St. L. Murialdo

At the service of the poor

Congregation

Do good and do it well

Life and mission

Activity

WHAT WE DO

Congregation of St. Joseph / Josephites of Murialdo

We educate to life, to the consciousness,

we follow the example of St. Leonard Murialdo so that

every work that we do should be witnessed by love.

We do it by welcoming them, through solidarity and education.

Founded profoundly in faith, message of the Gospel to defend the most needy and fragile.

IL PATTO EDUCATIVO GLOBALE NEL CONTESTO DEL MAGISTERO DEL PAPA FRANCESCO

1. La sfida di un nuovo Patto Educativo Con un messaggio pubblicato il 12 settembre del 2019, il papa Francesco ha voluto rilanciare l’invito fatto nella Laudato Si’ a collaborare alla custodia della casa comune. Lo ha fatto chiamando l’umanità ad impegnarsi nella costruzione di un nuovo patto educativo globale, sostenendo la «necessità di investire i talenti di tutti, perché ogni cambiamento ha bisogno di un cammino educativo per far maturare una nuova solidarietà universale e una società più accogliente»  . A questo scopo si programmava un evento mondiale che si sarebbe dovuto tenere in Roma il 14 maggio 2020. Ovviamente nessuno sospettava che – di lì a qualche mese – un microscopico organismo sarebbe arrivato ad interrompere la nostra quotidianità imponendoci nuovi ritmi e nuove regole. Il cammino di riflessione e impegno lanciato dal papa è comunque proseguito, adattandosi alle nuove contingenze create dalla pandemia. L’incontro inizialmente previsto per il mese di maggio si è poi svolto in ottobre del 2020. In questa occasione il papa è ritornato sulla necessità di ascoltare il grido delle nuove generazioni ed intraprendere nuovi cammini educativi, vivendoli come un atto di speranza, anche davanti all’emergenza educativa che la pandemia ha creato : «ascoltiamo il grido delle nuove generazioni, che mette in luce l'esigenza e, al tempo stesso, la stimolante opportunità di un rinnovato cammino educativo, che non giri lo sguardo dall'altra parte favorendo pesanti ingiustizie sociali, violazioni dei diritti, profonde povertà e scarti umani»  . Se da una parte di certo non costituiva una grande novità il fatto che il papa si esprimesse su questioni educative – l’educazione occupa un posto di rilievo  nel suo pensiero - è anche vero che l’invito sembrava rivestirsi di un carattere urgente e indifferibile: «mai come ora, c’è bisogno di unire gli sforzi in un’ampia alleanza educativa per […] ricostruire il tessuto di relazioni per un’umanità più fraterna»  . Questo senso di urgenza si è poi fatto, nei mesi successivi, sempre più forte considerando la catastrofe educativa che la pandemia da Covid-19 ha fatto emergere ed acuito, nel contesto generale di una scarsa solidarietà intergenerazionale6 e in una crisi del «valore di legame, rovesciatosi ora in dis-valore, nel momento in cui la prossimità da segno di benevolenza […] diventa minaccia e la distanza tra individui della stessa specie si afferma come dovere civico» . Questo testo vuole provare a ragionare attorno a questa proposta di Francesco mettendola in connessione con le suggestioni e gli inviti che il suo magistero ha offerto, cercando di cogliere il fil rouge che collega il PE ad alcuni temi centrali della proposta che – come pontefice – ha fatto alla Chiesa e all’umanità tutta in questi anni. In particolare sono due i punti che proverò a mettere in luce, uno ecclesiale e l’altro antropologico: la relazione tra la proposta del PE e la logica della chiesa in uscita e quella dell’umanesimo dell’aver cura che in qualche modo costituisce il nucleo generatore di questa proposta e dell’intero magistero di Francesco. 2. Una logica ecclesiale: il piú di grazia e salvezza che ci raggiunge dai processi educativi La proposta del PE prende spunto da una visione ecclesiale di fondo che sorregge e guida l'azione del papa Francesco e le cui radici andrebbero ricercate oltre che nel Concilio Vaticano II e nella spiritualità gesuitica, anche e soprattutto nella riflessione della cosiddetta Teologia del popolo, che nasce e si sviluppa a partire dal documento di Medellín (1968) e si separa dalla Teologia della liberazione, nel tentativo di rendere centrale nella riflessione e nella prassi ecclesiale la categoria di popolo di Dio, inteso come soggetto depositario di una fede incarnata e vera sorgente mistica, comunionale e pastorale.  Questa visione del popolo di Dio come multiforme armonia trova il suo centro in due categorie in stretta correlazione tra loro: missione e comunione. La Chiesa é una comunione per la missione ed una missione che porta alla comunione. Detto con le parole del documento di Aparecida: «la comunione e la missione sono profondamente unite tra di loro […] la comunione è missionaria e la missione è per creare comunione». Questa comunione per la missione che è la Chiesa vive profondamente la sua identità quando si pone nella logica del primerear (prendere l’iniziativa): «la comunità evangelizzatrice sperimenta che il Signore ha preso l’iniziativa, l’ha preceduta nell’amore, e per questo essa sa fare il primo passo, sa prendere l’iniziativa senza paura, andare incontro, cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi. Vive un desiderio inesauribile di offrire misericordia, frutto dell’aver sperimentato l’infinita misericordia del Padre e la sua forza diffusiva». Questa missionarietà della Chiesa, questo suo essere in uscita, protesa verso i lontani, desiderosa di abitare gli incroci delle strade si riflette nella proposta del PE. L’instrumentum laboris lo dice esplicitamente, affermando che «il Papa ha invitato la Chiesa intera a porsi “in uscita” missionaria, come stile da assumere in ogni attività che si realizzi. [...] In un tale invito ad avere cura delle fragilità del popolo e del mondo in cui viviamo – invito che non riguarda in verità solo i cristiani ma tutti gli uomini e donne della terra – diventano prioritarie l’educazione e la formazione perché esse aiutano a diventare protagonisti diretti e costruttori del bene comune e della pace». Accanto a questa lettura della Chiesa in uscita - comunità capace di primerear, di farsi tutto a tutti, di uscire dalle sue logiche per incontrarsi con quelle di chi è diverso, lontano, ultimo, escluso - trova spazio anche un’altra possibile visione, non alternativa ma complementare. Parlare di Chiesa in uscita è anche ricordare che fuori dai nostri schemi, dalle nostre strutture, dal nostro modo di essere e fare, dalle nostre logiche c’è un piú di grazia e di salvezza che ci aspetta. La grazia di Cristo straripa fuori dalle nostre strutture e ci precede, anonima ma feconda, nelle realtà del mondo, nei processi che nascono attorno a noi e fuori dai nostri schemi. Il mondo dell’educazione è un nitido esempio di come la grazia di Cristo sia strabordante, non rinchiusa solo negli angusti recinti delle comunità ecclesiali. Scuole in cui maestri e studenti cercano nuove risposte alle domande del presente, giovani che si incontrano per condividere le loro passioni, per impegnarsi nella costruzione di un mondo nuovo e migliore, gruppi e collettivi che lottano per salvaguardare l’ambiente, per proteggere ogni forma di vita: ecco dei luoghi educativi dove la grazia di Cristo ci ha preceduto, dove la salvezza è arrivata anonima ma feconda. Vivere e lasciarsi fecondare da questi processi giovanili, accompagnarli in maniera discreta è incontrare Cristo che in maniera ignota continua a fecondare la terra e l’umanità con la forza del suo Spirito. La proposta del patto educativo globale, allora, trova il suo fondamento proprio in queste due letture della categoria di Chiesa in uscita: farsi prossimi, andare in cerca dell'altro in tutti i campi, anche quello educativo, riconoscendo la necessità di primerear in questo ambito; al tempo stesso riconoscere che nei processi educativi si dà un piú di salvezza, si manifesta la grazia di Cristo, talvolta in maniera anonima o non pronunciata, ma evocata dalla pienezza di vita che da essi scaturisce. Con le parole di Francesco: «oggi c'è bisogno di una rinnovata stagione di impegno educativo, che coinvolga tutte le componenti della società. Ascoltiamo il grido delle nuove generazioni, che mette in luce l'esigenza e, al tempo stesso, la stimolante opportunità di un rinnovato cammino educativo, che non giri lo sguardo dall'altra parte favorendo pesanti ingiustizie sociali, violazioni dei diritti, profonde povertà e scarti umani». 3. Una antropologia dell’aver cura Quanto detto sulla visione ecclesiale di Francesco e su come questa sia alla base della proposta del patto educativo globale ci porta, inevitabilmente, a parlare dell’altro nucleo fondamentale di questo progetto: quello umano. Il papa ha ricordato come l'educazione «sia una delle vie più efficaci per umanizzare il mondo e la storia» 14 e sappiamo quanto il suo magistero si sia caratterizzato per una profonda attenzione all’umano. Sulla scia del Concilio e della miglior riflessione post-conciliare - e in particolare dell’insegnamento di Paolo VI - Francesco si è espresso molte volte in merito alla necessità di costruire un nuovo umanesimo. Sia chiaro, non in maniera sistematica o definitiva, per assiomi o definizioni ma, seguendo uno schema tipico del suo magistero, in una dimensione evocativa. Il suo insegnamento su questi temi si muove tra due poli: la condanna di quanto inumano c’è in questo mondo (strutture, logiche, scelte: tutto ciò che può rientrare nella categoria di cultura dello scarto) e un costante evocare una logica nuova, una maniera di essere uomini e donne che trova il suo centro nell’aver cura. Proviamo ad analizzare questi due poli in relazione alla proposta del PE. Il messaggio per il lancio del PE conteneva una precisa osservazione sul contesto socioculturale che stiamo vivendo: «il mondo contemporaneo è in continua trasformazione ed è attraversato da molteplici crisi. Viviamo un cambiamento epocale: una metamorfosi non solo culturale ma anche antropologica che genera nuovi linguaggi e scarta, senza discernimento, i paradigmi consegnatici dalla storia. L’educazione si scontra con la cosiddetta rapidación, che imprigiona l’esistenza nel vortice della velocità tecnologica e digitale, cambiando continuamente i punti di riferimento. In questo contesto, l’identità stessa perde consistenza e la struttura psicologica si disintegra di fronte a un mutamento incessante che contrasta con la naturale lentezza dell’evoluzione biologica».  Della rapidación il papa aveva già parlato nella Laudato Si’, definendola come un fenomeno tipico del mondo contemporaneo, che vede una continua accelerazione nei ritmi di produzione e di vita, provoca dei rapidi cambiamenti, spesso orientati solo al profitto e incompatibili con la naturale lentezza dell’evoluzione biologica. Si tratta della logica propria della cultura dello scarto, che tutto piega ai suoi interessi, stretti nel cieco paradigma nascere/produrreconsumare/morire. La società della velocità, che impone ritmi di produzione sempre più rapidi, è la stessa che lascia indietro l’umanità ferita, i dannati della terra, colpevoli di non poter stare al passo con i tempi o forse destinati a questo dallo stesso sistema e dalla sua necessità di vittime da offrire sull’altare del benessere di pochi, ingranaggi di un sistema che si auto fagocita, portando l’umanità sull’orlo di un’estinzione di massa. E così, come in una rinnovata rappresentazione del mito di Re Mida, l’umanità affamata di beni produce e consuma ad una velocità sempre più rapida, toccando tutto ciò che incontra, masse anonime e risorse naturali, per trasformarle nell’oro di beni di consumo sempre più usa e getta, fino a quando non si renderà conto che l’unica cosa che desidera (produrre/consumare in maniera sempre maggiore e sempre più rapida) non è capace di dargli vita, ma la condanna ad una morte che punisce i suoi stolti desideri. Solo che a poter salvarla non c’è il Dioniso del mito, ma un’umanità altra, che si oppone e resiste a questo modello, e che è chiamata a proporre una visione differente; come suggeriva già il papa Paolo VI in un documento – la Popolorum Progressio – che sembra avere un peso specifico importante nel magistero di Francesco, la vera questione sta nella costruzione di un umanesimo nuovo: «se il perseguimento dello sviluppo richiede un numero sempre più grande di tecnici, esige ancor di più uomini di pensiero capaci di riflessione profonda, votati alla ricerca d’un umanesimo nuovo, che permetta all’uomo moderno di ritrovare sé stesso, assumendo i valori superiori d’amore, di amicizia, di preghiera e di contemplazione. In tal modo potrà compiersi in pienezza il vero sviluppo, che è il passaggio, per ciascuno e per tutti, da condizioni meno umane a condizioni più umane»  . Alla maniera di vedere le cose pocanzi evocata, a questo sistema dello scarto e del consumo forsennato, si oppone, allora, una visione umana diversa, che trova il suo centro nella categoria dell’aver cura. Motore propulsore di questa visione è Cristo, il veramente uomo, che camminando sui sentieri polverosi di Galilea, sanando e liberando, ha insegnato all’uomo la categoria dell’ultimo, del bisognoso su cui chinarsi con amore e premura. Guardando al suo volto, il volto dell’eternamente misericordioso, incontriamo colui che si spoglia della sua divinità per farsi addentro alle dinamiche umane, di colui che smette di essere l’Eternamente Oltre per gustare della gioia di un pranzo tra amici, per ridere e scherzare, per innamorarsi, per provare la dolcezza della carezza di una mamma, per indignarsi e arrabbiarsi davanti alle ingiustizie, per piangere di dolore la morte di un amico, per ridare speranza ai discepoli abbattuti dalla notizia della sua morte. È quel volto, allora, il volto del Dio che si fa uomo, che ci insegna il cammino per essere uomini e donne nuovi: «non dobbiamo addomesticare la potenza del volto di Cristo. Il volto è l’immagine della sua trascendenza. È il misericordiae vultus. Lasciamoci guardare da Lui. Gesù è il nostro umanesimo» . Guardiamo, allora, al suo volto per provare a dare un senso a questa antropologia dell’aver cura evocata da Francesco e centrale nella proposta del PE. Questo volto di Cristo possiamo scorgerlo riflesso in quello di un uomo in cammino lungo i sentieri che da Gerusalemme portano a Gerico, un samaritano che ha cura di uno sconosciuto, incontrato ferito sul ciglio del sentiero. Questo aver cura del samaritano si gioca tutto attorno a tre azioni fondamentali: sentire compassione per la condizione dell’altro, farsi vicino e stabilire una prossimità che sa di impegno, farsi carico dei bisogni dell’altro. Su questa sequenza e sulla nostra capacità di assumerla come costitutiva della nostra natura si gioca il nostro futuro come umanità: − Sentire compassione: non solo sentire insieme, ma anche e soprattutto sentirsi chiamati a responsabilità verso l’altro − Avvicinarsi per curare e sanare le ferite, stabilendo una prossimità fisica che dice disponibilità, un contatto che parla di un desiderio di vicinanza più forte dell’imbarazzo dei corpi che si incontrano − Farsi responsabili per la sorte dell’altro anche oltre le prime e necessarie attenzioni, uscendo dalla logica della necessità presente per entrare nell’orizzonte della costruzione di futuro. Questa sequenza dovrebbe essere al centro delle nostre strutture sociali e culturali, trasformarle per garantire al mondo un cammino di futuro: «davanti a tanto dolore, a tante ferite, l’unica via di uscita è essere come il buon samaritano. Ogni altra scelta conduce o dalla parte dei briganti oppure da quella di coloro che passano accanto senza avere compassione del dolore dell’uomo ferito lungo la strada. La parabola ci mostra con quali iniziative si può rifare una comunità a partire da uomini e donne che fanno propria la fragilità degli altri, che non lasciano edificare una società di esclusione, ma si fanno prossimi e rialzano e riabilitano l’uomo caduto, perché il bene sia comune. Nello stesso tempo, la parabola ci mette in guardia da certi atteggiamenti di persone che guardano solo a sé stesse e non si fanno carico delle esigenze ineludibili della realtà umana». Se questo è l’orizzonte umano verso cui orientare l’andare dell’umanità, allora non si può fare a meno dell’educazione, cammino da percorrere per costruire questo umanismo nuovo, questo futuro che trova il suo centro nell’aver cura del mondo e degli altri: «L'educazione è soprattutto una questione di amore e di responsabilità che si trasmette nel tempo di generazione in generazione. L'educazione, quindi, si propone come il naturale antidoto alla  Francesco, Fratelli Tutti, 67. 8 cultura individualistica, che a volte degenera in vero e proprio culto dell'io e nel primato dell'indifferenza. Il nostro futuro non può essere la divisione, l'impoverimento delle facoltà di pensiero e d'immaginazione, di ascolto, di dialogo e di mutua comprensione. Il nostro futuro non può essere questo».  Il PE, allora, ci sfida ad essere costruttori di questo nuovo umanesimo, di una umanità che riproduce nel suo volto quello di Cristo, un mondo in cui l'aver cura è il paradigma che guida tutte le decisioni politiche, sociali, etiche, religiose. Como umanità, allora, siamo chiamati a rinnovare la nostra tensione educativa, ad ascoltare «il grido delle nuove generazioni, che mette in luce l'esigenza e, al tempo stesso, la stimolante opportunità di un rinnovato cammino educativo, che non giri lo sguardo dall'altra parte favorendo pesanti ingiustizie sociali, violazioni dei diritti, profonde povertà e scarti umani» . 4. Costruire oggi l’umanità del domani Il cammino fatto fino ad ora ci ha mostrato come la proposta del PE si inserisca nella visione ecclesiale di Francesco, quella della Chiesa in uscita, comunità per la missione, che vede nel primerear il senso del suo esistere e la prova della sua fedeltà allo Spirito del Risorto, quello stesso Spirito che la precede fecondando i processi educativi e giovanili che si danno fuori dai suoi schemi e dalle sue logiche. A questa visione ecclesiale si affianca una antropologia dell’aver cura che costituisce il motore del progetto del PE. Il desiderio di costruire un’umanità che trovi nell’aver cura dell’altro il suo centro, il sogno di una comunità di uomini e donne che riconoscano nelle differenze non una causa di divisione ma un invito alla vicinanza è l’orizzonte ultimo che muove la proposta del PE. Il cammino tracciato dal papa, allora, ha tutti i contorni di una sfida, che richiede scelte coraggiose per costruire oggi l’umanità del domani, lontana dalla logica della cultura dello scarto, per formare uomini e donne che riflettano nel loro volto il volto di Gesù, del Maestro che si china sull’umanità ferita per riempirla di sé non dall’alto di una prepotente perfezione, ma mettendosi alla sua stessa altezza, per poter guardarla negli occhi.                                                                                                                                                                                                                              p. Giuseppe Meluso


19 April 2021

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St. Leonard Murialdo

“Metti la tua perseveranza sotto la protezione di Maria; metti nelle sue mani onnipotenti, e quanto onnipotenti altrettanto misericordiose, il grande affare della tua santificazione.” (S. Leonardo Murialdo, Epistolario V, 2146)

Pubblications
Events
Vita Giuseppina

l 12 novembre 1921 è la data del documento ufficiale con il quale la Congregazione di Propaganda Fide affidava alla Congregazione di San Giuseppe Il Vicariato Apostolico del Napo.
Iniziava così una storia che da 100 anni ormai continua pur nel cambiamento sociale, culturale, religioso del Vicariato Apostolico del Napo.

PROJECTS

We have more than 140 years of history of projecting and promoting activities of solidarity in 16 nations, in Italy and around the world. We continue to do it like ambassadors of peace, fraternity and unity in the consciousness that the diversity unify and enrich us.

Beyond the Walls

Beyond the Walls

Beyond the Walls

Project to guarantee food, education and medical care to hundreds of children and families in difficulty in Mexico, without uprooting them from their loved ones, culture and territory. General objectives of the project Guarantee respect for fundamental human rights to children and young people: FOOD, MEDICAL CARE, EDUCATION, PROTECTION and PLAY Promote solutions that, instead of creating "walls" and divisions between peoples, are able to create "bridges" between them. Specific objectives of the project The project aims to offer children and young people from 3 different Mexican cities (Mexico City, Aguascalientes and Hermosillo) concrete support in these 3 areas: Educational (school fees, books and teaching materials, etc.), to which 50% of the economic resources are dedicated; Healthcare (medicines, medical treatments, visits, etc.), to which 25% of the economic resources are dedicated; Socio-family (help to the child's family, food program, recreational activities, etc.), to which 25% of the economic resources are dedicated. With the project "Beyond the Walls" in Mexico we try to help young people, with their families, who find themselves in situations of economic and family difficulty, also following the devastating earthquake that occurred in September 2017, with priority to those who are children of Inmigrantes. We try to offer the latter a special accompaniment towards obtaining a technical training capable of offering them a job in Mexico. In this way, it is avoided that these young people, together with their parents, retry emigrating to the USA as illegal immigrants, which unfortunately happens with great frequency even in the "Trump" period. Whenever possible, and where conditions of generalized need exist, we prefer to help an entire school class of children, guaranteeing indiscriminate support among schoolchildren belonging to the same group.

  • Messico
  • Number of beneficieries: 25
  • FOM November 2018
Suburbs in the Center

Suburbs in the Center

Suburbs in the Center

This project focuses on children and young people who find themselves in the peripheries of the poorest state of India: Bihar. The way identified to achieve this is that of literacy, education and socio-cultural training through construction of a school in an area lacking in educational offer and characterized by a high rate of poverty. General objectives of the project Ensure access to primary schooling for all children, including the poorest living in rural suburbs. Bridging the gap in adult illiteracy through the involvement of pupils' parents. Spread hope and culture also to the poorest young people, essential elements for the integral preparation of future generations. Specific objectives of the project The purchase of land in a village of Buxar (see blue oval in the map of Bihar) and the construction of a primary and secondary school with multipurpose spaces in which to also offer training courses for adults. The creation of places where the local population can gather for moments of confrontation, conviviality and recreational and sports activities.   See the brochure      

  • India
  • Number of beneficieries: 680
  • FOM January 2017
The Well is Life

The Well is Life

The Well is Life

L’acqua è l’elemento più importante nella vita di ogni essere vivente, si può affermare che chiunque dona ad un villaggio un pozzo, dona vita. Dopo pochi mesi e grazie ad un percorso di accompagnamento e di assistenza i villaggi che sono stati dotati di un pozzo trovano una nuova vita. Nascono piccoli orti a gestione familiare,nascono i primi piccoli allevamenti di galline e maiali. La dieta alimentare si arricchisce e la sicurezza alimentare genera un ottimismo nella gente che va al di là del beneficio concreto offerto dall’acqua. E’ un vero miracolo che nasce da un sentimento di solidarietà e da una corretta idea di promozione e di sviluppo. Beneficiari del progetto sono 8.000 persone. Sono gli abitanti dei villaggi coinvolti nell’iniziativa. Si tratta di un impatto formidabile perché in alcuni casi i villaggi sono dislocati in aree molto difficili da raggiungere dove difficilmente esisterebbero alternative. Origine del progetto Il problema dell'acqua in Sierra Leone non è principalmente un problema di mancanza, è sopratutto un problema di accesso.  Ogni anno le malattie legate all’uso improprio di acqua causano la morte a 1,6 milioni di bambini, la maggior parte dei quali sotto ai 5 anni. Milioni di donne percorrono ogni giorno molti chilometri a piedi per approvvigionarsi d’acqua, e i bambini sono impossibilitati ad andare a scuola per dare una mano alla famiglia. In Sierra leone una persona su due viene colpita da malattie dovute alla mancanza o alla cattiva qualità dell’acqua mentre le stime indicano che un contadino africano dispone meno di 20 litri di acqua al giorno, ossia meno della metà del fabbisogno minimo giornaliero di 50 litri indicato come necessario dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità. Acqua non potabile e condizioni igienico-sanitarie carenti sono all’origine di un’elevata incidenza di malattie infantili, quasi tutte prevenibili. Senza acqua potabile è impossibile sfuggire alla spirale di miseria delle infezioni. Acqua significa poter bere, poter cucinare, lavarsi, irrigare il terreno. Se le donne evitano di percorrere lunghe distanze alla ricerca dell’acqua hanno più tempo da dedicare alla famiglia e ai figli o per svolgere un’attività che consenta di aiutare il bilancio familiare mentre diminuiscono la mortalità infantile dovuta al consumo di acqua non potabile. Obiettivi del progetto L’obiettivo del progetto è il miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali in Sierra Leone attraverso attività idonee a: incrementare le competenze tra i beneficiari con riguardo all’utilizzo delle risorse naturali; combattere il processo di desertificazione; incrementare la capacità di produzione delle risorse destinate a soddisfare i bisogni primari della popolazione beneficiaria quale acqua e cibo; diminuire il più possibile gli effetti negativi, molte volte mortali soprattutto nei bambini, dell’utilizzo di acqua non potabile nella propria alimentazione e nella cura del proprio igiene.  

  • Sierra Leone
  • Number of beneficieries: 1600
  • FOM January 2012
United and Different

United and Different

United and Different

This project is the result of the close collaboration between the Josephan bodies MURIALDO WORLD and ENGIM which has always distinguished their way of operating in cooperation and in society. In Italy, the migration scenario is rapidly evolving. Integration difficulties represent potential elements of social crisis. The increase in the migratory phenomenon makes it necessary to improve the reception and socio-working integration system for migrants in general, but above all for those of them who are in a particularly vulnerable condition. The project consists of a series of integrated interventions aimed at welcoming and social-working integration of refugees and asylum seekers. In particular, the integrated action of reception and socio-working insertion will be carried out in Rome in via degli Etruschi 7 at the headquarters of ENGIM international NGO through: Reception and orientation activities. Training activity. Training internships. Active job search activity. Educational / cultural visits. Awareness raising activities. Cultural insertion activities. General objectives of the project Affirm the rights / duties and promote the social and labor integration of young people, especially those who are socially weaker such as refugees and asylum seekers. To prevent the immigration problem from turning into a problem of violence and illegality. Spread culture of welcome and fraternity. Specific objectives of the project The project aims to welcome and accompany at least 20 young refugees and asylum seekers per year towards full social inclusion. This means removing from the danger of illegality people who are already in Italy but who, without this intervention, would find themselves unemployed and without prospects even to survive.

  • Italia
  • Number of beneficieries: 20
  • FOM January 2017
Add a Place at Table

Add a Place at Table

Add a Place at Table

It is a food, educational and recreational support project for children and young people in the poor neighborhoods of the city of Medellin, Colombia. For everyone a table to eat, a table to learn, a table to play. Colombia has been living in civil war for more than 40 years and is seeing a progressive increase in armed conflict and violence. In this context, the phenomenon of "street children" has developed and worsened more and more, children and adolescents who are victims of family and school abandonment, who live on alms and petty crime. General objectives of the project With the project "Add a seat at the table" the Giuseppini del Murialdo, with MURIALDO WORLD onlus, want to guarantee every day to hundreds of children and young people under the age of 14, welcome and assistance by offering them: a hot meal (a table to eat), educators who accompany them on their school journey (a table to learn), a space where you can play (a table to play), in order to offer opportunities for social integration and support to children and their families in order to counter the indices of violence, illegality and apathy in the area. Specific objectives of the project In particular, the project has as beneficiaries more than 200 poor children and young people for whom you want to: Improve food and health conditions. Promote basic education, raise the level of education and create the conditions for access to higher education. Promote integral development by carrying out prevention activities.  

  • Colombia
  • Number of beneficieries: 200
  • FOM August 2015
Work Scholarship

Work Scholarship

Work Scholarship

Project to combat unease and early school leaving by promoting school-work alternation training. This is a career path for the social inclusion of boys and girls at high risk of socio-scholastic dropout. General objectives of the project To spread awareness among young people of the importance of professional preparation in order to access the world of work more easily. Promote the socio-labor integration of young people, especially those who are socially weaker and vulnerable. Specific objectives of the project The main purpose of the project is to support young people who attend professional schools in the Vicenza area and in general in the Veneto and who for family, social or psycho-physical reasons are in serious difficulty, to continue and complete their training, thus increasing the possibility in the short-medium term to enter the world of work. The project also aims to spread awareness throughout the territory that young people, even those most at risk from a disciplinary or social point of view, if helped in their professional preparation path, especially in adolescence, can build a dignified future in legality. Finally, the organization of events that enhance and give visibility to some testimonies of young people who have successfully completed their professional training at ENGIM Veneto schools and who have distinguished themselves for their extraordinary work, solidarity or ordinariness is foreseen.   >> See the brochure    

  • Italia
  • Number of beneficieries: 200
  • FOM January 2017
Scholarship for Studies

Scholarship for Studies

Scholarship for Studies

Colombia has been living in civil war for more than 50 years. Although the conflict officially ended with the peace treaty in 2016, violence continues in many areas of the country, increasingly connected to drug trafficking. Parallel to the expansion of the conflict and the political violence, Colombian cities are severely hit by a new wave of criminal acts and selective murders against members of the weakest and most marginalized sections of society (poor people, street children, small drug dealers, drug addicts, prostitutes and homosexuals). with the term “limpieza social” (social cleansing), it is one of the major consequences of the serious social conflict and of the discriminating and excluding policies of the economic and political classes. General objective of the project Accompany and support young university students from the La Sierra and Villa Turbay neighborhoods, educating them to be committed to their neighborhood. Specific objectives of the project Support young university students in the La Sierra and Villa Turbay districts, offering them a supplementary scholarship, which allows them to support the costs of transport, food and teaching materials. Accompany young people in their studies, constantly monitoring their performance and supporting them in learning. Educating young university students to serve the community, suggesting volunteering as a return for the scholarship received.

  • Colombia
  • Number of beneficieries: 6
  • FOM January 2019
Let us unite against Covid-19

Let us unite against Covid-19

Let us unite against Covid-19

It is a Project to counter the spread of the invisible enemy Covid-19 in the outskirts of the Ecuadorian Amazon, in particular in the indigenous villages located in the cities of Baeza, Archidona and Tena. The indigenous villages of the Napo region are experiencing a dramatic situation in 2020 for several reasons. Last April, there was an oil spill due to the rupture of the oil pipeline that polluted the Napo River. It caused the death of plenty of fish and animals normally present in the forest. A few days earlier the Napo River had flooded various villages and their schools, sweeping away books, notebooks, desks and cupboards. Finally, the Covid-19 pandemic has also arrived, which is still claiming victims especially among the elderly and the poorest. There is a lack of medicines, especially for respiratory and lung problems, masks, gloves, gels, material to purify water and in general there is a lack of food. In rural areas, communications are interrupted due to successive landslides and floods in the first half of 2020. If we add that normally in these places even the light and the telephone sometimes do not work and the internet signal is poor. One can rightly imagine how the invisible enemy Covid- 19 is even more invisible and capable of generating a real massacre in these peripheries of the world.   General objectives of the project We offer a radio information service bridging with the villages. Even those not reached by electricity, using rechargeable batteries and electric generators, broadcasting specific radio programs for the Covid-19 emergency. Through which we collect requests for help or warnings of diseases in the process of spreading, in order to inform promptly the competent health bodies for their prompt intervention. Countering the lack of food and medical supplies by distributing them especially in the areas most affected by Covid-19.   Specific objectives of the project We broadcast through Radio Voz del Napo, social and health programs for children and young people, specific for the Covid-19 emergency, including them among those already underway such as, for example, catechism and entertainment. Provide on the Radio interventions by doctors and experts in the socio-health field, for advice on the hygiene - health, food and social behaviours to be adopted to prevent the spread of Covid-19 infection. We distribute health materials to counter the spread of Covid-19 such as masks, gloves, hydro-alcoholic gel, drinking water, food and antiviral and anti-inflammatory medicines for the respiratory tract.

  • Ecuador
  • Number of beneficieries: 220
  • FOM May 2020
Distance Support

Distance Support

Distance Support

Food, education and medical care without uprooting children from their families MURIALDO WORLD wants to use the term SUPPORT rather than DISTANCE ADOPTION because adoption is a form of dependence, while support is contribution, collaboration, it is walking together towards the construction of a better future. Distance Support is an act of solidarity towards a minor in difficulty, his family and his community, aimed at promoting human and social development in the country where he lives. By becoming a supporter you can take care of a child without uprooting him from his country and his family, you will support a project through which you can offer him the opportunity to get out of the condition of emergency and misery in which he lives.     Who do you help with Distance Support? Distance Support is giving a hand to children, teenagers and adolescents from the South of the world who attend day centers, vocational training centers, kindergartens, homes, families, parishes, schools or other activities managed by the Josephine Missionaries of Murialdo.     With € 310 a year, about 85 cents a day, you can support a child. Postal bulletin on C / C n.1001330032 Name: Murialdo World onlus Reason: SaD + possible name of the preferred country   Bank transfer to Poste Italiane Payable to: Murialdo World Onlus IBAN Code: IT 17 E 07601 03200 001001330032 Reason: SaD + possible name of the preferred country

  • Mondo
  • Number of beneficieries: 1045
  • FOM January 2009
Let us meet Youngsters

Let us meet Youngsters

Let us meet Youngsters

Why in Nigeria? Because, one could say, the Lord preceded us by sending us vocations from that country, in which we have not been present so far: next December 2014 the first two Nigerian Josephites will be ordained priests. We intend to establish a community of service. pastoral and charismatic Josephite, in which our theology students will be able to join. We want to be a concrete and significant help for many children and young people present in this land currently struck by strong socio-religious tensions and tormented by an internal conflict in the North of the country. Our presence will characterized by a simple beginning, made of essentiality; it will be an expression on the one hand of an attitude of flexibility and on the other of an insertion consistent with the local reality. The 3 keywords of the style with which we want to insert ourselves in this country are: effectiveness, flexibility, sobriety. So let's talk about economic sustainability, sustainability charismatic-pastoral and socialism according to the local point of view. General objectives of the project Establish a permanent community of Josephan missionary presence, which can soon become a point of reference for the locals, especially for those most in need. To be a concrete and significant help for many children and young people present in this land currently struck by strong socio-religious tensions and tormented by an internal conflict in the north of the country. Specific objectives of the project Characterize the new Josephan missionary presence under the banner of stability and sobriety. This means living in a rented house, modest for the Josephan community, equipped with an electric generator for light, a vegetable garden for self-production and some rooms for hospitality. Going to meet the most needy locals with a preference for young people to help them come out of marginalization for economic and / or illiteracy reasons. This means equipping the Josephan community with a car and one or two motorcycles and material for social, educational and post-school activities (computers, printers, books, notebooks, pens, etc.). Enhance existing spaces and structures owned by other public and religious bodies to try to carry out socio-educational activities while minimizing its costs. This will ensure the optimization of the economic resources used.   See the brochure    

  • Nigeria
  • Number of beneficieries: 100
  • FOM January 2014
For a new Missionary

For a new Missionary

For a new Missionary

The “For a new missionary” campaign aims to support young students who want to embark on a path of faith in their land, which is a mission land for us, but do not have sufficient resources to maintain their studies. Helping a future missionary it means giving an opportunity for self-sustenance in the mission land, from an ever less welfare perspective. Con 200 € al mese potrai aiutare un seminarista nel suo percorso di formazione per diventare Giuseppina e Sacerdote a servizio dei più poveri.     Donations, tax deductible, can be made in installments:  monthly from € 200  half-yearly from € 1,200  annual from € 2,400     How to support them? Postal Bulletin on the C / C n. 1001330032 Name: Murialdo World Onlus Reason: For a new Missionary Bank transfer to Poste Italiane Payable to: Murialdo World Onlus IBAN Code: IT 17 E 07601 03200 001001330032 Reason: For a new Missionary   See the brochure

  • India, Messico, Africa
  • Number of beneficieries: 40
  • FOM January 2012
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