P. Dario Gallizio

17 Novembre 1923 / 12 Aprile 2020

 

Nel giorno del 12 aprile, Pasqua di Risurrezione, è giunta la notizia della morte di p. Dario Gallizio, di anni 96. Era ricoverato nella casa di riposo “Beato G. M. Boccardo” di Pancalieri (TO), affidato alla nostra comunità di Pinerolo. Da anni i confratelli della comunità di Pinerolo lo hanno ac- compagnato e seguito, assecondando il lavoro prezioso che la struttura ha garantito con le suore “Povere Figlie di San Gaetano” e gli operatori sani- tari della Casa Boccardo. Il suo decesso non è da imputare a conseguenza di contagio covid-19, ma semplicemente alla sua anzianità che lo ha portato rapidamente alla casa del Padre, senza particolari segni di peggioramento o di aggravamento. La notizia è stata comunicata dalle suore al direttore della comunità di Pinerolo e ai familiari, per affidarlo alla preghiera di tutti noi.
P. Dario Gallizio nasce a Corneliano d’Alba (CN) il 17-11-1923. Ha seguito la sua vocazione giuseppina attraverso le tappe fondamentali dell’i- tinerario formativo: noviziato a Vigone (TO) nel 1939-40, studi superiori a Ponte di Piave (dal 1941 al 1943), tirocinio a Rivoli come insegnante (1943-45). Il 31-07-1945 proprio a Rivoli emette la professione perpetua e passa a Pinerolo (TO) sempre come insegnante (1945-46), per il terzo anno di tirocinio. Poi a Viterbo porta a compimento gli studi Teologia dal 1946 al 1950 e viene ordinato sacerdote il 04-03-1950.
I primi anni del suo ministero educativo e pastorale vengono impegnati a Santa Margherita Ligure (GE) come insegnante dal 1950 al 1953. Im- mediatamente dopo, viene trasferito nella scuola apostolica di Pocapaglia (CN), con incarico di direttore, servizio che svolgerà per 41 anni in diversi incarichi successivi.
Direttore dal 1960 al 1962 a Valbrembo (BG), seminario con scuola media e ginnasio, e ancora direttore a Cascine Vica, frazione di Rivoli in provincia di Torino, dal 1962 al 1968. Ai tempi di allora, si trattava di un collegio con scuola di avviamento industriale; decisa la chiusura, al suo po- sto si aprì una scuola media legalmente riconosciuta sempre con collegio, ma il tentativo fu di breve durata. In questo periodo viene chiamato a ser- vizio della congregazione (allora provincia piemontese) come consigliere provinciale, dal 1964 al 1970. Quindi direttore a Rivoli (TO) dal 1968 al 1977, e successivamente a Torino Artigianelli, prima come semplice incari- cato della segreteria e amministrazione della scuola e poi, dal 1979 al 1985, anche direttore della comunità.
Viene trasferito, quindi, a Santa Margherita Ligure (GE) e dopo un anno di pausa, ancora direttore della comunità dal 1986 al 1995. Interrotta l’atti- vità scolastica dell’opera, la comunità si era resa disponibile ad accogliere confratelli per periodi di riposo e vacanze, e anche parenti e familiari di
confratelli, soprattutto durante le vacanze estive. Al termine del mandato, ritorna a Pinerolo dal 1995 al 1997, e poi a Rivoli solo per un anno (1997- 1998), per stabilirsi costantemente a Santa Margherita in età ormai anziana (1997-2013). Bisognoso di assistenza continua e specializzata, pur asse- gnato alla comunità di Pinerolo, viene accolto alla cura della casa di riposo “Beato G. M. Boccardo” di Pancalieri (TO).
P. Dario ci ha lasciato un esempio di dedizione costante e appartenenza indiscussa alla congregazione; uomo fedele e assiduo nell’esercizio delle tante responsabilità che ha assunto nei confronti dei confratelli e delle atti- vità apostoliche. La sua identità giuseppina si è coltivata soprattutto attra- verso la presenza quotidiana e diligente nelle scuole, di ogni ordine e grado, tenendo sempre a cuore il bene dei ragazzi e dei giovani. Nelle relazioni fraterne, dentro il ruolo e fuori dal ruolo di direttore, sapeva investire i suoi tratti di umanità più vera, fatta di attenzione, di cura, di tenerezza. Nell’ultimo tempo della sua vita, il tempo della fragilità e dell’anzianità, aveva sempre manifestato interesse e attaccamento a tutta la vita della sua famiglia religiosa, chiedendo notizie a tutti di tutto.
P. Mario Parati, al tempo di superiore provinciale della Provincia Piemon- tese, ha incontrato spesso don Dario e riassume così la sua testimonianza.
“Ricordo con piacere d. Dario Gallizio. Un confratello molto affeziona- to alla congregazione, che seguiva sempre volentieri le notizie della nostra famiglia religiosa e che ha ricoperto per molti anni il ruolo di direttore e in varie case. Una volta mi confidò: “Mi dicono che faccio sempre il diretto- re, ma per me è stata la semplice adesione alle richieste dei superiori” ... era vero ed era qualcosa in cui anch’io mi ritrovavo! Ho sempre trascorso volentieri del tempo con d. Dario, soprattutto a S. Margherita, quando ero provinciale e lui ormai anziano, già affrontando gli acciacchi che aumenta- vano. È chiaro che i compiti di responsabilità che gli sono stati affidati gli facevano ricordare tante cose, tanti episodi, tanti confratelli, qualche spina e ..., come un buon nonno, non mancava di darmi qualche suggerimento, sempre comunque con signorilità, con discrezione, ma anche con l’affetto e la stima che mi ha sempre manifestato anche esplicitamente e che per me erano un incoraggiamento nel portare avanti i ruoli che anch’io ricoprivo. E la stessa cosa succedeva anche a Pancalieri, dove sono sempre andato a tro- varlo quando ho potuto, in occasione dei miei rientri dall’India o dall’Africa e ci voleva poco a capire che era felice di quelle visite, anche perché si com- muoveva ormai facilmente ed era anche molto affezionato ai miei genitori, essendo anche esattamente coetaneo di mio papà, con i quali hanno passato insieme del tempo a S. Margherita, durante qualche loro breve vacanza.

Credo che dobbiamo essere riconoscenti al Signore per il dono che è stato d. Dario per la congregazione e anche per l’esempio di serenità con cui ha vissuto gli ultimi anni di declino e di ovvio maggiore isolamento a Pancalieri, dove era assistito in tutto. Sembrava entrato come in una nuova stagione della sua lunga vita, quella della resa, dell’accettazione umile e silenziosa, dell’offerta sacerdotale della sua infermità. Grazie d. Dario!”
Quasi in forma di aneddoto, don Enzo Azzarello, già direttore di Santa Margherita al tempo in cui si prese la decisione di ricoverare don Dario, ricorda alcuni dettagli
“Quando P. Dario capì che non si sarebbe più ripreso come prima, nel 2013 chiese a me di essere ricoverato in casa di riposo. Io ne parlai al Pro- vinciale, che venne subito a trovarlo. Si combinò così per Pancalieri. Mentre qualche giorno dopo lo accompagnavo in auto, mi confidò che non voleva essere più di peso alla Comunità e soprattutto al direttore e che ringraziava i confratelli per essersi resi sempre disponibili per lui, anche di notte. È soprav- vissuto 7 anni in casa di riposo sempre lucido e presente a se stesso. Merito della sua forte fibra e della sua forza di volontà. Riposa in pace D. Dario!”
Non dimentichiamo che dobbiamo essere riconoscenti anche alle Suore, Povere Figlie di S. Gaetano, e al personale della Casa “Boccardo”, che l’hanno seguito con attenzione e affetto, così come avevano fatto in passato con molti altri giuseppini. E infine, esprimiamo la nostra gratitudine alla comunità di Pinerolo che l’ha sentito “suo” fino all’ultimo e che gli ha fatto visita spesso, facendogli sentire la consolazione dell’amore fraterno.
Certi della generosità con cui p. Dario ha servito il Vangelo ed il carisma giuseppino per tutta la sua vita, lo raccomandiamo al Signore Risorto che lo accolga tra le sue braccia.
Lo affidiamo con devozione filiale a San Giuseppe e alla Vergine Ss.ma mediatrice di ogni grazia.

P. Giuseppe Rainone
Superiore Provinciale

Nel rispetto delle norme restrittive circa i funerali in tempi di covid 19, la salma di P. Dario Gallizio, trasferita direttamente dalla casa di cura di Pancalieri al cimitero monumentale di Torino, è stata tumulata nella tomba di congregazione nella mattinata di mercoledì 15 aprile.

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