AmericoVari

P. Americo Vari

* Anagni (FR), 19 settembre 1923

† Ariccia, 3 aprile 2015

 

 

 

Americo ci ha lasciati attorno alle ore 8,45 di venerdì 3 aprile 2015, venerdì santo. La sua fibra non ha più retto al logoramento della stanchezza e della malattia. Possiamo dire che si è spento definitivamente dopo un periodo di progressivo indebolimento fisico e psichico

Era nato ad Anagni il 19 settembre del 1923. Come per alcuni altri nostri confratelli, l’occasione di incontrare i Giuseppini fu il trasferimento della sua famiglia a Roma e l’incrocio con la nostra Opera del Pio X e della Parrocchia dell’Immacolata, dove inizia gli studi inferiori che completerà poi a Viterbo. Nel 1939 lo troviamo in noviziato a Vigone e poi a Ponte di Piave per gli studi di filosofia. Dopo i tre anni di tirocinio (’43-’46) compiuto interamente a Viterbo (allora seminario minore), compie gli studi teologici tra Viterbo e Albano per poi essere ordinato sacerdote a Viterbo il 4 marzo del 1950.

Dopo il conseguimento della laurea in matematica e fisica, svolge il suo apostolato di giuseppino sostanzialmente in alcune opere scolastiche della Congregazione: a Roma Pio X dal ’55 al ’56; ad Albano dal ’56 al ’58; a Oderzo dal ’58 al ’60; a Santa Margherita Ligure dal ’60 al ’66. E da quell’anno la lunga e definitiva permanenza ad Albano, sempre con compiti di insegnamento, assistenza, direzione, presidenza, animazione.

 

Caro P. Americo,

noi che siamo qui oggi per darti l’ultimo abbraccio e saluto non possiamo fare a meno di mandare alla nostra memoria alcune cose di te che ci rimangono come testimonianze preziose di una vita vissuta all’insegna della pienezza e del dono totale.

 

Sei stato giuseppino tra i giovani educandoli attraverso la scuola. La scuola è stata la tua parrocchia, la tua chiesa, il tuo pulpito. Ai tuoi ragazzi ha saputo dare il gusto dello studio, della scoperta, dell’apprendimento come progressivo esercizio di crescita. Hai messo a loro disposizione le doti di intelligenza che avevi. Attraverso l’insegnamento della matematica e della fisica hai saputo avvicinarti ai tuoi ragazzi da prete e da educatore. Hai saputo trasmettere esempi e parole di grande passione e dedizione. Nella vita della scuola e del collegio sei stato vicino ai tuoi ragazzi condividendo con loro la fatica quotidiana. Al loro fianco da educatore, da padre, da amico, da fratello, da insegnante, da prete. Forse non con la forza del trascinatore, ma con la pazienza di chi si fa prossimo e sta vicino ogni giorno e sa essere, allo stesso tempo, esigente ed indulgente. Capace di reinventarti propositore e animatore e fautore del gruppo Scouts al “Murialdo” di Albano, in una età in cui altri già tirano i remi in barca. Una vita da giuseppino pienamente realizzato.

Sei stato tra di noi fratello in comunità. Nella tua cartella personale rimangono alcuni scritti che rendono conto anche delle difficoltà e dei problemi che hai dovuto attraversare. Ti hanno affidato responsabilità che forse ritenevi superiori alle tue possibilità; con i Superiori ci sono stati momenti di confronto a volte anche aspro; in qualche situazione hai dovuto affrontare contrasti e divergenze. Lo sappiamo, la vita comunitaria non ci mette al riparo da tensioni e da difficoltà. Ma ciò che ci resta di te è il ricordo di una grande dignità e disponibilità che ti hanno consentito di attraversare tutte queste vicende con un indefettibile senso di fede e di amore alla Congregazione.

Di te abbiamo ammirato il modo benevolo con cui hai seguito non pochi ex allievi che, ormai grandi e adulti, ti venivano a cercare per una parola, un consiglio, un ricordo. Hai saputo prolungare in questo accompagnamento delle persone il servizio educativo svolto nella scuola. Prolungamento di insegnamento e di paternità. Benedizione per chi, nella vita, si ricorda di essere stato una volta veramente e liberamente amato e va in cerca del volto e del cuore di chi lo sappia accogliere ed ascoltare in libertà. E con tanta benevolenza hai saputo accompagnare quelli della tua famiglia. Ti brillavano gli occhi quando parlavi di loro ed era facile capire che li portavi nel cuore, che per loro pregavi e trepidavi.

E da ultimo ci lasci il ricordo di una vita cocciutamente dedicata al lavoro e all’occupazione. Non sapevi e non volevi perdere tempo. E quando non hai più potuto dedicarti all’insegnamento in classe ti sei adoperato molto con ripetizioni personali; e poi il giardino, con la cura (o la tortura a volte) delle piante, dei fiori, la pulizia degli spazi. E poi ancora quella passione di coltivare per te e per gli altri il senso del bello, con la riproduzione di quadri, i disegni che appendevi dappertutto, anche nei luoghi più impensati e improponibili. In realtà volevi dire a te stesso e a noi che il tempo è Grazia, che le doti vanno coltivate, che i talenti vanni trafficati, che ogni stagione della nostra vita è buona per far fruttificare i doni ricevuti da Dio.

Poi sono venute le lunghe giornate segnate solo più dalla preghiera del Rosario, dalla Messa quotidiana, da qualche buona lettura. Giornate difficili, durante le quali trovarti in camera con la corona del rosario in mano è stata per noi ancora una lezione di vita e di fede.

 

Oggi, caro P. Americo, hai reso tutto di te al tuo Signore. Associato alla sua Passione nel Venerdì Santo, morto con lui nel silenzio di questo Sabato Santo, sei pronto per Risorgere con lui all’alba del giorno senza fine.

Noi ti affidiamo a quell’Amore misericordioso al quale hai consacrato la tua vita e che hai servito e amato nei suoi fratelli ragazzi e giovani. Conserveremo di te la memoria benedetta di giuseppino vecchio stile, dalla vita laboriosa, gioiosamente e generosamente donata ai giovani. E tu benedici noi e intercedi e prega per noi. Amen.

 

Lorenzo Sibona

Sup. Provinciale