IN TEMPI DI PANDEMIA... CONTAGIO D'AMORE


  • 11 Novembre 2020

Il nuovo gruppo pastorale della Pastorale giovanile Vocazionale Murialdina dell'opera di Santiago, KERYGMA, ha iniziato la sua attività.

I giovani murialdini, dopo un precedente lavoro di organizzazione e formazione, hanno cominiciato incontrarsi nei locali della Scuola Murialdo, con tutte le necessarie precauzioni di sicurezza, per preparare il cibo che andavano a distribuire ai fratelli e alle sorelle che vivono nelle strade attorno al nostro patronato.

Questo esempio di collaborazione tra i giovani della pastorale, gli educatori, i genitori e le famiglie del Liceo, che hanno dato un prezioso contributo in cibo e denaro, si è concretizzato nell'incontro con i nostri fratelli che hanno ricevuto questo cibo e in un dialogo fatto di ascolto, gioia e gratitudine.

L'impegno, nonostante il complesso contesto della pandemia, è quello di raggiungere tanti fratelli bisognosi ogni sabato a partire dalle 18.00 per le strade del quartiere del patronato. In questo modo i nostri giovani vogliono rendere vivo l'invito di Papa Francesco a non "balconare la vita", a "alzarsi dal divano" e dare un volto a una "Chiesa in uscita" che sappia riconoscere nei fratelli scartati e invisibili, il volto di Cristo che ci dice "Avevo fame e mi avete dato da mangiare" (Mt 35,35-45).

Invitiamo molte persone a partecipare con la loro collaborazione e la loro presenza così come altri giovani che desiderano impegnare la loro vita in questi grandi ideali.

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Altre news

Colombia: Giuseppini, scuola e lavoro contro la povertà

Una intervista a p.Giuseppe Meluso che è stata pubblicata nel giornale 'LA VOCE E IL TEMPO', del 21 febbraio 2021. Ma c’è anche la Colombia che rifiuta la violenza e chiede pace: proprio domenica all’Angelus Papa Francesco ha ringraziato «un Paese con tanti problemi, di sviluppo, di povertà, di pace, per l’accoglienza che ha riservato in questi anni ai migranti venezuelani»… Certamente questo è un aspetto molto bello e poco conosciuto: i colombiani sono un popolo accogliente e l’immigrazione negli anni scorsi è stata molto forte: si stima che almeno il 10% dei venezuelani sia giunto in Colombia, Perù e soprattutto in Equador, dove dal 2000 il dollaro statunitense è la valuta ufficiale e quindi si viene pagati con una moneta più pregiata. Al sopraggiungere della pandemia, chi aveva la possibilità è tornato in Venezuela, anche perché in Colombia ancora non è arrivato il vaccino anti-Covid e il Governo ha annunciato che quando inizierà la campagna vaccinale gli immigrati non potranno accedervi. Chi è rimasto – molti e i meno protetti – vive una situazione difficile perché, nonostante la generosità della nostra gente, la Pandemia ha sconvolto tanti equilibri. A Medellin, una delle città più industriali e tecnologiche del Paese, c’è una minoranza ricca e tanta gente che fatica: come nel nostro quartiere alla periferia orientale della città, sorto negli anni ’70 sul costato della montagna, a continuo rischio idrogeologico, con casette di legno e una sola strada che lo taglia in due. A destra e a sinistra della strada ci sono scalinate che collegano le varie zone del barrio: ci sono persone che per raggiungere la loro abitazione devono salire anche 5 mila gradini e quando sei malato o anziano non ti muovi se non hai qualcuno che ti aiuta. Inoltre La Sierra, poiché è un quartiere fuori dal Piano regolatore, non ha neppure diritto ad un’ambulanza… E in ogni caso in ospedale puoi accedere solo se hai un’assicurazione e la nostra gente non ha le risorse per averne una… Come state vivendo l’emergenza coronavirus? La crisi economica è spaventosa, la gente è allo stremo e non era possibile un altro lockdown anche se finora si sono registrati 50 mila morti. A Medellin nella seconda ondata si è chiusa la città nel fine settimana ma ora si è tornati alla vita prima della Pandemia, salvo l’obbligo delle mascherine nei luoghi pubblici ed evitare gli assembramenti. La Pandemia da Covid si è aggiunta alle pandemie della fame e dell’analfabetismo che in Colombia colpiscono decine di milioni di persone. A Medellin (2 milioni e 600 mila abitanti) quasi il 50% dei lavoratori è «informale», cioè non coperto da protezione salariale e previdenziale: significa che se non lavori non mangi, come si fa a chiudere tutto? La nostra gente la mattina scende a lavorare in città e con quello che guadagna fa la spesa per il giorno dopo. Si vive alla giornata… Esatto e senza alcuna protezione sanitaria anche, se recentemente, il Comune ha avviato iniziative a tutela della salute dei più poveri: nel nostro Centro giovanile prestiamo al Servizio sanitario i locali dove si vaccinano i bambini, vengono eseguiti controlli di crescita, si presta assistenza ginecologica per le donne e servizi di salute di base; inoltre alcuni infermieri visitano le persone che non possono uscire di casa ma c’è ancora molto da fare e la Pandemia ha rallentato tutto. Il Papa ha proclamato il 2021 Anno di san Giuseppe e la vostra Congregazione ha come patrono il padre terreno di Gesù: come vivete a Medellin questo anno speciale? Secondo il carisma di san Leonardo Murialdo, che ci ha raccomandato di stare accanto ai giovani più poveri per assicurare loro un futuro. In questo momento l’unica istituzione rimasta chiusa in Colombia è la scuola e praticamente è da un anno che gli studenti non vanno più in classe: certo, anche da noi c’è la didattica a distanza ma, secondo i dati del Governo, l’80% degli studenti non ha un accesso ad Internet, non ha pc o smartphone. Così la nostra Opera, che tra l’altro serve 350 pasti al giorno ai ragazzi iscritti alle scuole pubbliche proprio per incentivarli a non abbandonare gli studi, in questo momento fa da ponte tra la scuola e i ragazzi mettendo a disposizione connessioni e device con cui i docenti inviano i compiti agli allievi che vengono seguiti da noi per le lezioni e li reinviano corretti. Grazie al nostro Centro, la scuola non si è fermata e abbiamo proseguito ad erogare le borse di studio per alcuni universitari. San Giuseppe, oltre che un educatore era un artigiano: quest’anno promuoveremo anche attività di piccola imprenditoria per avviare i nostri giovani ad un mestiere in modo che possano vendere oggetti e manufatti frutto del loro lavoro.


26 Febbraio 2021

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CARISMA E PARROCCHIA

CARISMA E PARROCCHIA. LINEE GUIDA PER LA PASTORALE PARROCCHIALE MURIALDINA Incontro di presentazione e promozione del documento CARISMA Y PARROQUIA LÍNEAS GUÍA PARA LA PASTORAL PARROQUIAL MURIALDINA CHARISM AND PARISH GUIDELINES FOR PAROCHIAL MURIALDINE MINISTRY 20 febbraio, ore 15.00-16.30 (ora di Roma) Programma Preghiera iniziale: comunità di Rosario de la Frontera (Argentina) -Introduzione al documento: Nunzia Boccia (Italia) -La centralità dei giovani poveri nella Parrocchia murialdina: Miguel Angel Paganos e gruppo della Spagna. -La Parrocchia in uscita (decentrata nel territorio): p. Agostino e gruppo del Messico -Lo stile di famiglia del Murialdo: Luzia Nadia e gruppo del Brasile -Una proposta formativa qualificata (in prospettiva educativa e vocazionale): p. Vincenzo Molinaro e gruppo dell’Italia. -Interventi conclusivi: Sr. Orsola (madre generale delle Murialdine) – p. Tullio (padre generale dei Giuseppini) Coordina: P. Salvatore Currò. Vi pubblichiamo l'intervento di suor Orsola: Desidero sottolineare l’aspetto della Famiglia del Murialdo: venticinque volte nel testo è ripetuta la parola e questo dice l’importanza che il testo dà a questa realtà. La parrocchia va interpretata alla luce del carisma vissuto come Famiglia del Murialdo.             Queste “linee guida” sono state elaborate insieme come Famiglia del Murialdo: un’esperienza positiva per tutti perché siamo cresciuti in questa unità proprio lavorando in continuo dialogo e confrontandoci. Nella Chiesa abbiamo il compito di tenere vivo il carisma del Murialdo e dare questa tonalità particolare alla parrocchia con atteggiamenti e comportamenti di sinodalità, di discernimento comunitario, di corresponsabilità. Vivere come Famiglia del Murialdo nella parrocchia è una opportunità per praticare la fedeltà creativa al carisma e per dare testimonianza di comunione. La parrocchia è luogo della “profezia di comunione” e in tempo di contraddizioni sociali e culturali nel quale ci troviamo, la Famiglia del Murialdo, animata dallo Spirito Santo, può essere segno profetico di cultura dell’incontro. Nel testo è riportato più volte il termine sinodalità come modo specifico di vivere e di operare della Chiesa. Sentiamo la sinodalità vicina alla nostra sensibilità murialdina: camminare insieme, per realizzare il Regno di Dio, per aiutare giovani a fare esperienza dell’amore di Dio, per evangelizzare testimoniando l’amore infinito, personale, attuale e soprattutto misericordioso di Dio per ogni creatura. Diceva il Murialdo: Dio ci ama con tutto il suo essere, e siamo chiamati ad amarlo con tutto il nostro essere.             La sinodalità richiede a tutti coloro che lavorano nella medesima pastorale parrocchiale relazioni di fiducia, reciprocità, corresponsabilità e comunione. Queste attenzioni relazionali e di fraternità sono essenziali nel carisma del Murialdo perché il nostro è uno stile di famiglia, per cui si educa testimoniando ciò che si propone e sperimentando ciò che si annuncia.              Il stile della “ben unita Famiglia del Murialdo” ha una forte connotazione comunitaria e si esprime nell’essere amico, fratello e padre, amica, sorella e madre; nella pedagogia dell’amore e dell’educazione del cuore; la dinamica comunitaria è quella di una sola ben unita comunità carismatica. Ci ispirano sempre gli atteggiamenti del Murialdo: umiltà e carità, dolcezza nel tratto, fiducia e pazienza, disponibilità e testimonianza. E ci ispira San Giuseppe. Alcuni tratti della figura di San Giuseppe sono di straordinaria attualità: la sua apertura ai segni di Dio, la sua umiltà e semplicità, la laboriosità e l’amore al lavoro, il suo amore alla famiglia, la capacità di riconoscere in Gesù la presenza di Dio, la sua capacità educativa, tante volte nel silenzio e in una efficace operatività. La custodia del dono del carisma è una responsabilità condivisa tra laici, religiosi e religiose nel rispetto della vocazione e dell’identità propria di ciascuno e questa corresponsabilità fa parte integrante del nostro modo di essere profeti. Lo stile di famiglia che ci caratterizza si esprime nelle attività, nella preghiera, nella progettazione, nel modo di lavorare insieme, nel lasciar trasparire che viviamo un dono condiviso come Famiglia del Murialdo e in un cammino di formazione reciproca e integrata. Ha un significato profetico anche il respiro internazionale che può avere la nostra esperienza. Il fatto che ci sentiamo parte di una Famiglia che va oltre la nostra parrocchia e la nostra opera favorisce interscambi di esperienze e anche di persone tra comunità e paesi diversi. Il cammino di condivisione del carisma è frutto di un percorso di formazione comune che ci vede tutti, consacrati, consacrate e laici, insieme, in una formazione reciproca che ci fa trovare una forma comune nuova che è propria della Famiglia del Murialdo. In un cammino di formazione condivisa si procede davvero insieme in Famiglia consacrati e laici; non si è l’uno davanti all’altro, ma l’uno accanto all’altro. Questo il cammino che si sta facendo in questi ultimi anni: si sono approfondite le relazioni di reciprocità, si respira comunione e fraternità. La sintonia è anche con ciò che sta vivendo la Chiesa in questo tempo soprattutto in rapporto alla sinodalità, avvertita come la via del futuro della Chiesa. Ci sentiamo nel cuore del cammino ecclesiale e sentiamo come il carisma del Murialdo ci apra a dare un apporto decisivo alla missione ecclesiale. Il carisma è nostro ma è della Chiesa e per la Chiesa. Grazie davvero di tutto a tutti! Suor Orsola Bertolotto   La video registrazione è a disposizione di chi avesse bisogno, scrivere all'indirizzo dasmisiha@yahoo.it  


21 Febbraio 2021

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Rinnovazione dei voti e ministeri in Brasile

“Fate tutto quello che vi dirà” (Gv 1,5), è stato il tema generale che ha accompagnato la settimana degli esercizi spirituali dei formandi giuseppini del Brasile dall’8 al 12 febbraio 2021 a Londrina. Il predicatore è stato P. Valdecir Ferreira, presbitero della diocesi di Apucarana (Brasile) e professore nella Pontificia Università Cattolica del Paraná – PUCPR, dove i confratelli studiano la teologia. Alla fine degli esercizi, i confratelli hanno rinnovato i loro voti religiosi nella celebrazione eucaristica che è stata celebrata dal provinciale p. Marcelino e concelebrata da altri confratelli. E i confratelli Jeverson e Sergio hanno ricevuto il ministero del lettorato, e Hilton il ministero dell'accolitato. Auguri di buon cammino.  “Fate tutto quello che vi dirà” (Gv 1,5), è stato il tema generale che ha accompagnato la settimana degli esercizi spirituali dei formandi giuseppini del Brasile dall’8 al 12 febbraio 2021 a Londrina. Il predicatore è stato P. Valdecir Ferreira, presbitero della diocesi di Apucarana (Brasile) e professore nella Pontificia Università Cattolica del Paraná – PUCPR, dove i confratelli studiano la teologia. Alla fine degli esercizi, i confratelli hanno rinnovato i loro voti religiosi nella celebrazione eucaristica che è stata celebrata dal provinciale p. Marcelino e concelebrata da altri confratelli. E i confratelli Jeverson e Sergio hanno ricevuto il ministero del lettorato, e Hilton il ministero dell'accolitato. Auguri di buon cammino. 


19 Febbraio 2021

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