Viceprovincia dell’Africa

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In mezzo ai giovani

come amici, fratelli e padri

“For the past: thank you! For the future: Yes!”.

Il primo arrivo dei Giuseppini in Africa è avvenuto in Libia nel secolo scorso, una presenza durata solo alcuni anni.

E’ stato poi nel 1979 che l’allora Provincia Veneta decise di aprire una nuova missione nel West Africa e la scelta cadde su Lunsar in Sierra Leone; nel 1984 si aggiunse poi la Guinea Bissau con l’opera di Bula, per iniziativa della Provincia Piemontese.

Sono stati anni di grande entusiasmo missionario, con tante iniziative in moltissime opere, con iniziative di solidarietà, raccolte di offerte e materiali, allestimento di containers, …

Negli anni ’90, le opere pioniere vengono affiancate dalle presenze di Kissy (1991) e Makeni (1992) in Sierra Leone e Bissau (1992) in Guinea Bissau.

In Ghana si arrivò invece ad Ejisu nel 1999 per trasferire in ambiente più tranquillo i nostri seminaristi, disturbati altrimenti dalle vicende belliche.

Le comunità della Viceprovincia d’Africa

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Guinea Bissau

Bissau
Era l’autunno del 1992 quando i primi confratelli hanno potuto entrare in una parte della nuova costruzione realizzata dopo oltre un anno di lavori. La nostra opera si trova in una zona periferica della città chiamata “Alto Bandim”, non distante dal mare. Il progetto iniziale prevedeva la realizzazione di alcuni edifici da adibire a casa della comunità, portineria, casa di formazione e centro professionale, e alcuni spazi di gioco per il centro giovanile.

Attualmente nella casa funziona un attivo CIFAP (Centro Instrução Formação Artesanal Profissional) con circa 200 allievi e 20 insegnanti nei settori di muratura, meccanica d’auto, elettricità e informatica. Il nostro è l’unico centro del paese, (insie-me a Bula!) e garantisce un discreto inserimento lavorativo, specie per i muratori.

Ai Giuseppini è stata affidata anche la cura pastorale della popolosissima parrocchia “S. Antonio di Bandim” e di tre succursali (Carmo, São José e Sao Lendardo Murialdo); si pensa che gli abitanti siano circa 70.000; in compenso sappiamo con precisione che gli iscritti di quest’anno ai circa 150 gruppi di catechesi, composti in gran parte adolescenti e giovani, sono oltre 4500 (sic!), questo significa centinaia di battesimi e cresime ogni anno, oltre a giovani ed affollatissime celebrazioni liturgiche tutto l’anno.

Il cammino formativo è esigente: 5 anni di catechesi per il Battesimo e altri 2 per la Cresima con quota di iscrizione e chi sta assente più di due volte agli incontri settimanali deve ripetere l’anno! Vi sono poi diversi altri gruppi: famiglie, cori vari, Murialdo, giovani e adolescenti, Legionari, accoliti, Caritas, “Vocacionados”, Scout, Valentes, ministri straordinari dell’Eucaristia,,…. In parrocchia funziona anche una scuola primaria con circa 600 bambini e poi un piccolo ambulatorio medico per visite, distribuzione di farmaci e medicazioni.

Bula
Era l’autunno del 1984 quando i primi Giuseppini, John Martelli e Renzo Vanini, arrivarono nella missione di Bula. Fu il vescovo mons. Settimio Ferrazzetta (primo della nazione e francescano), di origine veronese, a contattare la Congregazione per proporle di assumere appunto quella missione, che era stata abbandonata dai Frati portoghesi già da alcuni anni.

I primi missionari, sostenuti da alcune ong e aiutati da diversi volontari, si misero subito al lavoro per riabilitare le strutture. Le attività del CIFAP (Centro Instrução Formação Artesanal Profissional) partirono gradualmente negli anni successivi con i corsi di falegnameria, meccanica e agricoltura, giungendo a circa 80 allievi, di cui circa 40, provenienti dalle località più lontane, risiedono stabilmente tutto l’anno in autogestione in una struttura vicinissima alla missione chiamata “Casa Fatima”.

L’opera si è gradualmente ampliata, soprattutto nel settore dei laboratori e dispone di una vasta piantagione (frutta, olio di palma, cajou nut, …). Ma molte altre attività si svolgono esternamente, nella città e nei villaggi, e sono ugualmente seguite dalla missione e dai confratelli (agricoltura, apicoltura, cooperative ex-allievi, laboratori, pozzi, scuole, …)

Dal 2000 si è assunta anche la cura pastorale della parrocchia “Sant’António” della città, oltre a proseguire l’attività ministeriale in diverse cappellanie dei villaggi circostanti con tanti gruppi e giovani nella catechesi.

La casa è diventata anche mèta di gruppi e organizzazioni, cattoliche e non, per ritiri, convivenze, meeting, … specie nei fine settimana.

Dal 2009 è nato anche il nuovo “Liceu Murialdo”, che ha già 140 alunni e cresce di anno in anno nel completamento del ciclo delle varie classi, vista l’instabilità e la bassa qualità della scuola pubblica, sono ormai moltissime le richieste di iscrizione alla nostra scuola che non vuole però perdere il suo carattere popolare a servizio anche dei più poveri. Per il Liceo si stanno anche costruendo nuove aule.

Ghana

Ejisu
Dopo i primi eroici anni in una piccola casa (l’indimenticabile “Murialdo House”!), ora la comunità dispone di una struttura molto bella: accogliente e colorata, curata nei dettagli con le verdissime aiuole, l’orto, il campo da gioco, …

Il direttore, insieme ad altri tre formatori, guida questa presenza e oggi è maestro di oltre venti Giuseppini di voti temporanei studenti nei 3 o 4 anni di filosofia, che frequentano i corsi nel vicinissimo Istituto Universitario degli Spiritani, insieme anche ai Padri Bianchi e ad altre congregazioni e anche a studenti laici.

I confratelli curano anche diverse attività pastorali e giovanili nei dintorni, oltre ad una significativa pastorale vocazionale, aperta anche a giovani di altri paesi, specie Nigeriani con l’accompagnamento personalizzato e le esperienze di “Come and See”.

Da anni la comunità accompagna anche una dozzina di ragazzi in situazione di disagio e di abbandono familiare, meglio conosciuti come i “Murialdo Boys”, che vengono seguiti in tutto e per tutto (scuola, vitto, vestiario, affitto di piccole stanze per loro in città…) e specialmente curati nella loro crescita umana, morale e spirituale.

Kissy
La Sierra Leone appartiene al gruppo dei 10 paesi più poveri del mondo, anche se dopo i lunghi e sanguinosi anni della guerra civile (conclusasi nel 2001) sta facendo da qualche anno grandi progressi: molti progetti e soprattutto molta pace e democrazia!

Kissy è un grande sobborgo popolare alla periferia est della capitale Freetown.

Quest’opera ha risentito meno di altre delle devastanti e distruttive conseguenze della guerra civile, anche se è stata vicina in vari modi alle molte persone (soprattutto profughi e mutilati) che hanno cercato riparo in città, fuggendo dalle inaudite violenze dei ribelli nelle zone interne del paese, ma che hanno dovuto affrontare situazioni spaventose di grave indigenza, a livelli sub-umani.

A Kissy, dove siamo presenti dal 1991, abbiamo una scuola professionale, il “Vocational Murialdo”, che accoglie circa 300 giovani con una trentina di insegnanti; i corsi riguardano la muratura, l’elettricità, la saldatura e forgia, il taglio e cucito, l’acconciatura, la contabilità, l’informatica, …

Da un paio d’anni ci è stata affidata anche la cura pastorale della popolosissima parrocchia “Holy Cross”, con le sue tante attività, molti laici attivi e anche le sue scuole: primaria, secondaria e professionale con oltre 1000 allievi in tutto.

Ci sono poi molte attività e iniziative di sostegno che rispondono a vari e urgenti bisogni sociali e che fanno capo alla “Missionaries’ Friends Association”, il cui presidente è un Giuseppino; si va dalla costruzione di case e aiuto economico per gli amputati della guerra alle adozioni a distanza, dalle case famiglia per 55 ragazzi e ragazze (molti di loro con amputazioni) ai corsi di alfabetizzazione per adulti, da un asilo per 64 bimbi nel campo profughi di Waterloo al microcredito.

E ancora: pozzi in villaggi e zone periferiche, assistenza sanitaria, doposcuola, ecc…

Si è riattivata anche un’attività di oratorio e di animazione con l’apertura degli spazi di gioco della nostra casa nel pomeriggio.

I Giuseppini seguono anche alcune attività pastorali, soprattutto festive, nel campo profughi di Waterloo e nel villaggio dei poliomielitici a Grafton.

Sierra Leone

Lunsar
Lunsar è una presenza storica dei Giuseppini del Murialdo nel continente africano, se non altro perché è la prima! Fu qui infatti che si insediarono nel 1979 i nostri primi tre missionari: Lino Barbieri, Antonino Maculan e Tarcisio Riondato. Con l’aiuto iniziale dei Saveriani e di molti volontari sono nate così le nostre grandi scuole, ancora oggi molto attive e stimate sul territorio.

La “Murialdo Secondary School” (inizialmente si chiamava “Miatta”) ha oltre 1000 allievi e una quarantina di insegnanti; negli ultimi anni si è classificata quasi sempre al primo posto come miglior scuola della Northern Region e ai primissimi posti a livello nazionale!

Anche il “St. Joseph Vocational Center” con circa 400 allievi e oltre venti insegnanti, è un centro professionale molto qualificato: corsi di muratura, falegnameria, meccanica e agricoltura.

I confratelli curano anche il servizio pastorale in alcune cappellanie della zona: Mabesseneh, Foredugu, Marampa, …

Molte sono anche le attività esterne: cooperative di ex-allievi, cooperative agricole (oltre 140), piccole scuole e pozzi nei villaggi, laboratori, centri medici, microcredito, adozioni a distanza e borse di studio per bambini e ragazzi bisognosi, assistenza medica …

Durante la guerra la missione, che occupa un’area molto estesa con diversi edifici e terreni agricoli, è stata occupata dai ribelli, come loro quartier generale, e poi totalmente depredata e in parte anche distrutta e bruciata.

Dal 2001 iniziò il ritorno e la paziente ricostruzione, ora completata: un segno tangibile della volontà del popolo sierraleonese, sostenuto dalla dedizione laboriosa e a volte eroica dei missionari e dei volontari, di guardare al futuro con speranza e fiducia.

I Giuseppini non hanno abbandonato questa gente nemmeno durante la guerra civile, quando molti fuggivano dal paese e questo, nessuno lo ha più dimenticato qui!

Makeni
Makeni per noi Giuseppini, si è identificata fin dall’inizio con il concetto di ‘formazione’.

Data, infatti, al 1990 l’inizio di una nostra presenza con aspiranti in questa città, quando il seminario interdiocesano internazionale vi fu trasferito dalla Liberia. Presenza consolidata nel ’92 con l’affitto di una casa per la comunità.

Dopo la decisione presa nel ’93 di avvicinare la Sierra Leone e la Guinea Bissau e di collaborare nel campo formativo, iniziò un processo divenuto tortuoso nel suo svolgimento perché determinato dagli avvenimenti della guerra civile sierraleonese, che portò alla costruzione dell’attuale struttura.

Questa, quasi finita nel ’98, fu devastata durante la guerra e poi riabilitata.

Makeni è divenuta sede stabile del postulato con l’anno scolastico 2005-06 e anche del Noviziato dal Settembre 2009. Attualmente è formata da quattro formatori residenti, 5 novizi e 8 postulanti.

La composizione del gruppo di candidati è molto internazionale: ci sono ghanesi, nigeriani, guineani e sierraleonesi.

I seminaristi spendono la mattinata tra lezioni in casa e al vicino Istituto di Scienze religiose, mentre il pomeriggio e tutto il resto del loro tempo lo passano in casa con attività varie: studio, lavoro manuale, sport, preghiera e anche un po’ di lavoro pastorale nelle parrocchie della città.

Insieme ad Ejisu, anche Makeni è la casa delle speranze giuseppine dell’Africa!

“Un continente bello, affascinante, che ti conquista per i suoi colori, la sua natura, per i volti della gente e forse anche per le mille domande che suscita in te quando vedi certi contrasti, quando non sai bene se e quando raggiungerai certi obiettivi. Un continente ricco di risorse, dove anche intravedi tante potenzialità, ma che si scontra con alcuni problemi, per i quali non è facile diagnosticare le cause e conseguentemente individuare le terapie. Eppure, come si vede in molti missionari e operatori, l’Africa continua a farsi voler bene, a spingerti a starle vicina, anzitutto con una compagnia umana e poi con vari aiuti materiali, ma sempre con la voglia di trasmettere soprattutto la speranza, che per noi nasce dal Vangelo e dal carisma del Murialdo.”

D.Mariolino Parati– Delegato in Africa dei Giuseppini del Murialdo 2006-2012

Il primo numero di MurialdoAfrica

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