COSA FACCIAMO

CONGREGAZIONE DI SAN GIUSEPPE - GIUSEPPINI DEL MURIALDO

Educhiamo alla vita, al suo rispetto, alla sua consapevolezza.
Seguiamo l’esempio di San Leonardo Murialdo affinché ogni
nostra azione sia testimonianza ed esperienza d’amore.
Lo facciamo con interventi di accoglienza, solidarietà ed educazione,
saldi nella fede del messaggio evangelico in difesa dei diritti dei più fragili.

Buona festa di san Leonardo Murialdo

Carissimi confratelli. Sorelle e fratelli della Famiglia del Murialdo. In occasione della festa di San Leonardo Murialdo condivido con voi alcuni pensieri sul tema della Famiglia del Murialdo. Non mi soffermo su tanti aspetti che meritano ancora confronto e approfondimento, voglio rilanciare e riproporre la Famiglia del Murialdo nella prospettiva di aiutare tutti noi a rendere concreto tale cammino nelle nostre realtà locali, di provincia e di congregazione. UN SEME FECONDO Uno sguardo nella storia mostra come il carisma sia stato un seme fecondo. Ricordo solo alcune tappe significative: 19 marzo 1873, a Torino nel Collegio Artigianelli il Murialdo fonda la Congregazione di San Giuseppe, oggi detti i Giuseppini del Murialdo; il 22 settembre 1953 p. Luigi Casaril fonda a Rivoli, Torino, le Suore Murialdine di San Giuseppe; il 18 maggio 1990 nasce in Brasile l’Istituto Secolare Murialdo per opera di Moema Muricy; nasce la associazione degli ex allievi, una volta detti gli Antichi Allievi, al Collegio Artigianelli nell’anno 1909, associazione che poi sarà presente nelle opere giuseppine, specie nei collegi; iniziano la loro attività le Mamme Apostoliche nell’anno 1934 a Montecchio Maggiore, Vicenza, sviluppandosi nelle varie province giuseppine; nel 1988 prendono avvio ufficiale le Comunità Laici del Murialdo; Amigos del Murialdo, Laicos de Murialdo, Movimento Laicale Murialdino, tante denominazioni per dire la medesima realtà carismatica di una famiglia che nella pluralità di vocazioni trova il suo centro animatore e di comunione nel carisma del Murialdo. E naturalmente tanti altri laici e laiche che pur non esprimendo una loro appartenenza a qualche gruppo o associazione, partecipano alla vita della Famiglia del Murialdo attraverso la comunità e l’opera giuseppina alla quale fanno riferimento. L’INVITO DEL CAPITOLO GENERALE XXIII Il tema della Famiglia del Murialdo è trattato in modo particolare nel capitolo quarto del testo capitolare, intitolato: La condivisione del carisma. Tuttavia il riferimento alla Famiglia del Murialdo attraversa tutto il documento finale sia quando si parla della comunità sia quando si parla dell’opera, sia in riferimento alla formazione iniziale e permanente sia in riferimento alla vita consacrata nel contesto ecclesiale e sociale, sia quando si mette a tema l’apostolato come quando si parla di spiritualità. Mi pare che questo stia ad indicare almeno due elementi che sono specifici del documento finale. Il primo: quando si parla del “noi”, esso va inteso comprensivo di religiosi e laici. Il secondo: si mette in risalto la ricchezza che si condivide quando si fanno cammini insieme. Il documento si sofferma su tanti aspetti da maturare e approfondire, da realizzare ai vari livelli di congregazione, tuttavia mi sembra centrale un aspetto che ho richiamato nella lettera di promulgazione: la sinodalità. Nel 2018 il riferimento andava ad un documento della commissione teologica internazionale dal titolo La sinodalità nella vita e nella missione della Chiesa; oggi ci ritroviamo nel contesto della Chiesa di papa Francesco che ha chiamato tutta la Chiesa ad un cammino-processo sinodale. Perché non pensare che il nostro pensare e vivere come Famiglia del Murialdo è una espressione di sinodalità offerta a tutta la Chiesa? Qui non importa il numero perché l’importante è essere segno, essere significativi, testimoniare una modalità di essere che si esprime nella Famiglia del Murialdo. LA RELAZIONE-FAMIGLIA COME SPECIFICA Lascio la parola a Gianna e Roberto Frison, della Comunità Laici del Murialdo, che ci offrono una loro riflessione; mi pare che esprimano un sentire fondamentale. Fare famiglia, essere famiglia, non ci si frequenta, non ci si vede, eppure nel cuore c’è voglia di esserci, di farne parte, un sentirsi comunque coinvolti nelle vicende, belle e brutte che in famiglia si avvicendano. La pandemia di questi tempi non ci ha certamente favorito, le tecniche informatiche hanno anche dato una mano ma non rispondono al bisogno dell’incontro reale, fisico, non soddisfano il bisogno di potersi vedere in volto, alla voglia di stringere una mano, alla gioia di un caldo abbraccio, al ritrovarsi in amicizia intorno alla tavola preparata per far festa; quanto manca tutto questo. Se essere famiglia è innanzitutto relazione, la pandemia ci ha messi tutti a dura prova. Cade ora il 150º della fondazione della congregazione dei nostri cari Giuseppini, come non far festa allora? Quale festa! Indubbiamente è una sentita occasione per ringraziare il Signore per il nostro carissimo San Leonardo Murialdo, fondatore della congregazione. Congregazione che ormai al di là degli aspetti canonici ecclesiastici, anche noi laici, almeno per adesione carismatica, possiamo sentirci abbondantemente familiarmente inseriti. O per affetto e amicizia o per esperienza apostolica e lavorativa vissuta accanto al Giuseppino di turno, o per una spiritualità murialdina studiata, sentita, vissuta nei mille servizi che il carisma suggerisce, scelta, pregata; possiamo con convinzione dire in piena libertà: ci siamo, siamo in tanti e, con voi carissimi Giuseppini, con voi carissime suore Murialdine vogliamo fare Famiglia riconoscendoci in un carisma che, vissuto, studiato, pregato e scelto, ci rende Famiglia. È un dato di fatto ormai, il non comprendere questa realtà, il chiamarsi fuori, il non starci, comporta il rischio dell’estraneità alla famiglia per chiunque. Ecco allora che questa familiarità va coltivata, riconosciuta, concretata, evitando certi pericoli che ancora ostacolano il senso della “ben unita famiglia” tanto voluto dal santo fondatore. Pertanto no alla sfiducia e disincanto, no al pessimismo sterile, evitare protagonismi, ovvero indifferenza o disinteresse. Coltivare invece un sano tessuto relazionale di fraternità, prossimità, curare la concordia, custodire buone relazioni, porre particolare attenzione a chi fa più difficoltà, il tutto sempre in uno stile gioioso e solidale che indubbiamente ci caratterizza. Certo possono sembrare i soliti bei propositi, ma crediamo, vorremmo proprio che questo 150º, che forse lo speriamo, ci porta finalmente fuori da una sofferta pandemia, come non ricordare con affetto i nostri padri fraterni amici, che sono venuti a mancare causa covid? Possa allora questo 150º veramente diventare occasione per inserirci sempre più convinti tutti, giuseppini, suore murialdine, associazioni laicali, giovani, consacrate, nella costruzione della Famiglia del Murialdo quale “ben unita famiglia”. IN CAMMINO Mi auguro che la celebrazione del 150mo di fondazione possa essere vissuto come Famiglia del Murialdo e che possa aiutarci a realizzare meglio il dettato capitolare. Alcuni spunti per il nostro cammino. 1. Comunità Murialdina E’ stato un tema molto sponsorizzato per alcuni anni. Il CG XXIII ne parla al n. 63. Oltre alla esperienza, ormai ben lunga nel tempo, di Fier-Durazzo in Albania con la presenza di Giuseppini e di signorine laiche, a Rosario della Frontera in Argentina nell’anno 2020 è nata la Comunidad Carismática Murialdo formata da Giuseppini e da Murialdine. E poi? Il discorso è da rilanciare. 2. Formazione reciproca Ci sono state e sono in atto delle iniziative a livello locale e in alcune province; diverse anche le iniziative legate ad ambiti di apostolato. Certamente è servita la riflessione sul tema del sistema binario, del carisma in parrocchia e sul patto educativo globale. A me sembra che occorra rilanciare sul piano di tutta la congregazione la realizzazione di incontri per la Famiglia del Murialdo. In occasione del 150mo di fondazione sono in programma tre incontri per Europa e America e tre incontri per India e Africa. 3. Insieme per la formazione iniziale E’ un tema sempre molto delicato e in continua evoluzione. Attualmente sono un centinaio i giovani confratelli in formazione a partire dai postulanti. Gli stessi documenti ecclesiali invitano a promuovere la presenza dei laici nelle équipe per la  formazione. Da noi il discorso è da prendere con più decisione. Intanto si stanno realizzando, anche se si può fare di più, momenti di formazione iniziale insieme per Giuseppini e Murialdine. Colgo l’occasione per comunicare che la dottoressa Nunzia Boccia ha assunto la direzione dell’Istituto Filosofico-teologico di Viterbo “San Pietro”. Ogni augurio a nome di tutti. 4. Movimento Laicale Murialdino A me risulta che solo in USA-Messico ci sia stato un serio impegno in questa direzione, peraltro raccomandata dal CG XXIII (Raccomandazione n. 5). Rimando alla lettura della raccomandazione che esplicita le motivazioni e il frutto di questa scelta capitolare. In Brasile continua con intensità l’ANALAM. 5. Incontri di spiritualità A livello locale, provinciale, generale sono sempre da promuovere incontri di spiritualità. Incontri di preghiera: settimanali, programmati in alcune occasioni dell’opera e della comunità, per le feste di congregazione. Ritiri spirituali: se possibile mensilmente; insieme in ascolto della Parola; diamo la parola ai laici. Esercizi: a livello provinciale si stanno riprendendo dopo il tempo della pandemia; siano aperti a tutti. 6. Consigli Il consiglio dell’opera a livello locale ha come compito principale animare e sostenere la dimensione carismatica delle nostre presenze; è un essere sinodali nella riflessione e nel governo. Non ci sono dappertutto. Incontri programmati tra consigli a livello di circoscrizioni e a livello generale. Abbiamo bisogno di momenti comuni di preghiera e di riflessione, ma soprattutto di fraternità. Tra l’altro nelle varie circoscrizioni si fanno esperienze di “governo allargato”, la conferenza interprovinciale vede la presenza di confratelli e laici e non dei soli confratelli responsabili. 7. Un tema particolare Premesso che tutti siamo chiamati alla santità e che nel carisma del Murialdo troviamo indicazioni per realizzarla secondo uno stile specifico, tuttavia vedo opportuno mettere a tema un argomento che esprimo in questo modo: dove va oggi la vita religiosa? Quale futuro? Il problema non può essere ridotto alle statistiche e alle previsioni di quante opere i Giuseppini saranno capaci ancora di gestire. Non è una domanda che riguarda solo i religiosi/e ma tutti perché di fatto chiama in causa 5 l’essere nella Chiesa della vita religiosa. Sono convinto che i laici su questo abbiano qualcosa da dire. 8. Formazione carismatica per tutti Qualche volta si chiede quale definizione sia la più esatta per definire la Famiglia del Murialdo oppure si chiedono i criteri per dire chi fa parte o meno della Famiglia del Murialdo. So che ci sono posizioni estreme: chi vorrebbe una definizione “giuridica” per porre chiarezza nell’essere e vivere della Famiglia del Murialdo e chi sostiene che almeno per ora è più importante animare cammini personali e di associazioni e di gruppi che si vogliono riconoscere nel carisma del Murialdo. Dico questo perché mi preme chiedere un impegno a tutte le nostre comunità-opere. Mi rendo conto che un insegnante, un preside della scuola, un direttore di Centro di formazione professionale, tanti collaboratori, sono scelti in base alla loro professionalità rispetto al servizio che devono sostenere. E forse qualcuno per la prima volta entra a contatto con la nostra famiglia religiosa. Non abbiamo il… green pass. Le condizioni che determinano l’incontro e la collaborazione possono essere le più varie, ma proprio per questo aumenta l’impegno di offrire a tutti una formazione carismatica. Le modalità possono essere le più varie, l’importante è condividere uno stile educativo, un modo di vivere le relazioni, creare le condizioni per una partecipazione che permette lo scambio e l’arricchimento reciproco. E parlare del carisma del Murialdo. 9. Comunione e identità specifica Siamo abbastanza maturi per affermare che partecipare alla Famiglia del Murialdo non esclude, anzi richiede, la cura della propria identità vocazionale di laici, di religiosi, di sacerdoti. Tale identità specifica chiede cammini di formazione “vocazionali” che preparano e alimentano la condivisione e la comunione nella Famiglia del Murialdo. Non si tratta di un “prima” e di un “dopo”, ma di una convinzione che nella espressione “comunione di vocazioni” trova la sua sorgente e il suo fine. Insomma che i preti siano preti, i laici siano laici, i religiosi siano religiosi, e tutti siamo Chiesa, siamo Famiglia del Murialdo. Ogni augurio per la festa del Murialdo e insieme camminiamo alla luce del suo carisma, del quale oggi siamo eredi e responsabili nella Chiesa e nel mondo. (Circolare n.29) p. Tullio Locatelli padre generale


18 Maggio 2022

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Il mese murialdino, la terza settimana

La terza settimana del Mese Murialdino in Ecuador è stata dedicata ai giovani, con l'incontro organizzato da p. Patricio Castro e dal sig. Angel Campuzano, della Commissione di Pastorale Giovanile della Provincia. Erano presenti giovani e confratelli delle varie opere Ecuadoriane, della Colombia, e rappresentanze di Brasile e Argentina-Cile, oltre ad alcuni confratelli del Messico e le Suore Murialdine. Essendo un primo incontro in presenza dopo la pandemia, la settimana è stata vissuta con grande entusiasmo! Negli ultimi giorni sono arrivati pure due confratelli indiani, p. Anu Raj e p. Vargheese. Il tema è stato la santità, vista come risposta all'amore di Dio, chiamata per i giovani d'oggi, impegno di vita, proposta di papa Francesco (nella lettera Christus vivit) e come sfida da accettare. Il primo giorno, dopo la Messa presieduta dal p. Provinciale, Raul Gonzales, il signor Campuzano ha lanciato alcune domande sul tema, che sono state affrontate in vari gruppi che poi hanno condiviso la risposta. Dopocena i vari gruppi locali si sono presentati. Il 10 maggio, secondo giorno, è intervenuto il sig. Mauricio Lopez, pastoralista del CELAM (la conferenza episcopale dell'A. Latina) che ha suggerito tre terne per accompagnare il cammino di santità: - testa, cuore, mani (ragione, passione, azione) - metànoia, alterità, parresìa (conversione radicale, comunione con l'altro, coraggio profetico) - conversione pastorale (verso gli ultimi), culturale (per vivere in questa nuova epoca sempre più interconnessa, cf. la Fratelli tutti del papa) e conversione socio-ecologica (v. Cara Amazzonia e Laudato sii di papa Francesco). I lavori di gruppo pomeridiani hanno approfondito alcuni aspetti della relazione.  Il terzo giorno si è collegato on-line il prof. José Guerra, dell'Università Cattolica di Quito,che dopo aver presentato brevemente la santità come forma di vita sui passi di Gesù, proposta a tutti i cristiani, per essere sale e luce, ha suggerito ai giovani alcune idee pratiche per attuarla: - impegnarsi nei doveri quotidiani, - curare le relazioni, a partire dalla propria famiglia, - denunciare i pericoli che minacciano la società e la Chiesa, - amministrare il denaro, non diventarne schiavi, - scegliere sempre secondo i valori del Vangelo. In conclusione, con l'icona di Maria Maddalena e Gesù risorto, ci ha detto che solo se Gesù è vivo per me e mi chiama per nome io lo posso riconoscere, abbracciare e seguire nella santità. Egli ci doni di sentire la Sua vita nella nostra vita. Il pomeriggio è stato dedicato alla visita di Quito. Dopocena giochi e marshmallows attorno al fuoco! Il 12 maggio ha accompagnato i giovani la Sign. Monica Montenegro, pastoralista che lavora coi giovani e le famiglie. Con lei abbiamo ripercorso le modalità con cui i giovani possono vivere la santità, anche mediante l'uso di dinamiche di gruppo e giochi. Alcuni consigli da lei proposti: - essere proattivi (aperti e fiduciosi verso il domani...) - avere un obiettivo chiaro (non confondere la santità, questione di cuore, con la semplice pratica religiosa). La santità risponde alla domanda: al mio posto, ora, cosa farebbe Gesù? - definire le priorità, cioè pianificare, progettare la propria vita, seguendo gli atteggiamenti spirituali della perseveranza, pazienza, mansuetudine, audacia, passione, allegria e senso dell'umorismo, competenza, condivisione, preghiera fedele. Così si forma un carattere forte, capace di affrontare anche le tentazioni (ciò che non seppe fare Davide con la moglie di Uria). - coltivare l'empatia con i bisogni e sofferenze dell'altro - pensare in positivo secondo le tre virtù della santità: umiltà, purezza d'intenzione, amore - in sinergia, vivendo e progettando nella comunità, gruppo un cammino comune verso la santità - "affilare la sega", ossia vivere in formazione permanente, auto-rinnovamento. La celebrazione eucaristica, svoltasi nel giardino e chiostro della casa ospitante, è stata presieduta da p. Nadir Poletto, vicario generale che nel pomeriggio ha proposto una riflessione sull'incontro fra Giovanni ed Andrea e il Signore nel c. 1 del quarto vangelo. Che cosa, chi cercate? Il cammino di santità inizia dalla nostra risposta a queste domande basilari. Dopo aver portato ai giovani i saluti del Padre Generale, p. Nadir invita a riprendere questi incontri internazionali di giovani del Murialdo,  che tanto bene possono fare... Nella serata ogni gruppo locale o nazionale ha presentato balli o canzoni, per finire con un po' di discoteca! L'ultimo giorno il p. Patricio ha somministrato un questionario (ogni domanda andava risposta da diverse coppie di partecipanti) per la verifica dell'incontro.  Successivamente il vescovo di Guayaquil, Mons. Luis Cabrera, ha tenuto l'ultima relazione, riprendendo vari contenuti dei giorni precedenti. Per incamminarsi verso la santità ascoltiamo la voce unica di Gesù il Buon Pastore, che ci chiama per nome. e ci riempie di gioia, come il Battista quando incontra Gesù. Dall'ascolto consegue il seguire Gesù, credere in Lui con la testa e con il cuore, per conoscerlo, come le pecore conoscono il pastore e viceversa. Infine vivere quella vita eterna che Gesù ci offre, in particolare nella sua Parola e nel Pane eucaristico. Nessuno ci può strappare dalle sue mani. E nella certezza che siamo sempre avvolti, protetti dalla misericordia di Dio, dal suo cuore che accoglie e redime le nostre miserie. Così anche noi potremo aprire il cuore agli altri, essere misericordiosi, diventare santi. Il vescovo ha infine presieduto l'Eucaristia finale, con il p. Provinciale e il p. Hugo Sanchez, economo provinciale. Dopo l'ultimo, ottimo, pranzo, è il momento dei saluti e partenze, con tutta l'emozione data dall'aver condiviso giorni intensi e felici. (p.Eugenio Beni da Ecuador)


16 Maggio 2022

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Il mese murialdino in Ecuador, le prime due settimane

p. Eugenio Beni ci scrive dall'Ecuador facendo una sitesi del lavoro, studio, visite e l'esperienza unica della prima settimana del mese murialdino. LA NOSTRA PRIMA SETTIMANA IN ECUADOR Il p. Guillermo Campuzano, teologo consulente della CLAR (conferenza dei religiosi dell'America Latina) ha trattato della vita religiosa nel contesto della riforma della Chiesa. La riforma non è altro che un continuo ritorno al Vangelo, incontrando una persona (Cristo) e una visione della storia (il Regno di Dio) che ci chiedono di cambiare (riforma) proprio per essere loro fedeli nei tempi che cambiano. Tutti i documenti di papa Francesco, in fondo, trattano di questo: cosa occorre cambiare per seguire Gesù oggi, e non perdersi nell'apparenza, nel mondo virtuale dei social. Saper fare morire quanto non ha più senso o utilità per lasciare spazio a quello che fa nascere lo Spirito (sia a livello ecclesiale che di congregazione). E questo con la visione positiva, di speranza dei profeti, nell'ascolto reciproco, camminando assieme verso gli orizzonti di novità che scopriamo. La riforma della Chiesa è anche connessa alla trasformazione sociale, nel progetto del papa (Vedi il Sinodo amazzonico, la Fratelli tutti, la Laudato sii...). Passare da una spiritualità prevalentemente individuale e individualistica alla "mistica del noi", all'Amore fraterno: questo è il cammino sinodale che è iniziato! Nel terzo giorno il p. Guillermo ha approfondito le dinamiche teologico-spirituali del processo sinodale, che conducono a creare una sapienza comunitaria, a partire dall'ascolto reciproco, dando spazio specialmente agli ultimi, gli esclusi. Altra dinamica importante è quella del cammino, del muoversi dietro a Gesù, un cammino che si fa insieme (sinodo), nello stile dell'incontro con gli altri sulla strada (mistica del noi). Un cammino nella povertà e essenzialità (Lc 10, 4-12), portando solo il Vangelo. un viaggio anche verso l'intimità: con se stessi, il prossimo, chi è lontano, con Dio e il suo Regno. Queste dinamiche di riforma porteranno a formare la Chiesa di oggi e domani una nella diversità per incarnare i valori del Regno in ogni cultura, santa,sempre e solo guidata dallo Spirito, cattolica, che accoglie tutti, appassionata dell'umanità e del creato per mostrare la sua passione per Dio, inserita rispettosamente nelle diverse culture; apostolica: il papa e i vescovi come segno di unità per realizzare dovunque il Regno di libertà e giustizia... Infine sinodale dove tutto il popolo di Dio cammina insieme pur nella diversità di funzioni e ministeri. Applicando alla nostra Congregazione, il p. G. suggerisce di rivedere gli articoli 46 e 48 delle Costituzioni e 40-46 del Direttorio (FdM e comunione di vocazioni). Il giorno seguente ha approfondito il ruolo della vita consacrata nel processo sinodale e di riforma della Chiesa. In un contesto di VC dove i carismi simili si pensano sempre più assieme e cresce l'attenzione alle famiglie carismatiche, 3 sono le priorità suggerite: sinodalità, etica della cura (in cui sta il tema della prevenzione degli abusi) ed ecologia integrale. 7 movimenti: verso la vita, verso l'essenzialità, verso la testimonianza profetica, verso la centralità della relazione a partire dall'equità, verso un carisma vissuto e condiviso per il Regno, verso il superamento di una pastorale solo assistenziale, che non trasforma la storia, verso una democrazia infinita,nella corresponsabilità, speranza, riconoscimento e cura dell'altro, misericordia. L'ultimo giorno, venerdì, ci ha fatto una Lectio sulla vita, di ciascuno di noi religiosi. Nella mia vita si incarna il carisma, nella mia preghiera, relazioni con gli altri, nelle decisioni personali e comunitarie... Vi alleggiamo il file con la presentazione del relatore in spagnolo. (vedi il link 1)


12 Maggio 2022

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San Leonardo Murialdo

“Metti la tua perseveranza sotto la protezione di Maria; metti nelle sue mani onnipotenti, e quanto onnipotenti altrettanto misericordiose, il grande affare della tua santificazione.” (S. Leonardo Murialdo, Epistolario V, 2146)

Pubblicazioni
Eventi
Vita Giuseppina

Al via il 19 marzo 2022 l’anno giubilare del 150° di Fondazione della Congregazione di San Giuseppe con celebrazioni a Torino e in tutte le opere del mondo dove sono presenti i Giuseppini del Murialdo.

PROGETTI

In oltre 140 anni di storia abbiamo progettato e promosso attività di solidarietà in 16 nazione diverse, in Italia e nel Mondo. Continuiamo a farlo come ambasciatori di pace, fratellanza e unità nella consapevolezza che le diversità ci uniscono e ci arricchiscono.

Incontriamo i Giovani

Incontriamo i Giovani

Incontriamo i Giovani

Perché in Nigeria? Perché, si potrebbe dire, il Signore ci ha preceduto mandandoci delle vocazioni da quel Paese, nel quale finora non siamo stati presenti: nel prossimo dicembre 2014 saranno ordinati sacerdoti i primi due giuseppini nigeriani. Intendiamo istituire una comunità di servizio pastorale e carismatico giuseppino, nella quale potranno inserirsi i nostri studenti di teologia. Vogliamo essere un aiuto concreto e significativo per tanti bambini e giovani presenti in questa terra attualmente colpita da forti tensioni socio-religiose e martoriata da un conflitto interno al Nord del Paese. La nostra presenza sarà caratterizzata da un inizio semplice, fatto di essenzialità; sarà espressione da una parte di un atteggiamento di flessibilità e dall’altra di un inserimento coerente con la realtà locale. Le 3 parole chiavi dello stile con cui vogliamo inserirci in questo Paese sono: efficacia, flessibilità, sobrietà. Quindi parliamo di sostenibilità economica, di sostenibilità carismatico-pastorale e di socialità secondo il punto di vista locale. Obiettivi generali del progetto Istituire una comunità permanente di presenza missionaria giuseppina, che possa diventare quanto prima un punto di riferimento per i locali, soprattutto per quelli più bisognosi. Essere un aiuto concreto e significativo per tanti bambini e giovani presenti in questa terra attualmente colpita da forti tensioni socio-religiose e martoriata da un conflitto interno al Nord del Paese. Obiettivi specifici del progetto Caratterizzare la nuova presenza missionaria giuseppina all’insegna della stabilità e della sobrietà. Questo significa abitare in una casa presa in affitto, modesta per la comunità giuseppina, dotata di generatore elettrico per la luce, di orto per l’autoproduzione e di qualche camera per l’ospitalità. Andare incontro ai locali più bisognosi con predilezione dei giovani per aiutarli ad uscire dall’emarginazione per motivi economici e/o di analfabetizzazione. Questo significa dotare la comunità giuseppina di un’automobile e di una o due moto e di materiale per l’attività sociale, educativa e post-scolastica (computer, stampanti, libri, quaderni, penne etc). Valorizzare gli spazi e le strutture già esistenti di proprietà di altri enti pubblici e religiosi per cercare di svolgere le attività socio-educative riducendo al minimo i suoi costi. In questa maniera si garantirà l’ottimizzazione delle risorse economiche impiegate.   Visualizza il volantino    

  • Nigeria
  • NUMERO DI BENEFICIARI: 100
  • DA Gennaio 2014
Periferie al Centro

Periferie al Centro

Periferie al Centro

Questo progetto mette al centro i bambini e i ragazzi che si trovano nelle periferie dello stato più povero dell’India: il Bihar. La via individuata per realizzare ciò è quella dell’alfabetizzazione, dell’educazione e della formazione socio-culturale attraverso la costruzione di una scuola in una zona carente di offerta formativa e caratterizzata ad una alto tasso di povertà. Obiettivi generali del progetto Garantire l’accesso alla scolarizzazione primaria a tutti i bambini, compresi i più poveri che vivono nelle periferie rurali. Colmare la lacuna dell’analfabetizzazione adulta attraverso il coinvolgimento dei genitori degli alunni. Diffondere anche ai giovani più poveri la speranza e la cultura, elementi essenziali per la preparazione integrale delle generazioni future Obiettivi specifici del progetto L’acquisto di un terreno in un villaggio di Buxar (vedi ovale blu nella mappa del Bihar) e la costruzione di una scuola primaria e secondaria con spazi polivalenti in cui offrire anche corsi di formazione per adulti. La creazione di luoghi ove la popolazione locale può riunirsi per momenti di confronto, convivialità e attività ricreative e sportive.   Visualizza la locandina del progetto      

  • India
  • NUMERO DI BENEFICIARI: 680
  • DA Gennaio 2017
Uniti e Diversi

Uniti e Diversi

Uniti e Diversi

Questo progetto è frutto della collaborazione stretta tra gli enti giuseppini MURIALDO WORLD e ENGIM che da sempre contraddistingue il loro modo di operare nella cooperazione e nel sociale. In Italia lo scenario delle migrazioni è in rapida evoluzione. Le difficoltà d’integrazione rappresentano potenziali elementi di crisi sociale. L’incremento del fenomeno migratorio rende necessario migliorare il sistema di accoglienza e di inserimento socio-lavorativo dei migranti in generale, ma soprattutto di quanti tra essi si trovino in una condizione di particolare vulnerabilità. Il progetto consiste in una serie di interventi integrati volti all’accoglienza e all’inserimento socio-lavorativo di Rifugiati e Richiedenti Asilo. In particolare l’azione integrata di accoglienza e inserimento socio-lavorativo verrà realizzata a Roma in via degli Etruschi 7 nella sede di ENGIM internazionale ong attraverso: Attività di accoglienza e orientamento. Attività di formazione. Tirocini formativi. Attività di ricerca attiva del lavoro. Visite didattico/culturali. Attività di sensibilizzazione. Attività di inserimento culturale. Obiettivi generali del progetto Affermare i diritti/doveri e promuovere l’integrazione sociale e lavorativa dei giovani, specialmente di quelli socialmente più deboli come i rifugiati e richiedenti asilo. Evitare che il problema immigratorio si trasformi in un problema di violenza e illegalità. Diffondere la cultura dell’accoglienza e della fraternità. Obiettivi specifici del progetto Il progetto ha come scopo l’accogliere e l’accompagnare almeno 20 giovani rifugiati e richiedenti asilo all’anno verso un’inclusione sociale piena. Ciò significa togliere dal pericolo dell’illegalità persone che sono già in Italia ma che, senza questo intervento, si troverebbero senza lavoro e senza prospettive nemmeno per sopravvivere.

  • Italia
  • NUMERO DI BENEFICIARI: 20
  • DA Gennaio 2017
Borsa di Studio

Borsa di Studio

Borsa di Studio

La Colombia vive da più di 50 anni in guerra civile. Nonostante il conflitto sia terminato ufficialmente con il trattato di pace nel 2016, la violenza continua in molte zone del paese, sempre più connessa al narcotraffico. Parallelamente all’espansione del conflitto e della violenza politica,le città colombiane sono duramente colpite da una nuova ondata di atti criminali ed omicidi selettivi contro appartenenti alle fasce più deboli e marginalizzate della società (indigenti, bambini di strada, piccoli spacciatori, tossicodipendenti, prostitute e omosessuali). Il fenomeno, noto con il termine di “limpieza social” (pulizia sociale), è una delle maggiori conseguenze del grave conflitto sociale e delle politiche discriminanti ed escludenti dei ceti economici e politici. Obiettivo generale del progetto Accompagnare e sostenere i giovani universitari dei quartieri La Sierra e Villa Turbay, educandoli all’impegno per il loro quartiere. Obiettivi specifici del progetto Sostenere giovani universitari dei quartieri La Sierra e Villa Turbay, offrendogli una borsa di studio integrativa, che gli permette di sostenere le spese di trasporto, di alimentazione e di materiale didattico. Accompagnare i giovani nello studio, monitorando costantemente il loro rendimento e supportandoli nell’apprendimento. Educare i giovani universitari al servizio verso la comunità, suggerendogli un volontariato come contraccambio della borsa di studio ricevuta

  • Colombia
  • NUMERO DI BENEFICIARI: 6
  • DA Gennaio 2019
Aggiungi un Posto a Tavola

Aggiungi un Posto a Tavola

Aggiungi un Posto a Tavola

É un progetto di sostegno alimentare, educativo e ricreativo per i bambini e ragazzi dei quartieri poveri della città di Medellin, Colombia. Per tutti una tavola per mangiare, una tavola per imparare, una tavola per giocare. La Colombia vive da più di 40 anni in guerra civile e vede crescere progressivamente il conflitto armato e la violenza. In questo contesto si è sviluppato e aggravato sempre di più il fenomeno dei “ragazzi di strada”, bambini e adolescenti vittime dell’abbandono familiare e scolastico, che vivono di elemosina e atti di microcriminalità. Obiettivi generali del progetto Con il progetto “Aggiungi un posto a tavola” i Giuseppini del Murialdo, con MURIALDO WORLD onlus, vogliono garantire ogni giorno a centinaia di bambini e ragazzi, di età inferiore a 14 anni, accoglienza e assistenza offrendo loro: un pasto caldo (una tavola per mangiare), degli educatori che li accompagnino nel cammino scolastico (una tavola per imparare), uno spazio dove poter giocare (una tavola per giocare), al fine di offrire opportunità di integrazione sociale e sostegno ai bambini e alle loro famiglie per contrastare gli indici di violenza, illegalità e apatia della zona. Obiettivi specifici del progetto In particolare il progetto ha come beneficiari più di 200 bambini e ragazzi poveri per i quali si vuole: Migliorare le condizioni alimentari e sanitarie. Promuovere l’istruzione di base, innalzare il livello d’istruzione e creare le premesse per l’accesso ad un’educazione superiore. Favorire lo sviluppo integrale realizzando attività di prevenzione.  

  • Colombia
  • NUMERO DI BENEFICIARI: 200
  • DA Agosto 2015
Per un nuovo Missionario

Per un nuovo Missionario

Per un nuovo Missionario

La campagna “Per un nuovo missionario” mira a sostenere i giovani studenti che vogliono intraprendere un percorso di fede nella loro terra, che è per noi terra di missione, ma non dispongono di sufficienti risorse per mantenere i propri studi. Aiutare un futuro missionario significa dare un’opportunità di auto sostentamento nella terra di missione, in un’ottica sempre meno assistenzialista. Con 200 € al mese potrai aiutare un seminarista nel suo percorso di formazione per diventare Giuseppina e Sacerdote a servizio dei più poveri.     Le donazioni, deducibili fiscalmente, possono essere effettuate con rate: mensili da 200 € semestrali da 1.200 € annuali da 2.400 €     Come sostenerli? Bollettino postale sul C/C n. 1001330032 Intestato a: Murialdo World Onlus Causale: Per un nuovo Missionario Bonifico Bancario presso Poste Italiane Intestato a: Murialdo World Onlus Codice IBAN: IT 17 E 07601 03200 001001330032 Causale: Per un nuovo Missionario   Visualizza il volantino

  • India, Messico, Africa
  • NUMERO DI BENEFICIARI: 40
  • DA Gennaio 2012
Il Pozzo è Vita

Il Pozzo è Vita

Il Pozzo è Vita

L’acqua è l’elemento più importante nella vita di ogni essere vivente, si può affermare che chiunque dona ad un villaggio un pozzo, dona vita. Dopo pochi mesi e grazie ad un percorso di accompagnamento e di assistenza i villaggi che sono stati dotati di un pozzo trovano una nuova vita. Nascono piccoli orti a gestione familiare,nascono i primi piccoli allevamenti di galline e maiali. La dieta alimentare si arricchisce e la sicurezza alimentare genera un ottimismo nella gente che va al di là del beneficio concreto offerto dall’acqua. E’ un vero miracolo che nasce da un sentimento di solidarietà e da una corretta idea di promozione e di sviluppo. Beneficiari del progetto sono 8.000 persone. Sono gli abitanti dei villaggi coinvolti nell’iniziativa. Si tratta di un impatto formidabile perché in alcuni casi i villaggi sono dislocati in aree molto difficili da raggiungere dove difficilmente esisterebbero alternative. Origine del progetto Il problema dell'acqua in Sierra Leone non è principalmente un problema di mancanza, è sopratutto un problema di accesso.  Ogni anno le malattie legate all’uso improprio di acqua causano la morte a 1,6 milioni di bambini, la maggior parte dei quali sotto ai 5 anni. Milioni di donne percorrono ogni giorno molti chilometri a piedi per approvvigionarsi d’acqua, e i bambini sono impossibilitati ad andare a scuola per dare una mano alla famiglia. In Sierra leone una persona su due viene colpita da malattie dovute alla mancanza o alla cattiva qualità dell’acqua mentre le stime indicano che un contadino africano dispone meno di 20 litri di acqua al giorno, ossia meno della metà del fabbisogno minimo giornaliero di 50 litri indicato come necessario dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità. Acqua non potabile e condizioni igienico-sanitarie carenti sono all’origine di un’elevata incidenza di malattie infantili, quasi tutte prevenibili. Senza acqua potabile è impossibile sfuggire alla spirale di miseria delle infezioni. Acqua significa poter bere, poter cucinare, lavarsi, irrigare il terreno. Se le donne evitano di percorrere lunghe distanze alla ricerca dell’acqua hanno più tempo da dedicare alla famiglia e ai figli o per svolgere un’attività che consenta di aiutare il bilancio familiare mentre diminuiscono la mortalità infantile dovuta al consumo di acqua non potabile. Obiettivi del progetto L’obiettivo del progetto è il miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali in Sierra Leone attraverso attività idonee a: incrementare le competenze tra i beneficiari con riguardo all’utilizzo delle risorse naturali; combattere il processo di desertificazione; incrementare la capacità di produzione delle risorse destinate a soddisfare i bisogni primari della popolazione beneficiaria quale acqua e cibo; diminuire il più possibile gli effetti negativi, molte volte mortali soprattutto nei bambini, dell’utilizzo di acqua non potabile nella propria alimentazione e nella cura del proprio igiene.  

  • Sierra Leone
  • NUMERO DI BENEFICIARI: 1600
  • DA Gennaio 2012
Borsa Lavoro + Inclusione

Borsa Lavoro + Inclusione

Borsa Lavoro + Inclusione

Progetto per contrastare il disagio e l’abbandono scolastico attraverso la promozione della formazione in alternanza scuola-lavoro. Si tratta di un percorso lavorativo per l’inclusione sociale di ragazzi e ragazze ad alto rischio di dispersione socio-scolastica. Obiettivi generali del progetto Diffondere tra i giovani la consapevolezza dell’importanza della preparazione professionale per poter accedere con maggiore facilità al mondo del lavoro. Promuovere l’integrazione socio-lavorativa dei giovani, specialmente di quelli socialmente più deboli e vulnerabili. Obiettivi specifici del progetto Il progetto ha come scopo principale sostenere i giovani, che frequentano nel vicentino e in generale nel Veneto le scuole professionali e che per motivi familiari, sociali o psico-fisici si trovano in serie difficoltà, a proseguire e a concludere il proprio percorso formativo, aumentando così la possibilità nel breve-medio termine di inserirsi nel mondo del lavoro. Il progetto prevede inoltre l’obiettivo di diffondere sul territorio la consapevolezza che i giovani, anche quelli più a rischio dal punto di vista disciplinare o sociale, se aiutati nel loro percorso di preparazione professionale, soprattutto nell’età dell’adolescenza, possono costruirsi un futuro dignitoso nella legalità. Infine è prevista l’organizzazione di eventi che valorizzino e diano visibilità ad alcune testimonianze di giovani che hanno concluso positivamente la formazione professionale presso le scuole ENGIM Veneto e che si sono contraddistinti per la loro straordinarietà nel lavoro, nella solidarietà o nell’ordinarietà.   >> Visualizza la locandina    

  • Italia
  • NUMERO DI BENEFICIARI: 200
  • DA Gennaio 2017
Oltre i Muri

Oltre i Muri

Oltre i Muri

Progetto per garantire cibo, istruzione e cure mediche a centinaia di bambini e famiglie in difficoltà in Messico, senza sradicarle dai propri affetti, cultura e territorio. Obiettivi generali del progetto Garantire ai bambini e ragazzi sostenuti il rispetto dei diritti umani fondamentali: CIBO, CURE MEDICHE, ISTRUZIONE, PROTEZIONE e GIOCO Promuovere soluzioni che, invece di creare “muri” e divisioni tra i popoli, siano in grado di creare “ponti” tra essi. Obiettivi specifici del progetto Il progetto mira a offrire ai bambini e ai ragazzi di 3 città messicane diverse (Città del Messico, Aguascalientes e Hermosillo) il sostegno concreto in questi 3 ambiti: Educativo (tasse scolastiche, libri e materiale didattico, etc.), a cui viene dedicato il 50% delle risorse economiche; Sanitario (medicine, cure mediche, visite, etc.), a cui viene dedicato il 25% delle risorse economiche; Socio-familiare (aiuto alla famiglia del bambino, programma alimentare, attività ricreative, etc.), a cui viene dedicato il 25% delle risorse economiche. Con il progetto “Oltre i muri” in Messico si cerca di aiutare i giovani, con le rispettive famiglie, che si trovano in situazione di difficoltà economica e familiare, anche a seguito delle devastanti scosse di terremoto avvenute nel mese di settembre 2017, con priorità a quelli che sono figli di Inmigrantes. A questi ultimi si cerca di offrire un accompagnamento speciale verso l’ottenimento di una formazione tecnica capace di offrire poi a loro un posto di lavoro in Messico. In tale maniera si evita che questi giovani, assieme ai propri genitori, ritentino l’emigrazione in USA da irregolari, fatto che accade purtroppo con grande frequenza anche in periodo “Trump”. Quando possibile, e ove ne esistano le condizioni di bisogno generalizzato, si preferisce aiutare un’intera classe scolastica di bambini, garantendo un supporto indiscriminato tra gli scolari appartenenti allo stesso gruppo.

  • Messico
  • NUMERO DI BENEFICIARI: 25
  • DA Novembre 2018
Assieme contro il COVID-19

Assieme contro il COVID-19

Assieme contro il COVID-19

Progetto per contrastare la diffusione del nemico invisibile Covid-19 nelle periferie dell’Amazzonia ecuadoriana, in particolare nei villaggi indigeni localizzati nelle città di Baeza, Archidona e Tena.  I villaggi indigeni della regione del Napo stanno vivendo nel 2020 una situazione drammatica per diverse ragioni. In aprile scorso c’è stata una fuoriuscita di petrolio per la rottura dell’oleodotto che ha inquinato il fiume Napo, causando la moria dei pesci e della selvaggina presente normalmente nella selva. Qualche giorno prima il fiume Napo aveva inondato vari villaggi e le loro scuole spazzando via libri, quaderni, banchi e armadi. Infine è arrivata anche la pandemia Covid-19, che sta tuttora mietendo vittime soprattutto tra gli anziani e i più poveri. Mancano medicine, soprattutto per problemi respiratori e polmonari, mascherine, guanti, gel, materiale per purificare l’acqua e in generale mancano viveri. Nelle zone rurali le comunicazioni sono interrotte per frane e inondazioni succedutesi nel primo semestre 2020. Se si aggiunge che normalmente in queste zone anche la luce e il telefono a volte non funzionano e il segnale internet è scarso, si comprende come il nemico invisibile Covid-19 sia ancora più invisibile e capace di generare una vera e propria strage in queste periferie del mondo.   Obiettivi generali del progetto Offrire un servizio radiofonico informativo di ponte con i villaggi, anche quelli non raggiunti dall’energia elettrica, attraverso l’uso di batterie ricaricabili e generatori elettrici, mettendo in onda programmi radiofonici specifici per l’emergenza Covid-19 con cui raccogliere richieste di aiuto o avvisi di malattie in corso di diffusione, al fine di informare tempestivamente gli organi sanitari competenti per un loro pronto intervento. Contrastare la mancanza di viveri e di materiale sanitario distribuendolo soprattutto nelle zone più colpite dal Covid-19.   Obiettivi specifici del progetto Presentare, attraverso Radio Voz del Napo, dei programmi di carattere sociale e sanitario per bambini e per ragazzi, specifici per l’emergenza Covid-19, inserendoli tra quelli già in corso quali, per esempio, di catechismo e d’intrattenimento. Prevedere in Radio interventi di medici e di persone esperte nell’ambito socio-sanitario, per una consulenza sui comportamenti igienico - sanitari, alimentari e sociali da adottare per prevenire la diffusione del contagio Covid-19. Distribuire materiale sanitario per contrastare la diffusione del Covid-19 come mascherine, guanti, gel idroalcolico, acqua potabile, cibo e medicine antivirali e antinfiammatorie per le vie respiratorie.

  • Ecuador
  • NUMERO DI BENEFICIARI: 220
  • DA Maggio 2020
Sostegno a Distanza

Sostegno a Distanza

Sostegno a Distanza

Cibo, istruzione e cure mediche senza sradicare i bambini dalla loro famiglia MURIALDO WORLD vuole usare il termine SOSTEGNO piuttosto che ADOZIONE A DISTANZA perché l’adozione è una forma di dipendenza, mentre il sostegno è contributo, collaborazione, è camminare insieme verso la costruzione di un futuro migliore. Il Sostegno a Distanza (SaD) è un atto di solidarietà nei confronti di un minore in difficoltà, della sua famiglia e della sua comunità, finalizzato alla promozione dello sviluppo umano e sociale nel Paese in cui vive. Diventando Sostenitore puoi prenderti cura di un bambino senza sradicarlo dal suo paese e dalla sua famiglia, sosterrai un progetto attraverso il quale offrirgli la possibilità di uscire dalla condizione di emergenza e miseria in cui vive.     Chi aiuti con il Sostegno a Distanza? Il Sostegno a Distanza è dare una mano a bambini, ragazzi e adolescenti del sud del mondo che frequentano centri diurni, centri di formazione professionale, asili, case, famiglie, parrocchie, scuole o altre attività gestite dai Missionari Giuseppini del Murialdo.     Con 310€ all’anno, circa 85 centesimi al giorno, puoi sostenere un bambino. Bollettino postale sul C/C n.1001330032 Intestato a: Murialdo World onlus Causale: SaD + eventuale nome del Paese preferito Bonifico bancario presso Poste Italiane Intestato a: Murialdo World Onlus Codice IBAN: IT 17 E 07601 03200 001001330032 Causale: SaD + eventuale nome del Paese preferito

  • Mondo
  • NUMERO DI BENEFICIARI: 1045
  • DA Gennaio 2009
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