P. Gianfranco Verri

01 Marzo 1931 / 17 Marzo 2020

 

Oggi 17 marzo, comunichiamo la triste notizia della morte del nostro confra- tello p. Gianfranco Verri, di anni 89 appena compiuti, membro della comunità di Valbrembo (BG). Tutti immaginiamo il drammatico momento che il territorio bergamasco sta attraversando a causa dell’epidemia del coronavirus ma la scom- parsa di p. Franco è stata del tutto inaspettata e legata alla sua anzianità. Le sue ultime giornate si sono svolte secondo una assoluta normalità, nel rispetto delle restrizioni raccomandate di restare in casa, ancora ieri ha concluso la giornata con l’eucaristia celebrata con i soli confratelli della comunità e una frugale cena. Forse negli ultimi giorni, era apparso qualche segnale di inappetenza, di svoglia- tezza, di isolamento su sé stesso. All’alba o comunque alle prime ore del mattino, è stato sorpreso dalla morte nella sua stanza, dove lo hanno trovato i confratelli della comunità. La sua vita si è chiusa in un passaggio silenzioso dal sonno alla contemplazione della luce piena, nell’abbraccio del Dio ricco di tenerezza e di misericordia.
P. Gianfranco Verri nasce l’11 marzo 1931 a Segusino (TV), quinto dei dieci figli. Nel 1934, la sua famiglia si trasferisce a San Polo, dove il papà Domenico Verri assume l’incarico di segretario comunale. Gianfranco fu allievo del pittore veneziano Renzo Zanutto, ospite a Villa Giol, e nel 1943 a soli 12 anni realizza il “San Giorgio a cavallo che trafigge il drago” collocato nella chiesa di San Giorgio. Da questa esperienza ha trovato la sua vocazione: l’arte e il sacerdozio. Dopo il noviziato a Vigone nel 1946-47, parallelamente agli studi classici e teo- logici (svolti a Ponte di Piave dal 1947 al 1950 e a Viterbo dal 1954 al 1958), si dedica con costanza e passione al disegno, al modellaggio ed alle varie tecniche pittoriche. Nel 1952 la professione perpetua a Ponte di Piave, nel 1957 si diploma al Liceo artistico di Roma, il 22 marzo 1958 viene ordinato sacerdote a Viterbo.
Da giovane sacerdote, svolge un’intensa attività come insegnante di educa- zione artistica, disegno e storia dell’arte in vari istituti della congregazione dove viene chiamato ad esercitare il suo apostolato (Ponte di Piave 1958-59, Arcugnano 1959-60, Montecchio Maggiore 1960-64, Oderzo 1964-79). Dal 1979 al 1987, con indulto di esclaustrazione dalla congregazione, si cimenta come segretario del gruppo sacerdotale del movimento carismatico. Rientra il 6 marzo 1987 come animatore vocazionale nella casa di Ponte di Piave, dove trova tempo e spazi per una effervescente creatività e produzione di opere artistiche. Nel 1995 arriva a Ravenna dove si inserisce contribuendo alla realizzazione delle vetrate artistiche della chiesa parrocchiale “San Paolo” e intreccia forti legami di coinvolgimento e animazione spirituale con una nuova aggregazione di fedeli laici intitolata “Co- rona del Cuore Immacolato di Maria SS.”. A quest’ultima associazione dedica molto del suo tempo anche quando viene trasferito a Valbrembo nel 2008 e dove è rimasto fino al momento della sua fine.
Tanti ricordano don Verri come un “uomo appassionato di arte religiosa, auto- re di tantissimi dipinti: attraverso la pittura e l’arte, padre Gianfranco esprimeva la sua fede”. Dotato di grande sensibilità artistica e doti tecniche di realizzazione,
p. Verri compatibilmente con i suoi doveri di sacerdote e di educatore, ha parteci- pato a concorsi artistici ed ha esposto la sua produzione pittorica ottenendo qua- lificati consensi dalla critica ufficiale. Tra le ultime esposizioni cui ha partecipato nella consapevolezza di essere non solo sacerdoti, ma anche artisti, è da ricordare la mostra “Cristo, il vero volto della misericordia”, realizzata a Cortina d’Am- pezzo nel 2017. L’esposizione, composta da quadri di padre Gianfranco Verri e del parroco di Cortina don Paolo Arnoldo, è stata organizzata nell’ambito della “Missione popolare parrocchiale”, quale momento di riflessione e di incontro con l’amore di Dio realizzato concretamente in Gesù. Padre Gianfranco Verri ha dato il proprio contributo costituito da 34 quadri e alcuni album di schizzi e bozzetti preparatori, che rappresentavano vari momenti della vita di Cristo. Creta e china pressata, acquerello e tempera sono state le tecniche a lui più congeniali. La sua produzione presente in tante nostre chiese, nelle nostre case, nelle nostre opere, ma anche in collezioni private in Italia e all’estero, comprende: paesaggi, soggetti sacri e ritratti. Questi ammontano a diverse centinaia e portano sempre un tocco di colore, di dinamismo e di bellezza, che rasserena il cuore e avvicina a Dio. Culmi- ne della soddisfazione della sua vita artistica è stata la data del 12 novembre 2003 quando padre Gianfranco incontrò papa Giovanni Paolo II e gli donò un rosario con la raffigurazione del suo dipinto “La presentazione di Gesù bambino al Tem- pio”. Un critico d’arte ha scritto: “Franco Verri fa la sua arte con rigore, sapore dell’uomo e poesia. E il soffio della poesia passa su tutta l’opera di Verri; la po- esia è come l’anima in un corpo umano, se non c’è, non è un vivo, ma un morto”.
Tante persone che lo hanno conosciuto potrebbero raccontare le grandi qualità umane e spirituali di don Franco. P. Fabio Volani che ha condiviso per diversi anni la sua compagnia in comunità ricorda le seguenti impressioni.
“Ho conosciuto P. Franco Verri negli anni 1988-1996 nella comunità di Ponte di Piave. Ricordo con piacere gli anni trascorsi a Ponte in quel periodo “bene- detto”. Otto confratelli, di cui sono l’unico rimasto, che senza peccare di retori- ca, erano “un cuor solo e un’anima sola”. Una colonna, così possiamo defini- re p. Franco, della comunità. Il suo entusiasmo vitale in tutto, la laboriosità, la preghiera ed il saper fare comunità sono state le caratteristiche normali di quel periodo fecondo. Sempre disponibile alle predicazioni, alle confessioni, ai ritiri spirituali per gli allievi del “Brandolini”, agli incontri quindicinali di preghiera per i giovani del territorio della Sinistra Piave, P. Franco era ricercato dai sa- cerdoti della zona e apprezzato dai fedeli, ma anche dai giovani. Le sue prediche o le sue conversazioni tradivano positivamente il suo temperamento di artista e lasciavano un impatto costruttivo. Gli anni di Ponte sono stati anche un periodo fecondo di creatività artistica. Sono numerose le chiese della zona che ospitano uno o più dipinti, ma anche grandi opere come le volte di chiese. Senza cadere nel banale, posso testimoniare che il lavoro artistico di P. Franco è stato anche una preziosa fonte economica per la comunità e l’opera di Ponte. Preciso e pun- tuale nei rendiconti, senza pretese particolari, p. Franco ha vissuto la laboriosità, caratteristica della nostra congregazione, ad imitazione di san Giuseppe di cui è stato un grande devoto, ma non solo, un entusiasta divulgatore della devozione al nostro Santo”.
Molte persone ancora ricordano Padre Gianfranco Verri per la sua sensibilità spirituale, la sua capacità di accompagnamento e discernimento. Certamente arte e spirito, quindi sensibilità alla bellezza e ricerca del volto di Dio, hanno costan- temente motivato e spinto la sua vita pastorale. Ha realizzato il suo ministero sa- cerdotale attraverso l’accompagnamento e direzione spirituale di ragazzi e giovani nelle varie opere giuseppine rendendosi sempre disponibile nell’esercizio della confessione e dell’ascolto delle persone, aiutandole a riconoscere la via del bene e del bello. Nel pieno della sua maturità di energie spirituali e artistiche, dal 1978 sino al termine della sua vita, si è dedicato, per vocazione confermata dalla Cu- ria di Milano, all’accompagnamento di Anna Maria Ossi veggente-confidente del Signore, facendosi carico della sua missione carismatica nella Chiesa. Successi- vamente, dal 1997, ha guidato l’Opera “Corona del Cuore Immacolato di Maria Santissima” a Berbenno (BG). In quest’ultima aggregazione di fedeli laici aveva trovato alcuni tratti di spiritualità verso cui era molto sensibile e attento: la santi- ficazione personale perseguita con la preghiera e l’azione in cammino con fratelli e sorelle, la valorizzazione del ruolo ecclesiale della donna secondo il progetto di Dio, in sintonia sempre con il magistero pontificio, con la missione evangelizza- trice, l’orientamento pastorale e le urgenze della Chiesa stessa. Era rimasto affa- scinato dall’impegno di camminare nella propria santificazione con la preghiera e l’azione sotto la guida di Maria SS.ma per il trionfo del suo Cuore Immacolato. Il suo affetto e la sua devozione a Maria hanno trovato tanto spazio nella sua arte e nella sua preghiera costante e perseverante a “Maria SS.ma, madre della Chiesa e mediatrice di tutte le grazie”
Ringraziamo Dio per il dono di p. Franco che con la sua arte ci ha attratti sulla via della bellezza. Ci uniamo alla comunità di Valbrembo e ai suoi familiari, le so- relle Adriana, Loredana, Marilena, ai tanti giovani da lui incontrati e ai fedeli laici dell’aggregazione “Corona del Cuore Immacolato di Maria SS.ma”, nella preghiera a San Giuseppe e Maria SS.ma perché accolgano questo suo figlio, prete-artista, che tante volte ha dipinto i loro volti per la nostra devozione e la nostra fede.

P. Giuseppe Rainone
P. Provinciale

Il funerale di p. Gianfranco Verri è stato celebrato mercoledì 18 marzo, in forma privata dai confratelli della comunità Valbrembo (Bg) con la celebrazione della messa esequiale, l’aspersione dell’acqua benedetta e l’incensazione. Il gior- no seguente, giovedì 19 marzo, la salma è stata traportata al cimitero di Paladina (Bergamo) e posta in un loculo, vicino ad altri confratelli defunti.

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