Vida y Misión

Actividad

QUÉ HACEMOS

CONGREGACIÓN DE SAN JOSÉ - JOSEFINOS DE MURIALDO

Educamos para la vida, para su respeto, para su consciencia.
Seguimos el ejemplo de San Leonardo Murialdo para que
cada acción nuestra sea testimonio y experiencia de amor.
Lo hacemos con labores de acogida, solidaridad y educación,
seguros en la fe del mensaje evangélico en defensa de los derechos de los más frágiles.

Buona festa di san Leonardo Murialdo

Carissimi confratelli. Sorelle e fratelli della Famiglia del Murialdo. In occasione della festa di San Leonardo Murialdo condivido con voi alcuni pensieri sul tema della Famiglia del Murialdo. Non mi soffermo su tanti aspetti che meritano ancora confronto e approfondimento, voglio rilanciare e riproporre la Famiglia del Murialdo nella prospettiva di aiutare tutti noi a rendere concreto tale cammino nelle nostre realtà locali, di provincia e di congregazione. UN SEME FECONDO Uno sguardo nella storia mostra come il carisma sia stato un seme fecondo. Ricordo solo alcune tappe significative: 19 marzo 1873, a Torino nel Collegio Artigianelli il Murialdo fonda la Congregazione di San Giuseppe, oggi detti i Giuseppini del Murialdo; il 22 settembre 1953 p. Luigi Casaril fonda a Rivoli, Torino, le Suore Murialdine di San Giuseppe; il 18 maggio 1990 nasce in Brasile l’Istituto Secolare Murialdo per opera di Moema Muricy; nasce la associazione degli ex allievi, una volta detti gli Antichi Allievi, al Collegio Artigianelli nell’anno 1909, associazione che poi sarà presente nelle opere giuseppine, specie nei collegi; iniziano la loro attività le Mamme Apostoliche nell’anno 1934 a Montecchio Maggiore, Vicenza, sviluppandosi nelle varie province giuseppine; nel 1988 prendono avvio ufficiale le Comunità Laici del Murialdo; Amigos del Murialdo, Laicos de Murialdo, Movimento Laicale Murialdino, tante denominazioni per dire la medesima realtà carismatica di una famiglia che nella pluralità di vocazioni trova il suo centro animatore e di comunione nel carisma del Murialdo. E naturalmente tanti altri laici e laiche che pur non esprimendo una loro appartenenza a qualche gruppo o associazione, partecipano alla vita della Famiglia del Murialdo attraverso la comunità e l’opera giuseppina alla quale fanno riferimento. L’INVITO DEL CAPITOLO GENERALE XXIII Il tema della Famiglia del Murialdo è trattato in modo particolare nel capitolo quarto del testo capitolare, intitolato: La condivisione del carisma. Tuttavia il riferimento alla Famiglia del Murialdo attraversa tutto il documento finale sia quando si parla della comunità sia quando si parla dell’opera, sia in riferimento alla formazione iniziale e permanente sia in riferimento alla vita consacrata nel contesto ecclesiale e sociale, sia quando si mette a tema l’apostolato come quando si parla di spiritualità. Mi pare che questo stia ad indicare almeno due elementi che sono specifici del documento finale. Il primo: quando si parla del “noi”, esso va inteso comprensivo di religiosi e laici. Il secondo: si mette in risalto la ricchezza che si condivide quando si fanno cammini insieme. Il documento si sofferma su tanti aspetti da maturare e approfondire, da realizzare ai vari livelli di congregazione, tuttavia mi sembra centrale un aspetto che ho richiamato nella lettera di promulgazione: la sinodalità. Nel 2018 il riferimento andava ad un documento della commissione teologica internazionale dal titolo La sinodalità nella vita e nella missione della Chiesa; oggi ci ritroviamo nel contesto della Chiesa di papa Francesco che ha chiamato tutta la Chiesa ad un cammino-processo sinodale. Perché non pensare che il nostro pensare e vivere come Famiglia del Murialdo è una espressione di sinodalità offerta a tutta la Chiesa? Qui non importa il numero perché l’importante è essere segno, essere significativi, testimoniare una modalità di essere che si esprime nella Famiglia del Murialdo. LA RELAZIONE-FAMIGLIA COME SPECIFICA Lascio la parola a Gianna e Roberto Frison, della Comunità Laici del Murialdo, che ci offrono una loro riflessione; mi pare che esprimano un sentire fondamentale. Fare famiglia, essere famiglia, non ci si frequenta, non ci si vede, eppure nel cuore c’è voglia di esserci, di farne parte, un sentirsi comunque coinvolti nelle vicende, belle e brutte che in famiglia si avvicendano. La pandemia di questi tempi non ci ha certamente favorito, le tecniche informatiche hanno anche dato una mano ma non rispondono al bisogno dell’incontro reale, fisico, non soddisfano il bisogno di potersi vedere in volto, alla voglia di stringere una mano, alla gioia di un caldo abbraccio, al ritrovarsi in amicizia intorno alla tavola preparata per far festa; quanto manca tutto questo. Se essere famiglia è innanzitutto relazione, la pandemia ci ha messi tutti a dura prova. Cade ora il 150º della fondazione della congregazione dei nostri cari Giuseppini, come non far festa allora? Quale festa! Indubbiamente è una sentita occasione per ringraziare il Signore per il nostro carissimo San Leonardo Murialdo, fondatore della congregazione. Congregazione che ormai al di là degli aspetti canonici ecclesiastici, anche noi laici, almeno per adesione carismatica, possiamo sentirci abbondantemente familiarmente inseriti. O per affetto e amicizia o per esperienza apostolica e lavorativa vissuta accanto al Giuseppino di turno, o per una spiritualità murialdina studiata, sentita, vissuta nei mille servizi che il carisma suggerisce, scelta, pregata; possiamo con convinzione dire in piena libertà: ci siamo, siamo in tanti e, con voi carissimi Giuseppini, con voi carissime suore Murialdine vogliamo fare Famiglia riconoscendoci in un carisma che, vissuto, studiato, pregato e scelto, ci rende Famiglia. È un dato di fatto ormai, il non comprendere questa realtà, il chiamarsi fuori, il non starci, comporta il rischio dell’estraneità alla famiglia per chiunque. Ecco allora che questa familiarità va coltivata, riconosciuta, concretata, evitando certi pericoli che ancora ostacolano il senso della “ben unita famiglia” tanto voluto dal santo fondatore. Pertanto no alla sfiducia e disincanto, no al pessimismo sterile, evitare protagonismi, ovvero indifferenza o disinteresse. Coltivare invece un sano tessuto relazionale di fraternità, prossimità, curare la concordia, custodire buone relazioni, porre particolare attenzione a chi fa più difficoltà, il tutto sempre in uno stile gioioso e solidale che indubbiamente ci caratterizza. Certo possono sembrare i soliti bei propositi, ma crediamo, vorremmo proprio che questo 150º, che forse lo speriamo, ci porta finalmente fuori da una sofferta pandemia, come non ricordare con affetto i nostri padri fraterni amici, che sono venuti a mancare causa covid? Possa allora questo 150º veramente diventare occasione per inserirci sempre più convinti tutti, giuseppini, suore murialdine, associazioni laicali, giovani, consacrate, nella costruzione della Famiglia del Murialdo quale “ben unita famiglia”. IN CAMMINO Mi auguro che la celebrazione del 150mo di fondazione possa essere vissuto come Famiglia del Murialdo e che possa aiutarci a realizzare meglio il dettato capitolare. Alcuni spunti per il nostro cammino. 1. Comunità Murialdina E’ stato un tema molto sponsorizzato per alcuni anni. Il CG XXIII ne parla al n. 63. Oltre alla esperienza, ormai ben lunga nel tempo, di Fier-Durazzo in Albania con la presenza di Giuseppini e di signorine laiche, a Rosario della Frontera in Argentina nell’anno 2020 è nata la Comunidad Carismática Murialdo formata da Giuseppini e da Murialdine. E poi? Il discorso è da rilanciare. 2. Formazione reciproca Ci sono state e sono in atto delle iniziative a livello locale e in alcune province; diverse anche le iniziative legate ad ambiti di apostolato. Certamente è servita la riflessione sul tema del sistema binario, del carisma in parrocchia e sul patto educativo globale. A me sembra che occorra rilanciare sul piano di tutta la congregazione la realizzazione di incontri per la Famiglia del Murialdo. In occasione del 150mo di fondazione sono in programma tre incontri per Europa e America e tre incontri per India e Africa. 3. Insieme per la formazione iniziale E’ un tema sempre molto delicato e in continua evoluzione. Attualmente sono un centinaio i giovani confratelli in formazione a partire dai postulanti. Gli stessi documenti ecclesiali invitano a promuovere la presenza dei laici nelle équipe per la  formazione. Da noi il discorso è da prendere con più decisione. Intanto si stanno realizzando, anche se si può fare di più, momenti di formazione iniziale insieme per Giuseppini e Murialdine. Colgo l’occasione per comunicare che la dottoressa Nunzia Boccia ha assunto la direzione dell’Istituto Filosofico-teologico di Viterbo “San Pietro”. Ogni augurio a nome di tutti. 4. Movimento Laicale Murialdino A me risulta che solo in USA-Messico ci sia stato un serio impegno in questa direzione, peraltro raccomandata dal CG XXIII (Raccomandazione n. 5). Rimando alla lettura della raccomandazione che esplicita le motivazioni e il frutto di questa scelta capitolare. In Brasile continua con intensità l’ANALAM. 5. Incontri di spiritualità A livello locale, provinciale, generale sono sempre da promuovere incontri di spiritualità. Incontri di preghiera: settimanali, programmati in alcune occasioni dell’opera e della comunità, per le feste di congregazione. Ritiri spirituali: se possibile mensilmente; insieme in ascolto della Parola; diamo la parola ai laici. Esercizi: a livello provinciale si stanno riprendendo dopo il tempo della pandemia; siano aperti a tutti. 6. Consigli Il consiglio dell’opera a livello locale ha come compito principale animare e sostenere la dimensione carismatica delle nostre presenze; è un essere sinodali nella riflessione e nel governo. Non ci sono dappertutto. Incontri programmati tra consigli a livello di circoscrizioni e a livello generale. Abbiamo bisogno di momenti comuni di preghiera e di riflessione, ma soprattutto di fraternità. Tra l’altro nelle varie circoscrizioni si fanno esperienze di “governo allargato”, la conferenza interprovinciale vede la presenza di confratelli e laici e non dei soli confratelli responsabili. 7. Un tema particolare Premesso che tutti siamo chiamati alla santità e che nel carisma del Murialdo troviamo indicazioni per realizzarla secondo uno stile specifico, tuttavia vedo opportuno mettere a tema un argomento che esprimo in questo modo: dove va oggi la vita religiosa? Quale futuro? Il problema non può essere ridotto alle statistiche e alle previsioni di quante opere i Giuseppini saranno capaci ancora di gestire. Non è una domanda che riguarda solo i religiosi/e ma tutti perché di fatto chiama in causa 5 l’essere nella Chiesa della vita religiosa. Sono convinto che i laici su questo abbiano qualcosa da dire. 8. Formazione carismatica per tutti Qualche volta si chiede quale definizione sia la più esatta per definire la Famiglia del Murialdo oppure si chiedono i criteri per dire chi fa parte o meno della Famiglia del Murialdo. So che ci sono posizioni estreme: chi vorrebbe una definizione “giuridica” per porre chiarezza nell’essere e vivere della Famiglia del Murialdo e chi sostiene che almeno per ora è più importante animare cammini personali e di associazioni e di gruppi che si vogliono riconoscere nel carisma del Murialdo. Dico questo perché mi preme chiedere un impegno a tutte le nostre comunità-opere. Mi rendo conto che un insegnante, un preside della scuola, un direttore di Centro di formazione professionale, tanti collaboratori, sono scelti in base alla loro professionalità rispetto al servizio che devono sostenere. E forse qualcuno per la prima volta entra a contatto con la nostra famiglia religiosa. Non abbiamo il… green pass. Le condizioni che determinano l’incontro e la collaborazione possono essere le più varie, ma proprio per questo aumenta l’impegno di offrire a tutti una formazione carismatica. Le modalità possono essere le più varie, l’importante è condividere uno stile educativo, un modo di vivere le relazioni, creare le condizioni per una partecipazione che permette lo scambio e l’arricchimento reciproco. E parlare del carisma del Murialdo. 9. Comunione e identità specifica Siamo abbastanza maturi per affermare che partecipare alla Famiglia del Murialdo non esclude, anzi richiede, la cura della propria identità vocazionale di laici, di religiosi, di sacerdoti. Tale identità specifica chiede cammini di formazione “vocazionali” che preparano e alimentano la condivisione e la comunione nella Famiglia del Murialdo. Non si tratta di un “prima” e di un “dopo”, ma di una convinzione che nella espressione “comunione di vocazioni” trova la sua sorgente e il suo fine. Insomma che i preti siano preti, i laici siano laici, i religiosi siano religiosi, e tutti siamo Chiesa, siamo Famiglia del Murialdo. Ogni augurio per la festa del Murialdo e insieme camminiamo alla luce del suo carisma, del quale oggi siamo eredi e responsabili nella Chiesa e nel mondo. (Circolare n.29) p. Tullio Locatelli padre generale


18 May 2022

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Il mese murialdino, la terza settimana

La terza settimana del Mese Murialdino in Ecuador è stata dedicata ai giovani, con l'incontro organizzato da p. Patricio Castro e dal sig. Angel Campuzano, della Commissione di Pastorale Giovanile della Provincia. Erano presenti giovani e confratelli delle varie opere Ecuadoriane, della Colombia, e rappresentanze di Brasile e Argentina-Cile, oltre ad alcuni confratelli del Messico e le Suore Murialdine. Essendo un primo incontro in presenza dopo la pandemia, la settimana è stata vissuta con grande entusiasmo! Negli ultimi giorni sono arrivati pure due confratelli indiani, p. Anu Raj e p. Vargheese. Il tema è stato la santità, vista come risposta all'amore di Dio, chiamata per i giovani d'oggi, impegno di vita, proposta di papa Francesco (nella lettera Christus vivit) e come sfida da accettare. Il primo giorno, dopo la Messa presieduta dal p. Provinciale, Raul Gonzales, il signor Campuzano ha lanciato alcune domande sul tema, che sono state affrontate in vari gruppi che poi hanno condiviso la risposta. Dopocena i vari gruppi locali si sono presentati. Il 10 maggio, secondo giorno, è intervenuto il sig. Mauricio Lopez, pastoralista del CELAM (la conferenza episcopale dell'A. Latina) che ha suggerito tre terne per accompagnare il cammino di santità: - testa, cuore, mani (ragione, passione, azione) - metànoia, alterità, parresìa (conversione radicale, comunione con l'altro, coraggio profetico) - conversione pastorale (verso gli ultimi), culturale (per vivere in questa nuova epoca sempre più interconnessa, cf. la Fratelli tutti del papa) e conversione socio-ecologica (v. Cara Amazzonia e Laudato sii di papa Francesco). I lavori di gruppo pomeridiani hanno approfondito alcuni aspetti della relazione.  Il terzo giorno si è collegato on-line il prof. José Guerra, dell'Università Cattolica di Quito,che dopo aver presentato brevemente la santità come forma di vita sui passi di Gesù, proposta a tutti i cristiani, per essere sale e luce, ha suggerito ai giovani alcune idee pratiche per attuarla: - impegnarsi nei doveri quotidiani, - curare le relazioni, a partire dalla propria famiglia, - denunciare i pericoli che minacciano la società e la Chiesa, - amministrare il denaro, non diventarne schiavi, - scegliere sempre secondo i valori del Vangelo. In conclusione, con l'icona di Maria Maddalena e Gesù risorto, ci ha detto che solo se Gesù è vivo per me e mi chiama per nome io lo posso riconoscere, abbracciare e seguire nella santità. Egli ci doni di sentire la Sua vita nella nostra vita. Il pomeriggio è stato dedicato alla visita di Quito. Dopocena giochi e marshmallows attorno al fuoco! Il 12 maggio ha accompagnato i giovani la Sign. Monica Montenegro, pastoralista che lavora coi giovani e le famiglie. Con lei abbiamo ripercorso le modalità con cui i giovani possono vivere la santità, anche mediante l'uso di dinamiche di gruppo e giochi. Alcuni consigli da lei proposti: - essere proattivi (aperti e fiduciosi verso il domani...) - avere un obiettivo chiaro (non confondere la santità, questione di cuore, con la semplice pratica religiosa). La santità risponde alla domanda: al mio posto, ora, cosa farebbe Gesù? - definire le priorità, cioè pianificare, progettare la propria vita, seguendo gli atteggiamenti spirituali della perseveranza, pazienza, mansuetudine, audacia, passione, allegria e senso dell'umorismo, competenza, condivisione, preghiera fedele. Così si forma un carattere forte, capace di affrontare anche le tentazioni (ciò che non seppe fare Davide con la moglie di Uria). - coltivare l'empatia con i bisogni e sofferenze dell'altro - pensare in positivo secondo le tre virtù della santità: umiltà, purezza d'intenzione, amore - in sinergia, vivendo e progettando nella comunità, gruppo un cammino comune verso la santità - "affilare la sega", ossia vivere in formazione permanente, auto-rinnovamento. La celebrazione eucaristica, svoltasi nel giardino e chiostro della casa ospitante, è stata presieduta da p. Nadir Poletto, vicario generale che nel pomeriggio ha proposto una riflessione sull'incontro fra Giovanni ed Andrea e il Signore nel c. 1 del quarto vangelo. Che cosa, chi cercate? Il cammino di santità inizia dalla nostra risposta a queste domande basilari. Dopo aver portato ai giovani i saluti del Padre Generale, p. Nadir invita a riprendere questi incontri internazionali di giovani del Murialdo,  che tanto bene possono fare... Nella serata ogni gruppo locale o nazionale ha presentato balli o canzoni, per finire con un po' di discoteca! L'ultimo giorno il p. Patricio ha somministrato un questionario (ogni domanda andava risposta da diverse coppie di partecipanti) per la verifica dell'incontro.  Successivamente il vescovo di Guayaquil, Mons. Luis Cabrera, ha tenuto l'ultima relazione, riprendendo vari contenuti dei giorni precedenti. Per incamminarsi verso la santità ascoltiamo la voce unica di Gesù il Buon Pastore, che ci chiama per nome. e ci riempie di gioia, come il Battista quando incontra Gesù. Dall'ascolto consegue il seguire Gesù, credere in Lui con la testa e con il cuore, per conoscerlo, come le pecore conoscono il pastore e viceversa. Infine vivere quella vita eterna che Gesù ci offre, in particolare nella sua Parola e nel Pane eucaristico. Nessuno ci può strappare dalle sue mani. E nella certezza che siamo sempre avvolti, protetti dalla misericordia di Dio, dal suo cuore che accoglie e redime le nostre miserie. Così anche noi potremo aprire il cuore agli altri, essere misericordiosi, diventare santi. Il vescovo ha infine presieduto l'Eucaristia finale, con il p. Provinciale e il p. Hugo Sanchez, economo provinciale. Dopo l'ultimo, ottimo, pranzo, è il momento dei saluti e partenze, con tutta l'emozione data dall'aver condiviso giorni intensi e felici. (p.Eugenio Beni da Ecuador)


16 May 2022

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Il mese murialdino in Ecuador, le prime due settimane

p. Eugenio Beni ci scrive dall'Ecuador facendo una sitesi del lavoro, studio, visite e l'esperienza unica della prima settimana del mese murialdino. LA NOSTRA PRIMA SETTIMANA IN ECUADOR Il p. Guillermo Campuzano, teologo consulente della CLAR (conferenza dei religiosi dell'America Latina) ha trattato della vita religiosa nel contesto della riforma della Chiesa. La riforma non è altro che un continuo ritorno al Vangelo, incontrando una persona (Cristo) e una visione della storia (il Regno di Dio) che ci chiedono di cambiare (riforma) proprio per essere loro fedeli nei tempi che cambiano. Tutti i documenti di papa Francesco, in fondo, trattano di questo: cosa occorre cambiare per seguire Gesù oggi, e non perdersi nell'apparenza, nel mondo virtuale dei social. Saper fare morire quanto non ha più senso o utilità per lasciare spazio a quello che fa nascere lo Spirito (sia a livello ecclesiale che di congregazione). E questo con la visione positiva, di speranza dei profeti, nell'ascolto reciproco, camminando assieme verso gli orizzonti di novità che scopriamo. La riforma della Chiesa è anche connessa alla trasformazione sociale, nel progetto del papa (Vedi il Sinodo amazzonico, la Fratelli tutti, la Laudato sii...). Passare da una spiritualità prevalentemente individuale e individualistica alla "mistica del noi", all'Amore fraterno: questo è il cammino sinodale che è iniziato! Nel terzo giorno il p. Guillermo ha approfondito le dinamiche teologico-spirituali del processo sinodale, che conducono a creare una sapienza comunitaria, a partire dall'ascolto reciproco, dando spazio specialmente agli ultimi, gli esclusi. Altra dinamica importante è quella del cammino, del muoversi dietro a Gesù, un cammino che si fa insieme (sinodo), nello stile dell'incontro con gli altri sulla strada (mistica del noi). Un cammino nella povertà e essenzialità (Lc 10, 4-12), portando solo il Vangelo. un viaggio anche verso l'intimità: con se stessi, il prossimo, chi è lontano, con Dio e il suo Regno. Queste dinamiche di riforma porteranno a formare la Chiesa di oggi e domani una nella diversità per incarnare i valori del Regno in ogni cultura, santa,sempre e solo guidata dallo Spirito, cattolica, che accoglie tutti, appassionata dell'umanità e del creato per mostrare la sua passione per Dio, inserita rispettosamente nelle diverse culture; apostolica: il papa e i vescovi come segno di unità per realizzare dovunque il Regno di libertà e giustizia... Infine sinodale dove tutto il popolo di Dio cammina insieme pur nella diversità di funzioni e ministeri. Applicando alla nostra Congregazione, il p. G. suggerisce di rivedere gli articoli 46 e 48 delle Costituzioni e 40-46 del Direttorio (FdM e comunione di vocazioni). Il giorno seguente ha approfondito il ruolo della vita consacrata nel processo sinodale e di riforma della Chiesa. In un contesto di VC dove i carismi simili si pensano sempre più assieme e cresce l'attenzione alle famiglie carismatiche, 3 sono le priorità suggerite: sinodalità, etica della cura (in cui sta il tema della prevenzione degli abusi) ed ecologia integrale. 7 movimenti: verso la vita, verso l'essenzialità, verso la testimonianza profetica, verso la centralità della relazione a partire dall'equità, verso un carisma vissuto e condiviso per il Regno, verso il superamento di una pastorale solo assistenziale, che non trasforma la storia, verso una democrazia infinita,nella corresponsabilità, speranza, riconoscimento e cura dell'altro, misericordia. L'ultimo giorno, venerdì, ci ha fatto una Lectio sulla vita, di ciascuno di noi religiosi. Nella mia vita si incarna il carisma, nella mia preghiera, relazioni con gli altri, nelle decisioni personali e comunitarie... Vi alleggiamo il file con la presentazione del relatore in spagnolo. (vedi il link 1)


12 May 2022

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San Leonardo Murialdo

“Metti la tua perseveranza sotto la protezione di Maria; metti nelle sue mani onnipotenti, e quanto onnipotenti altrettanto misericordiose, il grande affare della tua santificazione.” (S. Leonardo Murialdo, Epistolario V, 2146)

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Eventos
Vita Giuseppina

Al via il 19 marzo 2022 l’anno giubilare del 150° di Fondazione della Congregazione di San Giuseppe con celebrazioni a Torino e in tutte le opere del mondo dove sono presenti i Giuseppini del Murialdo.

PROYECTOS

En más de 140 años de historia hemos proyectado y promovido acitividades de solidaridad en 16 naciones distintas, en Italia y en el mundo. Seguimos haciéndolo como ambajadores de paz, hermandad y unidad en la certeza que la diversidad nos une y enriquece.

Periferias al Centro

Periferias al Centro

Periferias al Centro

Este proyecto se centra en los niños y jóvenes de los suburbios del estado más pobre de la India: Bihar. El camino identificado para lograrlo es el de la alfabetización, la educación y la formación sociocultural mediante la construcción de una escuela en una zona carente de formación y caracterizada por una alta tasa de pobreza. Objetivos generales del proyecto Garantizar el acceso a la enseñanza primaria a todos los niños, incluidos los más pobres que viven en los suburbios rurales. Llenar el hueco en el analfabetismo de los adultos mediante la participación de los padres de los alumnos. Difundir la esperanza y la cultura también a los jóvenes más pobres, elementos esenciales para la preparación integral de las generaciones futuras Objetivos específicos del proyecto La compra de un terreno en una aldea de Buxar (véase el óvalo azul en el mapa de Bihar) y la construcción de una escuela primaria y secundaria con espacios polivalentes en los que también se ofrecen cursos de capacitación para adultos. La creación de lugares donde la población local pueda reunirse para momentos de confrontación, convivencia y actividades recreativas y deportivas. Vea el folleto      

  • India
  • NÚMERO DE BENEFICIARIOS: 680
  • DE January 2017
Para un nuevo Misionero

Para un nuevo Misionero

Para un nuevo Misionero

La campaña "Por un nuevo misionero" tiene como objetivo apoyar a los jóvenes estudiantes que quieren emprender un camino de fe en su tierra, que es nuestra tierra de misión, pero no tienen suficientes recursos para mantener sus estudios. Ayudar a un futuro misionero significa dar una oportunidad de autosustentarse en la tierra de las misiones, en una perspectiva cada vez menos asistencialista. Con 200 euros al mes podrás ayudar a un seminarista en su camino de formación para convertirse en un Josefino y un sacerdote al servicio de los más pobres.     Las donaciones, que son deducibles de impuestos, pueden hacerse a plazos: mensual de 200 euros semestral de 1.200 euros anual de 2.400 euros     ¿Cómo apoyarlos? Boletín postal en C/C n. 1001330032 Dirigido a: Murialdo World Onlus Concepto: Para un nuevo Misionero Transferencia bancaria a Poste Italiane Dirigido a: Murialdo World Onlus Codigo IBAN: IT 17 E 07601 03200 001001330032 Concepto: Para un nuevo Misionario   Vea el folleto

  • India, Messico, Africa
  • NÚMERO DE BENEFICIARIOS: 40
  • DE January 2012
Más allá de los Muros

Más allá de los Muros

Más allá de los Muros

Proyecto para garantizar alimentación, educación y atención médica a cientos de niños y familias en dificultades en México, sin desarraigarlos de sus afectos, cultura y territorio. Objetivos generales del proyecto Garantizar a los niños y jóvenes el respeto permanente de los derechos humanos fundamentales: ALIMENTACIÓN, ATENCIÓN MÉDICA, EDUCACIÓN, PROTECCIÓN y JUEGO. Promover soluciones que, en lugar de crear "muros" y divisiones entre los pueblos, sean capaces de crear "puentes" entre ellos. Objetivos específicos del proyecto El proyecto tiene como objetivo ofrecer a los niños y jóvenes de ciudades mexicanas (Ciudad de México, Aguascalientes y Hermosillo) un apoyo concreto en estas 3 áreas: Educativa (matrículas escolares, libros y material didáctico, etc.), a los que se dedica el 50% de los recursos económicos; Asistencia sanitaria (medicamentos, atención médica, visitas, etc.), a la que se dedica el 25% de los recursos económicos; Social familiar (ayuda a la familia del niño, programa de alimentos, actividades recreativas, etc.), a la que se dedica el 25% de los recursos económicos. Con el proyecto "Más allá de los muros" en México, se trata de ayudar a los jóvenes, con sus familias, que se encuentran en una situación económica y familiar difícil, también después de los devastadores terremotos ocurridos en septiembre de 2017, dando prioridad a los hijos de inmigrantes. Estamos tratando de ofrecerles un acompañamiento especial para que obtengan una formación técnica que les favorezca un trabajo en México. De esta manera se evita que estos jóvenes, junto con sus padres, intenten de nuevo emigrar a los Estados Unidos como migrantes irregulares, lo que lamentablemente ocurre con mucha frecuencia durante el período de "Trump". Siempre que sea posible, y cuando existan las condiciones de necesidad generalizada, se prefiere ayudar a toda una clase escolar de niños, garantizando el apoyo indiscriminado entre los alumnos pertenecientes a un mismo grupo.

  • Messico
  • NÚMERO DE BENEFICIARIOS: 25
  • DE November 2018
Agrega un Asiento en la Mesa

Agrega un Asiento en la Mesa

Agrega un Asiento en la Mesa

Es un proyecto de apoyo alimentario, educativo y recreativo para niños y jóvenes de los barrios pobres de la ciudad de Medellín, Colombia. Para todos una mesa para comer, una mesa para aprender, una mesa para jugar. Colombia ha vivido durante más de 40 años en una guerra civil y ve aumentar progresivamente el conflicto armado y la violencia. En este contexto se ha desarrollado y empeorado el fenómeno de los "niños de la calle", niños y adolescentes víctimas de la deserción familiar y escolar, que viven de la limosna y de actos de pequeña delincuencia. Objetivos generales del proyecto Con el proyecto "Agrega un lugar a la mesa" los Josefinos de Murialdo, con MURIALDO WORLD onlus, quieren garantizar cada día a cientos de niños y adolescentes, menores de 14 años, la acogida y la asistencia ofreciéndoles: una comida caliente (una mesa para comer), educadores que los acompañen en su camino a la escuela (una mesa para aprender), un espacio donde se puede jugar (una mesa para jugar), a fin de ofrecer oportunidades de integración social y apoyo a los niños y sus familias para combatir los índices de violencia, ilegalidad y apatía en la zona. Objetivos específicos del proyecto En particular, el proyecto tiene como beneficiarios a más de 200 niños y jóvenes pobres a los que está destinado: Para mejorar la alimentación y las condiciones de salud. Promover la educación básica, elevar el nivel de educación y crear las condiciones para el acceso a la educación superior. Promover el desarrollo integral mediante actividades de prevención.  

  • Colombia
  • NÚMERO DE BENEFICIARIOS: 200
  • DE August 2015
Becas de Estudio

Becas de Estudio

Becas de Estudio

Colombia ha vivido en una guerra civil durante más de 50 años. Aunque el conflicto terminó oficialmente con el tratado de paz en 2016, la violencia continúa en muchas partes del país, cada vez más vinculada al tráfico de drogas. Paralelamente a la expansión del conflicto y la violencia política, las ciudades colombianas están siendo duramente golpeadas por una nueva ola de actos criminales y asesinatos selectivos contra los sectores más débiles y marginados de la sociedad (los pobres, los niños de la calle, los pequeños traficantes de drogas, los drogadictos, las prostitutas y los homosexuales). El fenómeno, conocido como "limpieza social", es una de las principales consecuencias del grave conflicto social y de las políticas discriminatorias y excluyentes de las clases económicas y políticas.   Objetivo general del proyecto Acompañar y apoyar a los jóvenes universitarios de los barrios de La Sierra y Villa Turbay, educándolos en su compromiso con su barrio. Objetivos específicos del proyecto Apoyar a los jóvenes universitarios de los distritos de La Sierra y Villa Turbay ofreciéndoles una beca suplementaria, que les permita sufragar los gastos de transporte, alimentación y material didáctico. Acompañar a los jóvenes en sus estudios, vigilando constantemente su rendimiento y apoyándolos en su aprendizaje. Educar a los jóvenes universitarios en el servicio comunitario sugiriéndoles que se ofrezcan como voluntarios a cambio de la beca que reciben.

  • Colombia
  • NÚMERO DE BENEFICIARIOS: 6
  • DE January 2019
Unidos y diferentes

Unidos y diferentes

Unidos y diferentes

Este proyecto es el resultado de la estrecha colaboración entre MURIALDO WORLD y ENGIM, que siempre ha distinguido su forma de trabajar en la cooperación y el trabajo social. En Italia el escenario de la migración está en rápida evolución. Las dificultades de integración representan elementos potenciales de crisis social. El aumento del fenómeno migratorio hace necesario mejorar el sistema de recepción e integración social y laboral de los migrantes en general, pero especialmente de los que se encuentran en una situación especialmente vulnerable. El proyecto consiste en una serie de intervenciones integradas destinadas a la acogida y la integración sociolaboral de los refugiados y los solicitantes de asilo. En particular, la acción integrada de acogida e integración social y laboral se llevará a cabo en Roma en Via degli Etruschi 7 en la sede de ENGIM internacional ong a través de: Actividades de acogida y orientación. Actividades de capacitación. Pasantías de formación. Actividades de búsqueda de empleo. Visitas didácticas/culturales. Actividades de sensibilización. Actividades de inserción cultural. Objetivos generales del proyecto Afirmar los derechos/deberes y promover la integración social y laboral de los jóvenes, especialmente de los socialmente más débiles, como los refugiados y los solicitantes de asilo. Para evitar que el problema de la inmigración se convierta en un problema de violencia e ilegalidad. Difundir la cultura de la acogida y la fraternidad. Objetivos específicos del proyecto Acoger y acompañar al menos a 20 jóvenes refugiados y solicitantes de asilo al año hacia la plena inclusión social. Esto significa alejar del peligro de la ilegalidad a las personas que ya están en Italia pero que, sin esta intervención, se encontrarían sin trabajo y sin perspectivas incluso de sobrevivir.

  • Italia
  • NÚMERO DE BENEFICIARIOS: 20
  • DE January 2017
El Pozo es Vida

El Pozo es Vida

El Pozo es Vida

El agua es el elemento más importante para la vida de todo ser viviente, se puede decir que cualquiera que le dé un pozo a un pueblo, le da vida. Después de unos meses y gracias a un camino de acompañamiento y asistencia, los pueblos que han recibido un pozo encuentran una nueva vida. Nacen pequeñas huertas familiares, las primeras pequeñas granjas de gallinas y cerdos. La dieta alimenticia se enriquece y la seguridad alimentaria genera un optimismo en la gente que va más allá del beneficio concreto que ofrece el agua. Es un verdadero milagro que proviene de un sentimiento de solidaridad y una idea correcta de promoción y desarrollo. Los beneficiarios del proyecto son 8.000 personas. Son los aldeanos involucrados en la iniciativa. Este es un impacto formidable porque en algunos casos las aldeas están situadas en zonas de muy difícil acceso donde difícilmente existirían alternativas. Origen del proyecto El problema del agua en Sierra Leona no es principalmente un problema de falta, sino principalmente un problema de acceso.  Cada año 1,6 millones de niños mueren por enfermedades relacionadas con el agua, la mayoría de ellos menores de 5 años. Millones de mujeres caminan muchos kilómetros cada día para conseguir agua, y los niños no pueden ir a la escuela para ayudar a sus familias. En Sierra Leona, una de cada dos personas se ve afectada por enfermedades debido a la falta o a la mala calidad del agua, mientras que las estimaciones indican que un agricultor africano dispone de menos de 20 litros de agua por día, lo que representa menos de la mitad de la necesidad mínima diaria de 50 litros indicada como necesaria por la Organización Mundial de la Salud. El agua no potable y las malas condiciones sanitarias son la causa de una alta incidencia de enfermedades infantiles, casi todas ellas prevenibles. Sin agua potable es imposible escapar de la espiral de miseria de las infecciones. El agua significa poder beber, cocinar, lavar y regar la tierra. Si las mujeres evitan recorrer largas distancias en busca de agua, tienen más tiempo para dedicar a sus familias e hijos o para realizar una actividad que ayude al presupuesto familiar y, al mismo tiempo, reducir la mortalidad infantil debida al consumo de agua no potable. Objetivos del proyecto El objetivo del proyecto es mejorar las condiciones de vida de las comunidades locales de Sierra Leona mediante actividades adecuadas: aumentar las competencias de los beneficiarios en lo que respecta a la utilización de los recursos naturales; combatir el proceso de desertificación; aumentar la capacidad de producción de los recursos destinados a satisfacer las necesidades básicas de la población beneficiaria, como el agua y los alimentos; reducir en la medida de lo posible los efectos negativos, muchas veces fatales especialmente en los niños, del uso de agua no potable en su alimentación e higiene.

  • Sierra Leone
  • NÚMERO DE BENEFICIARIOS: 1600
  • DE January 2012
Encontramos los jóvenes

Encontramos los jóvenes

Encontramos los jóvenes

¿Por qué en Nigeria? Porque, se podría decir, el Señor nos ha precedido enviándonos vocaciones de ese país, donde no hemos estado presentes hasta ahora: en diciembre de 2014 los dos primeros Josefinos nigerianos serán ordenados sacerdotes. Pretendemos establecer una comunidad de servicio pastoral y justicia carismática, en la que puedan insertarse nuestros estudiantes de teología. Nuestra presencia se caracterizará por un comienzo simple, hecho de esencialidad; será una expresión por un lado de una actitud de flexibilidad y por otro de una inserción coherente con la realidad local. Las 3 palabras clave del estilo con el que queremos insertarnos en este país son: eficacia, flexibilidad, sobriedad. Así que estamos hablando de sostenibilidad económica, sostenibilidad carismática-pastoral y socialidad desde el punto de vista local. Objetivos generales del proyecto Establecer una comunidad permanente de presencia misionera josefina que se convierta en un punto de referencia para los habitantes lo antes posible, especialmente para los más necesitados. Ser una ayuda concreta y significativa para muchos niños y jóvenes presentes en esta tierra actualmente afectada por fuertes tensiones socio-religiosas y atormentada por un conflicto interno en el norte del país. Objetivos específicos del proyecto Para caracterizar la nueva presencia misionera de Josefina bajo la bandera de la estabilidad y la sobriedad. Esto significa vivir en una casa alquilada, modesta para la comunidad Josefina, equipada con un generador de eléctricidad, una huerta para la autoproducción y algunas habitaciones para la hospitalidad. Ir al encuentro de los lugares más necesitados con preferencia por los jóvenes para ayudarles a salir de la marginación por razones económicas y/o de analfabetismo. Esto significa equipar a la comunidad local con un coche y una o dos motocicletas y materiales para las actividades sociales, educativas y postescolares (computadoras, impresoras, libros, cuadernos, bolígrafos, etc.). Mejorar los espacios y estructuras ya existentes que son propiedad de otros organismos públicos y religiosos para tratar de llevar a cabo actividades sociales y educativas, minimizando al mismo tiempo sus costos. Esto garantizará la optimización de los recursos económicos utilizados.   Vea el folleto    

  • Nigeria
  • NÚMERO DE BENEFICIARIOS: 100
  • DE January 2014
Bolsa Trabajo

Bolsa Trabajo

Bolsa Trabajo

Proyecto para contrarrestar la incomodidad y el abandono escolar prematuro mediante la promoción de la formación en alternancia de la escuela y el trabajo. Es una vía de trabajo para la inclusión social de niños y niñas con alto riesgo de abandono escolar. Objetivos generales del proyecto Difundir entre los jóvenes la importancia de la preparación profesional para acceder más fácilmente al mundo del trabajo. Promover la integración social y laboral de los jóvenes, especialmente de los socialmente más débiles y vulnerables. Objetivos específicos del proyecto El objetivo principal del proyecto es apoyar a los jóvenes que asisten a escuelas de formación profesional en la zona de Vicenza y en general en la región del Véneto y que por motivos familiares, sociales o psicofísicos se encuentran en graves dificultades, para que continúen y completen su formación, aumentando así la posibilidad de entrar en el mundo del trabajo a corto y medio plazo. El proyecto también tiene por objeto difundir en el territorio la conciencia de que los jóvenes, incluso los que corren más riesgos desde el punto de vista disciplinario o social, si se les ayuda en su preparación profesional, especialmente en la adolescencia, pueden construir un futuro decente en la legalidad. Por último, está prevista la organización de eventos que realcen y den visibilidad a algunos testimonios de jóvenes que han completado con éxito su formación profesional en las escuelas del ENGIM Véneto y que se han distinguido por su extraordinaria labor, solidaridad en lo cotidiano.   >> Ve el programa    

  • Italia
  • NÚMERO DE BENEFICIARIOS: 200
  • DE January 2017
Sustento a Distancia

Sustento a Distancia

Sustento a Distancia

Alimentación, educación y atención médica sin desarraigar a los niños de sus familias MURIALDO WORLD quiere usar el término APOYO en lugar de ADOPCIÓN A DISTANCIA porque la adopción es una forma de dependencia, mientras que el apoyo es contribución, colaboración, es caminar juntos hacia la construcción de un futuro mejor. El apoyo a distancia (SaD) es un acto de solidaridad con un niño en dificultades, su familia y su comunidad, destinado a promover el desarrollo humano y social del lugar donde vive. Al convertirse en Sostenedor puedes cuidar a un niño sin desarraigarlo de su lugar y de su familia,  apoyarás un proyecto a través del cual ofrecerle la oportunidad de salir de la emergencia y la miseria en la que vive.     ¿A quién ayudas con el Apoyo a Distancia? Apoyo a Distancia es dar una mano a los niños, jóvenes y adolescentes del sur del mundo que asisten a guarderías, centros de formación profesional, jardines de infancia, hogares, familias, parroquias, escuelas u otras actividades dirigidas por los Misioneros Josefinos de Murialdo.     Con 310 euros al año, unos 85 centavos al día, puedes mantener a un niño. Boletín postal en C/C n°1001330032 Dirigido a: Murialdo World Onlus Concepto: SaD + posible nombre del país preferido Transferencia bancaria a Poste Italiane Dirigido a: Murialdo World Onlus Codigo IBAN: IT 17 E 07601 03200 001001330032 Concepto: SaD + eventuale nome del Paese preferito

  • Mondo
  • NÚMERO DE BENEFICIARIOS: 1045
  • DE January 2009
Assieme contro il COVID-19

Assieme contro il COVID-19

Assieme contro il COVID-19

Progetto per contrastare la diffusione del nemico invisibile Covid-19 nelle periferie dell’Amazzonia ecuadoriana, in particolare nei villaggi indigeni localizzati nelle città di Baeza, Archidona e Tena.  I villaggi indigeni della regione del Napo stanno vivendo nel 2020 una situazione drammatica per diverse ragioni. In aprile scorso c’è stata una fuoriuscita di petrolio per la rottura dell’oleodotto che ha inquinato il fiume Napo, causando la moria dei pesci e della selvaggina presente normalmente nella selva. Qualche giorno prima il fiume Napo aveva inondato vari villaggi e le loro scuole spazzando via libri, quaderni, banchi e armadi. Infine è arrivata anche la pandemia Covid-19, che sta tuttora mietendo vittime soprattutto tra gli anziani e i più poveri. Mancano medicine, soprattutto per problemi respiratori e polmonari, mascherine, guanti, gel, materiale per purificare l’acqua e in generale mancano viveri. Nelle zone rurali le comunicazioni sono interrotte per frane e inondazioni succedutesi nel primo semestre 2020. Se si aggiunge che normalmente in queste zone anche la luce e il telefono a volte non funzionano e il segnale internet è scarso, si comprende come il nemico invisibile Covid-19 sia ancora più invisibile e capace di generare una vera e propria strage in queste periferie del mondo.   Obiettivi generali del progetto Offrire un servizio radiofonico informativo di ponte con i villaggi, anche quelli non raggiunti dall’energia elettrica, attraverso l’uso di batterie ricaricabili e generatori elettrici, mettendo in onda programmi radiofonici specifici per l’emergenza Covid-19 con cui raccogliere richieste di aiuto o avvisi di malattie in corso di diffusione, al fine di informare tempestivamente gli organi sanitari competenti per un loro pronto intervento. Contrastare la mancanza di viveri e di materiale sanitario distribuendolo soprattutto nelle zone più colpite dal Covid-19.   Obiettivi specifici del progetto Presentare, attraverso Radio Voz del Napo, dei programmi di carattere sociale e sanitario per bambini e per ragazzi, specifici per l’emergenza Covid-19, inserendoli tra quelli già in corso quali, per esempio, di catechismo e d’intrattenimento. Prevedere in Radio interventi di medici e di persone esperte nell’ambito socio-sanitario, per una consulenza sui comportamenti igienico - sanitari, alimentari e sociali da adottare per prevenire la diffusione del contagio Covid-19. Distribuire materiale sanitario per contrastare la diffusione del Covid-19 come mascherine, guanti, gel idroalcolico, acqua potabile, cibo e medicine antivirali e antinfiammatorie per le vie respiratorie.

  • Ecuador
  • NÚMERO DE BENEFICIARIOS: 220
  • DE May 2020
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