Vida y Misión

Actividad

QUÉ HACEMOS

CONGREGACIÓN DE SAN JOSÉ - JOSEFINOS DE MURIALDO

Educamos para la vida, para su respeto, para su consciencia.
Seguimos el ejemplo de San Leonardo Murialdo para que
cada acción nuestra sea testimonio y experiencia de amor.
Lo hacemos con labores de acogida, solidaridad y educación,
seguros en la fe del mensaje evangélico en defensa de los derechos de los más frágiles.

IL PATTO EDUCATIVO GLOBALE NEL CONTESTO DEL MAGISTERO DEL PAPA FRANCESCO

1. La sfida di un nuovo Patto Educativo Con un messaggio pubblicato il 12 settembre del 2019, il papa Francesco ha voluto rilanciare l’invito fatto nella Laudato Si’ a collaborare alla custodia della casa comune. Lo ha fatto chiamando l’umanità ad impegnarsi nella costruzione di un nuovo patto educativo globale, sostenendo la «necessità di investire i talenti di tutti, perché ogni cambiamento ha bisogno di un cammino educativo per far maturare una nuova solidarietà universale e una società più accogliente»  . A questo scopo si programmava un evento mondiale che si sarebbe dovuto tenere in Roma il 14 maggio 2020. Ovviamente nessuno sospettava che – di lì a qualche mese – un microscopico organismo sarebbe arrivato ad interrompere la nostra quotidianità imponendoci nuovi ritmi e nuove regole. Il cammino di riflessione e impegno lanciato dal papa è comunque proseguito, adattandosi alle nuove contingenze create dalla pandemia. L’incontro inizialmente previsto per il mese di maggio si è poi svolto in ottobre del 2020. In questa occasione il papa è ritornato sulla necessità di ascoltare il grido delle nuove generazioni ed intraprendere nuovi cammini educativi, vivendoli come un atto di speranza, anche davanti all’emergenza educativa che la pandemia ha creato : «ascoltiamo il grido delle nuove generazioni, che mette in luce l'esigenza e, al tempo stesso, la stimolante opportunità di un rinnovato cammino educativo, che non giri lo sguardo dall'altra parte favorendo pesanti ingiustizie sociali, violazioni dei diritti, profonde povertà e scarti umani»  . Se da una parte di certo non costituiva una grande novità il fatto che il papa si esprimesse su questioni educative – l’educazione occupa un posto di rilievo  nel suo pensiero - è anche vero che l’invito sembrava rivestirsi di un carattere urgente e indifferibile: «mai come ora, c’è bisogno di unire gli sforzi in un’ampia alleanza educativa per […] ricostruire il tessuto di relazioni per un’umanità più fraterna»  . Questo senso di urgenza si è poi fatto, nei mesi successivi, sempre più forte considerando la catastrofe educativa che la pandemia da Covid-19 ha fatto emergere ed acuito, nel contesto generale di una scarsa solidarietà intergenerazionale6 e in una crisi del «valore di legame, rovesciatosi ora in dis-valore, nel momento in cui la prossimità da segno di benevolenza […] diventa minaccia e la distanza tra individui della stessa specie si afferma come dovere civico» . Questo testo vuole provare a ragionare attorno a questa proposta di Francesco mettendola in connessione con le suggestioni e gli inviti che il suo magistero ha offerto, cercando di cogliere il fil rouge che collega il PE ad alcuni temi centrali della proposta che – come pontefice – ha fatto alla Chiesa e all’umanità tutta in questi anni. In particolare sono due i punti che proverò a mettere in luce, uno ecclesiale e l’altro antropologico: la relazione tra la proposta del PE e la logica della chiesa in uscita e quella dell’umanesimo dell’aver cura che in qualche modo costituisce il nucleo generatore di questa proposta e dell’intero magistero di Francesco. 2. Una logica ecclesiale: il piú di grazia e salvezza che ci raggiunge dai processi educativi La proposta del PE prende spunto da una visione ecclesiale di fondo che sorregge e guida l'azione del papa Francesco e le cui radici andrebbero ricercate oltre che nel Concilio Vaticano II e nella spiritualità gesuitica, anche e soprattutto nella riflessione della cosiddetta Teologia del popolo, che nasce e si sviluppa a partire dal documento di Medellín (1968) e si separa dalla Teologia della liberazione, nel tentativo di rendere centrale nella riflessione e nella prassi ecclesiale la categoria di popolo di Dio, inteso come soggetto depositario di una fede incarnata e vera sorgente mistica, comunionale e pastorale.  Questa visione del popolo di Dio come multiforme armonia trova il suo centro in due categorie in stretta correlazione tra loro: missione e comunione. La Chiesa é una comunione per la missione ed una missione che porta alla comunione. Detto con le parole del documento di Aparecida: «la comunione e la missione sono profondamente unite tra di loro […] la comunione è missionaria e la missione è per creare comunione». Questa comunione per la missione che è la Chiesa vive profondamente la sua identità quando si pone nella logica del primerear (prendere l’iniziativa): «la comunità evangelizzatrice sperimenta che il Signore ha preso l’iniziativa, l’ha preceduta nell’amore, e per questo essa sa fare il primo passo, sa prendere l’iniziativa senza paura, andare incontro, cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi. Vive un desiderio inesauribile di offrire misericordia, frutto dell’aver sperimentato l’infinita misericordia del Padre e la sua forza diffusiva». Questa missionarietà della Chiesa, questo suo essere in uscita, protesa verso i lontani, desiderosa di abitare gli incroci delle strade si riflette nella proposta del PE. L’instrumentum laboris lo dice esplicitamente, affermando che «il Papa ha invitato la Chiesa intera a porsi “in uscita” missionaria, come stile da assumere in ogni attività che si realizzi. [...] In un tale invito ad avere cura delle fragilità del popolo e del mondo in cui viviamo – invito che non riguarda in verità solo i cristiani ma tutti gli uomini e donne della terra – diventano prioritarie l’educazione e la formazione perché esse aiutano a diventare protagonisti diretti e costruttori del bene comune e della pace». Accanto a questa lettura della Chiesa in uscita - comunità capace di primerear, di farsi tutto a tutti, di uscire dalle sue logiche per incontrarsi con quelle di chi è diverso, lontano, ultimo, escluso - trova spazio anche un’altra possibile visione, non alternativa ma complementare. Parlare di Chiesa in uscita è anche ricordare che fuori dai nostri schemi, dalle nostre strutture, dal nostro modo di essere e fare, dalle nostre logiche c’è un piú di grazia e di salvezza che ci aspetta. La grazia di Cristo straripa fuori dalle nostre strutture e ci precede, anonima ma feconda, nelle realtà del mondo, nei processi che nascono attorno a noi e fuori dai nostri schemi. Il mondo dell’educazione è un nitido esempio di come la grazia di Cristo sia strabordante, non rinchiusa solo negli angusti recinti delle comunità ecclesiali. Scuole in cui maestri e studenti cercano nuove risposte alle domande del presente, giovani che si incontrano per condividere le loro passioni, per impegnarsi nella costruzione di un mondo nuovo e migliore, gruppi e collettivi che lottano per salvaguardare l’ambiente, per proteggere ogni forma di vita: ecco dei luoghi educativi dove la grazia di Cristo ci ha preceduto, dove la salvezza è arrivata anonima ma feconda. Vivere e lasciarsi fecondare da questi processi giovanili, accompagnarli in maniera discreta è incontrare Cristo che in maniera ignota continua a fecondare la terra e l’umanità con la forza del suo Spirito. La proposta del patto educativo globale, allora, trova il suo fondamento proprio in queste due letture della categoria di Chiesa in uscita: farsi prossimi, andare in cerca dell'altro in tutti i campi, anche quello educativo, riconoscendo la necessità di primerear in questo ambito; al tempo stesso riconoscere che nei processi educativi si dà un piú di salvezza, si manifesta la grazia di Cristo, talvolta in maniera anonima o non pronunciata, ma evocata dalla pienezza di vita che da essi scaturisce. Con le parole di Francesco: «oggi c'è bisogno di una rinnovata stagione di impegno educativo, che coinvolga tutte le componenti della società. Ascoltiamo il grido delle nuove generazioni, che mette in luce l'esigenza e, al tempo stesso, la stimolante opportunità di un rinnovato cammino educativo, che non giri lo sguardo dall'altra parte favorendo pesanti ingiustizie sociali, violazioni dei diritti, profonde povertà e scarti umani». 3. Una antropologia dell’aver cura Quanto detto sulla visione ecclesiale di Francesco e su come questa sia alla base della proposta del patto educativo globale ci porta, inevitabilmente, a parlare dell’altro nucleo fondamentale di questo progetto: quello umano. Il papa ha ricordato come l'educazione «sia una delle vie più efficaci per umanizzare il mondo e la storia» 14 e sappiamo quanto il suo magistero si sia caratterizzato per una profonda attenzione all’umano. Sulla scia del Concilio e della miglior riflessione post-conciliare - e in particolare dell’insegnamento di Paolo VI - Francesco si è espresso molte volte in merito alla necessità di costruire un nuovo umanesimo. Sia chiaro, non in maniera sistematica o definitiva, per assiomi o definizioni ma, seguendo uno schema tipico del suo magistero, in una dimensione evocativa. Il suo insegnamento su questi temi si muove tra due poli: la condanna di quanto inumano c’è in questo mondo (strutture, logiche, scelte: tutto ciò che può rientrare nella categoria di cultura dello scarto) e un costante evocare una logica nuova, una maniera di essere uomini e donne che trova il suo centro nell’aver cura. Proviamo ad analizzare questi due poli in relazione alla proposta del PE. Il messaggio per il lancio del PE conteneva una precisa osservazione sul contesto socioculturale che stiamo vivendo: «il mondo contemporaneo è in continua trasformazione ed è attraversato da molteplici crisi. Viviamo un cambiamento epocale: una metamorfosi non solo culturale ma anche antropologica che genera nuovi linguaggi e scarta, senza discernimento, i paradigmi consegnatici dalla storia. L’educazione si scontra con la cosiddetta rapidación, che imprigiona l’esistenza nel vortice della velocità tecnologica e digitale, cambiando continuamente i punti di riferimento. In questo contesto, l’identità stessa perde consistenza e la struttura psicologica si disintegra di fronte a un mutamento incessante che contrasta con la naturale lentezza dell’evoluzione biologica».  Della rapidación il papa aveva già parlato nella Laudato Si’, definendola come un fenomeno tipico del mondo contemporaneo, che vede una continua accelerazione nei ritmi di produzione e di vita, provoca dei rapidi cambiamenti, spesso orientati solo al profitto e incompatibili con la naturale lentezza dell’evoluzione biologica. Si tratta della logica propria della cultura dello scarto, che tutto piega ai suoi interessi, stretti nel cieco paradigma nascere/produrreconsumare/morire. La società della velocità, che impone ritmi di produzione sempre più rapidi, è la stessa che lascia indietro l’umanità ferita, i dannati della terra, colpevoli di non poter stare al passo con i tempi o forse destinati a questo dallo stesso sistema e dalla sua necessità di vittime da offrire sull’altare del benessere di pochi, ingranaggi di un sistema che si auto fagocita, portando l’umanità sull’orlo di un’estinzione di massa. E così, come in una rinnovata rappresentazione del mito di Re Mida, l’umanità affamata di beni produce e consuma ad una velocità sempre più rapida, toccando tutto ciò che incontra, masse anonime e risorse naturali, per trasformarle nell’oro di beni di consumo sempre più usa e getta, fino a quando non si renderà conto che l’unica cosa che desidera (produrre/consumare in maniera sempre maggiore e sempre più rapida) non è capace di dargli vita, ma la condanna ad una morte che punisce i suoi stolti desideri. Solo che a poter salvarla non c’è il Dioniso del mito, ma un’umanità altra, che si oppone e resiste a questo modello, e che è chiamata a proporre una visione differente; come suggeriva già il papa Paolo VI in un documento – la Popolorum Progressio – che sembra avere un peso specifico importante nel magistero di Francesco, la vera questione sta nella costruzione di un umanesimo nuovo: «se il perseguimento dello sviluppo richiede un numero sempre più grande di tecnici, esige ancor di più uomini di pensiero capaci di riflessione profonda, votati alla ricerca d’un umanesimo nuovo, che permetta all’uomo moderno di ritrovare sé stesso, assumendo i valori superiori d’amore, di amicizia, di preghiera e di contemplazione. In tal modo potrà compiersi in pienezza il vero sviluppo, che è il passaggio, per ciascuno e per tutti, da condizioni meno umane a condizioni più umane»  . Alla maniera di vedere le cose pocanzi evocata, a questo sistema dello scarto e del consumo forsennato, si oppone, allora, una visione umana diversa, che trova il suo centro nella categoria dell’aver cura. Motore propulsore di questa visione è Cristo, il veramente uomo, che camminando sui sentieri polverosi di Galilea, sanando e liberando, ha insegnato all’uomo la categoria dell’ultimo, del bisognoso su cui chinarsi con amore e premura. Guardando al suo volto, il volto dell’eternamente misericordioso, incontriamo colui che si spoglia della sua divinità per farsi addentro alle dinamiche umane, di colui che smette di essere l’Eternamente Oltre per gustare della gioia di un pranzo tra amici, per ridere e scherzare, per innamorarsi, per provare la dolcezza della carezza di una mamma, per indignarsi e arrabbiarsi davanti alle ingiustizie, per piangere di dolore la morte di un amico, per ridare speranza ai discepoli abbattuti dalla notizia della sua morte. È quel volto, allora, il volto del Dio che si fa uomo, che ci insegna il cammino per essere uomini e donne nuovi: «non dobbiamo addomesticare la potenza del volto di Cristo. Il volto è l’immagine della sua trascendenza. È il misericordiae vultus. Lasciamoci guardare da Lui. Gesù è il nostro umanesimo» . Guardiamo, allora, al suo volto per provare a dare un senso a questa antropologia dell’aver cura evocata da Francesco e centrale nella proposta del PE. Questo volto di Cristo possiamo scorgerlo riflesso in quello di un uomo in cammino lungo i sentieri che da Gerusalemme portano a Gerico, un samaritano che ha cura di uno sconosciuto, incontrato ferito sul ciglio del sentiero. Questo aver cura del samaritano si gioca tutto attorno a tre azioni fondamentali: sentire compassione per la condizione dell’altro, farsi vicino e stabilire una prossimità che sa di impegno, farsi carico dei bisogni dell’altro. Su questa sequenza e sulla nostra capacità di assumerla come costitutiva della nostra natura si gioca il nostro futuro come umanità: − Sentire compassione: non solo sentire insieme, ma anche e soprattutto sentirsi chiamati a responsabilità verso l’altro − Avvicinarsi per curare e sanare le ferite, stabilendo una prossimità fisica che dice disponibilità, un contatto che parla di un desiderio di vicinanza più forte dell’imbarazzo dei corpi che si incontrano − Farsi responsabili per la sorte dell’altro anche oltre le prime e necessarie attenzioni, uscendo dalla logica della necessità presente per entrare nell’orizzonte della costruzione di futuro. Questa sequenza dovrebbe essere al centro delle nostre strutture sociali e culturali, trasformarle per garantire al mondo un cammino di futuro: «davanti a tanto dolore, a tante ferite, l’unica via di uscita è essere come il buon samaritano. Ogni altra scelta conduce o dalla parte dei briganti oppure da quella di coloro che passano accanto senza avere compassione del dolore dell’uomo ferito lungo la strada. La parabola ci mostra con quali iniziative si può rifare una comunità a partire da uomini e donne che fanno propria la fragilità degli altri, che non lasciano edificare una società di esclusione, ma si fanno prossimi e rialzano e riabilitano l’uomo caduto, perché il bene sia comune. Nello stesso tempo, la parabola ci mette in guardia da certi atteggiamenti di persone che guardano solo a sé stesse e non si fanno carico delle esigenze ineludibili della realtà umana». Se questo è l’orizzonte umano verso cui orientare l’andare dell’umanità, allora non si può fare a meno dell’educazione, cammino da percorrere per costruire questo umanismo nuovo, questo futuro che trova il suo centro nell’aver cura del mondo e degli altri: «L'educazione è soprattutto una questione di amore e di responsabilità che si trasmette nel tempo di generazione in generazione. L'educazione, quindi, si propone come il naturale antidoto alla  Francesco, Fratelli Tutti, 67. 8 cultura individualistica, che a volte degenera in vero e proprio culto dell'io e nel primato dell'indifferenza. Il nostro futuro non può essere la divisione, l'impoverimento delle facoltà di pensiero e d'immaginazione, di ascolto, di dialogo e di mutua comprensione. Il nostro futuro non può essere questo».  Il PE, allora, ci sfida ad essere costruttori di questo nuovo umanesimo, di una umanità che riproduce nel suo volto quello di Cristo, un mondo in cui l'aver cura è il paradigma che guida tutte le decisioni politiche, sociali, etiche, religiose. Como umanità, allora, siamo chiamati a rinnovare la nostra tensione educativa, ad ascoltare «il grido delle nuove generazioni, che mette in luce l'esigenza e, al tempo stesso, la stimolante opportunità di un rinnovato cammino educativo, che non giri lo sguardo dall'altra parte favorendo pesanti ingiustizie sociali, violazioni dei diritti, profonde povertà e scarti umani» . 4. Costruire oggi l’umanità del domani Il cammino fatto fino ad ora ci ha mostrato come la proposta del PE si inserisca nella visione ecclesiale di Francesco, quella della Chiesa in uscita, comunità per la missione, che vede nel primerear il senso del suo esistere e la prova della sua fedeltà allo Spirito del Risorto, quello stesso Spirito che la precede fecondando i processi educativi e giovanili che si danno fuori dai suoi schemi e dalle sue logiche. A questa visione ecclesiale si affianca una antropologia dell’aver cura che costituisce il motore del progetto del PE. Il desiderio di costruire un’umanità che trovi nell’aver cura dell’altro il suo centro, il sogno di una comunità di uomini e donne che riconoscano nelle differenze non una causa di divisione ma un invito alla vicinanza è l’orizzonte ultimo che muove la proposta del PE. Il cammino tracciato dal papa, allora, ha tutti i contorni di una sfida, che richiede scelte coraggiose per costruire oggi l’umanità del domani, lontana dalla logica della cultura dello scarto, per formare uomini e donne che riflettano nel loro volto il volto di Gesù, del Maestro che si china sull’umanità ferita per riempirla di sé non dall’alto di una prepotente perfezione, ma mettendosi alla sua stessa altezza, per poter guardarla negli occhi.                                                                                                                                                                                                                              p. Giuseppe Meluso


19 April 2021

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San Leonardo Murialdo

“Le attuali difficoltà, che non pochi Istituti incontrano in alcune regioni del mondo, non devono indurre a sollevare dubbi sul fatto che la professione dei consigli evangelici sia parte integrante della vita della Chiesa, alla quale reca un prezioso impulso verso una sempre maggiore coerenza evangelica.” (Vita consecrata 3)

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Vita Giuseppina

l 12 novembre 1921 è la data del documento ufficiale con il quale la Congregazione di Propaganda Fide affidava alla Congregazione di San Giuseppe Il Vicariato Apostolico del Napo.
Iniziava così una storia che da 100 anni ormai continua pur nel cambiamento sociale, culturale, religioso del Vicariato Apostolico del Napo.

PROYECTOS

En más de 140 años de historia hemos proyectado y promovido acitividades de solidaridad en 16 naciones distintas, en Italia y en el mundo. Seguimos haciéndolo como ambajadores de paz, hermandad y unidad en la certeza que la diversidad nos une y enriquece.

El Pozo es Vida

El Pozo es Vida

El Pozo es Vida

El agua es el elemento más importante para la vida de todo ser viviente, se puede decir que cualquiera que le dé un pozo a un pueblo, le da vida. Después de unos meses y gracias a un camino de acompañamiento y asistencia, los pueblos que han recibido un pozo encuentran una nueva vida. Nacen pequeñas huertas familiares, las primeras pequeñas granjas de gallinas y cerdos. La dieta alimenticia se enriquece y la seguridad alimentaria genera un optimismo en la gente que va más allá del beneficio concreto que ofrece el agua. Es un verdadero milagro que proviene de un sentimiento de solidaridad y una idea correcta de promoción y desarrollo. Los beneficiarios del proyecto son 8.000 personas. Son los aldeanos involucrados en la iniciativa. Este es un impacto formidable porque en algunos casos las aldeas están situadas en zonas de muy difícil acceso donde difícilmente existirían alternativas. Origen del proyecto El problema del agua en Sierra Leona no es principalmente un problema de falta, sino principalmente un problema de acceso.  Cada año 1,6 millones de niños mueren por enfermedades relacionadas con el agua, la mayoría de ellos menores de 5 años. Millones de mujeres caminan muchos kilómetros cada día para conseguir agua, y los niños no pueden ir a la escuela para ayudar a sus familias. En Sierra Leona, una de cada dos personas se ve afectada por enfermedades debido a la falta o a la mala calidad del agua, mientras que las estimaciones indican que un agricultor africano dispone de menos de 20 litros de agua por día, lo que representa menos de la mitad de la necesidad mínima diaria de 50 litros indicada como necesaria por la Organización Mundial de la Salud. El agua no potable y las malas condiciones sanitarias son la causa de una alta incidencia de enfermedades infantiles, casi todas ellas prevenibles. Sin agua potable es imposible escapar de la espiral de miseria de las infecciones. El agua significa poder beber, cocinar, lavar y regar la tierra. Si las mujeres evitan recorrer largas distancias en busca de agua, tienen más tiempo para dedicar a sus familias e hijos o para realizar una actividad que ayude al presupuesto familiar y, al mismo tiempo, reducir la mortalidad infantil debida al consumo de agua no potable. Objetivos del proyecto El objetivo del proyecto es mejorar las condiciones de vida de las comunidades locales de Sierra Leona mediante actividades adecuadas: aumentar las competencias de los beneficiarios en lo que respecta a la utilización de los recursos naturales; combatir el proceso de desertificación; aumentar la capacidad de producción de los recursos destinados a satisfacer las necesidades básicas de la población beneficiaria, como el agua y los alimentos; reducir en la medida de lo posible los efectos negativos, muchas veces fatales especialmente en los niños, del uso de agua no potable en su alimentación e higiene.

  • Sierra Leone
  • NÚMERO DE BENEFICIARIOS: 1600
  • DE January 2012
Agrega un Asiento en la Mesa

Agrega un Asiento en la Mesa

Agrega un Asiento en la Mesa

Es un proyecto de apoyo alimentario, educativo y recreativo para niños y jóvenes de los barrios pobres de la ciudad de Medellín, Colombia. Para todos una mesa para comer, una mesa para aprender, una mesa para jugar. Colombia ha vivido durante más de 40 años en una guerra civil y ve aumentar progresivamente el conflicto armado y la violencia. En este contexto se ha desarrollado y empeorado el fenómeno de los "niños de la calle", niños y adolescentes víctimas de la deserción familiar y escolar, que viven de la limosna y de actos de pequeña delincuencia. Objetivos generales del proyecto Con el proyecto "Agrega un lugar a la mesa" los Josefinos de Murialdo, con MURIALDO WORLD onlus, quieren garantizar cada día a cientos de niños y adolescentes, menores de 14 años, la acogida y la asistencia ofreciéndoles: una comida caliente (una mesa para comer), educadores que los acompañen en su camino a la escuela (una mesa para aprender), un espacio donde se puede jugar (una mesa para jugar), a fin de ofrecer oportunidades de integración social y apoyo a los niños y sus familias para combatir los índices de violencia, ilegalidad y apatía en la zona. Objetivos específicos del proyecto En particular, el proyecto tiene como beneficiarios a más de 200 niños y jóvenes pobres a los que está destinado: Para mejorar la alimentación y las condiciones de salud. Promover la educación básica, elevar el nivel de educación y crear las condiciones para el acceso a la educación superior. Promover el desarrollo integral mediante actividades de prevención.  

  • Colombia
  • NÚMERO DE BENEFICIARIOS: 200
  • DE August 2015
Para un nuevo Misionero

Para un nuevo Misionero

Para un nuevo Misionero

La campaña "Por un nuevo misionero" tiene como objetivo apoyar a los jóvenes estudiantes que quieren emprender un camino de fe en su tierra, que es nuestra tierra de misión, pero no tienen suficientes recursos para mantener sus estudios. Ayudar a un futuro misionero significa dar una oportunidad de autosustentarse en la tierra de las misiones, en una perspectiva cada vez menos asistencialista. Con 200 euros al mes podrás ayudar a un seminarista en su camino de formación para convertirse en un Josefino y un sacerdote al servicio de los más pobres.     Las donaciones, que son deducibles de impuestos, pueden hacerse a plazos: mensual de 200 euros semestral de 1.200 euros anual de 2.400 euros     ¿Cómo apoyarlos? Boletín postal en C/C n. 1001330032 Dirigido a: Murialdo World Onlus Concepto: Para un nuevo Misionero Transferencia bancaria a Poste Italiane Dirigido a: Murialdo World Onlus Codigo IBAN: IT 17 E 07601 03200 001001330032 Concepto: Para un nuevo Misionario   Vea el folleto

  • India, Messico, Africa
  • NÚMERO DE BENEFICIARIOS: 40
  • DE January 2012
Bolsa Trabajo

Bolsa Trabajo

Bolsa Trabajo

Proyecto para contrarrestar la incomodidad y el abandono escolar prematuro mediante la promoción de la formación en alternancia de la escuela y el trabajo. Es una vía de trabajo para la inclusión social de niños y niñas con alto riesgo de abandono escolar. Objetivos generales del proyecto Difundir entre los jóvenes la importancia de la preparación profesional para acceder más fácilmente al mundo del trabajo. Promover la integración social y laboral de los jóvenes, especialmente de los socialmente más débiles y vulnerables. Objetivos específicos del proyecto El objetivo principal del proyecto es apoyar a los jóvenes que asisten a escuelas de formación profesional en la zona de Vicenza y en general en la región del Véneto y que por motivos familiares, sociales o psicofísicos se encuentran en graves dificultades, para que continúen y completen su formación, aumentando así la posibilidad de entrar en el mundo del trabajo a corto y medio plazo. El proyecto también tiene por objeto difundir en el territorio la conciencia de que los jóvenes, incluso los que corren más riesgos desde el punto de vista disciplinario o social, si se les ayuda en su preparación profesional, especialmente en la adolescencia, pueden construir un futuro decente en la legalidad. Por último, está prevista la organización de eventos que realcen y den visibilidad a algunos testimonios de jóvenes que han completado con éxito su formación profesional en las escuelas del ENGIM Véneto y que se han distinguido por su extraordinaria labor, solidaridad en lo cotidiano.   >> Ve el programa    

  • Italia
  • NÚMERO DE BENEFICIARIOS: 200
  • DE January 2017
Sustento a Distancia

Sustento a Distancia

Sustento a Distancia

Alimentación, educación y atención médica sin desarraigar a los niños de sus familias MURIALDO WORLD quiere usar el término APOYO en lugar de ADOPCIÓN A DISTANCIA porque la adopción es una forma de dependencia, mientras que el apoyo es contribución, colaboración, es caminar juntos hacia la construcción de un futuro mejor. El apoyo a distancia (SaD) es un acto de solidaridad con un niño en dificultades, su familia y su comunidad, destinado a promover el desarrollo humano y social del lugar donde vive. Al convertirse en Sostenedor puedes cuidar a un niño sin desarraigarlo de su lugar y de su familia,  apoyarás un proyecto a través del cual ofrecerle la oportunidad de salir de la emergencia y la miseria en la que vive.     ¿A quién ayudas con el Apoyo a Distancia? Apoyo a Distancia es dar una mano a los niños, jóvenes y adolescentes del sur del mundo que asisten a guarderías, centros de formación profesional, jardines de infancia, hogares, familias, parroquias, escuelas u otras actividades dirigidas por los Misioneros Josefinos de Murialdo.     Con 310 euros al año, unos 85 centavos al día, puedes mantener a un niño. Boletín postal en C/C n°1001330032 Dirigido a: Murialdo World Onlus Concepto: SaD + posible nombre del país preferido Transferencia bancaria a Poste Italiane Dirigido a: Murialdo World Onlus Codigo IBAN: IT 17 E 07601 03200 001001330032 Concepto: SaD + eventuale nome del Paese preferito

  • Mondo
  • NÚMERO DE BENEFICIARIOS: 1045
  • DE January 2009
Assieme contro il COVID-19

Assieme contro il COVID-19

Assieme contro il COVID-19

Progetto per contrastare la diffusione del nemico invisibile Covid-19 nelle periferie dell’Amazzonia ecuadoriana, in particolare nei villaggi indigeni localizzati nelle città di Baeza, Archidona e Tena.  I villaggi indigeni della regione del Napo stanno vivendo nel 2020 una situazione drammatica per diverse ragioni. In aprile scorso c’è stata una fuoriuscita di petrolio per la rottura dell’oleodotto che ha inquinato il fiume Napo, causando la moria dei pesci e della selvaggina presente normalmente nella selva. Qualche giorno prima il fiume Napo aveva inondato vari villaggi e le loro scuole spazzando via libri, quaderni, banchi e armadi. Infine è arrivata anche la pandemia Covid-19, che sta tuttora mietendo vittime soprattutto tra gli anziani e i più poveri. Mancano medicine, soprattutto per problemi respiratori e polmonari, mascherine, guanti, gel, materiale per purificare l’acqua e in generale mancano viveri. Nelle zone rurali le comunicazioni sono interrotte per frane e inondazioni succedutesi nel primo semestre 2020. Se si aggiunge che normalmente in queste zone anche la luce e il telefono a volte non funzionano e il segnale internet è scarso, si comprende come il nemico invisibile Covid-19 sia ancora più invisibile e capace di generare una vera e propria strage in queste periferie del mondo.   Obiettivi generali del progetto Offrire un servizio radiofonico informativo di ponte con i villaggi, anche quelli non raggiunti dall’energia elettrica, attraverso l’uso di batterie ricaricabili e generatori elettrici, mettendo in onda programmi radiofonici specifici per l’emergenza Covid-19 con cui raccogliere richieste di aiuto o avvisi di malattie in corso di diffusione, al fine di informare tempestivamente gli organi sanitari competenti per un loro pronto intervento. Contrastare la mancanza di viveri e di materiale sanitario distribuendolo soprattutto nelle zone più colpite dal Covid-19.   Obiettivi specifici del progetto Presentare, attraverso Radio Voz del Napo, dei programmi di carattere sociale e sanitario per bambini e per ragazzi, specifici per l’emergenza Covid-19, inserendoli tra quelli già in corso quali, per esempio, di catechismo e d’intrattenimento. Prevedere in Radio interventi di medici e di persone esperte nell’ambito socio-sanitario, per una consulenza sui comportamenti igienico - sanitari, alimentari e sociali da adottare per prevenire la diffusione del contagio Covid-19. Distribuire materiale sanitario per contrastare la diffusione del Covid-19 come mascherine, guanti, gel idroalcolico, acqua potabile, cibo e medicine antivirali e antinfiammatorie per le vie respiratorie.

  • Ecuador
  • NÚMERO DE BENEFICIARIOS: 220
  • DE May 2020
Más allá de los Muros

Más allá de los Muros

Más allá de los Muros

Proyecto para garantizar alimentación, educación y atención médica a cientos de niños y familias en dificultades en México, sin desarraigarlos de sus afectos, cultura y territorio. Objetivos generales del proyecto Garantizar a los niños y jóvenes el respeto permanente de los derechos humanos fundamentales: ALIMENTACIÓN, ATENCIÓN MÉDICA, EDUCACIÓN, PROTECCIÓN y JUEGO. Promover soluciones que, en lugar de crear "muros" y divisiones entre los pueblos, sean capaces de crear "puentes" entre ellos. Objetivos específicos del proyecto El proyecto tiene como objetivo ofrecer a los niños y jóvenes de ciudades mexicanas (Ciudad de México, Aguascalientes y Hermosillo) un apoyo concreto en estas 3 áreas: Educativa (matrículas escolares, libros y material didáctico, etc.), a los que se dedica el 50% de los recursos económicos; Asistencia sanitaria (medicamentos, atención médica, visitas, etc.), a la que se dedica el 25% de los recursos económicos; Social familiar (ayuda a la familia del niño, programa de alimentos, actividades recreativas, etc.), a la que se dedica el 25% de los recursos económicos. Con el proyecto "Más allá de los muros" en México, se trata de ayudar a los jóvenes, con sus familias, que se encuentran en una situación económica y familiar difícil, también después de los devastadores terremotos ocurridos en septiembre de 2017, dando prioridad a los hijos de inmigrantes. Estamos tratando de ofrecerles un acompañamiento especial para que obtengan una formación técnica que les favorezca un trabajo en México. De esta manera se evita que estos jóvenes, junto con sus padres, intenten de nuevo emigrar a los Estados Unidos como migrantes irregulares, lo que lamentablemente ocurre con mucha frecuencia durante el período de "Trump". Siempre que sea posible, y cuando existan las condiciones de necesidad generalizada, se prefiere ayudar a toda una clase escolar de niños, garantizando el apoyo indiscriminado entre los alumnos pertenecientes a un mismo grupo.

  • Messico
  • NÚMERO DE BENEFICIARIOS: 25
  • DE November 2018
Unidos y diferentes

Unidos y diferentes

Unidos y diferentes

Este proyecto es el resultado de la estrecha colaboración entre MURIALDO WORLD y ENGIM, que siempre ha distinguido su forma de trabajar en la cooperación y el trabajo social. En Italia el escenario de la migración está en rápida evolución. Las dificultades de integración representan elementos potenciales de crisis social. El aumento del fenómeno migratorio hace necesario mejorar el sistema de recepción e integración social y laboral de los migrantes en general, pero especialmente de los que se encuentran en una situación especialmente vulnerable. El proyecto consiste en una serie de intervenciones integradas destinadas a la acogida y la integración sociolaboral de los refugiados y los solicitantes de asilo. En particular, la acción integrada de acogida e integración social y laboral se llevará a cabo en Roma en Via degli Etruschi 7 en la sede de ENGIM internacional ong a través de: Actividades de acogida y orientación. Actividades de capacitación. Pasantías de formación. Actividades de búsqueda de empleo. Visitas didácticas/culturales. Actividades de sensibilización. Actividades de inserción cultural. Objetivos generales del proyecto Afirmar los derechos/deberes y promover la integración social y laboral de los jóvenes, especialmente de los socialmente más débiles, como los refugiados y los solicitantes de asilo. Para evitar que el problema de la inmigración se convierta en un problema de violencia e ilegalidad. Difundir la cultura de la acogida y la fraternidad. Objetivos específicos del proyecto Acoger y acompañar al menos a 20 jóvenes refugiados y solicitantes de asilo al año hacia la plena inclusión social. Esto significa alejar del peligro de la ilegalidad a las personas que ya están en Italia pero que, sin esta intervención, se encontrarían sin trabajo y sin perspectivas incluso de sobrevivir.

  • Italia
  • NÚMERO DE BENEFICIARIOS: 20
  • DE January 2017
Encontramos los jóvenes

Encontramos los jóvenes

Encontramos los jóvenes

¿Por qué en Nigeria? Porque, se podría decir, el Señor nos ha precedido enviándonos vocaciones de ese país, donde no hemos estado presentes hasta ahora: en diciembre de 2014 los dos primeros Josefinos nigerianos serán ordenados sacerdotes. Pretendemos establecer una comunidad de servicio pastoral y justicia carismática, en la que puedan insertarse nuestros estudiantes de teología. Nuestra presencia se caracterizará por un comienzo simple, hecho de esencialidad; será una expresión por un lado de una actitud de flexibilidad y por otro de una inserción coherente con la realidad local. Las 3 palabras clave del estilo con el que queremos insertarnos en este país son: eficacia, flexibilidad, sobriedad. Así que estamos hablando de sostenibilidad económica, sostenibilidad carismática-pastoral y socialidad desde el punto de vista local. Objetivos generales del proyecto Establecer una comunidad permanente de presencia misionera josefina que se convierta en un punto de referencia para los habitantes lo antes posible, especialmente para los más necesitados. Ser una ayuda concreta y significativa para muchos niños y jóvenes presentes en esta tierra actualmente afectada por fuertes tensiones socio-religiosas y atormentada por un conflicto interno en el norte del país. Objetivos específicos del proyecto Para caracterizar la nueva presencia misionera de Josefina bajo la bandera de la estabilidad y la sobriedad. Esto significa vivir en una casa alquilada, modesta para la comunidad Josefina, equipada con un generador de eléctricidad, una huerta para la autoproducción y algunas habitaciones para la hospitalidad. Ir al encuentro de los lugares más necesitados con preferencia por los jóvenes para ayudarles a salir de la marginación por razones económicas y/o de analfabetismo. Esto significa equipar a la comunidad local con un coche y una o dos motocicletas y materiales para las actividades sociales, educativas y postescolares (computadoras, impresoras, libros, cuadernos, bolígrafos, etc.). Mejorar los espacios y estructuras ya existentes que son propiedad de otros organismos públicos y religiosos para tratar de llevar a cabo actividades sociales y educativas, minimizando al mismo tiempo sus costos. Esto garantizará la optimización de los recursos económicos utilizados.   Vea el folleto    

  • Nigeria
  • NÚMERO DE BENEFICIARIOS: 100
  • DE January 2014
Becas de Estudio

Becas de Estudio

Becas de Estudio

Colombia ha vivido en una guerra civil durante más de 50 años. Aunque el conflicto terminó oficialmente con el tratado de paz en 2016, la violencia continúa en muchas partes del país, cada vez más vinculada al tráfico de drogas. Paralelamente a la expansión del conflicto y la violencia política, las ciudades colombianas están siendo duramente golpeadas por una nueva ola de actos criminales y asesinatos selectivos contra los sectores más débiles y marginados de la sociedad (los pobres, los niños de la calle, los pequeños traficantes de drogas, los drogadictos, las prostitutas y los homosexuales). El fenómeno, conocido como "limpieza social", es una de las principales consecuencias del grave conflicto social y de las políticas discriminatorias y excluyentes de las clases económicas y políticas.   Objetivo general del proyecto Acompañar y apoyar a los jóvenes universitarios de los barrios de La Sierra y Villa Turbay, educándolos en su compromiso con su barrio. Objetivos específicos del proyecto Apoyar a los jóvenes universitarios de los distritos de La Sierra y Villa Turbay ofreciéndoles una beca suplementaria, que les permita sufragar los gastos de transporte, alimentación y material didáctico. Acompañar a los jóvenes en sus estudios, vigilando constantemente su rendimiento y apoyándolos en su aprendizaje. Educar a los jóvenes universitarios en el servicio comunitario sugiriéndoles que se ofrezcan como voluntarios a cambio de la beca que reciben.

  • Colombia
  • NÚMERO DE BENEFICIARIOS: 6
  • DE January 2019
Periferias al Centro

Periferias al Centro

Periferias al Centro

Este proyecto se centra en los niños y jóvenes de los suburbios del estado más pobre de la India: Bihar. El camino identificado para lograrlo es el de la alfabetización, la educación y la formación sociocultural mediante la construcción de una escuela en una zona carente de formación y caracterizada por una alta tasa de pobreza. Objetivos generales del proyecto Garantizar el acceso a la enseñanza primaria a todos los niños, incluidos los más pobres que viven en los suburbios rurales. Llenar el hueco en el analfabetismo de los adultos mediante la participación de los padres de los alumnos. Difundir la esperanza y la cultura también a los jóvenes más pobres, elementos esenciales para la preparación integral de las generaciones futuras Objetivos específicos del proyecto La compra de un terreno en una aldea de Buxar (véase el óvalo azul en el mapa de Bihar) y la construcción de una escuela primaria y secundaria con espacios polivalentes en los que también se ofrecen cursos de capacitación para adultos. La creación de lugares donde la población local pueda reunirse para momentos de confrontación, convivencia y actividades recreativas y deportivas. Vea el folleto      

  • India
  • NÚMERO DE BENEFICIARIOS: 680
  • DE January 2017
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