ASSEMBLEA DELLA DELEGAZIONE DI SPAGNA


  • 23 Gennaio 2021

Si è tenuta recentemente l'Assemblea della Delegazione di Spagna con la partecipazione di tutti i confratelli e di tanti laici che hanno dato il vero tono della Famiglia del Murialdo - e della Famiglia di san Giuseppe. Dopo il saluto e la meditazione del P. Generale, P. Tullio, i lavori dell'Assemblea sono iniziati con la lettura della relazione morale sulla Delegazione da parte del Delegato, e con la presentazione della situazione attuale di ciascuna delle 5 comunità da parte di ciascun superiore.

Due erano i temi dell’Assemblea che si è tenuta il 28 e 29 dicembre 2020. Il 1 ° è la PASTORALE VOCAZIONALE GIOVANILE: senza la quale non ci sarà pastorale in futuro. È stato elaborato un piano che il Consiglio potrà ora attuare con le persone e le attività. Il secondo è un nuovo impulso alla FONDAZIONE LEONARDO MURIALDO (FLM), iniziata 18 anni fa. Le presentazioni sono state 8: Carisma (N. Boccia); CSJ e FLM (P. JJ Gasanz): Organizzazione e business plan; Qualità e miglioramento continuo (J. A. Abarca); Statuti (A. Corcuera); Situazione attuale (J.L. Paños); Progetti e reti sociali (F.J. Moya); Interiorizzazione (G. Cavallaro). È un progetto appassionante a cui stanno già aderendo i laici impegnati e che dovrebbe riunire tutte le attività sociali e carismatiche, costituendo anche un ombrello legale per le altre attività.

Sono state date linee guida per l'Anno di s. Giuseppe, nominando animatori e, come culmine, ex allievi che conservano intatto il seme del carisma sparso negli anni della formazione ci siamo già attivati ​​e, per questo, è stata nominata una commissione.

I nostri santi, in particolare, Nostra Madre la Vergine Immacolata, s. Giuseppe, s. Leonardo Murialdo e s. Teresa di Gesù, ci accompagnano in questo cammino di rinnovato entusiasmo.

Grazie a tutti coloro che hanno collaborato affinché tutto sia andato molto bene.

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DA TORINO AL MONDO

La Congregazione di San Giuseppe nel 150mo di fondazione Il 19 marzo prossimo daremo inizio alle celebrazioni del 150mo anniversario della fondazione della Congregazione di San Giuseppe: 1873-2023. Una tappa che vogliamo vivere come Famiglia del Murialdo. Il 19 marzo 1873 il teologo Leonardo Murialdo, Rettore del Collegio Artigianelli, fondava la Congregazione di San Giuseppe. Accanto a lui vi erano don Giulio Costantino, don Eugenio Reffo, don Sebastiano Mussetti, i chierici Marcello Pagliero e Pier Giuseppe Milanese. Erano presenti anche i giovani Ernesto Canfari e Natale Leone, che avrebbero iniziato il noviziato. In qualità di padrini assistevano il teologo Pier Giuseppe Berizzi e il teologo Roberto Murialdo. Celebrò la messa il Murialdo e al canto del Veni Creator seguirono le prime professioni. Alla sera, nella stessa cappella di San Giuseppe, si tenne la prima adunanza della Congregazione ed in essa il teologo Murialdo fu eletto all’unanimità Superiore Generale. Si trattò di un inizio umile, discreto, perfino sconosciuto ai più all’interno del Collegio Artigianelli. Nelle sue parole augurali il teologo Berizzi ricordò l’evangelico granello di senape che cresce fino a diventare una grande pianta. Da quel granello di senape prese avvio la nostra famiglia religiosa che nel corso degli anni si è sviluppata facendo presente in molte nazioni il carisma del Fondatore. Possono essere diverse le letture di questi 150 anni di storia della nostra famiglia religiosa. Le statistiche ci dicono quanti confratelli giuseppini sono entrati a farne parte, quanti di essi hanno lasciato la vita religiosa e sacerdotale nel corso della loro esistenza, quanti sono morti. E’ anche interessante ricordare come in questi anni la congregazione abbia aperto comunità ed opere in Europa, in America del Nord e del Sud, in alcuni paesi dell’Africa ed in India. Certo tutti elementi da conoscere e da valutare, ma che lascio agli studi in cui sono documentati e trattati. Se mi pongo la domanda sul perché della continuità della nostra famiglia religiosa, ho solo due risposte: la bontà del Signore che non ha mai fatto mancare la sua misericordia; la fedeltà al carisma fondazionale da parte di tanti fratelli religiosi, sacerdoti e laici. Si potrebbe parlare di due fedeltà: la fedeltà di Dio verso di noi; la nostra fedeltà, benché sempre fragile e vulnerabile, a Lui nel vivere il carisma. Noi, oggi, siamo eredi e figli di tale fedeltà e non possiamo esimerci da questa responsabilità. La ricorrenza che vogliamo celebrare trova qui il suo perché e, ci auguriamo, il suo frutto. Nel corso dell’anno giubilare saranno proposte diverse iniziative a livello di congregazione, di circoscrizioni e di comunità, tuttavia vorrei che fossero comuni questi tre atteggiamenti. Una memoria grata del passato. Non possiamo perdere le nostre radici, sapendo che dalla testimonianza dei primi fratelli, soprattutto, possiamo trovare linfa ed ispirazione anche per il nostro tempo. D’altra parte un albero senza radici, crolla. Accogliere la sfida del presente. Stiamo vivendo un tempo di transizione, che non riguarda solo le forme espressive del carisma, le cui incarnazioni variano nel tempo e nello spazio. Siamo di fronte a domande che toccano il cuore della vita religiosa, il tessuto esistenziale dell’essere religiosi, la nostra stessa identità nella rete ecclesiale e civile, il che e il come del nostro apostolato. Lo guardo rivolto al futuro. Il tema del cambiamento pone a noi domande sul futuro, sul fine, sulla meta: il presente è chiamato a porre le basi per un cammino rinnovato in sintonia con la Chiesa di papa Francesco e capace di rispondere alla sfida educativa delle nuove generazioni. Intanto diciamo “Grazie” al Signore per ogni suo beneficio concesso in questa storia di 150 anni. p. Tullio Locatelli padre generale        


18 Gennaio 2022

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