che fa appello alla libertà: « Se vuoi… vieni! Seguimi!», una proposta che nell’educazione apprezza ogni passo portatore di vera umanità come cammino di evangelizzazione e che, nel rispetto della libertà personale, propone chiaramente un cammino graduale di crescita nella fede, per la piena realizzazione umana in Cristo (cfr. Populorum progressio, 21).

 

… e missionari del suo vangelo… Nel volto dei ragazzi di strada, negli orfani e abbandonati, nei giovani in crisi… il Murialdo sperimentò con ancora maggior forza l’urgente chiamata di Gesù a porsi al loro servizio nell’educazione, per farli diventare “buoni cristiani e onesti cittadini”. A partire dai suoi primi impegni apostolici, dapprima collaborando, poi facendosi carico di alcuni oratori nelle periferie di Torino, e con la successiva accettazione della carica di rettore del Collegio degli Artigianelli, impegno che lo assorbì fino all’ultimo giorno della sua vita terrena, e, specialmente, con la scelta di fondare la congregazione affinché il suo servizio ai giovani non venisse meno con la sua morte… tutto nel Murialdo fu vivere la sua vocazione di servizio a Cristo mediante l’educazione dei giovani, specialmente di quelli poveri e bisognosi. Egli esortava i suoi confratelli e gli educatori a prendere coscienza che noi siamo strumenti di Cristo, che abbiamo bisogno di stare uniti a lui, perché senza di lui non possiamo far nulla, che è urgente insegnare la strada della vita buona del vangelo e aiutare i giovani nel loro cammino di conversione per poter accogliere il perdono misericordioso di Dio. Tutta la sua vita di educatore scaturiva dalla coscienza di essere apostolo a servizio dei giovani, affinché avessero vita, e vita abbondante, in Cristo. Cosciente di questa responsabilità, egli invitava tutti, educatori e giovani, al senso di responsabilità, perché alla fine saremo giudicati sull’amore che abbiamo dato ai nostri giovani.

 

… aspettando nella gioia la pienezza del Regno. Si dice che “chi son sa dove vuole andare, nessuna strada gli va bene”. Il Murialdo, al contrario, aveva ben chiara la meta del suo cammino personale e del lavoro educativo che doveva offrire ai suoi giovani: arrivare alla gloria del Padre nella comunione eterna del suo Regno … e attendeva con ansia di scoprire la pienezza del mistero nascosto in noi: essere figli di Dio. Questo non significa assolutamente disinteressarsi dell’impegno quotidiano per una vita più degna, giusta e solidale. Al contrario… proprio perché abbiamo coscienza di questa meta che ci è promessa nella pienezza dei tempi, ci impegniamo adesso a lavorare con tutte le nostre forze per cominciare a costruire questo Regno di giustizia, di amore e di pace; e il nostro modo specifico di collaborare alla costruzione del Regno è l’educazione cristiana dei giovani, specialmente dei più bisognosi. Proprio perché abbiamo una sicura speranza non possiamo stare ad aspettare a braccia conserte. Chi ha speranza, lavora per accogliere il futuro. Il Murialdo non offrì solo educazione intellettuale, ma anche professionale. Aiutò i suoi giovani a inserirsi attivamente e positivamente nella società, accompagnandoli anche nei primi passi verso una vita autonoma. La speranza nel domani stimola e impegna nell’oggi! Pur con lo sguardo fisso verso la risurrezione finale, anzi proprio per questo, la laboriosità, la solidarietà, la responsabilità, l’esigenza di qualità, la creatività … caratterizzarono sempre la proposta formativa del Murialdo.

Si potrebbero studiare tante altre dimensioni nel modo di utilizzare e vivere la Parola di Dio da parte del Murialdo; quelle qui delineate vogliono soltanto essere un piccolo contributo ad una riflessione iniziale su questo tema.

Alejandro Bazán

Nota.

Numero di citazioni dei libri biblici da parte del Murialdo.

  1. Genesi: 103; Esodo: 38; Levitico: 4; Numeri: 5; Deuteronomio: 20; Giosuè: 21; Giudici: 3; 1 Samuele: 31; 2 Samuele: 23; 1 Re: 9; 2 Re: 10; 1 Cronache: 3; 2 Cronache: 5; Tobia: 14; Giuditta: 3; Ester: 5; 1 Maccabei: 6; 2 Maccabei: 14; Giobbe: 48; Salmi: 741; Proverbi: 92; Ecclesiaste (Qoèlet): 79; Cantico dei Cantici: 77; Sapienza: 121; Ecclesiastico (Siracide): 103; Isaia 224; Geremia: 103; Lamentazioni: 37; Baruc: 4; Ezechiele: 54; Daniele: 22; Osea: 21; Gioele: 11; Amos: 1; Giona: 1; Zaccaria: 8; Malachia: 19.

N.T. Matteo: 920; Marco: 133; Luca: 602; Giovanni: 605; Atti degli Apostoli: 81; Romani: 66; 1 Corinzi: 279; 2 Corinzi: 111; Efesini: 78; Filippesi: 88; Colossesi: 14; 1 Tessalonicesi: 22; 2 Tessalonicesi: 5; 1 Timoteo: 64; 2 Timoteo: 27; Tito: 14; Ebrei: 138; Giacomo: 43; 1 Pietro: 38; 2 Pietro: 11; 1 Giovanni: 94; Apocalisse: 201.

Totali: AT.: 2.083             NT.: 3.634            Totale: 5.717 citazioni bibliche.

Di cui: 5.628 negli Scritti e 89 nel Testamento spirituale.

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