Il Superiore Generale a San Giuseppe Vesuviano: tra Estate Ragazzi e profumo di santità


  • 07 Giugno 2026

Dal 5 al 7 giugno 2026, la comunità e l'opera di San Giuseppe Vesuviano (Napoli) hanno vissuto giorni di grazia straordinaria grazie alla visita del Superiore Generale, p. Nadir Poletto (C.S.J.). È stato un fine settimana intenso, caratterizzato dall'incontro fraterno con i confratelli, dall'abbraccio appassionato con la comunità parrocchiale e dall'avvio pieno di energia dell'Estate Ragazzi, che ha riempito il centro giovanile con i sorrisi e la vivacità di tantissimi bambini.

La visita ha toccato un momento di profonda commozione ed eccezionale rilievo carismatico quando si è affrontato il tema sulla beatificazione di padre Gino Ceschelli, indimenticato sacerdote giuseppino.

Chi era p. Gino Ceschelli?
Nato a San Donà di Piave nel 1902, padre Gino ha incarnato a San Giuseppe Vesuviano – dove ha speso gran parte della sua vita fino alla nascita al Cielo nel 1982 – il volto più bello del carisma murialdino. Direttore dell'allora scuola artigianale, parroco e superiore della comunità, è stato un vero "padre dei poveri".
Durante i tragici bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e l'eruzione del Vesuvio del 1944, non abbandonò mai il suo gregge, trasformando l'oratorio in un rifugio. Padre Gino è ricordato da tutti per la sua preghiera incessante, la profonda umiltà e la totale dedizione agli ultimi e ai giovani.

Parlare oggi dell'avvio ufficiale della sua causa di beatificazione, proprio mentre i cortili si riempiono dei canti dell'Estate Ragazzi, ci ricorda che la santità murialdina non è un concetto astratto, ma una realtà viva che continua a fiorire nel servizio quotidiano e nell'amore verso i più piccoli.

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L’inizio di un nuovo anno scolastico porta sempre con sé una carica speciale di energia, gioia e profonda speranza. In questo periodo di settembre, in tantissime scuole e centri educativi della rete Murialdina nel mondo — dall'Europa all'America Latina, fino alle comunità presenti nel continente africano come in Ghana e Nigeria — la campanella torna a suonare . Dalle aule italiane a quelle ecuadoriane di Quito e Ambato, fino ai centri spagnoli e a tutte le realtà che ripartono in queste settimane, migliaia di studenti, docenti ed educatori si ritrovano per dare il via a un nuovo cammino condiviso. Il vero valore di questo momento risiede nella forza di lavorare concretamente in rete. Nessuna delle nostre scuole cammina da sola: ciascuna realtà è un nodo vitale di un unico grande organismo globale che trae linfa dalla carismatica pedagogia della Congregazione di San Giuseppe e dall'eredità di San Leonardo Murialdo. Lavorare insieme permette di superare i confini geografici, condividere buone pratiche e coltivare ovunque uno "spirito di famiglia" accogliente, dove ogni ragazzo si sente valorizzato, ascoltato e accompagnato. Nella visione murialdina, l'eccellenza didattica e professionale va sempre di pari passo con la cura umana e spirituale. Questa ricchezza si riflette anche nella bellezza dei diversi ritmi del mondo: se in molti Paesi le lezioni ripartono a settembre, in altre nazioni dell'emisfero sud — come in Brasile, Argentina o Cile — l'anno scolastico segue il calendario solare con inizio a inizio anno. Questa diversità di tempi e stagioni garantisce una continuità ideale di preghiera, impegno educativo e presenza accanto ai giovani durante tutti i dodici mesi, a qualsiasi latitudine. Ripartire oggi significa rinnovare il nostro impegno comune: "educare i cuori per educare alla Civiltà dell'Amore". In un contesto globale che cambia rapidamente, la nostra sfida resta quella di formare cittadini cristiani consapevoli e solidali, capaci di costruire il futuro con responsabilità e speranza. A tutti gli alunni, alle famiglie, ai docenti e all'intera comunità della grande Famiglia Murialdina va il nostro augurio più affettuoso per un anno scolastico ricco di scoperte e di traguardi raggiunti insieme.


22 Settembre 2026

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