La Psicosi del Virus e Comportamenti Virtuosi
- 24 Luglio 2020
In situazioni avverse la paura, il coraggio, i valori ci fanno acquisire fiducia. Una fiducia che smuove le nostre risorse interiori. A causa dell’epidemia Covid-19 il senso di solitudine e l’ansia dell’isolamento possono fornirci dei dati che ci possono aiutare a gestire certi comportamenti per affrontare i momenti dell’isolamento e del distanziarsi. E’ evidente per tutti, e meno per alcuni, che l’arte anticipa sempre la realtà, mentre la Scienza la insegue. E’ normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti. E il coraggio deve guidarci ad affrontare quelle reazione etiche, cioè quei comportamenti che manifestiamo a seguito delle mutate situazioni imposte dai drammatici fatti di questo periodo. Dobbiamo riappropriarci di molti valori dimenticati.
Come dice un proverbio Brameeh: la ferita accende il dito, il pensiero infiamma la mente e puo’ farci del male. Adottiamo la speranza come l’arma del recupero perche’ essa è il pilastro del mondo. Quando la luna non è piena, le stelle diventano più luminose. La malattia accompagna una luna calante; una luna nuova cura la malattia. Allora, che la fiducia può aiutarci a comprendere le dinamiche della difficoltà e affrontare la vita dopo il colpo, la malattia, o la distruzione e di compiere atti generosi che richiedono l’assunzione di rischi sicuri per realizzare un bene importante. Tommaso d’Aquino diceva che la mente e la forza di volontà hanno bisogno di essere sicuri e pieni di speranza in sforzi grandi e onorevoli. A volte non ci piace preparare la nostra mente e la nostra intera persona misurando e immaginando delle opportunità e rischi. (cf ST II-II 128.I) Una cosa adesso deve essere chiara per tutti: abbiamo capito la bellezza della normalità. Bisogna essere normali con tutti. Bisogna entrare in una chiesa per un momento di pausa, per una preghiera.
Tanti soffrono per la lunghezza interminabile di questi giorni, di queste settimane e di questi mesi. Il senso di solitudine può diventare penoso, insopportabile e l’ansia da isolamento, sommata a quella indotta dalle continue notizie allarmanti, può peggiorare la situazione. Per evitare ciò, sarebbe utile ricorrere a qualche stratagemma, come il riprendersi indossando gli abiti quotidiani.
Il silenzio di questi giorni ci consente di guardare al mondo e alla vita con una nuova distanza, dura ma necessaria, per riscoprirne l’intima bellezza e per dare un nuovo senso a tutte le cose. Solo il silenzio ci permette di apprezzarla appieno. In questi giorni di forzata immobilità in casa, si creano anche le condizioni per un’attenta riflessione sui nostri limiti. Ci consente, anche, di fermarci, di riconsiderare la inutile velocità con cui viviamo le nostre normali giornate.
Tutti dovremmo riflettere che, in fondo, questo è il senso fondamentale della fede: la morte non è l’ultima parola sulla vita. Trasmettiamo la speranza e la consapevolezza del senso di ciò che siamo. È vero: nei momenti molto difficili si forma la nuova identità. Di fronte alle maggiori difficoltà emerge l’indole e il temperamento delle persone: questo potrebbe portare ad una nuova consapevolezza di popolo, verso la formazione di un nuovo senso civico. Affrontiamo il presente con la mentalità della gente normale, semplice e umile. Ricordiamoci che è tempo di guardare in faccia la realtà, di affrontare il futuro, di battersi per un’esistenza migliore.
Sforzati di stare in quarantena. Isolati ma non soli, limitati ma non distaccati. In un momento unico nella storia del mondo, anche la capacità di riflettere sulle nostre esperienze e ciò che ci circonda è una forma di libertà. Ciò che stiamo vivendo è come un nuovo campanello d’allarme che sarebbe da sordi non sentire. Dal “vicino” si percepisci due momenti: il primo è il momento in cui ho l’opportunità di chiarirmi e in quel tentativo vedo e percepisco un momento di grande tensione da entrambe le parti che sono veramente adottate da grandi consiglieri positivi per affrontare questo momento difficile con discreta normalità. Il secondo momento è il timore che qualcuno sia ancora sordo e che questa esperienza non gli stia servendo d’avvertimento.
Riteniamo che, per andare avanti, il mondo abbia bisogno di ognuno di noi per eliminare alcune cose che ci allontanano e scegliere di mettere in relazione l’esperienza vissuta in equipe con la realtà dei nostri giorni e con la necessità di funzionare insieme in modo coesi e univoco per quanto riguarda questo avversario, cioè l’importanza di lavorare uniti. Anche se non siamo tutti uguali, questo tempo è detto della considerazione. L’importante è avere un atteggiamento che mostri considerazione, perché non sai mai quando avrai bisogno di qualcuno che ti aiuti.
In questo momento in cui ci troviamo, è necessario fare un’introspezione per ridefinire compiti e funzioni come leva decisiva per il buon funzionamento del tutto, specialmente per il mondo in cui viviamo. È necessario vedere che cosa abbiamo fatto in passato per vedere non solo il nostro ruolo nel presente, ma, soprattutto cosa possiamo cambiare in futuro. Dobbiamo concentrarci sugli aspetti positivi che abbiamo attraversato, senza dimenticare i compiti e le responsabilità di ciascuno nel presente.
Per quanto riguarda l’esperienza, è necessario fornire sostegno ai genitori e alle famiglie oggi per guarire il mondo che è vittima di bisogni speciali, ovvero la necessità di sostegno in tutte le altre aree che compongono la loro vita quotidiana. Il potenziamento di queste famiglie, in termini di cure di base, di risposte più urgenti in merito al loro recupero dello stato sociale, fisico, psichico e spirituale. Fondamentale, il sostegno all’educazione e alla formazione dei genitori in vista di una struttura familiare equilibrata in tutte le sfere del benvivere.
Lavorare in equipe, con impegno e dedizione ci consente di raggiungere il benessere che desideriamo ardentemente, ed è solo in questo modo, come equipe e con le nostre funzioni e responsabilità ben definite, che dobbiamo guidare il nostro cammino in questo nuovo percorso che si presenta così difficile e richiede tempo. Prendersi cura di noi stessi e degli altri è la vocazione degli umani. Questo deve essere il nostro motto. Quindi abbi cura di te e della natura e proteggiti perché, nel farlo, ti stai prendendo cura e proteggendo gli altri e il mondo. Ricorda che ciò che accade agli altri ci riguarda. Ciò dimostra che tutta la creazione ha un debito con il creato. Il modo migliore per cancellare una situazione spiacevole come questo che stiamo vivendo è avere un atteggiamento opposto, che tu possa retribuire in modo piacevole e con la gentilezza. In questo modo dimostri di voler vivere in armonia con gli altri.
p. Thomas Bassanguê
bas.thomasantonio@yahoo.com.br
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Insieme le Scuole Murialdine aprono le porte alla Civiltà dell'Amore
L’inizio di un nuovo anno scolastico porta sempre con sé una carica speciale di energia, gioia e profonda speranza. In questo periodo di settembre, in tantissime scuole e centri educativi della rete Murialdina nel mondo — dall'Europa all'America Latina, fino alle comunità presenti nel continente africano come in Ghana e Nigeria — la campanella torna a suonare . Dalle aule italiane a quelle ecuadoriane di Quito e Ambato, fino ai centri spagnoli e a tutte le realtà che ripartono in queste settimane, migliaia di studenti, docenti ed educatori si ritrovano per dare il via a un nuovo cammino condiviso. Il vero valore di questo momento risiede nella forza di lavorare concretamente in rete. Nessuna delle nostre scuole cammina da sola: ciascuna realtà è un nodo vitale di un unico grande organismo globale che trae linfa dalla carismatica pedagogia della Congregazione di San Giuseppe e dall'eredità di San Leonardo Murialdo. Lavorare insieme permette di superare i confini geografici, condividere buone pratiche e coltivare ovunque uno "spirito di famiglia" accogliente, dove ogni ragazzo si sente valorizzato, ascoltato e accompagnato. Nella visione murialdina, l'eccellenza didattica e professionale va sempre di pari passo con la cura umana e spirituale. Questa ricchezza si riflette anche nella bellezza dei diversi ritmi del mondo: se in molti Paesi le lezioni ripartono a settembre, in altre nazioni dell'emisfero sud — come in Brasile, Argentina o Cile — l'anno scolastico segue il calendario solare con inizio a inizio anno. Questa diversità di tempi e stagioni garantisce una continuità ideale di preghiera, impegno educativo e presenza accanto ai giovani durante tutti i dodici mesi, a qualsiasi latitudine. Ripartire oggi significa rinnovare il nostro impegno comune: "educare i cuori per educare alla Civiltà dell'Amore". In un contesto globale che cambia rapidamente, la nostra sfida resta quella di formare cittadini cristiani consapevoli e solidali, capaci di costruire il futuro con responsabilità e speranza. A tutti gli alunni, alle famiglie, ai docenti e all'intera comunità della grande Famiglia Murialdina va il nostro augurio più affettuoso per un anno scolastico ricco di scoperte e di traguardi raggiunti insieme.
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Incontro Internazionale dei Formatori Giuseppini
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