Colombia: Giuseppini, scuola e lavoro contro la povertà
- 26 Febbraio 2021
Una intervista a p.Giuseppe Meluso che è stata pubblicata nel giornale 'LA VOCE E IL TEMPO', del 21 febbraio 2021.
Ma c’è anche la Colombia che rifiuta la violenza e chiede pace: proprio domenica all’Angelus Papa Francesco ha ringraziato «un Paese con tanti problemi, di sviluppo, di povertà, di pace, per l’accoglienza che ha riservato in questi anni ai migranti venezuelani»…
Certamente questo è un aspetto molto bello e poco conosciuto: i colombiani sono un popolo accogliente e l’immigrazione negli anni scorsi è stata molto forte: si stima che almeno il 10% dei venezuelani sia giunto in Colombia, Perù e soprattutto in Equador, dove dal 2000 il dollaro statunitense è la valuta ufficiale e quindi si viene pagati con una moneta più pregiata. Al sopraggiungere della pandemia, chi aveva la possibilità è tornato in Venezuela, anche perché in Colombia ancora non è arrivato il vaccino anti-Covid e il Governo ha annunciato che quando inizierà la campagna vaccinale gli immigrati non potranno accedervi. Chi è rimasto – molti e i meno protetti – vive una situazione difficile perché, nonostante la generosità della nostra gente, la Pandemia ha sconvolto tanti equilibri. A Medellin, una delle città più industriali e tecnologiche del Paese, c’è una minoranza ricca e tanta gente che fatica: come nel nostro quartiere alla periferia orientale della città, sorto negli anni ’70 sul costato della montagna, a continuo rischio idrogeologico, con casette di legno e una sola strada che lo taglia in due. A destra e a sinistra della strada ci sono scalinate che collegano le varie zone del barrio: ci sono persone che per raggiungere la loro abitazione devono salire anche 5 mila gradini e quando sei malato o anziano non ti muovi se non hai qualcuno che ti aiuta. Inoltre La Sierra, poiché è un quartiere fuori dal Piano regolatore, non ha neppure diritto ad un’ambulanza… E in ogni caso in ospedale puoi accedere solo se hai un’assicurazione e la nostra gente non ha le risorse per averne una…
Come state vivendo l’emergenza coronavirus?
La crisi economica è spaventosa, la gente è allo stremo e non era possibile un altro lockdown anche se finora si sono registrati 50 mila morti. A Medellin nella seconda ondata si è chiusa la città nel fine settimana ma ora si è tornati alla vita prima della Pandemia, salvo l’obbligo delle mascherine nei luoghi pubblici ed evitare gli assembramenti. La Pandemia da Covid si è aggiunta alle pandemie della fame e dell’analfabetismo che in Colombia colpiscono decine di milioni di persone. A Medellin (2 milioni e 600 mila abitanti) quasi il 50% dei lavoratori è «informale», cioè non coperto da protezione salariale e previdenziale: significa che se non lavori non mangi, come si fa a chiudere tutto? La nostra gente la mattina scende a lavorare in città e con quello che guadagna fa la spesa per il giorno dopo.
Si vive alla giornata…
Esatto e senza alcuna protezione sanitaria anche, se recentemente, il Comune ha avviato iniziative a tutela della salute dei più poveri: nel nostro Centro giovanile prestiamo al Servizio sanitario i locali dove si vaccinano i bambini, vengono eseguiti controlli di crescita, si presta assistenza ginecologica per le donne e servizi di salute di base; inoltre alcuni infermieri visitano le persone che non possono uscire di casa ma c’è ancora molto da fare e la Pandemia ha rallentato tutto.
Il Papa ha proclamato il 2021 Anno di san Giuseppe e la vostra Congregazione ha come patrono il padre terreno di Gesù: come vivete a Medellin questo anno speciale?
Secondo il carisma di san Leonardo Murialdo, che ci ha raccomandato di stare accanto ai giovani più poveri per assicurare loro un futuro. In questo momento l’unica istituzione rimasta chiusa in Colombia è la scuola e praticamente è da un anno che gli studenti non vanno più in classe: certo, anche da noi c’è la didattica a distanza ma, secondo i dati del Governo, l’80% degli studenti non ha un accesso ad Internet, non ha pc o smartphone. Così la nostra Opera, che tra l’altro serve 350 pasti al giorno ai ragazzi iscritti alle scuole pubbliche proprio per incentivarli a non abbandonare gli studi, in questo momento fa da ponte tra la scuola e i ragazzi mettendo a disposizione connessioni e device con cui i docenti inviano i compiti agli allievi che vengono seguiti da noi per le lezioni e li reinviano corretti. Grazie al nostro Centro, la scuola non si è fermata e abbiamo proseguito ad erogare le borse di studio per alcuni universitari. San Giuseppe, oltre che un educatore era un artigiano: quest’anno promuoveremo anche attività di piccola imprenditoria per avviare i nostri giovani ad un mestiere in modo che possano vendere oggetti e manufatti frutto del loro lavoro.
NEWS
Altre news
Al via la prima tappa dei Corsi Brevi per la Famiglia Murialdina!
La Famiglia del Murialdo propone una nuova iniziativa di formazione gratuita online aperta a tutti i membri, laici e religiosi. Tra settembre e ottobre 2026 prenderà il via la prima tappa di un percorso che prevede corsi brevi (4 sessioni live su Zoom) focalizzati su tre dimensioni fondamentali: Pedagogico-Pastorale, Antropologico-Teologica e Carismatica. Ogni corso sarà tenuto nel rispettivo idioma di riferimento: Dimensione Pedagogico-Pastorale: "Educar com o Coração: A Pedagogia do Amor na prática murialdina" (Educare con il cuore: La pedagogia dell'amore nella pratica murialdina) - Lingua: Portoghese. Dimensione Antropologico-Teologica: "La doctrina social de la Iglesia en la perspectiva murialdina" (La dottrina sociale della Chiesa nella prospettiva murialdina) - Lingua: Spagnolo. Dimensione Carismatica Murialdina: "Il carisma murialdino" - Lingua: Italiano. Integrazione e flessibilità: I corsi sono gratuiti e aperti a chiunque comprenda la lingua di erogazione. Verrà rilasciato un attestato di partecipazione a chi rispetterà i requisiti e le lezioni saranno registrate sul canale YouTube della FdM per chi non potrà seguire in diretta. Come iscriversi: Iscrizioni aperte fino al 4 settembre (per i corsi in portoghese e spagnolo) e fino al 2 ottobre (per il corso in italiano): Compila il modulo online, CLICCA QUI Oppure invia un'email a cursosbrevesfr@gmail.com
28 Agosto 2026
XIII Seminario Nazionale della Rete di Assistenza Sociale Murialdo: trasformare il proposito in pratica
Dal 14 al 16 agosto 2026, Brasília ha ospitato il XIII Seminario Nazionale della Rete di Assistenza Sociale Murialdo, guidata da p. Welton Andrade. Con lo tema "Trasformare il proposito in pratica", l'incontro ha riunito operatori e rappresentanti delle 13 unità sociali presenti in 11 città di 9 stati del Brasile, che ogni giorno offrono accoglienza e formazione a ben 5.462 bambini, adolescenti e famiglie. L'evento si è aperto con l'intervento del Provinciale dei Giuseppini in Brasile, p. Lídio Roman, il quale ha ricordato come il carisma di San Leonardo si traduca nella cura concreta della vita e nella difesa della dignità umana, citando il celebre motto "Ne perdantur – che nessuno si perda". Un momento centrale dell'apertura è stato il pannello guidato dall'educatrice Stephany Monique e dalle adolescenti Maria Clara e Luciana, che hanno testimoniato l'importanza del protagonismo giovanile. Tra gli interventi formativi si segnalano quelli della giurista e pedagogista Angela Mendonça, incentrato sulla protezione integrale dei minori, e del Segretario Generale della Congregazione, p. Victor Abreu, che ha approfondito la "familiarità" come stile di presenza, ascolto e prossimità carismatica. È stato inoltre presentato il nuovo sito web della Rete e la piattaforma di formazione a cura di Julio César Rodrigues. Attraverso la metafora simbolo dell'ingranaggio — in cui ogni pezzo è fondamentale per il movimento comune —, l'Assemblea ha concluso i lavori redigendo la Carta-Impegno (Carta-Compromisso), un documento condiviso che trasforma le riflessioni in linee guida concrete per il futuro. Come ha ricordato l'Assemblea affidandosi al fondatore: "Siamo nelle mani di Dio, siamo in buone mani".
28 Agosto 2026
Brasile: il nuovo viadotto della Capitale intitolato a padre Aleixo Susin
Una splendida notizia giunge dal Brasile: è stata ufficialmente approvata l'intitolazione del nuovo viadotto sulla strada statale BR-020 alla memoria di p. Aleixo Susin, C.S.J. Questo riconoscimento rende omaggio alla figura del sacerdote giuseppino, che ha speso tantissimi anni della sua vita al servizio della missione a Brasília, lasciando un segno profondo in particolare tra le comunità delle città satellite di Planaltina e Guará. La notizia è stata accolta con grande gioia e condivisa sui social anche dalla Parrocchia Santa Rita de Cássia di Planaltina, a testimonianza dell'affetto immutato che lega la comunità locale alla memoria di padre Aleixo.
22 Agosto 2026



