São L. Murialdo

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CONGREGAÇÃO DE SÃO JOSÉ – JOSEFNOS DE MURIALDO

Educamos para a vida, ao respeito, a sua consciência

Seguimos o exemplo de São Leonardo Murialdo para que
nossa ação seja testemunho e experiência de amor,
fundados na fé da mensagem evangélica
em defesa dos direitos das pessoas mais frágeis..

IL PATTO EDUCATIVO GLOBALE NEL CONTESTO DEL MAGISTERO DEL PAPA FRANCESCO

1. La sfida di un nuovo Patto Educativo Con un messaggio pubblicato il 12 settembre del 2019, il papa Francesco ha voluto rilanciare l’invito fatto nella Laudato Si’ a collaborare alla custodia della casa comune. Lo ha fatto chiamando l’umanità ad impegnarsi nella costruzione di un nuovo patto educativo globale, sostenendo la «necessità di investire i talenti di tutti, perché ogni cambiamento ha bisogno di un cammino educativo per far maturare una nuova solidarietà universale e una società più accogliente»  . A questo scopo si programmava un evento mondiale che si sarebbe dovuto tenere in Roma il 14 maggio 2020. Ovviamente nessuno sospettava che – di lì a qualche mese – un microscopico organismo sarebbe arrivato ad interrompere la nostra quotidianità imponendoci nuovi ritmi e nuove regole. Il cammino di riflessione e impegno lanciato dal papa è comunque proseguito, adattandosi alle nuove contingenze create dalla pandemia. L’incontro inizialmente previsto per il mese di maggio si è poi svolto in ottobre del 2020. In questa occasione il papa è ritornato sulla necessità di ascoltare il grido delle nuove generazioni ed intraprendere nuovi cammini educativi, vivendoli come un atto di speranza, anche davanti all’emergenza educativa che la pandemia ha creato : «ascoltiamo il grido delle nuove generazioni, che mette in luce l'esigenza e, al tempo stesso, la stimolante opportunità di un rinnovato cammino educativo, che non giri lo sguardo dall'altra parte favorendo pesanti ingiustizie sociali, violazioni dei diritti, profonde povertà e scarti umani»  . Se da una parte di certo non costituiva una grande novità il fatto che il papa si esprimesse su questioni educative – l’educazione occupa un posto di rilievo  nel suo pensiero - è anche vero che l’invito sembrava rivestirsi di un carattere urgente e indifferibile: «mai come ora, c’è bisogno di unire gli sforzi in un’ampia alleanza educativa per […] ricostruire il tessuto di relazioni per un’umanità più fraterna»  . Questo senso di urgenza si è poi fatto, nei mesi successivi, sempre più forte considerando la catastrofe educativa che la pandemia da Covid-19 ha fatto emergere ed acuito, nel contesto generale di una scarsa solidarietà intergenerazionale6 e in una crisi del «valore di legame, rovesciatosi ora in dis-valore, nel momento in cui la prossimità da segno di benevolenza […] diventa minaccia e la distanza tra individui della stessa specie si afferma come dovere civico» . Questo testo vuole provare a ragionare attorno a questa proposta di Francesco mettendola in connessione con le suggestioni e gli inviti che il suo magistero ha offerto, cercando di cogliere il fil rouge che collega il PE ad alcuni temi centrali della proposta che – come pontefice – ha fatto alla Chiesa e all’umanità tutta in questi anni. In particolare sono due i punti che proverò a mettere in luce, uno ecclesiale e l’altro antropologico: la relazione tra la proposta del PE e la logica della chiesa in uscita e quella dell’umanesimo dell’aver cura che in qualche modo costituisce il nucleo generatore di questa proposta e dell’intero magistero di Francesco. 2. Una logica ecclesiale: il piú di grazia e salvezza che ci raggiunge dai processi educativi La proposta del PE prende spunto da una visione ecclesiale di fondo che sorregge e guida l'azione del papa Francesco e le cui radici andrebbero ricercate oltre che nel Concilio Vaticano II e nella spiritualità gesuitica, anche e soprattutto nella riflessione della cosiddetta Teologia del popolo, che nasce e si sviluppa a partire dal documento di Medellín (1968) e si separa dalla Teologia della liberazione, nel tentativo di rendere centrale nella riflessione e nella prassi ecclesiale la categoria di popolo di Dio, inteso come soggetto depositario di una fede incarnata e vera sorgente mistica, comunionale e pastorale.  Questa visione del popolo di Dio come multiforme armonia trova il suo centro in due categorie in stretta correlazione tra loro: missione e comunione. La Chiesa é una comunione per la missione ed una missione che porta alla comunione. Detto con le parole del documento di Aparecida: «la comunione e la missione sono profondamente unite tra di loro […] la comunione è missionaria e la missione è per creare comunione». Questa comunione per la missione che è la Chiesa vive profondamente la sua identità quando si pone nella logica del primerear (prendere l’iniziativa): «la comunità evangelizzatrice sperimenta che il Signore ha preso l’iniziativa, l’ha preceduta nell’amore, e per questo essa sa fare il primo passo, sa prendere l’iniziativa senza paura, andare incontro, cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi. Vive un desiderio inesauribile di offrire misericordia, frutto dell’aver sperimentato l’infinita misericordia del Padre e la sua forza diffusiva». Questa missionarietà della Chiesa, questo suo essere in uscita, protesa verso i lontani, desiderosa di abitare gli incroci delle strade si riflette nella proposta del PE. L’instrumentum laboris lo dice esplicitamente, affermando che «il Papa ha invitato la Chiesa intera a porsi “in uscita” missionaria, come stile da assumere in ogni attività che si realizzi. [...] In un tale invito ad avere cura delle fragilità del popolo e del mondo in cui viviamo – invito che non riguarda in verità solo i cristiani ma tutti gli uomini e donne della terra – diventano prioritarie l’educazione e la formazione perché esse aiutano a diventare protagonisti diretti e costruttori del bene comune e della pace». Accanto a questa lettura della Chiesa in uscita - comunità capace di primerear, di farsi tutto a tutti, di uscire dalle sue logiche per incontrarsi con quelle di chi è diverso, lontano, ultimo, escluso - trova spazio anche un’altra possibile visione, non alternativa ma complementare. Parlare di Chiesa in uscita è anche ricordare che fuori dai nostri schemi, dalle nostre strutture, dal nostro modo di essere e fare, dalle nostre logiche c’è un piú di grazia e di salvezza che ci aspetta. La grazia di Cristo straripa fuori dalle nostre strutture e ci precede, anonima ma feconda, nelle realtà del mondo, nei processi che nascono attorno a noi e fuori dai nostri schemi. Il mondo dell’educazione è un nitido esempio di come la grazia di Cristo sia strabordante, non rinchiusa solo negli angusti recinti delle comunità ecclesiali. Scuole in cui maestri e studenti cercano nuove risposte alle domande del presente, giovani che si incontrano per condividere le loro passioni, per impegnarsi nella costruzione di un mondo nuovo e migliore, gruppi e collettivi che lottano per salvaguardare l’ambiente, per proteggere ogni forma di vita: ecco dei luoghi educativi dove la grazia di Cristo ci ha preceduto, dove la salvezza è arrivata anonima ma feconda. Vivere e lasciarsi fecondare da questi processi giovanili, accompagnarli in maniera discreta è incontrare Cristo che in maniera ignota continua a fecondare la terra e l’umanità con la forza del suo Spirito. La proposta del patto educativo globale, allora, trova il suo fondamento proprio in queste due letture della categoria di Chiesa in uscita: farsi prossimi, andare in cerca dell'altro in tutti i campi, anche quello educativo, riconoscendo la necessità di primerear in questo ambito; al tempo stesso riconoscere che nei processi educativi si dà un piú di salvezza, si manifesta la grazia di Cristo, talvolta in maniera anonima o non pronunciata, ma evocata dalla pienezza di vita che da essi scaturisce. Con le parole di Francesco: «oggi c'è bisogno di una rinnovata stagione di impegno educativo, che coinvolga tutte le componenti della società. Ascoltiamo il grido delle nuove generazioni, che mette in luce l'esigenza e, al tempo stesso, la stimolante opportunità di un rinnovato cammino educativo, che non giri lo sguardo dall'altra parte favorendo pesanti ingiustizie sociali, violazioni dei diritti, profonde povertà e scarti umani». 3. Una antropologia dell’aver cura Quanto detto sulla visione ecclesiale di Francesco e su come questa sia alla base della proposta del patto educativo globale ci porta, inevitabilmente, a parlare dell’altro nucleo fondamentale di questo progetto: quello umano. Il papa ha ricordato come l'educazione «sia una delle vie più efficaci per umanizzare il mondo e la storia» 14 e sappiamo quanto il suo magistero si sia caratterizzato per una profonda attenzione all’umano. Sulla scia del Concilio e della miglior riflessione post-conciliare - e in particolare dell’insegnamento di Paolo VI - Francesco si è espresso molte volte in merito alla necessità di costruire un nuovo umanesimo. Sia chiaro, non in maniera sistematica o definitiva, per assiomi o definizioni ma, seguendo uno schema tipico del suo magistero, in una dimensione evocativa. Il suo insegnamento su questi temi si muove tra due poli: la condanna di quanto inumano c’è in questo mondo (strutture, logiche, scelte: tutto ciò che può rientrare nella categoria di cultura dello scarto) e un costante evocare una logica nuova, una maniera di essere uomini e donne che trova il suo centro nell’aver cura. Proviamo ad analizzare questi due poli in relazione alla proposta del PE. Il messaggio per il lancio del PE conteneva una precisa osservazione sul contesto socioculturale che stiamo vivendo: «il mondo contemporaneo è in continua trasformazione ed è attraversato da molteplici crisi. Viviamo un cambiamento epocale: una metamorfosi non solo culturale ma anche antropologica che genera nuovi linguaggi e scarta, senza discernimento, i paradigmi consegnatici dalla storia. L’educazione si scontra con la cosiddetta rapidación, che imprigiona l’esistenza nel vortice della velocità tecnologica e digitale, cambiando continuamente i punti di riferimento. In questo contesto, l’identità stessa perde consistenza e la struttura psicologica si disintegra di fronte a un mutamento incessante che contrasta con la naturale lentezza dell’evoluzione biologica».  Della rapidación il papa aveva già parlato nella Laudato Si’, definendola come un fenomeno tipico del mondo contemporaneo, che vede una continua accelerazione nei ritmi di produzione e di vita, provoca dei rapidi cambiamenti, spesso orientati solo al profitto e incompatibili con la naturale lentezza dell’evoluzione biologica. Si tratta della logica propria della cultura dello scarto, che tutto piega ai suoi interessi, stretti nel cieco paradigma nascere/produrreconsumare/morire. La società della velocità, che impone ritmi di produzione sempre più rapidi, è la stessa che lascia indietro l’umanità ferita, i dannati della terra, colpevoli di non poter stare al passo con i tempi o forse destinati a questo dallo stesso sistema e dalla sua necessità di vittime da offrire sull’altare del benessere di pochi, ingranaggi di un sistema che si auto fagocita, portando l’umanità sull’orlo di un’estinzione di massa. E così, come in una rinnovata rappresentazione del mito di Re Mida, l’umanità affamata di beni produce e consuma ad una velocità sempre più rapida, toccando tutto ciò che incontra, masse anonime e risorse naturali, per trasformarle nell’oro di beni di consumo sempre più usa e getta, fino a quando non si renderà conto che l’unica cosa che desidera (produrre/consumare in maniera sempre maggiore e sempre più rapida) non è capace di dargli vita, ma la condanna ad una morte che punisce i suoi stolti desideri. Solo che a poter salvarla non c’è il Dioniso del mito, ma un’umanità altra, che si oppone e resiste a questo modello, e che è chiamata a proporre una visione differente; come suggeriva già il papa Paolo VI in un documento – la Popolorum Progressio – che sembra avere un peso specifico importante nel magistero di Francesco, la vera questione sta nella costruzione di un umanesimo nuovo: «se il perseguimento dello sviluppo richiede un numero sempre più grande di tecnici, esige ancor di più uomini di pensiero capaci di riflessione profonda, votati alla ricerca d’un umanesimo nuovo, che permetta all’uomo moderno di ritrovare sé stesso, assumendo i valori superiori d’amore, di amicizia, di preghiera e di contemplazione. In tal modo potrà compiersi in pienezza il vero sviluppo, che è il passaggio, per ciascuno e per tutti, da condizioni meno umane a condizioni più umane»  . Alla maniera di vedere le cose pocanzi evocata, a questo sistema dello scarto e del consumo forsennato, si oppone, allora, una visione umana diversa, che trova il suo centro nella categoria dell’aver cura. Motore propulsore di questa visione è Cristo, il veramente uomo, che camminando sui sentieri polverosi di Galilea, sanando e liberando, ha insegnato all’uomo la categoria dell’ultimo, del bisognoso su cui chinarsi con amore e premura. Guardando al suo volto, il volto dell’eternamente misericordioso, incontriamo colui che si spoglia della sua divinità per farsi addentro alle dinamiche umane, di colui che smette di essere l’Eternamente Oltre per gustare della gioia di un pranzo tra amici, per ridere e scherzare, per innamorarsi, per provare la dolcezza della carezza di una mamma, per indignarsi e arrabbiarsi davanti alle ingiustizie, per piangere di dolore la morte di un amico, per ridare speranza ai discepoli abbattuti dalla notizia della sua morte. È quel volto, allora, il volto del Dio che si fa uomo, che ci insegna il cammino per essere uomini e donne nuovi: «non dobbiamo addomesticare la potenza del volto di Cristo. Il volto è l’immagine della sua trascendenza. È il misericordiae vultus. Lasciamoci guardare da Lui. Gesù è il nostro umanesimo» . Guardiamo, allora, al suo volto per provare a dare un senso a questa antropologia dell’aver cura evocata da Francesco e centrale nella proposta del PE. Questo volto di Cristo possiamo scorgerlo riflesso in quello di un uomo in cammino lungo i sentieri che da Gerusalemme portano a Gerico, un samaritano che ha cura di uno sconosciuto, incontrato ferito sul ciglio del sentiero. Questo aver cura del samaritano si gioca tutto attorno a tre azioni fondamentali: sentire compassione per la condizione dell’altro, farsi vicino e stabilire una prossimità che sa di impegno, farsi carico dei bisogni dell’altro. Su questa sequenza e sulla nostra capacità di assumerla come costitutiva della nostra natura si gioca il nostro futuro come umanità: − Sentire compassione: non solo sentire insieme, ma anche e soprattutto sentirsi chiamati a responsabilità verso l’altro − Avvicinarsi per curare e sanare le ferite, stabilendo una prossimità fisica che dice disponibilità, un contatto che parla di un desiderio di vicinanza più forte dell’imbarazzo dei corpi che si incontrano − Farsi responsabili per la sorte dell’altro anche oltre le prime e necessarie attenzioni, uscendo dalla logica della necessità presente per entrare nell’orizzonte della costruzione di futuro. Questa sequenza dovrebbe essere al centro delle nostre strutture sociali e culturali, trasformarle per garantire al mondo un cammino di futuro: «davanti a tanto dolore, a tante ferite, l’unica via di uscita è essere come il buon samaritano. Ogni altra scelta conduce o dalla parte dei briganti oppure da quella di coloro che passano accanto senza avere compassione del dolore dell’uomo ferito lungo la strada. La parabola ci mostra con quali iniziative si può rifare una comunità a partire da uomini e donne che fanno propria la fragilità degli altri, che non lasciano edificare una società di esclusione, ma si fanno prossimi e rialzano e riabilitano l’uomo caduto, perché il bene sia comune. Nello stesso tempo, la parabola ci mette in guardia da certi atteggiamenti di persone che guardano solo a sé stesse e non si fanno carico delle esigenze ineludibili della realtà umana». Se questo è l’orizzonte umano verso cui orientare l’andare dell’umanità, allora non si può fare a meno dell’educazione, cammino da percorrere per costruire questo umanismo nuovo, questo futuro che trova il suo centro nell’aver cura del mondo e degli altri: «L'educazione è soprattutto una questione di amore e di responsabilità che si trasmette nel tempo di generazione in generazione. L'educazione, quindi, si propone come il naturale antidoto alla  Francesco, Fratelli Tutti, 67. 8 cultura individualistica, che a volte degenera in vero e proprio culto dell'io e nel primato dell'indifferenza. Il nostro futuro non può essere la divisione, l'impoverimento delle facoltà di pensiero e d'immaginazione, di ascolto, di dialogo e di mutua comprensione. Il nostro futuro non può essere questo».  Il PE, allora, ci sfida ad essere costruttori di questo nuovo umanesimo, di una umanità che riproduce nel suo volto quello di Cristo, un mondo in cui l'aver cura è il paradigma che guida tutte le decisioni politiche, sociali, etiche, religiose. Como umanità, allora, siamo chiamati a rinnovare la nostra tensione educativa, ad ascoltare «il grido delle nuove generazioni, che mette in luce l'esigenza e, al tempo stesso, la stimolante opportunità di un rinnovato cammino educativo, che non giri lo sguardo dall'altra parte favorendo pesanti ingiustizie sociali, violazioni dei diritti, profonde povertà e scarti umani» . 4. Costruire oggi l’umanità del domani Il cammino fatto fino ad ora ci ha mostrato come la proposta del PE si inserisca nella visione ecclesiale di Francesco, quella della Chiesa in uscita, comunità per la missione, che vede nel primerear il senso del suo esistere e la prova della sua fedeltà allo Spirito del Risorto, quello stesso Spirito che la precede fecondando i processi educativi e giovanili che si danno fuori dai suoi schemi e dalle sue logiche. A questa visione ecclesiale si affianca una antropologia dell’aver cura che costituisce il motore del progetto del PE. Il desiderio di costruire un’umanità che trovi nell’aver cura dell’altro il suo centro, il sogno di una comunità di uomini e donne che riconoscano nelle differenze non una causa di divisione ma un invito alla vicinanza è l’orizzonte ultimo che muove la proposta del PE. Il cammino tracciato dal papa, allora, ha tutti i contorni di una sfida, che richiede scelte coraggiose per costruire oggi l’umanità del domani, lontana dalla logica della cultura dello scarto, per formare uomini e donne che riflettano nel loro volto il volto di Gesù, del Maestro che si china sull’umanità ferita per riempirla di sé non dall’alto di una prepotente perfezione, ma mettendosi alla sua stessa altezza, per poter guardarla negli occhi.                                                                                                                                                                                                                              p. Giuseppe Meluso


19 April 2021

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São Leonardo Murialdo

Poveri e abbandonati: ecco i due requisiti che costituiscono un giovane come uno dei nostri, e quanto più è povero ed abbandonato, tanto più è dei nostri.

Publicações
Eventos
Vita Giuseppina

l 12 novembre 1921 è la data del documento ufficiale con il quale la Congregazione di Propaganda Fide affidava alla Congregazione di San Giuseppe Il Vicariato Apostolico del Napo.
Iniziava così una storia che da 100 anni ormai continua pur nel cambiamento sociale, culturale, religioso del Vicariato Apostolico del Napo.

April 2021

Eventi

PROJETOS

Por mais de 140 anos de história projetamos e promovemos atividades em 16 nações, na Itália e no Mundo. Continuamos fazendo isto como mensageiros de paz, fraternidade e unidade conscientes que a diversidade nos une e nos enriquece.

Adicione um Lugar à Mesa

Adicione um Lugar à Mesa

Adicione um Lugar à Mesa

É um projeto de apoio alimentar, educativo e recreativo para as crianças e adolescentes dos quatro bairros mais subdesenvolvidos da cidade de Medellin, na Colômbia. Para todos uma mesa para comer, uma mesa para aprender, uma mesa para jogar. A Colômbia vive a mais de 40 anos numa guerra civil e vê crescer progressivamente o conflito armado e a violência. Neste contexto originou-se, se desenvolveu e se agravou o fenômeno dos “meninos de rua”, crianças e adolescentes vítimas do abandono familiar e escolar, que vivem de esmola e de atos de microcriminalidade. Objetivos gerais do projeto Com o projeto “Acrescente um lugar à Mesa” os Josefinos de Murialdo, com MURIALDO WORLD onlus, querem garantir cada dia a centenas  de crianças e adolescentes, com idade inferior a 14 anos, acolhida e assistência oferecendo-lhes: uma refeição quente (uma mesa para comer), educadores que os acompanhem na vida escolar (uma mesa para aprender), um espaço para poder jogar (uma mesa para jogar), com o objetivo de oferecer oportunidade de integração social e apoio às crianças e às suas famílias para diminuir o índice de violência, ilegaidade e apatia da região. Objetivos específios do projeto Em particular o projeto tem como beneficiários mais de 200 crianças e adolescentes pobres para os quais se almeja: Melhorar as condições alimentares e sanitárias. Promover a instrução de base, elevar o nível de instrução e criar as premissas de acesso a uma educação superior. Favorecer o crescimento integral realizando ações de prevenção.  

  • Colombia
  • NUMERO DE BENEFICIADOS: 200
  • DA August 2015
Unidos e Diferentes

Unidos e Diferentes

Unidos e Diferentes

Este projeto é fruto da colaboração conjunta entre as entidades dos Josefinos MURIALDO WORLD e ENGIM que desde sempre se distinguem pelo seu modo de agir em cooperação e no social. Na Itália o cenário das migrações está em rápida evolução. As dificuldades de integração representam elementos potenciais de crise social. O incremento do fenômeno migratório torna necessário melhorar o sistema de acolhida e de inserção sócio-trabalhista dos migrantes em geral, mas sobretudo para quantos entre eles que se encontram numa situação de especial vulnerabilidade. O projeto consiste numa série de ações integradas para acolher e inserir na comunidade em particular os refugiados e os que pedem asilo. Em particular a ação integrada de acolhida e inserção socio-trabalhista será realizada em Roma in via degli Etruschi 7 na sede do ENGIM internacional ong através da: Ação de acolhida e orientação. Ação de formação. Tirocínios formativos. Ação de procura ativa de trabalho. Visitas didático/culturais. Ação de sensibilização. Ação de inserção cultural. Objetivos gerais do projeto Assegurar os direitos os direitos/deveres e promover a integração social e trabalhista dos jovens, especialmente daqueles socialmente mais fracos como os refugiados e que pedem asilo. Evitar que o problema imigratório se transforme num problema de violência e ilegalidade. Difundir a cultura da acolhida e da fraternidade. Objetivos específicos do projeto O projeto tem como finalidade acolher e acompanhar, por ano, pelo menos 20 jovens refugiados ou que pedem asilo objetivando uma inclusão social plena. Isto significa salvar do perigo da ilegalidade pessoas que estão já na Itália mas que, sem esta ajuda, não encontrariam trabalho nem perspectivas para viver.

  • Italia
  • NUMERO DE BENEFICIADOS: 20
  • DA January 2017
Subúrbios no Centro

Subúrbios no Centro

Subúrbios no Centro

Este projeto coloca no centro as crianças e meninos que se encontram nas periferias do estado mais pobre da Índia: o Bihar. O caminho para se alcançar esse objetivo é a alfabetização, a educação e formação sócio-cutural através da construção de uma escola numa região carente de iniciativas formativas e caracterizada por uma alta taxa de pobreza. Objetivos gerais do projeto Garantir o acesso à escolarização primária a todas as crianças, compreendidos os mais pobres que vivem nas periferias rurais. Preencher a lacuna de alfabetização adulta através do envolvimento dos pais dos alunos. Infundir também nos jovens mais pobres a esperança e a cultura, elementos essenciais para a preparação integral das gerações futuras. Objetivos específicos do projeto Objetivos específicos do projeto A aquisição de um terreno numa vila de Buxar (veja a forma oval azul no mapa de Biha) e a construção de uma escola de ensino fundamental e de ensino médio com espaços polivalentes nos quais se possa oferecer cursos também para adultos. A fundação de ambientes onde a população local possa se reunir para momentos de confronto, convivência, recreação e esporte.   Visualiza a localidade      

  • India
  • NUMERO DE BENEFICIADOS: 680
  • DA January 2017
Para um novo Missionário

Para um novo Missionário

Para um novo Missionário

A campanha “Para um novo missionário” tem em mira apoiar os jovens estudantes que querem fazer um percurso de fé em sua terra, que é para nós terra de missão, mas não dispõem de recursos suficientes para manter os próprios estudos. Ajudar um futuro missionário significa dar uma oportunidade de auto sustento na terra de missão, ótica sempre menos assistencialista. Com 200 € ao mês poderás ajudar um seminarista em sua  formação para se tornar Sacerdote josefino a serviço dos mais pobres.     As doações, deduzidas fiscalmente, podem ser efetuadas com contribuições: mensais de 200 € semestrais com 1.200 € anuais com 2.400 €     Como apoiá-los? Bollettino postale sul C/C n. 1001330032 Intestato a: Murialdo World Onlus Causale: Per un nuovo Missionario Bonifico Bancario presso Poste Italiane Intestato a: Murialdo World Onlus Codice IBAN: IT 17 E 07601 03200 001001330032 Causale: Per un nuovo Missionario   Visualiza a localidade

  • India, Messico, Africa
  • NUMERO DE BENEFICIADOS: 40
  • DA January 2012
Assieme contro il COVID-19

Assieme contro il COVID-19

Assieme contro il COVID-19

Progetto per contrastare la diffusione del nemico invisibile Covid-19 nelle periferie dell’Amazzonia ecuadoriana, in particolare nei villaggi indigeni localizzati nelle città di Baeza, Archidona e Tena.  I villaggi indigeni della regione del Napo stanno vivendo nel 2020 una situazione drammatica per diverse ragioni. In aprile scorso c’è stata una fuoriuscita di petrolio per la rottura dell’oleodotto che ha inquinato il fiume Napo, causando la moria dei pesci e della selvaggina presente normalmente nella selva. Qualche giorno prima il fiume Napo aveva inondato vari villaggi e le loro scuole spazzando via libri, quaderni, banchi e armadi. Infine è arrivata anche la pandemia Covid-19, che sta tuttora mietendo vittime soprattutto tra gli anziani e i più poveri. Mancano medicine, soprattutto per problemi respiratori e polmonari, mascherine, guanti, gel, materiale per purificare l’acqua e in generale mancano viveri. Nelle zone rurali le comunicazioni sono interrotte per frane e inondazioni succedutesi nel primo semestre 2020. Se si aggiunge che normalmente in queste zone anche la luce e il telefono a volte non funzionano e il segnale internet è scarso, si comprende come il nemico invisibile Covid-19 sia ancora più invisibile e capace di generare una vera e propria strage in queste periferie del mondo.   Obiettivi generali del progetto Offrire un servizio radiofonico informativo di ponte con i villaggi, anche quelli non raggiunti dall’energia elettrica, attraverso l’uso di batterie ricaricabili e generatori elettrici, mettendo in onda programmi radiofonici specifici per l’emergenza Covid-19 con cui raccogliere richieste di aiuto o avvisi di malattie in corso di diffusione, al fine di informare tempestivamente gli organi sanitari competenti per un loro pronto intervento. Contrastare la mancanza di viveri e di materiale sanitario distribuendolo soprattutto nelle zone più colpite dal Covid-19.   Obiettivi specifici del progetto Presentare, attraverso Radio Voz del Napo, dei programmi di carattere sociale e sanitario per bambini e per ragazzi, specifici per l’emergenza Covid-19, inserendoli tra quelli già in corso quali, per esempio, di catechismo e d’intrattenimento. Prevedere in Radio interventi di medici e di persone esperte nell’ambito socio-sanitario, per una consulenza sui comportamenti igienico - sanitari, alimentari e sociali da adottare per prevenire la diffusione del contagio Covid-19. Distribuire materiale sanitario per contrastare la diffusione del Covid-19 come mascherine, guanti, gel idroalcolico, acqua potabile, cibo e medicine antivirali e antinfiammatorie per le vie respiratorie.

  • Ecuador
  • NUMERO DE BENEFICIADOS: 220
  • DA May 2020
Suporte à Distância

Suporte à Distância

Suporte à Distância

Comida, instrução e tratamentos médicos sem retirar as crianças de sua família MURIALDO WORLD quer usar o termo APOIO em vez de    ADOÇÃO À DESTÂNCIA porque a adoção é uma forma de dependência, enquanto que o apoio é contribuição, colaboração, é caminhar juntos para a construção de um futuro melhor. O Apoio à Distância (SaD) é um ato de solidariedade para um menor com dificuldade, para a sua família e sua comunidade, coroando-se com a promoção do crescimento humano e social da nação em que vive. Tornando-se Apoiador podes assumir uma criança sem desenraizá-lo de sua terra e de sua família, darás apoio a um projeto por meio do qual podes oferecer-lhe a possibilidade de sair da condição de emergência e miséria em que vive.     Quem ajuda com Apoio à Distância? O apoio à Distância consiste em dar uma mão às crianças, adolescentes da parte meridional do mundo que frequentam centros diurnos, centros de formaão profissional, asilos, casas, famílias, paróquias, escolas ou outras atividades dirigidas pelos  Missionários Josefinos de Murialdo.     Con 310€ all’anno, circa 85 centesimi al giorno, puoi sostenere un bambino. Bollettino postale sul C/C n.1001330032 Intestato a: Murialdo World onlus Causale: SaD + eventuale nome del Paese preferito Bonifico bancario presso Poste Italiane Intestato a: Murialdo World Onlus Codice IBAN: IT 17 E 07601 03200 001001330032 Causale: SaD + eventuale nome del Paese preferito

  • Mondo
  • NUMERO DE BENEFICIADOS: 1045
  • DA January 2009
Encontramos os Jovens

Encontramos os Jovens

Encontramos os Jovens

Por que na Nigeria? Porque, se poderia dizer, que o Senhor nos precedeu mandando-nos vocações; em dezembro de 2014 serão ordenados sacerdotes os primeiros dois Josefinos nigerianos. Temos a intenção de instituir uma comunidade de serviço pastoral e carismático josefina, na qual podem se inserir os nossos teólogos Queremos prestar uma ajuda concreta e significativa para tantas crianças e jovens presentes neste país, atualmente atingida por fortes tensões sócio-religiosas e martirizada por dolorosos conflitos sócio-religiosos ao norte do país. A nossa presença sará caracterizada por um início simples, feito de essencialidade; será expressão por um lado de uma atitude de flexibilidade e por outro será a de uma inserção coeente com a realidade local. As 3 palavras chave do jeito com que queremos nos inserir neste país são: eficácia, flexibilidade, sobriedade. Portanto, falamos de sustentabilidade econômica, carismático-pastoral e de sustentabilidade do ponto de vista local. Objetivos gerais do projeto Instituir uma comunidade permanente de presença missionária Josefina, que possa se tornar quanto antes um ponto de referência para as pessoas do local, sobretudo, para aqueles mais necessitados. Ser uma ajuda concreta e significativa para tantas crianças e jovens presentes nessa terra atualmente minada por fortes tensões sócio-religiosas e sacrificada por um conflito interno ao Norte do país. Objetivos específicos do projeto Caracterizar a nova presença missionária Josefina por meio de uma moradia simples  e da nossa sobriedade. Isto significa  morar numa casa de aluguel, modesta para a comunidade josefina, equipada por um gerador elétrico para a luz, uma horta para auto-produção e de algum quarto para a hospedagem. Procurar as pessoas mais carentes  com predileção para os jovens a dim de os ajudar a sair da marginalidade por motivos econômicos e/ou de analfabetismo. Isto significa que a comunidade josefina deve ter um carro e uma ou duas motos e de material para a ação social, educativa e de apoio escolar (computador, impressoras, livros, cadernos, canetas etc). Valorizar os espaços e as estruturas que já existem de propriedade de outras entidades públicas e religiosas para procurar a realização de atividades sócio-educativas reduzindo ao mínimo seus custos… Desse modo vai-se assegurar a otimização dos recursos econômicos utilizados.   Visualiza a localidade    

  • Nigeria
  • NUMERO DE BENEFICIADOS: 100
  • DA January 2014
Bolsa de Estudo

Bolsa de Estudo

Bolsa de Estudo

A Colômbia vive há mais de 50 anos em guerra civil. Apesar do conflito ter terminado oficialmente no tratado de paz de 2016, a violência continua em muitas regiões do país, sempre mais ligadas ao narcotráfico. Paralelamente à expansão do conflito e da violência política, as cidades colombianas são duramente assoladas por uma onda de crimes e homicídios seletivos contra os membros das classes mais pobres e marginalizadas da sociedade (indigentes, meninos de rua, pequenos entregadores de droga, drogados, prostitutas e homossexuais). O fenômeno, conhecido com o termo “limpieza social” (limpeza social), é uma das maiores consequências do grave conflito social e das políticas discriminatórias e excludentes dos grupos econômicos e políticos.   Objetivo do projeto Acompanhar e subvencionar jovens universitários dos bairros La Sierra e Vila Turbay, educando-os para se comprometerem com seu bairro. Objetivos específicos do projeto Subvencionar jovens universitários nos bairros La Sierra e Vila Turbay,oferecendo-lhes uma bolsa de estudo integrativa, que lhes permita pagar as passagens, alimentação e material didático. Acompanhar os jovens no estudo, monitorando constantemente  seu aproveitamento e ajudando-os no aprendizado. Educar os jovens universitários no serviço à comunidade,sugerindo-lhes um voluntariado como contrapartida da bolsa de estudos recebida.

  • Colombia
  • NUMERO DE BENEFICIADOS: 6
  • DA January 2019
Bolsa Trabalho

Bolsa Trabalho

Bolsa Trabalho

Projeto: Para conter a evasão escolar através da formação alternando escola-trabalho. Trata-se de um processo de emprego para a inclusão social de jovens: meninos e meninas com alto risco de evasão sócio-escolar. Objetivos gerais do projeto Divulgar entre os jovens a consciência da importância da peparação profissional para poder ter acesso mais fácil ao mundo do trabalho. Promover a integração sócio-trabalhista dos jovens, especialmente daqueles socialmente mais fracos e vulneráveis. Objetivos específico do projeto O projeto tem como objetivo principal apoiar os jovens, que moram no vicentino e em geral no Vêneto as escolas professionais e que por motivos familiares, socias ou psico-físicos se encontram em sérias dificuldades, para prosseguir e concluir  o próprio percurso formativo, aumentando assim a possibilidade em breve ou médio prazo de se inserir no mundo do trabalho. O projeto prevê além disso o objetivo de fazer conhecida na região a consciência de que os jovens, mesmo aqueles em maior situação de risco do ponto de vista disciplinar  ou social, se ajudados em seu percurso de preparação professional, sobretudo na adolescência, podem construir um futuro digno na legalidade. Enfim é prevista a organizzação de eventos que valorizem e deem visibilidade a alguns testemunhos de jovens que concluíram positivamente a formação professional junto às escolas  ENGIM Vêneto e que se sobressaíram pela sua extraordinária capacidade de trabalho, pela solidariedade ou pela vida ordeira.   >> Visualiza a localidade    

  • Italia
  • NUMERO DE BENEFICIADOS: 200
  • DA January 2017
O Poço é Vida

O Poço é Vida

O Poço é Vida

A água é o elemento mais importante na vida de cada ser vivente; pode-se dizer que quem dá a um povoado um poço, está dando Vida. Após poucos meses e graças a um itinerário de acompanhamento e de assistência, os povoados que foram contemplados com um poço encontram nova vida. Surgem pequenas hortas familiares, surgem as pequenas criações de galinhas, suínos. A dieta alimentar se enriquece e a segurança alimentar causa um otimismo no pessoal e vai além do benefício concreto da água. E’ um verdadeiro milagre que nasce de um sentimento de solidadriedade e de uma ideia justa de promoção e crescimento. Beneficiários do projeto são 8.000 pessoas. São os habitantes dos povoados envolvidos na iniciativa. Trata-se de um impacto formidável porque em alguns casos os povoados são situados em áreas de muito difícil acesso onde dificilmente haveria outra alternativa. Origem do projeto O problema da água na Serra Leoa não é principalmente um problema de falta, é, sobretudo, um problema de acesso. Cada ano as doenças ligadas ao uso impróprio da água causaram a morte de 1,6 milião de crianças, a maior parte delas abaixo dos 5 anos. Milhões de pessoas percorrem cada dia quilômetros a pé para providenciar água, e as crianças são impedidas de frequantar a escola para ajudar a família. Na Serra Leoa uma pessoa sobre duas é afetada por doença devido a falta ou má qualidade da água enquanto as estimativas  mostram que um agricultor africano dispõe menos de 20 litros  de água ao dia, ou seja, menos do que o mínimo diário de 50 litros apontados pela Organizzação Mundial da Saúde.A falta  de água  é a causa  da incidência de doenças infantis, quase todas previsíveis. Sem água potável, é impossível fugir da espiral das infecções. Água significa poder matar a sede, poder cozinar, lavar-se, irrigar o terreno. Se as pessoas evitam percorrer longas distâncias à procura de água têm mais tempo para se dedicar à família e aos filhos ou para desenvolver uma atividade que consinta ajudar a renda familiar ao mesmo tempo que diminuem a mortalidade infantil causada pelo consumo de água poluída. Objetivos do projeto O objetivo do projeto é melhorar as condições de vida das comunidades locais em Sierra Leoa através destas ações:   incrementar as competências entre os beneficiários em relação à utilização dos recursos naturais; combater o processo de desertificação; incrementar a capcidade de produção dos recursos destinados a satisfazer as necessidades primárias da população beneficiária como é a água e a comida;   diminuir o mais possível os efeitos negativos, muitas vezes mortais sobretudo para as crianças, na utilização de água não potável na própria alimentação e no cuidado da própria higiene.

  • Sierra Leone
  • NUMERO DE BENEFICIADOS: 1600
  • DA January 2012
Além dos Muros

Além dos Muros

Além dos Muros

Projeto para garantir comida, instrução e cuidados médicos para centenas de crianças e famílias em dificuldade no México, sem desenraizá-las das suas famílias, cultura e território. Obiettivos gerais do projeto Garantir às crianças e meninos atendidos o respeito dos direitos humanos fundamentis: COMIDA, CUIDADOS MÉDICOS, INSTRUÇÃO, PROTEÇÃO e ESPORTE. Promover soluções que, ao invés de criar “muros” e divisões entre os povos, tenham condições de criar “pontes” entre eles. Objetivos específicos do projeto O projeto tem como finalidade oferecer às crianças e aos meninos de 3 cidades mexicanas (Cidade do México, Aguascalientes e Hermosillo) o sustento concreto nestes 3 âmbitos: Educativo (taxas escolares, livros e material didático, etc), sendo investido 50% dos recursos econômicos; Sanitário (remédios, assastência médica, visitas, etc.); nisto se investe 25% dos  recursos econômicos; Sócio-familiar (ajuda à família da criança, programa alimentar, recreação, etc.); para isto se destina 25% dos recursos econômicos. Com o projeto “Além dos Muros” no México se ajudam os jovens, com as respectivas famílias, que se encontram em dificuldde econômica e familiar, causadas também pelos abalos sísmicos do terremoto de setembro de 2017, com prioridade daqueles que são filhos de imigrantes. A estes se procura oferecer um acompanhamento especial para conseguir uma formação técnica e a colocação no trabalho no México. Desse modo se evita que estes jovens, junto com seus pais, voltem para a emigração nos USA como clandestinos, fato que acontece também com grande frequência no período “Trump”. Quando possível, e onde existam as condições de necessidade generalizadas, prefere-se ajudar toda uma série de crianças, garantindo um suporte indiscriminado para os alunos pertencentes ao mesmo grupo.

  • Messico
  • NUMERO DE BENEFICIADOS: 25
  • DA November 2018
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