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FAMILY OF MURIALDO

Relationships are also cultivated through communication. This space wants to be a friendly voice where we can express our thoughts, tell the projects and communicate the activities and the latest news. A place of information that, we hope, will soon become a good reading habit.

Anniversario della canonizzazione

SAN LEONARDO MURIALDO Anniversario della canonizzazione 3 maggio 1970 Quel 3 maggio 1970 Papa Paolo VI canonizzò nella Basilica di San Pietro a San Leonardo Murialdo. Nella sua omelia, Paolo VI ha detto che Murialdo è stato: "un pioniere dell'educazione specializzata dei giovani lavoratori". “Promotore dei primi sindacati operai cattolici. È stato lui ad inaugurare a Torino un ufficio cattolico di collocamento di lavoratori disoccupati, istituendo un giardino di festa per i lavoratori". "Murialdo ha l'intuizione chiaroveggente delle forme pedagogiche, professionali, associative, legislative, che dovranno dare alla nuova popolazione industriale l'educazione, l'avvio, la solidarietà, che la società moderna ha allora incluso nei suoi programmi, e che dovranno fare di masse sparse, prive di difese, inquiete e stimolate dalle voci classiste e rivoluzionarie dell'epoca, un popolo nuovo, consapevole dei suoi diritti, capace dei suoi doveri, fondato sullo sviluppo progressivo della legittima giustizia sociale, libera e responsabile, come richiesto dall'ordine democratico moderno”. Ha aggiunto che Murialdo: "è stato straordinario nell'ordinario. Cioè, la sua personalità sacerdotale ci si presenta nel profilo comune del buon sacerdote di quel tempo e di questo ambiente; e questa sentenza dà grandi lodi alla formazione ecclesiastica allora in vigore (e ancora degna di grande apprezzamento), se ha saputo modellare, nella regolarmente e fervente osservanza di la regola canonica, un sacerdote straordinario, un santo, come un tipo qualunque”. Paolo VI ha fatto notare che Leonardo Murialdo ha concentrato la sua fede su questi pilastri: la Santissima Trinità, l'Eucaristia, la Croce, lo Spirito Santo, la Chiesa, la Vergine e con lei San Giuseppe (che dà il nome alla Congregazione dei Figli di Murialdo)” ... E dalle parole dello stesso San Leonardo, Papa Paolo VI finiva dicendo: «Non fate - ha detto - la religione né solo soprannaturale, né solo umana. Ma soprannaturale e umano. Alla virtù aggiungete la gentilezza, la mitezza, lo spirito di amicizia, la naturalezza, la soltura, la festa... . " (CASTELLANI, II, 756). Fonte: frammenti dell'omelia di Papa Paolo VI alla cerimonia di canonizzazione di San Leonardo Murialdo, 3 maggio 1970.


03 May 2023

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CELEBRAZIONE DEL 150° ANNIVERSARIO a PADOVA

Ricordando le celebrazioni del 150mo di fondazione... a Padova (il marzo scorso). Una giornata intensa ha concluso domenica 19 marzo le celebrazioni del 150° anniversaraio della fondazione della Congregazione di San Giuseppe, a Padova. Intensa la giornata come erano stati intensi gli eventi che avevano segnato il percorso dell'anno celebrativo, focalizzati attorno ai tre temi che il Padre Generale aveva indicato nella lettera di indizione dell'anno (memoria grata del passato, accogliere le sfide del presente, con lo sguardo rivolto al futuro).         Abbiamo avuto la gioia e l'onore di avere tra noi il Vescovo di Padova, Mons. Claudio Cipolla, che chiudeva anche la visita pastorale al Vicariato di Torre, a cui fa parte la parrocchia di San Pio X. Ha presieduto la concelebrazione coi sacerdoti giuseppini e con alcuni sacerdoti del vicariato. Si é anche fermato al pranzo comunitario con circa 150 persone. Ha visto con noi un video appositamente preparato sulla presenza dei Giuseppini a Padova. Ha potuto intrattenersi e salutare molte persone: parrocchiani, esponenti delle varie attività, membri dell'Associazione Murialdo, ex-allievi.             In comunione con le celebrazioni che contemporaneamente si svolgevano a Torino, abbiamo riscoperto, con tanta gioia, la ricchezza della spiritualità Murialdina e la fantasia che essa può generare sul piano della identità carismatica e delle iniziative pastorali.


04 May 2023

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Super anch’io… come il Murialdo!

Super anch’io… come il Murialdo! Nel weekend del 15-16 aprile, presso l’istituto Brandolini-Rota di Oderzo, si è tenuto l’incontro di Preparazione Estate Ragazzi per le opere murialdine del centro-nord Italia, organizzato da alcuni giovani educatori dell’A.P.S. Murialdo Oderzo. Tema del meeting erano i “superpoteri” (cioè le virtù, i talenti) dell’animatore. La due giorni, che ha avuto l’obiettivo di prepararci insieme alle attività estive, ha visto la partecipazione di circa 300 giovani, coinvolti in attività di conoscenza, laboratori creativi, giochi, momenti di formazione e di preghiera. Erano presenti le realtà di: San Giuseppe Vesuviano, Albano Laziale, Viterbo, Rivoli, Pinerolo, Torino, Milano, Montecatini, Ravenna, Thiene, Montecchio Maggiore, Padova, Conegliano e Oderzo. L’incontro è culminato nella celebrazione della messa domenicale presso il Duomo di Oderzo, insieme alla comunità parrocchiale, segno del legame tra i Giuseppini e il territorio opitergino. In occasione del 150° anniversario della Congregazione, noi giovani abbiamo voluto riflettere sulla figura del Murialdo come  modello di vita donata per gli altri. Abbiamo cercato, inoltre, di identificare alcuni talenti che lo hanno reso tale: disponibilità e spirito di servizio; passione, creatività, gioia; pazienza, capacità di ascolto e l’espressione di una fede concreta, vissuta nel quotidiano. Noi giovani guardiamo al Murialdo e alle sue virtù come a dei punti di riferimento per essere animatori ed educatori credibili. Come dice l’inno della due giorni, seguendo il suo esempio potrò essere “super anch’io… come il Murialdo!” (Carlo Patella)


21 April 2023

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¡Todo encuentro es un viaje!

¡Todo encuentro es un viaje! ¡Todo viaje es un encuentro! ¡Todo encuentro es un viaje, del cual no se vuelve igual!... Salir de nuestro Buenos Aires querido, en camino a la lejana ciudad de Turín, para conocer el lugar donde nació la Congregación de San José fue realmente muy emocionante; y, aún permanece en nosotros la emoción latente. ¡Este encuentro fue un sueño del cual será muy difícil despertar! La llegada a Roma, la recepción en la Casa General, el reencuentro con muchos sacerdotes josefinos, y amigos de la Familia de Murialdo, que nos hicieron sentir en nuestra propia casa, con nuestra propia familia… ¡no encontramos palabras justas para agradecer todo eso! Conocimos muchas personas que hoy, a la distancia, consideramos imprescindibles, y que siempre formarán parte de nuestras vidas, desde este vínculo que llamamos “amistad”. “¡Todos los caminos conducen a Roma!” ... no es ninguna exageración. Una mañana, caminamos al encuentro con nuestro cercano Papa Francisco. Ingresar a la audiencia privada en la Sala Clementina del Palacio Apostólico del Vaticano, todos juntos como Familia de Murialdo, provenientes de los distintos rincones del mundo, revistió a ese momento de carácter sagrado. San Leonardo Murialdo, en la permanencia viva del Carisma compartido, ¡estaba allí! El Santo Padre, luego de escuchar las emotivas palabras de p. Tullio Locatelli, se pronunció. Su voz clara, sació nuestra ansiosa espera; y, nos condujo en un nuevo viaje que nos permitió emocionarnos y redescubrir en Murialdo a un santo actual, siempre presente, valiente y creativo, atento a los signos de los tiempos. Finalmente, el Papa Francisco, tuvo la gentileza de estrechar nuestras manos, a cada una de las cuatrocientas personas que allí nos encontrábamos; y hacerse aún más cercano a nuestros corazones. Será siempre un recuerdo indeleble para cada uno de nosotros. En la tarde de aquel día viajamos a Turín. La ciudad que fue el santo escenario del acto fundacional de nuestra Familia de Murialdo. Recorrer las calles de Turín tras los pasos de Murialdo, sumergirnos en el Colegio de los Artesanitos y, respirar, a través del tiempo, la esencia de los orígenes de la Congregación, acercarnos a la contemplativa oración en Ntra. Sra. de la Salud junto a la urna de Murialdo; fueron una caricia a nuestras almas. Especialmente para nosotros, llegados desde el fin del mundo, a este Encuentro Internacional de la Familia de Murialdo, con motivo de la conmemoración del 150° Aniversario de la Congregación de San José · josefinos de Murialdo, será este un hito en nuestras vidas que conservaremos por siempre presente en la emoción de los recuerdos. Estaremos eternamente agradecidos a nuestra Comunidad de Villa Bosch, y a los Padres Josefinos de Murialdo; por permitirnos participar de esta experiencia única, y desde luego, también a quienes nos han acompañado, ¡¡¡caminando junto a nosotros este hermoso camino!!! ¡Para todos ustedes vaya nuestro cariño! Constanza Arciprete y Alexis Aimetta


20 April 2023

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LA FEDERAZIONE "AMICI ED EX ALLIEVI DEL MURIALDO" RICORDA....

Piero Petrioli Presidente Nazionale della Federazione "Amici e exallievi del Murialdo così scrive nel loro notiziario: Oggi, a distanza di molti giorni dai festeggiamenti per i 150 anni della fondazione della Congregazione di San Giuseppe, fortemente voluta da San Leonardo Murialdo, ripasso con la mente i diversi momenti che hanno caratterizzato la festa e mi sembra di essere un bambino davanti alla vetrina di un negozio di giocattoli, uno più bello dell’altro, con il naso attaccato alla vetrina, che continua a ripetere estasiato: che bello! Cerco, con tutte le mie forze, di imprimere nella mente quei momenti belli ed entusiasmanti, affinché non diventino sbiaditi ricordi, ma rimangano impressi come scolpiti nel marmo. L’udienza papale in allegra e chiassosa compagnia e conclusa salutando il papa con una stretta di mano, accompagnata da un suo dolce sorriso. L’incontro, sabato mattina, nel teatro degli Artigianelli di Torino, durante il quale ho detto della nostra esperienza di Amici ed Ex Allievi dalla costituzione del primo gruppo di Antichi Alunni, avvenuta proprio agli Artigianelli, fino ai tempi di oggi. La veglia di preghiera, la sera del sabato, nel Santuario Nostra Signora della Salute dove, la mattina della domenica, si è conclusa la festa per i 150° di fondazione della Congregazione con la solenne messa presieduta da mons. Roberto Repole, Arcivescovo di Torino, e concelebrata con altri sei vescovi e numerosi sacerdoti giuseppini e con la partecipazione delle realtà giuseppine sparse nel mondo. Momenti di memoria, ma anche momenti di proposte e di progetti. Proposte e progetti che faranno sì che la congregazione dei padri Giuseppini del Murialdo, e tutti coloro per i quali il carisma e la spiritualità del Murialdo saranno centrali nella pro-pria vita, possano essere di riferimento per le realtà in cui saranno presenti. Quindi una festa per i 150 anni dalla fondazione della Congregazione dei Giuseppini non come punto di arrivo, ma come punto di partenza verso un futuro sempre più sfidante ed entusiasmante, facendo bene il bene e testimoniando che Dio ci ama, consapevoli che tutto sarà facilitato dall’agire non singolarmente, ma come una ben unita famiglia, la Famiglia del Murialdo. Ciao, alla prossima.


19 April 2023

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Si conclude la conferenza interprovinciale 2023

NOI SIAMO QUI La Conferenza Interprovinciale è stata celebrata nei giorni 20 - 25 marzo presso Villa Speranza dei padri somaschi in San Mauro Torinese. I partecipanti sono stati 25 tra laici, laiche, confratelli. La CI ha risposto a quanto veniva chiesto a questa assemblea: muovere i primi passi della stagione capitolare, definire un documento di indirizzo per i capitoli locali e provinciali, indicare data e luogo del capitolo generale, stabilire i criteri di partecipazione per i laici e i confratelli, formare la commissione preparatoria al capitolo generale. Mi pare importante far risaltare che la CI ha preso atto dei bisogni più urgenti che segnano la nostra vita di Congregazione e di Famiglia del Murialdo e per essi ha indicato dei cammini di riflessione e di operatività che ora saranno condivisi a livello locale e provinciale. La lettura del documento fa subito risaltare come risenta dei giorni legati alla celebrazione del 150mo di fondazione, ed esprime soprattutto un legame speciale con il discorso di papa Francesco. Sono stati per tutti giorni di entusiasmo, di comunione, di immersione nel carisma di san Leonardo Murialdo; per molti era la prima volta che venivano a Torino e personalmente conoscevano i luoghi dove il Murialdo aveva vissuto e fondato la Congregazione. E’ stato un tempo di grazia che certamente porterà frutto. “Non basta indicare i cammini, occorre imparare a camminare in modo nuovo”; “cogliere nel presente i semi del futuro”; “lasciarsi interpellare dall’altro”; “sentire il grido dei giovani e del mondo”. Sono alcune delle espressioni risuonate in assemblea. Rimane fondamentale soprattutto il mettersi in ascolto dello Spirito per cogliere che cosa oggi il Signore dice alla nostra famiglia religiosa. Papa Francesco ci invitava ad avere uno sguardo libero da legami e aperto sull’orizzonte perché sia capace di cogliere la realtà nel suo tendere verso il futuro. La mattina del 18 marzo nel teatro degli Artigianelli la manifestazione ufficiale per il 150mo di fondazione si è aperta con una affermazione: “Noi siamo qui”. Non è solo un proposito, è soprattutto una dichiarazione di fedeltà alla missione in favore dei giovani, chiedendo al Murialdo di ravvivare la nostra scelta vocazionale e di poter essere degni figli ed eredi di una storia che ora è affidata a noi. Siamo convinti che possiamo scrivere una nuova pagina di storia come Famiglia del Murialdo: radicata nelle sue origini sappia incarnare nell’oggi il carisma di San Leonardo Murialdo. Un augurio che impegna ciascuno. p. Tullio Locatelli  padre generale   CAPITOLO GENERALE XXIV Messico – 27 maggio/15 giugno   DOCUMENTO DI ORIENTAMENTO O DI INDIRIZZO*   IN ASCOLTO DEL GRIDO DEI GIOVANI E DELLA TERRA, E ANIMATI DALLO SPIRITO, COME FRATELLI E SORELLE APRIAMO NUOVI CAMMINI DI SPERANZA                                                                                   **************** "Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. (Gn 12, 1-2)   IN ASCOLTO DEL GRIDO DEI GIOVANI E DELLA TERRA   In questa parte del nostro motto non sembra esserci molta novità o innovazione. Ad esempio, il motto del Capitolo generale XIII era: "In cammino con i giovani e in ascolto di un mondo che cambia, annunciamo la gioia del Vangelo, condividendo il carisma". Ci sono due eccezioni: i giovani ora "gridano" e appare la "terra". Inoltre, considerati globalmente, non riconosciamo più solo che "il mondo sta cambiando", ma siamo più consapevoli di dover cambiare noi e di dover aprire nuove strade.    Testi per la meditazione e l'illuminazione: Preghiera ispirata a San Leonardo Murialdo.  “Prendi lezioni dal passato ma vivi nel tuo tempo, ascolta e comprendi le voci dell’universo, della tua terra, della tua gente della tua città, della tua patria, le voci dei sofferenti, dei poveri e degli oppressi. Compenetrati di tutto ciò che è bello buono, vero e santo. Non si perde nulla a vivere generosamente, nobilmente, amabilmente, nutrendo nell’animo la sincerità, la giustizia, il buon senso, la bontà. Solo così imparerai a leggere i segni dei tempi e di Dio, e a sentire i richiami delle anime”.   La vedova di Nain e Gesù (Lc 7, 11ss).  A contatto con Cristo, chi si sente morto, risorge! “Gesù si recò poi in una città chiamata Nain, accompagnato dai suoi discepoli e da una grande folla. Proprio mentre si avvicinava alla porta della città, l'unico figlio di una donna vedova veniva portato a seppellire e molti abitanti del luogo erano con lei. Quando il Signore la vide, si commosse e le disse: "Non piangere". Poi si avvicinò e toccò la bara. I portatori si fermarono e Gesù disse: "Giovane, ti ordino di alzarti". Il morto si alzò e cominciò a parlare. E Gesù lo consegnò a sua madre. Tutti erano pieni di stupore e lodavano Dio, dicendo: "Un grande profeta è apparso in mezzo a noi e Dio ha visitato il suo popolo.”   Esortazione Apostolica Postsinodale Christus Vivit; specialmente (30-33). Enciclica Laudato Si. A . IN ASCOLTO... Prima di tutto si tratta di ascoltare. È l'atteggiamento fondamentale. È anche un modo di conoscere e di relazionarsi. L'ascolto ci aiuta innanzitutto a resistere alla tentazione di "parlare per...", che nasconde ogni paternalismo, e a rivedere i nostri pregiudizi. È il primo passo del processo sinodale.  Dall'ascolto che nascono le "nuove strade" che vogliamo aprire; non da noi stessi e non dalle nostre proiezioni. Non basta "vedere" (comodamente, dal posto di osservatore o di critico) ciò che abbiamo davanti, ma bisogna "ascoltare" chi ci sta accanto e chi sta "dietro". E per ascoltare è necessario stare con i giovani. Ribadiamo lo slogan di essere: "amici, fratelli e padri". Deve essere un ascolto sia a livello di atteggiamenti personali che di strutture. È necessario creare "strutture di ascolto", anche se sappiamo che il grido le travolge sempre. Questo deve avvenire a tutti i livelli. Il CG potrebbe anche proporre un'équipe generale per favorire questi processi di ascolto, in collaborazione soprattutto con coloro che lavorano nella pastorale giovanile. L'ascolto implica tre esigenze: in primo luogo, contrariamente all'accelerazione e alla fretta in cui è coinvolta la cultura contemporanea, l'ascolto richiede tempo e deve stabilire il polso e il ritmo della relazione; in secondo luogo: l'ascolto richiede conversione, cambiamento. Terzo: l'ascolto richiede discernimento.  Il discernimento è necessario prima dell’ascolto (dove gridano i giovani), durante (cosa gridano), dopo (di quale aiuto hanno bisogno i giovani).   B. … DEL GRIDO: La parola non va presa in senso letterale, perché ci sono anche gridaa silenziose. Parliamo di un grido per indicare che ci sfida. È una modalità di espressione assordante, che non permette di rimanere uguali, impassibili, che ci mette sempre in movimento. Comprende persino una certa sfumatura di urgenza. Assomiglia a un grido, nel senso biblico del termine. Che cosa dicono? Innanzitutto, è un grido di aiuto: esprime una grande insicurezza (sul lavoro, sul futuro, ecc.); anche una certa mancanza di senso, di speranza. Per quest'ultimo motivo, vogliamo offrire percorsi di speranza. In secondo luogo, i giovani gridano anche gioia, gridano speranza, entusiasmo, vita: i giovani non vivono a "bassa voce". Non ci concentriamo solo sul negativo, su ciò che non va. E’ questo il nostro modo caratteristico di ascoltare e rispondere a questo grido? E’ un ascolto educativo mosso dal sentimento e dalla fiducia che Dio li ama con amore misericordioso? Il CG dovrebbe essere un'occasione per chiederci sinceramente: come Chiesa, come congregazione, come provincia religiosa... sappiamo ascoltare? Il grido può superare le nostre capacità. Le nostre risorse, la nostra disponibilità potrebbero non essere all'altezza dei bisogni. Qui si rafforza la necessità di fare rete.  Un'ultima riflessione generale: oggi sembra che "tutto gridi": i giovani, la terra, i migranti, le minoranze, ecc... C'è il rischio che non si dica nulla. Grida tra le grida; puro rumore. Per non perdersi tra le voci e la confusione, è necessario discernere ciò che è comune a queste grida (visione integrale).   C. ...DEI GIOVANI: Sono il cuore del nostro carisma. Non solo i "nostri giovani", quelli che già partecipano alle nostre opere, ma tutti i giovani, anche quelli che sono fuori dalle nostre opere. Anche il Papa, nell’udienza del 17 marzo, ha detto: "prestate particolare attenzione ai più giovani, che oggi più che mai hanno bisogno di testimoni credibili". Sono i giovani che possono rinnovarci, non noi stessi. Insistiamo: il rinnovamento viene da fuori, non dalla crescita di ciò che già c'è.  Per loro dobbiamo uscire - come dice Papa Francesco- andare all'incontro; non solo chiamare-convocare. È necessario cambiare la direzione: non aspettare, ma uscire (sempre con un atteggiamento di ascolto). Non cercare di "unificare", omogeneizzare i giovani. È necessario rispettare la loro pluralità, la loro diversità. Il loro grido ha "lingue, dialetti", ecc.... Questo atteggiamento genera nuovi cammini di speranza. "Giovani: non lasciatevi rubare la speranza e la gioia" (Christus Vivit, 107). È molto interessante come il Papa descrive i giovani in quel documento. Tenetelo a mente.   D. … E DELLA TERRA: Si tratta di una novità importante rispetto alla CG XXIII e deve permeare tutto il documento.  Ispirazione biblica: "Sappiamo che tutta la creazione geme e si strugge nel parto" (Rm 8,22). (Rm 8,22).  Il documento di riferimento dovrebbe essere la Laudato Si'.  La Terra è la "casa comune" di tutti, e anche … della Famiglia Murialdo. Ma è anche il mondo e in questo senso è anche il "grido del mondo". Dobbiamo accogliere l'invito di Francesco a pensare in termini di "ecologia integrale". In particolare: "Ascoltate il grido della terra e dei poveri" (LS 117). Noi, a partire dal carisma giuseppino, diremmo: "Ascoltate il grido della terra e dei giovani poveri".  E’ importante approfondire il rapporto tra i "due gridi": dei giovani vulnerabili e della terra. Da un lato, i giovani sono quelli che "soffrono" di più per le ingiustizie e i problemi ambientali, dall'altro, i giovani sono molto sensibili, più ecologicamente consapevoli di noi. A partire dalle nostre opere educative, la sfida è quella di rivedersi in termini di educazione integrale, nel senso di una "conversione ecologica" (217ss), che implica anche un'educazione ecologica. Su questo tema è più che mai necessario lavorare in "rete": né i giuseppini e nè nessun altro possono farcela da soli! No, all'autosufficienza; Sì, al lavoro collaborativo e in rete.  Reti non solo tra giuseppini, ma anche con diversi attori della società civile.   *Vi condividiamo la prima parte del documento di indirizzo  


25 March 2023

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Celebrazioni di 150mo a Torino

NOI SIAMO QUI Perché un giorno san Leonardo Murialdo accolse il dono dello Spirito che lo invitava a metter la sua vita a servizio dei giovani e così intraprendere un cammino accanto ai giovani che è diventato la sua storia di santità. Noi non ricordiamo un santo che ha servito i giovani, noi onoriamo un sacerdote che servendo i giovani è diventato santo. NÓS SOMOS AQUI Porque um dia São Leonardo Murialdo acolheu o dom do Espírito que o convidou a colocar sua vida a serviço dos jovens e assim embarcar numa viagem ao lado dos jovens que se tornou sua história de santidade. Não nos lembramos de um santo que serviu aos jovens, honramos um padre que ao servir os jovens se tornou um santo. ESTAMOS AQUÍ Porque un día San Leonardo Murialdo acogió el don del Espíritu que le invitaba a poner su vida al servicio de los jóvenes y así emprender un camino junto a los jóvenes que se convirtió en su historia de santidad. No recordamos a un santo que sirvió a los jóvenes, honramos a un sacerdote que sirviendo a los jóvenes se hizo santo.   NOI SIAMO QUI Perché alcuni sacerdoti hanno accolto l’invito dello Spirito di dare vita ad una famiglia religiosa perché potesse dare continuità al lavoro educativo dentro il Collegio Artigianelli e anche oltre. Da quel nucleo si è sviluppata una storia che oggi è consegnata a noi quali figli ed eredi. NÓS ESTAMOS AQUI Porque alguns padres aceitaram o convite do Espírito de dar vida a uma família religiosa para que esta pudesse dar continuidade ao trabalho educativo no seio do Colégio Artigianelli e para além dele. A partir desse núcleo, desenvolveu-se uma história que hoje nos é entregue como crianças e herdeiros. ESTAMOS AQUÍ Porque algunos sacerdotes aceptaron la invitación del Espíritu a dar vida a una familia religiosa para que diera continuidad a la obra educativa dentro del Colegio Artigianelli y más allá. A partir de ese núcleo, se ha desarrollado una historia que hoy se nos entrega como hijos y herederos.   NOI SIAMO QUI Non possiamo di certo contare quanti religiosi e laici hanno reso possibile questa storia per 150 anni; di certo hanno pregato, lavorato, offerto perché un carisma rimanesse vivo nella Chiesa a favore dei giovani specie dei giovani poveri. NÓS SOMOS AQUI Não podemos certamente contar quantos religiosos e leigos tornaram esta história possível durante 150 anos; eles certamente rezaram, trabalharam, ofereceram-se para que um carisma pudesse permanecer vivo na Igreja a favor dos jovens, especialmente dos jovens pobres. ESTAMOS AQUÍ Ciertamente no podemos contar cuántos religiosos y laicos han hecho posible esta historia durante 150 años; ciertamente han rezado, trabajado, ofrecido para que permaneciera vivo en la Iglesia un carisma a favor de los jóvenes, especialmente de los jóvenes pobres.   NOI SIAMO QUI Perché abbiamo fatto nostro un carisma che ci porta ad essere educatori dei giovani nelle scuole, nei centri di formazione professionale, negli oratori, nell’accoglienza, nelle parrocchie, secondo modalità che la situazione ci chiede e secondo un processo di incarnazione. NÓS ESTAMOS AQUI Porque fizemos nosso um carisma que nos leva a ser educadores dos jovens nas escolas, nos centros de formação profissional, nos oratórios, na hospitalidade, nas paróquias, de acordo com as formas que a situação nos pede e de acordo com um processo de encarnação. ESTAMOS AQUÍ Porque hemos hecho nuestro un carisma que nos lleva a ser educadores de los jóvenes en las escuelas, en los centros de formación profesional, en los oratorios, en la hospitalidad, en las parroquias, según los modos que la situación nos pide y según un proceso de encarnación. NOI SIAMO QUI Sentiamo il bisogno di dire grazie al Signore, ricco di misericordia. A lui affidiamo il tanto che abbiamo vissuto e il molto che abbiamo fatto, a lui affidiamo le nostre fragilità e le nostre inadempienze. A lui chiediamo di essere sempre accanto a noi per continuare il cammino. ESTAMOS AQUÍ Sentimos la necesidad de dar gracias al Señor, que es rico en misericordia. A Él confiamos lo mucho que hemos vivido y lo mucho que hemos hecho, a Él confiamos nuestras fragilidades y fracasos. A él le pedimos que esté siempre a nuestro lado para continuar el camino. NÓS SOMOS AQUI Sentimos a necessidade de dizer obrigado ao Senhor, que é rico em misericórdia. A Ele confiamos o muito que vivemos e o muito que fizemos, a Ele confiamos nossas fraquezas e fracassos. A Ele, pedimos que esteja sempre ao nosso lado para continuar a viagem. NOI SIAMO QUI Perché ricchi di questa storia vogliamo continuare il cammino nella scia del carisma di San Leonardo Murialdo. Tocca a noi oggi accettare le sfide del presente e mettere le basi per il futuro, tocca a noi oggi essere “amici, fratelli e padri” per i giovani che il Signore ci affida. Siamo noi oggi chiamati a passare il testimone a chi nella Famiglia del Murialdo si farà figlio ed erede per dare continuità ad una storia che appartiene prima di tutto ai giovani poveri. ESTAMOS AQUÍ Porque ricos de esta historia queremos continuar el camino siguiendo la estela del carisma de San Leonardo Murialdo. Nos corresponde hoy aceptar los retos del presente y sentar las bases del futuro, nos corresponde hoy ser "amigos, hermanos y padres" para los jóvenes que el Señor nos confía. Nos corresponde hoy pasar el testigo a aquellos que, en la Familia Murialdo, se convertirán en hijos y herederos para dar continuidad a una historia que pertenece, en primer lugar, a los jóvenes pobres. NÓS ESTAMOS AQUI Porque ricos nesta história, queremos continuar a viagem na esteira do carisma de São Leonardo Murialdo. Cabe-nos hoje aceitar os desafios do presente e lançar as bases para o futuro, cabe-nos hoje ser "amigos, irmãos e pais" para os jovens que o Senhor nos confia. Cabe a nós, hoje, passar o testemunho àqueles da Família Murialdo que se tornarão filhos e herdeiros para dar continuidade a uma história que pertence, antes de tudo, aos jovens pobres.


20 March 2023

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L' augurio di Papa Francesco per il 150mo di fondazione

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti! Ringrazio di cuore Padre Tullio Locatelli per le parole che mi ha rivolto, saluto i Vescovi presenti e la Madre Generale, e do il benvenuto a tutti voi. Ci incontriamo nel 150° anniversario di fondazione della vostra Congregazione. Infatti, il diciannove marzo 1873 San Leonardo Murialdo fondava la Pia Società Torinese di San Giuseppe per la cura e la formazione soprattutto dei giovani operai. A me fa pensare tanto questo tempo, lì, nel “fuoco” – diciamo così –, nel centro della massoneria, a Torino, nel Piemonte, tanti santi, tanti! E dobbiamo studiare perché, perché in quel momento. E proprio nel centro della massoneria e dei “mangiapreti”, i santi, e tanti, non uno, tanti. Dunque ha fondato a Torino, in questo contesto duro, segnato da tanta povertà morale, culturale ed economica, di fronte alla quale non è rimasto indifferente: ha raccolto la sfida e si è messo al lavoro, in mezzo alla massoneria. Così è nata una realtà che nel corso di un secolo e mezzo si è arricchita di persone, di opere, di esperienze culturali diverse, e soprattutto di tanto amore. Una realtà composta oggi da circa cinquecento religiosi – sono pochi, dovete crescere un po’! – e, inoltre, dalle suore Murialdine di San Giuseppe – alle quali pure facciamo gli auguri, nel settantesimo anniversario della loro fondazione –, dall’Istituto secolare e da parecchi laici, tutti uniti in un’unica Famiglia. Tanto è cresciuto il seme posto da Dio nella Chiesa per mezzo delle mani generose di San Leonardo Murialdo! Lo scorso anno, in occasione dell’apertura di questa celebrazione giubilare, ho scritto al vostro Superiore Generale e vi auguravo di continuare a crescere nell’«arte di cogliere le esigenze dei tempi, e di provvedervi con la creatività dello Spirito Santo». Non si può controllare lo Spirito, è Lui che ci porta avanti. Ci vogliono solo discernimento e fedeltà. Vi esortavo a prendervi cura specialmente dei «più giovani, i quali, oggi più che mai, hanno bisogno di testimoni credibili». E vi incoraggiavo a non smettere mai di sognare, sull’esempio di San Giuseppe, vostro Patrono, e di San Leonardo, in spirito di autentica paternità [1]. Oggi, mentre vi rinnovo questo invito, vorrei sottolinearne tre aspetti, che mi sembrano importanti per la vostra vita e per il vostro apostolato. Essi sono: il primato dell’amore di Dio, l’attenzione al mondo che cambia e la dolcezza paterna della carità. L’esperienza dell’amore di Dio ha segnato profondamente la vita di San Leonardo. Lo sentiva in sé forte, concreto, irresistibile, come lui stesso testimonia, scrivendo: «Dio mi ama. Che gioia! […] Non si dimentica mai di me, mi segue e mi guida sempre!». E invitava i fratelli a lasciarsi prima di tutto amare da Dio. Lasciarsi amare da Dio: questo è stato il segreto della sua vita e del suo apostolato. Non solo amare, no, lasciarsi amare. Quella passività – sottolineo – quella passività della vita consacrata, che cresce nel silenzio, nella preghiera, nella carità e nel servizio. E l’invito vale anche per noi: lasciamoci amare da Dio per essere testimoni credibili del suo amore; lasciamo che sia sempre più il suo amore a guidare i nostri affetti, pensieri e azioni. Non le regole, non le disposizioni. Un aneddoto: quando un Generale della Compagnia di Gesù, padre Ledochowski, ha voluto mettere insieme tutta la spiritualità della Compagnia in un libro, per “regolare” tutto – si regolava tutto, c’era la regola del cuoco, tutto regolato, perché la Compagnia di Gesù avesse davanti l’ideale –, inviò il primo esemplare all’abate benedettino, e lui gli rispose: “Caro Padre Generale, con questo documento ha ucciso la Compagnia di Gesù!”. Quando si vuole regolare tutto, si “ingabbia” lo Spirito Santo. E ce ne sono tanti – religiosi, consacrati, preti e vescovi – che hanno ingabbiato lo Spirito Santo. Per favore, lasciare libertà, lasciare creatività. Sempre camminare con la guida dello Spirito. San Leonardo Murialdo era certamente un uomo profondamente mistico. Proprio questo, però, lo ha reso anche molto attento e sensibile ai bisogni degli uomini e delle donne del suo tempo (cfr 2 Cor 5,14), di cui è stato un osservatore acuto e un profeta coraggioso. Ha saputo accorgersi dell’esistenza, attorno a sé, di disagi nuovi, gravi e spesso nascosti, e non ha esitato a prendersene cura. Ha insegnato in particolare ai giovani lavoratori a progettare il loro futuro, a far sentire la loro voce e ad aiutarsi a vicenda. Si è fatto portavoce della parola profetica della Chiesa in un mondo dominato da interessi economici e di potere, dando voce ai più emarginati. Ha saputo poi cogliere il valore del laicato nella vita e nell’apostolato del Popolo di Dio. Nella seconda metà dell’ottocento, un secolo prima del Vaticano II, diceva: «Il laico, di qualsiasi ceto sociale, può essere […] un apostolo non meno del prete e, per alcuni ambienti, più del prete» [2]. Per 2 quell’epoca questo suona protestantesimo. Era coraggioso! Era un uomo di Dio intelligente, aperto! Vi invito a coltivare la sua stessa passione e il suo stesso coraggio: insieme, laici, religiosi e religiose, su strade condivise di preghiera, di discernimento e di lavoro, per essere artigiani di giustizia e di comunione. A questo proposito, vorrei fare riferimento a un ultimo valore importante del vostro carisma: la dolcezza paterna della carità. Possiate ricercarla e viverla tra voi, con spirito di fraternità, ed esercitarla nei confronti di tutti. Essere come Maria nostra Madre: allo stesso tempo forti nella testimonianza e dolci nell’amore. San Leonardo diceva: «La carità è guardare e dire il bello di ognuno, perdonare di cuore, avere serenità di volto, affabilità, dolcezza». E per fare questo bisogna saper portare la croce. Ci vuole preghiera, ci vuole sacrificio. E ancora: «Come senza fede non si piace a Dio, così senza dolcezza non si piace al prossimo». Sono parole sue: un semplice e potente programma di vita e di apostolato. Vorrei anche dare testimonianza dei vostri studenti. Quando ero professore a San Miguel, loro studiavano lì, e avevano un Superiore molto pratico e molto bravo. Noi dicevamo che quel Giuseppino, il Superiore, era il “premio Nobel” della furbizia! Perché era un uomo di Dio, ma un furbone! Si muoveva bene! Ricordo bene, un bel gruppo di studenti. Vorrei concludere ricordando proprio l’invito del Murialdo alla santità: «Fatevi santi – diceva – e fate presto... Perché il santo ha uno sguardo lungimirante, rende la vita più umana, comunica speranza e fiducia e sa condividere la sua esperienza che Dio è Amore». Cari fratelli, care sorelle, vi ringrazio di ciò che siete e di ciò che fate nella Chiesa, sulle orme di San Leonardo e ispirati da San Giuseppe. Vi benedico tutti di cuore. E, mi raccomando, non dimenticatevi di pregare per me. Grazie!


17 March 2023

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MEMORIA, GRATITUDINE, PROFEZIA

Nella settimana fra il 12 e il 29 marzo, fra Roma e Torino, si concludono le celebrazioni per i 150 anni di vita della nostra famiglia religiosa, la Congregazione di San Giuseppe fondata a Torino, nel Cappella del Collegio Artigianelli, da San Leonardo Murialdo il 19 marzo 1973. In tutto il mondo le diverse realtà dove siamo presenti accompagnano con celebrazioni eventi quanto si svolge qui in Italia dove si sono riuniti quasi trecento “murialdini” proveniente dalle vaie province. Centocinquant’anni di VITA, che la nostra rivista di Congregazione, ha celebrato proprio così: con un numero di VITA GIUSEPPINA che, con immagini e parole racconta una storia dentro la quale davvero c’è tanta vita: vita ispirata e animata dal carisma di San Leonardo Murialdo, vita donata per i giovani e per i poveri, una grande seminagione di bene in tutto il mondo. La vita è dono di Dio e, davanti a tanta vita, non si può che lasciarsi riempire il cuore di gioia e di gratitudine. Ma anche di meraviglia. A volte noi ci perdiamo nei frammenti della nostra storia quotidiana e nei grovigli delle nostre fragilità, ma quando ci è data la grazia di “contemplare” il tracciato delle nostre vicende, non possiamo che esclamare come San Leonardo Murialdo: “Quale storia, mio Dio”. E potremmo aggiungere come Lui: è la storia del tuo amore e della tua fedeltà e della piccolezza ed ingratitudine. Dio è sempre grande, sempre. Siamo noi che a volte ci facciamo piccoli, piccoli nelle nostre meschinità e nei nostri piccoli progetti, ci togliamo da noi stessi il respiro vitale. La grazia rinchiusa nella celebrazione di un centenario sta propri secondo me, nel recuperare questo respiro, che è il respiro della speranza, della fiducia e della benedizione. Benediciamo il Signore nella memoria dei doni che ci ha fatto e che continua a farci e nella certezza che continuerà ad essere grande con noi; ritroviamo il respiro della speranza per continuare ad essere con la nostra vita e le nostre opere, sulle orme del Murialdo e in fedeltà al suo carisma, casa e cuore per i ragazzi e i giovani più bisognosi, per accompagnarli verso il futuro con fiducia, avendo cura degli altri che sono nostri fratelli, tutti, e del creato che è la casa di tutti.  P. Mario Aldegani


15 March 2023

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Centocinquant’anni in mezzo ai giovani

  Il 19 marzo 2023 la Congregazione di San Giuseppe compie 150 anni, essendo stata fondata a Torino il 19 marzo 1873. Un cammino già lungo, che parte da san Leonardo Murialdo, dal suo esempio di vita totalmente dedita a Dio e ai ragazzi poveri e abbandonati. Un cammino che è continuato con don Giulio Costantino e don Eugenio Reffo, in una lenta apertura ad altre città e regioni (il Veneto e altre regioni, la Libia, il Brasile) e poi all’Ecuador con la missione del Napo nel 1922, al tempo in cui era superiore generale p. Girolamo Apolloni. Il suo successore, p. Luigi Casaril (1931-1958) guidò la congregazione all’epoca della seconda guerra mondiale e anche dopo, quando i Giuseppini arrivarono in Argentina (1936), in Cile (1947), negli Stati Uniti d’America (1949). La prima opera in Spagna (1961) fu aperta quando era superiore generale p. Antonio Boschetti, mentre a p. Vincenzo Minciacchi toccò il compito di accompagnare la congregazione al tempo del rinnovamento voluto dal Concilio Vaticano II. Con p. Girolamo Zanconato i Giuseppini "tornarono" in Africa e precisamente in Sierra Leone (1979), mentre con p. Paolo Mietto si fondarono comunità in Colombia (1983), Guinea Bissau (1984), Messico (1990). Più tardi, quando ormai il superiore generale era p. Luigi Pierini, si fecero ulteriori passi verso i giovani poveri di altri paesi: Albania (1994), Romania e India (1998), Ghana (1999). P. Mario Aldegani a sua volta poté accompagnare le comunità africane ad estendere la loro azione anche alla Nigeria (2014), mentre p. Tullio Locatelli, attuale superiore generale, con la congregazione e con la Famiglia del Murialdo si trova di fronte a nuove sfide: la promozione delle vocazioni alla vita religiosa giuseppina e murialdina e nella consacrazione secolare; l’approfondimento del carisma e la sua inculturazione nelle “giovani” nazioni giuseppine; una migliore formazione carismatica reciproca dei confratelli e di tutti i membri della Famiglia del Murialdo; l’attenzione alla spiritualità; l’abbandono di qualche opera non più pienamente carismatica; il mantenimento della vitalità di altre opere, nonostante la chiusura della relativa comunità; l’assunzione di attività apostoliche da parte dei laici; la trasmissione del carisma alle future generazioni; la sostenibilità economica delle opere. d. Giovenale dotta


14 March 2023

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La voce e tempo sulla 150 della congregazione

Si conclude domenica 19 marzo alle 10.30, presso il santuario-parrocchia di Nostra Signora della Salute in via Vibò 26 a Torino il 150° di fondazione della Congregazione di San Giuseppe, i padri Giuseppini del Murialdo. Alla concelebrazione solenne, presieduta da mons. Roberto Repole con alcuni Vescovi del Piemonte tra cui mons. Giuseppe Anfossi, vescovo emerito di Aosta, mons. Gabriele Mana emerito di Biella e il Vescovo di Ivrea Edoardo Cerrato e i tre Vescovi giuseppini - due nell’Ecuador amazzonico mons. Adelio Pasqualotto (vicario apostolico del Napo), mons. Celmo Lazzari (vicario apostolico di San Miguel de Sucumbíos) e mons. Irineu Roman, Arcivescovo metropolita di Santarém nel nord del Brasile - parteciperanno decine di Giuseppini, laici, ex allievi, suore murialdine e giovani in rappresentanza delle opere di tutto il mondo. La conclusione del 150° inizia giovedì 16 a Roma con il ritrovo presso l’oratorio murialdino San Paolo. L’indomani il «clou» in Vaticano con l’udienza speciale di papa Francesco per circa 250 delegati della famiglia murialdina accompagnati dal padre generale don Tullio Locatelli. In serata l’arrivo dei pellegrini a Torino e sabato 18 alle 9.30, presso il collegio Artigianelli, Casa Madre della Congregazione in corso Palestro, il convegno sul presente e il futuro della Congregazione a cui parteciperanno, tra gli altri, il sindaco di Torino Stefano Lorusso, don Locatelli, suor Orsola Bertolotto, madre generale delle Murialdine di San Giuseppe e lo storico della congregazione, don Giovenale Dotta e i rappresentanti delle opere murialdine sparse nel mondo. Dopo la visita nella Torino sui passi del Murialdo alle 21 presso il santuario della Salute la Veglia di preghiera presso l’urna del fondatore. Era il 19 marzo 1873, festa liturgica del padre terreno di Gesù, quando nella cappella degli Artigianelli, il teologo Leonardo Murialdo fondava la Congregazione, scegliendo san Giuseppe come patrono. Oggi i Giuseppini del Murialdo sono circa 500 in Europa (Italia, Spagna, Albania, Romania), Africa (Sierra Leone, Guinea Bissau, Ghana, Nigeria), Americhe (Brasile, Ecuador, Argentina, Cile, Stati Uniti, Colombia, Messico) Asia (India) vivendo il carisma del fondatore nell’educazione dei giovani più poveri come fece il Murialdo che accolse agli Artigianelli gli orfani e i ragazzi derelitti della Torino dell’800. Di qui lo slogan scelto per il 150° «da Torino al mondo in cammino con i giovani» che mette in luce due pilastri della spiritualità murialdina: la missionarietà e come raccomandava il Murialdo, vivere come «’amici, fratelli e padri’ per i giovani, camminando con loro per rispondere insieme alle sfide del presente e del futuro». Marina LOMUNNO - in download file vedete il giornale 'La voce e tempo'. - in link 1 vedete un video realizzato da d. Vincenzo T  che ci fa vedere il museo murialdo ad Artigianelli, Torino.   


11 March 2023

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Convegno a Viterbo

La sfida globale sull’ambiente e la responsabilità condivisa nella cura del Creato: imminente convegno sul tema, promosso dall’Istituto San Pietro di Viterbo in collaborazione con la Diocesi di Viterbo Si terrà il 10 e 11 marzo p.v., presso l’Aula magna dell’Università della Tuscia a Viterbo (Via Santa Maria in Gradi 4), il convegno intitolato “La questione ambientale oggi, per un’ecologia integrale”, organizzato dall’Istituto filosofico-teologico “San Pietro” di Viterbo. Un’occasione preziosa per conoscere e approfondire le questioni legate al deterioramento della natura, nelle sue cause e nei suoi effetti, e alla tutela e cura dell’ambiente, nell’ottica di una responsabilità globale e locale. Lo sfruttamento intensivo ed estensivo della natura, che da decenni viene messo in atto a tutte le latitudini della Terra, obbedisce a modelli socio-economici “di sviluppo” che, adottati sempre più sistematicamente su scala globale, hanno contribuito a un rapido e profondo deterioramento dell’ambiente. Sono state così create aree inabilitabili sempre più vaste che, con gli squilibri naturali, alimentano e acuiscono, tra l’altro, anche quelli sociali, alimentando la forbice tra povertà (sempre più estrema) e ricchezza (sempre più concentrata), il che – a cascata – ingrossa, a sua volta, i già intensi movimenti migratori. Inquinamento dell’aria e avvelenamento di terreni e corsi d’acqua, uniti a sempre più frequenti eventi climatico-ambientali estremi, come inondazioni, siccità, alluvioni e – di conseguenza – carestie, malattie e indigenza, hanno assunto dimensioni così rilevanti e urgenti che interpellano, senza possibilità di proroga e di deroga, la coscienza collettiva e individuale a vari livelli. Si tratta di assumere una responsabilità al tempo stesso soggettiva, collettiva e globale, che dai livelli politici più alti scende, tuttavia, anche sulle singole persone, nei loro comportamenti quotidiani e nelle loro scelte di vita. Su tutti questi aspetti costituirà una preziosa opportunità di riflessione il convegno La questione ambientale oggi, per un’ecologia integrale, promosso e organizzato dall’Istituto filosofico-teologico “San Pietro” di Viterbo, il quale si svolgerà a Viterbo, in tre sessioni consecutive, nei giorni di venerdì 10 marzo e sabato (solo mattina) 11 marzo p.v., presso l’Aula Magna dell’Università della Tuscia. All’evento, il cui ingresso è libero e la cui partecipazione è particolarmente raccomandata, tra gli altri, ai giovani, tanto universitari quanto delle scuole superiori del territorio, parteciperanno come relatori alcune autorevoli personalità a vario titolo impegnate sulle tematiche ambientali, le quali, da diversi punti di vista, affronteranno, in maniera complementare, l’argomento. Nella sessione di apertura, che si svolgerà la mattina di venerdì dalle 9.30, interverranno Francesco Orazio Piazza, vescovo di Viterbo, sul tema “Uomo e creato, sviluppo e responsabilità. Il modello della relazione” ed Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente, su “Il ruolo delle giovani generazioni nella difesa ambientale”. Nel pomeriggio dello stesso giorno, a partire dalle 15.30, seguirà un panel di relazioni tenute rispettivamente da Stefano Zamagni, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze sociali (“Laudato si’ ed ecologia integrale: civilizzare l’economia e custodire il creato”), Donatella Pagliacci, docente dell’Università di Macerata (“Ripensare il rapporto tra natura e persona umana”) e Damiano Bondi, ricercatore dell’Università di Urbino (“Il nuovo principio responsabilità. Sul rapporto tra cristianesimo ed etica ecologica”). Il convegno terminerà nella mattina del giorno seguente, sabato 11 marzo, a partire dalle 9.30, con una Tavola rotonda imperniata sul tema “L’impegno per un futuro migliore, la responsabilità delle nuove generazioni”, alla quale parteciperanno Giulio Guarini, docente dell’Università della Tuscia, Roberto Leoni, presidente dell’Associazione “Sorella Natura e Amici del Creato”, Gabriele Antoniella, ricercatore dell’Università della Tuscia e presidente del bio-distretto del Lago di Bolsena, Elena Bocci, docente dell’Università Sapienza di Roma, Leonardo Varvaro, già direttore del Dipartimento Dafne dell’Università della Tuscia, e Silvio Franco, assessore del Comune di Viterbo. Per informazioni e prenotazione (obbligatoria): segreteria@teologicoviterbese.it - 0761.220469, 349.8873024  


10 March 2023

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Nuovo diacono per la congregazione

Sabato 4 marzo, nella chiesa parrocchiale di san Leonardo Murialdo, a Viterbo, John C. Nnadi è stato ordinato diacono dal vescovo mons. Orazio Francesco Piazza. È stata per lui la prima ordinazione dal suo recente ingresso in Diocesi. Piacevole e gradita è stata la sua riflessione. John era particolarmente preso dal momento. La celebrazione si è svolta in un clima sereno e familiare, e, a detta di qualcuno, a tratti commovente. Sicuramente sono stati momenti particolarmente carichi di sentimento la litanica invocazione dei santi, l’imposizione delle mani fatta nel silenzio, la preghiera dell’ordinazione, la vestizione della dalmatica, la consegna dell’Evangelario (“Credi ciò che proclami, insegna ciò che hai appreso, vivi ciò che insegni”) e l’abbraccio che ha sigillato l’ordinazione. A cascata sono seguiti gli auguri, gli applausi, le foto e i regali. A casa poi non sono mancati i brindisi, i canti e i balli. Il ricordo è andato inoltre ai suoi cari che hanno potuto seguire l’ordinazione in diretta, via facebook. Gradita è stata la presenza di religiosi e religiose. L’indomani, domenica, John ha espresso il suo servizio diaconale nella parrocchia della Sacra Famiglia, dove presta il suo aiuto pastorale. Al neo ordinato diacono vanno i nostri migliori auguri di un servizio fatto con amorevolezza all’altare e con cura fraterna nei luoghi di vita ordinaria dove la carità richiederà la sua presenza. A sua volta John ringrazia quanti gli sono stati vicini nel suo cammino formativo. La gioia del Signore sia la nostra forza.


07 March 2023

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VI Giornata Mondiale dei poveri nella parrocchia SS.Martino e Rosa a Conegliano

"Ieri sera quando stavamo rimettendo a posto i tavoli, le tovaglie, i fiori, il cibo al termine della bella cena con 160 invitati tra ospiti e volontari... ripensavo che in piccolo abbiamo avuto la grazia di intravedere per qualche ora il "mondo unito"...eravamo da 19 nazioni: Pakistan, Bangladesh, Cina, Guinea Bissau, Guinea Konakry, Nigeria, Camerun, Ghana, Senegal, Marocco, Tunisia, Moldavia, Svizzera, Colombia, Repubblica Dominicana, Brasile, Argentina, Stati Uniti e Italia... Abbiamo pregato insieme con alcuni, cenato nella serenità, danzato con altri, brindato in allegria, conversato con profondità...e abbiamo avvicinato un po' le nostre vite usando il colore della vicinanza e della tenerezza di cui parla il ns Papa Francesco...come stile x costruire la fraternità evangelica.  Ho ascoltato la storia di Rayan e di Danny, che dal Kasmhere in Pakistan dove brucia la guerra civile e ci sono grandi problemi sono partiti x trovare soluzioni e aiuto x la famiglia rimasta là...ci hanno impiegato un anno ad arrivare qui, con passaggi di auto, di camion e a piedi... Sono andati in Iraq, poi a Theran, poi in Turchia, sono passati x la Grecia, la Macedonia, la Bulgaria, la Romania, l'Austria...e sono arrivati qui...ora in attesa di permesso vivono al parcheggio all'aperto appena fuori Treviso... Ho sentito raccontare da loro che l'unico aiuto su cui hanno potuto contare davvero è stato Dio...e lo hanno sperimentato in questo viaggio di un anno... Aver potuto mettermi a fianco di queste vite, mi mette più a contatto con la realtà, ridimensiona tante cose, fa sentire più vivi... E averlo potuto fare insieme a tutti voi carissimi collaboratori, ci aiuta a edificare la ns piccola comunità, seguendo lo stile di Gesù, che addirittura oggi nel Vangelo dice al povero cieco: "Cosa vuoi che io faccia per te?".  Ci siamo messi con semplicità ed umiltà "vicini, al fianco, a servizio" di quanti sono in difficoltà, poveri, soli, malati...e questo ci rende più vivi, più ricchi...  È proprio vero quello che dice la Bibbia: "Gesù si è fatto povero perché voi diveniste ricchi..." cioè metterci vicino alla povertà tira fuori il meglio di noi, ci fa accorgere delle ricchezze che possiamo condividere... E mi è sembrato un piccolo luminoso segno essere insieme diverse realtà a farci vicini alla fragilità: dalla Caritas alla comunità di s.Egidio, dal Gruppo Famiglie ai Catechisti e alle famiglie della Catechesi e dell'Oratorio, dal Gruppo Missionario agli Amici Sportivi, dal Gruppo di Preghiera alla Casa Murialdo, ai diversi collaboratori volontari... Per tutto questo...lode a Gesù e gioia x tutti noi... Grazie della vs disponibilità tanto concreta, creativa e generosa... grazieee... abbracci e preghiere x voi... p.Sandro 


21 November 2022

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Solenne celebrazione del centenario ad Ambato

Il primo appuntamento per chiudere l'anno centenario dell'arrivo dei primi Giuseppini si è tenuto ad Ambato, dove tanti confratelli ecuadoriani hanno iniziato il loro cammino vocazionale, e sede del santuario di San Giuseppe. Venerdì 20, negli spazi della nostra scuola, si è tenuta una serata di balli e quadri folklorici, presentati dagli studenti e insegnanti locali, più quelli della scuola "Paulo VI" di Quito. Un trio da Quito e un artista locale hanno animato la parte musicale. I fuochi artificiali hanno concluso la serata, molto partecipata. Sabato 21, alle 10, nel santuario gremito, il Nunzio Apostolico in Ecuador, Mons. Andrés Carrascosa, ha presieduto l'Eucarestia di ringraziamento. Concelebravano il vescovo di Ambato, Mons. Jorge Giovanny Pazmiño OP e don Tullio Locatelli, Padre Generale, con oltre 30 sacerdoti giuseppini e due diaconi. Era presente pure la Madre Generale delle Suore Murialdine, Suor Orsola Bertolotto, assieme a molte consorelle. Nell'omelia il Nunzio ha ricordato l'opera di evangelizzazione svolta nella missione del Napo dai primi missionari, poi accompagnati dalle Suore Dorotee. Anche oggi siamo chiamati ad annunciare la buona notizia che porta la vita di Dio alle persone, vivendo al servizio dei fratelli, pieni della Parola per poterla trasmettere. Pur se oggi i Giuseppini sono presenti in varie parti dell'Ecuador, il Nunzio chiede di continuare ad essere presenti nel Napo. Siamo strumenti piccoli per una missione grande! Ma ci sostengono l'esempio e l'intercessione dei primi missionari giuseppini in terra ecuadoriana. Successivamente, nel teatro della scuola si è tenuto l'atto pubblico di ringraziamento, alla presenza di varie autorità, che hanno espresso la gratitudine e l'apprezzamento della società civile per l'opera compiuta dalla Congregazione in questi 100 anni, consegnando anche medaglie, targhe o atti ufficiali. Gli ex-allievi hanno presentato un volume commemorativo. L'orchestra da camera della scuola ha eseguito alcuni brani. Il pranzo nei locali dell'opera ha concluso questa indimenticabile giornata.


24 May 2022

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Il mese Murialdino, la quarta settimana

La quarta settimana del Mese Murialdino a Quito ha visto l'incontro dei dirigenti e docenti scuole murialdine dell'Ecuador-Colombia, con delegazioni anche delle altre province americane e la presenza di due confratelli indiani e varie Suore Murialdine, organizzato da p. Franklin Fustillos, Vicario Provinciale e responsabile della pastorale scolastica. Ci ha accompagnato, con passione, entusiasmo e competenza, il sig, Oscar Yépez, colombiano, segretario generale del CIEC (Conferenza Interamericana dell'Educazione Cattolica). Il tema era il Patto Educativo Globale (PEG) proposto da papa Francesco: come attuarlo nel nostro carisma educativo. Dopo la preghiera iniziale e la presentazione delle varie delegazioni presenti, p. Raul Gonzales, superiore provinciale, ha brevemente riassunto la pedagogia murialdina dell'amore e il profilo dell'educatore giuseppino. Ha quindi passato la parola al sig. Yépez, che partendo dalla forte presenza della Scuola Cattolica (SC) in America (oltre 30.000 realtà) ne ha illustrato le difficoltà, accentuate dalla pandemia, e la necessità di rinnovarsi, per rimanere una proposta significativa, per formare giovani preparati a trasformare la società secondo i valori evangelici. A questo appunto mira il PEG, lanciato dal papa nel 2019 e ora da riavviare dopo i difficili mesi di pandemia. Creare una scuola aperta alla società, attenta al creato (cf. la Laudato sii), che insegni a vivere come fratelli, integrando la dimensione razionale e quella emotiva, coinvolgendo attivamente le famiglie degli alunni. Il progetto è di aiutare i giovani a raggiungere le competenze necessarie alla vita, nel contesto di una società in cambiamento, con una visione aperta, inclusiva, basata sull'ascolto e il dialogo, in un clima di fiducia e speranza: questo mondo si può cambiare! Il secondo giorno ha specificato la missione della SC: costruire un villaggio educante, con coraggio e creatività, mettendo la persona al centro, suscitando una cittadinanza ecologica, in rete con famiglie, religioni, società civile. Per attuare il PEG occorre non solo una nuova mente, nuove conoscenze, ma un nuovo cuore, una nuova coscienza, un nuovo modo di vivere, più empatico con gli altri e con il creato (conversione ecologica). Il terzo giorno il relatore ha indicato le modalità per riprendere il PEG dopo la pandemia. Rimettere al centro la persona dell'allievo/a, coinvolgendoli nel processo formativo, accogliendoli anche e soprattutto nelle loro fragilità (solitudine, bassa autostima, paura di sognare il futuro, etica individualista, approccio "leggero" alla vita, alla sessualità). Nei momenti di preghiera e nella Eucarestia, presieduta dal p. Provinciale, abbiamo celebrato San Leonardo Murialdo. E dopo cena un momento di festa, con canti e balli tipici dei vari paesi presenti. Giovedì il relatore ha continuato ad illustrare come la SC debba rinnovarsi per attuare il PEG, riprendendo da prospettive diverse i temi già trattati. In particolare ha trattato dell'intelligenza spirituale che aiuta i ragazzi e giovani a dare senso alla loro vita, in una visione che integra le varie dimensioni dell'esistenza. Nel pomeriggio i partecipanti hanno potuto visitare la chiesa dei Gesuiti e il Convento Francescano nel centro di Quito. Il convegno termina venerdì mattina. Di fronte ai vari possibili futuri, molti dei quali non belli, la SC offre agli allievi gli strumenti per costruire un futuro felice valorizzando le tante capacità e potenzialità presenti in loro. Nella eucarestia conclusiva il p. Generale, don Tullio, dopo aver ringraziato tutti per il loro impegno durante la pandemia per restare vicino ai ragazzi, lascia 3 parole ai partecipanti: Pentecoste (questo incontro come dono dello Spirito), vocazione (farsi santi educando) ed è possibile guardare insieme e con speranza al futuro: la scuola giuseppina ha ancora molto da dire e offrire! (scrive p. Eugenio Beni da Ecuador)


23 May 2022

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Buona festa di san Leonardo Murialdo

Carissimi confratelli. Sorelle e fratelli della Famiglia del Murialdo. In occasione della festa di San Leonardo Murialdo condivido con voi alcuni pensieri sul tema della Famiglia del Murialdo. Non mi soffermo su tanti aspetti che meritano ancora confronto e approfondimento, voglio rilanciare e riproporre la Famiglia del Murialdo nella prospettiva di aiutare tutti noi a rendere concreto tale cammino nelle nostre realtà locali, di provincia e di congregazione. UN SEME FECONDO Uno sguardo nella storia mostra come il carisma sia stato un seme fecondo. Ricordo solo alcune tappe significative: 19 marzo 1873, a Torino nel Collegio Artigianelli il Murialdo fonda la Congregazione di San Giuseppe, oggi detti i Giuseppini del Murialdo; il 22 settembre 1953 p. Luigi Casaril fonda a Rivoli, Torino, le Suore Murialdine di San Giuseppe; il 18 maggio 1990 nasce in Brasile l’Istituto Secolare Murialdo per opera di Moema Muricy; nasce la associazione degli ex allievi, una volta detti gli Antichi Allievi, al Collegio Artigianelli nell’anno 1909, associazione che poi sarà presente nelle opere giuseppine, specie nei collegi; iniziano la loro attività le Mamme Apostoliche nell’anno 1934 a Montecchio Maggiore, Vicenza, sviluppandosi nelle varie province giuseppine; nel 1988 prendono avvio ufficiale le Comunità Laici del Murialdo; Amigos del Murialdo, Laicos de Murialdo, Movimento Laicale Murialdino, tante denominazioni per dire la medesima realtà carismatica di una famiglia che nella pluralità di vocazioni trova il suo centro animatore e di comunione nel carisma del Murialdo. E naturalmente tanti altri laici e laiche che pur non esprimendo una loro appartenenza a qualche gruppo o associazione, partecipano alla vita della Famiglia del Murialdo attraverso la comunità e l’opera giuseppina alla quale fanno riferimento. L’INVITO DEL CAPITOLO GENERALE XXIII Il tema della Famiglia del Murialdo è trattato in modo particolare nel capitolo quarto del testo capitolare, intitolato: La condivisione del carisma. Tuttavia il riferimento alla Famiglia del Murialdo attraversa tutto il documento finale sia quando si parla della comunità sia quando si parla dell’opera, sia in riferimento alla formazione iniziale e permanente sia in riferimento alla vita consacrata nel contesto ecclesiale e sociale, sia quando si mette a tema l’apostolato come quando si parla di spiritualità. Mi pare che questo stia ad indicare almeno due elementi che sono specifici del documento finale. Il primo: quando si parla del “noi”, esso va inteso comprensivo di religiosi e laici. Il secondo: si mette in risalto la ricchezza che si condivide quando si fanno cammini insieme. Il documento si sofferma su tanti aspetti da maturare e approfondire, da realizzare ai vari livelli di congregazione, tuttavia mi sembra centrale un aspetto che ho richiamato nella lettera di promulgazione: la sinodalità. Nel 2018 il riferimento andava ad un documento della commissione teologica internazionale dal titolo La sinodalità nella vita e nella missione della Chiesa; oggi ci ritroviamo nel contesto della Chiesa di papa Francesco che ha chiamato tutta la Chiesa ad un cammino-processo sinodale. Perché non pensare che il nostro pensare e vivere come Famiglia del Murialdo è una espressione di sinodalità offerta a tutta la Chiesa? Qui non importa il numero perché l’importante è essere segno, essere significativi, testimoniare una modalità di essere che si esprime nella Famiglia del Murialdo. LA RELAZIONE-FAMIGLIA COME SPECIFICA Lascio la parola a Gianna e Roberto Frison, della Comunità Laici del Murialdo, che ci offrono una loro riflessione; mi pare che esprimano un sentire fondamentale. Fare famiglia, essere famiglia, non ci si frequenta, non ci si vede, eppure nel cuore c’è voglia di esserci, di farne parte, un sentirsi comunque coinvolti nelle vicende, belle e brutte che in famiglia si avvicendano. La pandemia di questi tempi non ci ha certamente favorito, le tecniche informatiche hanno anche dato una mano ma non rispondono al bisogno dell’incontro reale, fisico, non soddisfano il bisogno di potersi vedere in volto, alla voglia di stringere una mano, alla gioia di un caldo abbraccio, al ritrovarsi in amicizia intorno alla tavola preparata per far festa; quanto manca tutto questo. Se essere famiglia è innanzitutto relazione, la pandemia ci ha messi tutti a dura prova. Cade ora il 150º della fondazione della congregazione dei nostri cari Giuseppini, come non far festa allora? Quale festa! Indubbiamente è una sentita occasione per ringraziare il Signore per il nostro carissimo San Leonardo Murialdo, fondatore della congregazione. Congregazione che ormai al di là degli aspetti canonici ecclesiastici, anche noi laici, almeno per adesione carismatica, possiamo sentirci abbondantemente familiarmente inseriti. O per affetto e amicizia o per esperienza apostolica e lavorativa vissuta accanto al Giuseppino di turno, o per una spiritualità murialdina studiata, sentita, vissuta nei mille servizi che il carisma suggerisce, scelta, pregata; possiamo con convinzione dire in piena libertà: ci siamo, siamo in tanti e, con voi carissimi Giuseppini, con voi carissime suore Murialdine vogliamo fare Famiglia riconoscendoci in un carisma che, vissuto, studiato, pregato e scelto, ci rende Famiglia. È un dato di fatto ormai, il non comprendere questa realtà, il chiamarsi fuori, il non starci, comporta il rischio dell’estraneità alla famiglia per chiunque. Ecco allora che questa familiarità va coltivata, riconosciuta, concretata, evitando certi pericoli che ancora ostacolano il senso della “ben unita famiglia” tanto voluto dal santo fondatore. Pertanto no alla sfiducia e disincanto, no al pessimismo sterile, evitare protagonismi, ovvero indifferenza o disinteresse. Coltivare invece un sano tessuto relazionale di fraternità, prossimità, curare la concordia, custodire buone relazioni, porre particolare attenzione a chi fa più difficoltà, il tutto sempre in uno stile gioioso e solidale che indubbiamente ci caratterizza. Certo possono sembrare i soliti bei propositi, ma crediamo, vorremmo proprio che questo 150º, che forse lo speriamo, ci porta finalmente fuori da una sofferta pandemia, come non ricordare con affetto i nostri padri fraterni amici, che sono venuti a mancare causa covid? Possa allora questo 150º veramente diventare occasione per inserirci sempre più convinti tutti, giuseppini, suore murialdine, associazioni laicali, giovani, consacrate, nella costruzione della Famiglia del Murialdo quale “ben unita famiglia”. IN CAMMINO Mi auguro che la celebrazione del 150mo di fondazione possa essere vissuto come Famiglia del Murialdo e che possa aiutarci a realizzare meglio il dettato capitolare. Alcuni spunti per il nostro cammino. 1. Comunità Murialdina E’ stato un tema molto sponsorizzato per alcuni anni. Il CG XXIII ne parla al n. 63. Oltre alla esperienza, ormai ben lunga nel tempo, di Fier-Durazzo in Albania con la presenza di Giuseppini e di signorine laiche, a Rosario della Frontera in Argentina nell’anno 2020 è nata la Comunidad Carismática Murialdo formata da Giuseppini e da Murialdine. E poi? Il discorso è da rilanciare. 2. Formazione reciproca Ci sono state e sono in atto delle iniziative a livello locale e in alcune province; diverse anche le iniziative legate ad ambiti di apostolato. Certamente è servita la riflessione sul tema del sistema binario, del carisma in parrocchia e sul patto educativo globale. A me sembra che occorra rilanciare sul piano di tutta la congregazione la realizzazione di incontri per la Famiglia del Murialdo. In occasione del 150mo di fondazione sono in programma tre incontri per Europa e America e tre incontri per India e Africa. 3. Insieme per la formazione iniziale E’ un tema sempre molto delicato e in continua evoluzione. Attualmente sono un centinaio i giovani confratelli in formazione a partire dai postulanti. Gli stessi documenti ecclesiali invitano a promuovere la presenza dei laici nelle équipe per la  formazione. Da noi il discorso è da prendere con più decisione. Intanto si stanno realizzando, anche se si può fare di più, momenti di formazione iniziale insieme per Giuseppini e Murialdine. Colgo l’occasione per comunicare che la dottoressa Nunzia Boccia ha assunto la direzione dell’Istituto Filosofico-teologico di Viterbo “San Pietro”. Ogni augurio a nome di tutti. 4. Movimento Laicale Murialdino A me risulta che solo in USA-Messico ci sia stato un serio impegno in questa direzione, peraltro raccomandata dal CG XXIII (Raccomandazione n. 5). Rimando alla lettura della raccomandazione che esplicita le motivazioni e il frutto di questa scelta capitolare. In Brasile continua con intensità l’ANALAM. 5. Incontri di spiritualità A livello locale, provinciale, generale sono sempre da promuovere incontri di spiritualità. Incontri di preghiera: settimanali, programmati in alcune occasioni dell’opera e della comunità, per le feste di congregazione. Ritiri spirituali: se possibile mensilmente; insieme in ascolto della Parola; diamo la parola ai laici. Esercizi: a livello provinciale si stanno riprendendo dopo il tempo della pandemia; siano aperti a tutti. 6. Consigli Il consiglio dell’opera a livello locale ha come compito principale animare e sostenere la dimensione carismatica delle nostre presenze; è un essere sinodali nella riflessione e nel governo. Non ci sono dappertutto. Incontri programmati tra consigli a livello di circoscrizioni e a livello generale. Abbiamo bisogno di momenti comuni di preghiera e di riflessione, ma soprattutto di fraternità. Tra l’altro nelle varie circoscrizioni si fanno esperienze di “governo allargato”, la conferenza interprovinciale vede la presenza di confratelli e laici e non dei soli confratelli responsabili. 7. Un tema particolare Premesso che tutti siamo chiamati alla santità e che nel carisma del Murialdo troviamo indicazioni per realizzarla secondo uno stile specifico, tuttavia vedo opportuno mettere a tema un argomento che esprimo in questo modo: dove va oggi la vita religiosa? Quale futuro? Il problema non può essere ridotto alle statistiche e alle previsioni di quante opere i Giuseppini saranno capaci ancora di gestire. Non è una domanda che riguarda solo i religiosi/e ma tutti perché di fatto chiama in causa 5 l’essere nella Chiesa della vita religiosa. Sono convinto che i laici su questo abbiano qualcosa da dire. 8. Formazione carismatica per tutti Qualche volta si chiede quale definizione sia la più esatta per definire la Famiglia del Murialdo oppure si chiedono i criteri per dire chi fa parte o meno della Famiglia del Murialdo. So che ci sono posizioni estreme: chi vorrebbe una definizione “giuridica” per porre chiarezza nell’essere e vivere della Famiglia del Murialdo e chi sostiene che almeno per ora è più importante animare cammini personali e di associazioni e di gruppi che si vogliono riconoscere nel carisma del Murialdo. Dico questo perché mi preme chiedere un impegno a tutte le nostre comunità-opere. Mi rendo conto che un insegnante, un preside della scuola, un direttore di Centro di formazione professionale, tanti collaboratori, sono scelti in base alla loro professionalità rispetto al servizio che devono sostenere. E forse qualcuno per la prima volta entra a contatto con la nostra famiglia religiosa. Non abbiamo il… green pass. Le condizioni che determinano l’incontro e la collaborazione possono essere le più varie, ma proprio per questo aumenta l’impegno di offrire a tutti una formazione carismatica. Le modalità possono essere le più varie, l’importante è condividere uno stile educativo, un modo di vivere le relazioni, creare le condizioni per una partecipazione che permette lo scambio e l’arricchimento reciproco. E parlare del carisma del Murialdo. 9. Comunione e identità specifica Siamo abbastanza maturi per affermare che partecipare alla Famiglia del Murialdo non esclude, anzi richiede, la cura della propria identità vocazionale di laici, di religiosi, di sacerdoti. Tale identità specifica chiede cammini di formazione “vocazionali” che preparano e alimentano la condivisione e la comunione nella Famiglia del Murialdo. Non si tratta di un “prima” e di un “dopo”, ma di una convinzione che nella espressione “comunione di vocazioni” trova la sua sorgente e il suo fine. Insomma che i preti siano preti, i laici siano laici, i religiosi siano religiosi, e tutti siamo Chiesa, siamo Famiglia del Murialdo. Ogni augurio per la festa del Murialdo e insieme camminiamo alla luce del suo carisma, del quale oggi siamo eredi e responsabili nella Chiesa e nel mondo. (Circolare n.29) p. Tullio Locatelli padre generale


18 May 2022

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Il mese murialdino, la terza settimana

La terza settimana del Mese Murialdino in Ecuador è stata dedicata ai giovani, con l'incontro organizzato da p. Patricio Castro e dal sig. Angel Campuzano, della Commissione di Pastorale Giovanile della Provincia. Erano presenti giovani e confratelli delle varie opere Ecuadoriane, della Colombia, e rappresentanze di Brasile e Argentina-Cile, oltre ad alcuni confratelli del Messico e le Suore Murialdine. Essendo un primo incontro in presenza dopo la pandemia, la settimana è stata vissuta con grande entusiasmo! Negli ultimi giorni sono arrivati pure due confratelli indiani, p. Anu Raj e p. Vargheese. Il tema è stato la santità, vista come risposta all'amore di Dio, chiamata per i giovani d'oggi, impegno di vita, proposta di papa Francesco (nella lettera Christus vivit) e come sfida da accettare. Il primo giorno, dopo la Messa presieduta dal p. Provinciale, Raul Gonzales, il signor Campuzano ha lanciato alcune domande sul tema, che sono state affrontate in vari gruppi che poi hanno condiviso la risposta. Dopocena i vari gruppi locali si sono presentati. Il 10 maggio, secondo giorno, è intervenuto il sig. Mauricio Lopez, pastoralista del CELAM (la conferenza episcopale dell'A. Latina) che ha suggerito tre terne per accompagnare il cammino di santità: - testa, cuore, mani (ragione, passione, azione) - metànoia, alterità, parresìa (conversione radicale, comunione con l'altro, coraggio profetico) - conversione pastorale (verso gli ultimi), culturale (per vivere in questa nuova epoca sempre più interconnessa, cf. la Fratelli tutti del papa) e conversione socio-ecologica (v. Cara Amazzonia e Laudato sii di papa Francesco). I lavori di gruppo pomeridiani hanno approfondito alcuni aspetti della relazione.  Il terzo giorno si è collegato on-line il prof. José Guerra, dell'Università Cattolica di Quito,che dopo aver presentato brevemente la santità come forma di vita sui passi di Gesù, proposta a tutti i cristiani, per essere sale e luce, ha suggerito ai giovani alcune idee pratiche per attuarla: - impegnarsi nei doveri quotidiani, - curare le relazioni, a partire dalla propria famiglia, - denunciare i pericoli che minacciano la società e la Chiesa, - amministrare il denaro, non diventarne schiavi, - scegliere sempre secondo i valori del Vangelo. In conclusione, con l'icona di Maria Maddalena e Gesù risorto, ci ha detto che solo se Gesù è vivo per me e mi chiama per nome io lo posso riconoscere, abbracciare e seguire nella santità. Egli ci doni di sentire la Sua vita nella nostra vita. Il pomeriggio è stato dedicato alla visita di Quito. Dopocena giochi e marshmallows attorno al fuoco! Il 12 maggio ha accompagnato i giovani la Sign. Monica Montenegro, pastoralista che lavora coi giovani e le famiglie. Con lei abbiamo ripercorso le modalità con cui i giovani possono vivere la santità, anche mediante l'uso di dinamiche di gruppo e giochi. Alcuni consigli da lei proposti: - essere proattivi (aperti e fiduciosi verso il domani...) - avere un obiettivo chiaro (non confondere la santità, questione di cuore, con la semplice pratica religiosa). La santità risponde alla domanda: al mio posto, ora, cosa farebbe Gesù? - definire le priorità, cioè pianificare, progettare la propria vita, seguendo gli atteggiamenti spirituali della perseveranza, pazienza, mansuetudine, audacia, passione, allegria e senso dell'umorismo, competenza, condivisione, preghiera fedele. Così si forma un carattere forte, capace di affrontare anche le tentazioni (ciò che non seppe fare Davide con la moglie di Uria). - coltivare l'empatia con i bisogni e sofferenze dell'altro - pensare in positivo secondo le tre virtù della santità: umiltà, purezza d'intenzione, amore - in sinergia, vivendo e progettando nella comunità, gruppo un cammino comune verso la santità - "affilare la sega", ossia vivere in formazione permanente, auto-rinnovamento. La celebrazione eucaristica, svoltasi nel giardino e chiostro della casa ospitante, è stata presieduta da p. Nadir Poletto, vicario generale che nel pomeriggio ha proposto una riflessione sull'incontro fra Giovanni ed Andrea e il Signore nel c. 1 del quarto vangelo. Che cosa, chi cercate? Il cammino di santità inizia dalla nostra risposta a queste domande basilari. Dopo aver portato ai giovani i saluti del Padre Generale, p. Nadir invita a riprendere questi incontri internazionali di giovani del Murialdo,  che tanto bene possono fare... Nella serata ogni gruppo locale o nazionale ha presentato balli o canzoni, per finire con un po' di discoteca! L'ultimo giorno il p. Patricio ha somministrato un questionario (ogni domanda andava risposta da diverse coppie di partecipanti) per la verifica dell'incontro.  Successivamente il vescovo di Guayaquil, Mons. Luis Cabrera, ha tenuto l'ultima relazione, riprendendo vari contenuti dei giorni precedenti. Per incamminarsi verso la santità ascoltiamo la voce unica di Gesù il Buon Pastore, che ci chiama per nome. e ci riempie di gioia, come il Battista quando incontra Gesù. Dall'ascolto consegue il seguire Gesù, credere in Lui con la testa e con il cuore, per conoscerlo, come le pecore conoscono il pastore e viceversa. Infine vivere quella vita eterna che Gesù ci offre, in particolare nella sua Parola e nel Pane eucaristico. Nessuno ci può strappare dalle sue mani. E nella certezza che siamo sempre avvolti, protetti dalla misericordia di Dio, dal suo cuore che accoglie e redime le nostre miserie. Così anche noi potremo aprire il cuore agli altri, essere misericordiosi, diventare santi. Il vescovo ha infine presieduto l'Eucaristia finale, con il p. Provinciale e il p. Hugo Sanchez, economo provinciale. Dopo l'ultimo, ottimo, pranzo, è il momento dei saluti e partenze, con tutta l'emozione data dall'aver condiviso giorni intensi e felici. (p.Eugenio Beni da Ecuador)


16 May 2022

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Il mese murialdino in Ecuador, le prime due settimane

p. Eugenio Beni ci scrive dall'Ecuador facendo una sitesi del lavoro, studio, visite e l'esperienza unica della prima settimana del mese murialdino. LA NOSTRA PRIMA SETTIMANA IN ECUADOR Il p. Guillermo Campuzano, teologo consulente della CLAR (conferenza dei religiosi dell'America Latina) ha trattato della vita religiosa nel contesto della riforma della Chiesa. La riforma non è altro che un continuo ritorno al Vangelo, incontrando una persona (Cristo) e una visione della storia (il Regno di Dio) che ci chiedono di cambiare (riforma) proprio per essere loro fedeli nei tempi che cambiano. Tutti i documenti di papa Francesco, in fondo, trattano di questo: cosa occorre cambiare per seguire Gesù oggi, e non perdersi nell'apparenza, nel mondo virtuale dei social. Saper fare morire quanto non ha più senso o utilità per lasciare spazio a quello che fa nascere lo Spirito (sia a livello ecclesiale che di congregazione). E questo con la visione positiva, di speranza dei profeti, nell'ascolto reciproco, camminando assieme verso gli orizzonti di novità che scopriamo. La riforma della Chiesa è anche connessa alla trasformazione sociale, nel progetto del papa (Vedi il Sinodo amazzonico, la Fratelli tutti, la Laudato sii...). Passare da una spiritualità prevalentemente individuale e individualistica alla "mistica del noi", all'Amore fraterno: questo è il cammino sinodale che è iniziato! Nel terzo giorno il p. Guillermo ha approfondito le dinamiche teologico-spirituali del processo sinodale, che conducono a creare una sapienza comunitaria, a partire dall'ascolto reciproco, dando spazio specialmente agli ultimi, gli esclusi. Altra dinamica importante è quella del cammino, del muoversi dietro a Gesù, un cammino che si fa insieme (sinodo), nello stile dell'incontro con gli altri sulla strada (mistica del noi). Un cammino nella povertà e essenzialità (Lc 10, 4-12), portando solo il Vangelo. un viaggio anche verso l'intimità: con se stessi, il prossimo, chi è lontano, con Dio e il suo Regno. Queste dinamiche di riforma porteranno a formare la Chiesa di oggi e domani una nella diversità per incarnare i valori del Regno in ogni cultura, santa,sempre e solo guidata dallo Spirito, cattolica, che accoglie tutti, appassionata dell'umanità e del creato per mostrare la sua passione per Dio, inserita rispettosamente nelle diverse culture; apostolica: il papa e i vescovi come segno di unità per realizzare dovunque il Regno di libertà e giustizia... Infine sinodale dove tutto il popolo di Dio cammina insieme pur nella diversità di funzioni e ministeri. Applicando alla nostra Congregazione, il p. G. suggerisce di rivedere gli articoli 46 e 48 delle Costituzioni e 40-46 del Direttorio (FdM e comunione di vocazioni). Il giorno seguente ha approfondito il ruolo della vita consacrata nel processo sinodale e di riforma della Chiesa. In un contesto di VC dove i carismi simili si pensano sempre più assieme e cresce l'attenzione alle famiglie carismatiche, 3 sono le priorità suggerite: sinodalità, etica della cura (in cui sta il tema della prevenzione degli abusi) ed ecologia integrale. 7 movimenti: verso la vita, verso l'essenzialità, verso la testimonianza profetica, verso la centralità della relazione a partire dall'equità, verso un carisma vissuto e condiviso per il Regno, verso il superamento di una pastorale solo assistenziale, che non trasforma la storia, verso una democrazia infinita,nella corresponsabilità, speranza, riconoscimento e cura dell'altro, misericordia. L'ultimo giorno, venerdì, ci ha fatto una Lectio sulla vita, di ciascuno di noi religiosi. Nella mia vita si incarna il carisma, nella mia preghiera, relazioni con gli altri, nelle decisioni personali e comunitarie... Vi alleggiamo il file con la presentazione del relatore in spagnolo. (vedi il link 1)


12 May 2022

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