ALLA CASA DEL PADRE


  • 22 April 2025

 

 

 Carissimi confratelli 

e tutti voi della Famiglia del Murialdo 

Abbiamo ricevuto con sorpresa e tristezza la notizia della morte di Papa Francesco. La sua persona, le sue parole, i suoi gesti ci erano compagni di vita e lo sono stati fino alla fine. Proprio ieri, il giorno di Pasqua, lo abbiamo visto ancora condividere con tutti la gioia della Risurrezione e augurare la Pace al mondo intero. 

È stato per noi il Papa del centocinquantesimo di fondazione della Congregazione. Ricordiamo alcune delle sue parole di stimolo per essere fedeli al carisma del fondatore: “Vi auguro di approfondire, alla scuola del Fondatore, l’arte di cogliere le esigenze dei tempi e di provvedervi con la creatività dello Spirito Santo. Vi raccomando in particolare i più giovani, i quali, oggi più che mai, hanno bisogno di testimoni credibili. Nel vostro ministero lasciatevi guidare dall’esempio mite e concreto di san Giuseppe” (2 marzo 2022). 

Credo che molti confratelli e laici ricordino il suo sorriso, le sue parole e il saluto personale nella chiusura dell’anno giubilare durante l’incontro con la Famiglia del Murialdo, avvenuto nella Sala Clementina in Vaticano, il 17 marzo 2023. Parlandoci del Murialdo ci ha detto: “Dio mi ama. Che gioia! […] Non si dimentica mai di me, mi segue e mi guida sempre!”. Lasciarsi amare da Dio: questo è stato il segreto della sua vita e del suo apostolato. Non solo amare, no, lasciarsi amare. Quella passività della vita consacrata, che cresce nel silenzio, nella preghiera, nella carità e nel servizio. E l’invito vale anche per noi: lasciamoci amare da Dio per essere testimoni credibili del suo amore; lasciamo che sia sempre più il suo amore a guidare i nostri affetti, pensieri e azioni”. E ha continuato: “il Murialdo ha saputo poi cogliere il valore del laicato nella vita e nell’apostolato del Popolo di Dio. Vi invito a coltivare la sua stessa passione e il suo stesso coraggio: insieme, laici, religiosi e religiose, su strade condivise, di discernimento e di lavoro, per essere artigiani di giustizia e di comunione”. 

Grazie, Papa Francesco, per essere stato così vicino alla gente e in particolare ai poveri. Esortiamo tutti ad una preghiera di riconoscenza per il suo servizio alla Chiesa e a tutto il mondo. 

Invito tutte le comunità a celebrare una Santa Messa in suffragio di Papa Francesco, affidandolo alle mani di Dio. “Siamo nelle mani di Dio, siamo in buone mani”. 

Un cordiale saluto. 

P. Nadir Poletto, csj 

Padre Generale 

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Father Ettore, a Witness to God’s Mercy: 25 Years of Remembrance and Gratitude

Twenty-five years after his passing, many of us gathered to remember Fr. Ettore, in the presence of Fr. Carmelo, the Provincial, and Fr. Giampiero Melaragni: on October 8 in Durrës for the Rosary at Casa Nazaret, where he lived and gave his life, and for the celebration of Mass presided over by the Archbishop of Tirana-Durrës, Monsignor Arjan Dodaj, at the Co-Cathedral of St. Lucy; on October 9 in Fier at the Parish of the Immaculate Conception, where the Apostolic Administrator of Southern Albania, Fr. Flavio Cavallin, presided over Mass; meanwhile, that morning, the young people from our Vocational Center also honored the memory of the Servant of God, and in the days that followed, the youth from the Oratory organized the 1st Father Ettore Trophy in various sports.   (From the remarks by Provincial Father Carmelo Prestipino) As a family gathered around the Lord, let us give thanks to God for the gift of Father Ettore, a witness to God’s love for young people who are poor and in need of the Father’s infinite mercy. Dear Father Ettore, as we gather here, twenty-five years after your death, to thank the Lord for the gift of your witness and for that blood shed out of love—which united you to Jesus’ sacrifice on the cross—allows us not only to cherish with gratitude the memory of the life you gave, but also to take up the same path of love that you walked on behalf of young people, especially the poorest and most abandoned, whom you accompanied as a friend, brother, and father. We thank the Lord for the good that Father Ettore sowed: a good that was often humble and hidden, like that of Saint Joseph, which even today continues to sprout and bear the fruits of life in people’s hearts and in the history of this church community. Our thanks cannot remain merely words: may it become a journey, a service, a life given, and a concrete witness to God’s goodness. It is a thank-you that still resonates as a call today. The Lord continues to invite young people to follow Jesus and, like Father Ettore, to be witnesses to the Father’s merciful love: in the priesthood, in religious life, and in every vocation lived as a generous gift of self.   Thank you and best wishes to all of us who, inspired by Fr. Ettore’s example, are walking the path toward holiness.


13 October 2026

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Mese Murialdino: Un cammino di speranza, fede e comunione nelle nostre Parrocchie

SAN FRANCISCO DE MOSTAZAL (CILE) – È iniziata con grande entusiasmo e partecipazione la prima settimana del Mese Murialdino della Provincia Argentina-Cile, un tempo speciale di riflessione, preghiera e condivisione incentrato sul tema guida "Educare la speranza: ancora della fede nella Famiglia di Murialdo". Questa prima tappa del percorso è interamente dedicata alle parrocchie e ai laici amici del Murialdo, arrivati con gioia da diverse parti del continente e del mondo: una ricca rappresentanza che vede insieme partecipanti provenienti da Messico, Stati Uniti, Brasile, Ecuador, Argentina e Cile. Insieme, laici e religiosi stanno attraversando giornate intense dedicate al discernimento e al rinnovamento della propria missione pastorale ed educativa. La settimana si è aperta con la presentazione delle diverse realtà del territorio, ponendo subito l'attenzione sulle sfide del nostro tempo: come discernere i segni di speranza in tempi fragili e come vivere la dimensione sinodale valorizzando le diverse vocazioni unite dall'unico carisma. Si è riflesso in particolare sul ruolo delle parrocchie murialdine come presenze capaci di "custodire la vita" all'interno di una società ferita. I lavori sono poi proseguiti riscoprendo le radici e le figure guida della nostra famiglia spirituale: San Giuseppe e San Leonardo Murialdo, modelli di fedeltà creativa e autorità spirituale. Nel cuore della settimana, il tema dell'educare la speranza è emerso come una missione irrinunciabile di fronte alla frammentazione del mondo attuale. Il percorso culmina con lo sguardo rivolto al futuro, per ripartire come "inviati" capaci di trasformare la speranza in una concreta testimonianza profetica nelle opere e tra i giovani.


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