Ebola - marzo 2015

Segni di speranza dalla Sierra Leone

Carissimi Amici, forse non sentite più parlare di Ebola, per le grandi emittenti il virus non è più un problema, ma per noi è ancora una realtà presente e che fa paura, nonostante i vari segni di speranza. Infatti, malgrado ci siano ancora “troppi” casi di Ebola, la situazione è decisamente migliorata. Se confrontiamo i dati di Novembre 2014, in cui c’erano di media circa 530 nuovi casi settimanali, con quelli di Febbraio 2015 in cui la media è scesa a 73, possiamo sperare che presto si arrivi a zero casi.

Il Governo della Sierra Leone parla di riapertura almeno parziale delle scuole, e per il 16 di marzo è prevista una settimana di ripasso per gli studenti dell’ultimo anno delle superiori e la settimana seguente l’inizio degli esami, sospesi lo scorso luglio. Da aprile si potrebbero riaprire le scuole, ma la notizia non è ancora ufficiale. Nel frattempo il ministero dell’educazione ha consegnato i risultati degli esami finali delle scuole elementari, e alcuni istituti superiori hanno iniziato le registrazioni. Qualcosa finalmente si muove!

Anche gli ospedali ora stanno riaprendo. L’ospedale dei
Fatebenefratelli di Lunsar, chiuso dai primi di Agosto 2014, ha ripreso a funzionare, anche se con tanti controlli per evitare l’infezione sia del personale sia di altri pazienti. I casi sospetti sono immediatamente trasferiti ad un centro Ebola a 5 km. da Lunsar e gestito dalla comunità internazionale. Ora nel “nostro” ospedale, con il quale noi Giuseppini collaboriamo da anni, oltre alle visite ambulatoriali, è stato riaperto il reparto pediatrico. Anche il reparto maternità ha ripreso a funzionare e a giorni riaprirà la chirurgia, che in questo periodo ha funzionato solo per alcuni interventi di emergenza. Per questo sforzo dobbiamo dire grazie, prima di tutto ai Fratelli dell’Ospedale, e a tanti Organismi che hanno fornito gli aiuti, al Governo Italiano ed a ENGIM, che ha inviato una clinica mobile. Ora la gente comincia ad aver fiducia nella ripresa e il numero dei pazienti all’ospedale cresce di giorno in giorno.

Altro segno di speranza, che forse può apparire non tanto importante, ma che lo è stato per la nostra gente di Mabesseneh, è il fatto di ritornare a usare la chiesetta della nostra comunità cristiana, abbandonata dai primi di luglio a causa di Ebola.

Comunque nonostante i tanti segni positivi, bisogna sempre stare all’erta, perché l’emergenza non è finita e si è visto purtroppo che appena è stata data la possibilità di muoversi da una provincia all’altra, subito anche qui a Lunsar, dopo circa due mesi, abbiamo avuto nuovi casi: circa 15/20 (sei persone morte in una famiglia) e diverse case sono state isolate in quarantena. Se in gennaio la diminuzione dei casi di Ebola era costante, da circa un mese i casi sono più o meno stabili . Questo è dovuto a certe tradizioni locali sulla sepoltura dei morti e le cerimonie dei funerali. E’ di due giorni fa una nota del governo che ribadisce che chiunque muore deve essere sepolto dal personale autorizzato, senza nessuna eccezione, pena gravi sanzioni. Speriamo che la gente ne capisca la serietà e che si arrivi alla fine di questa battaglia.

Rimane poi l’emergenza orfani. Sono migliaia i casi in tutta la Sierra Leone e noi Giuseppini, con l’Associazione ENGIM siamo coinvolti già da mesi in questa assistenza. Attorno a Lunsar ne abbiamo già trovati quasi 250, ma siamo solo all’inizio di questo censimento. Dobbiamo dire grazie alla Chiesa italiana che ci ha approvato un progetto di sei mesi di Euro 50.000, per assistere circa 500 casi. E’ un ulteriore segno della Provvidenza, che dall’inizio di questa Emergenza fino ad oggi continua a donarci i mezzi necessari per aiutare anche le altre centinaia di orfani che non fanno parte del progetto CEI.

Grazie a tutti per la vostra preghiera e il vostro aiuto, anche a nome delle persone beneficiate. Ogni giorno preghiamo per voi.

[MZ]