Anno di neve, anno di beni- Spagna
- 13 January 2021
UNA NEVICATA PARTICOLARMENTE ABBONDANTE SEGNA L'INIZIO DEL NUOVO ANNO IN GRAN PARTE DELLA SPAGNA.
2021 si è vestito di bianco. Gran parte della Spagna ha accolto il nuovo anno con una nevicata epocale. La tempesta "Filomena" e la neve che ha portato ha assunto un ruolo di primo piano che lascia sullo sfondo la dura situazione che continua a causare pandemia. La quantità di neve caduta ha fatto crollare soprattutto l'intera area centrale e il Levante. Un gran numero di popolazioni erano isolate, problemi di fornitura di energia elettrica, mancanza di prodotti di base... La situazione sta lentamente migliorando - è ancora critica, soprattutto in molte zone rurali; immagini alle quali non siamo abituati, ci presentano un gran numero di veicoli bloccati dalla neve su diverse strade principali del paese, tra cui importanti strade urbane; un gran numero di alberi ed edifici danneggiati.
E dopo la neve, un'intensa ondata di freddo con temperature sotto lo zero generalizzate praticamente in tutto il territorio peninsulare, con temperature record di congelamento (il 7 gennaio si è arrivati a -13 a Sigüenza) rende la situazione molto complicata: dalla neve al ghiaccio.
Tutto questo ci presenta una situazione paradossale che condivide immagini di grande bellezza e catastrofe allo stesso tempo; la gioia di bambini e adulti che giocano con la neve e gli enormi pupazzi di neve in molte piazze e parchi, con il doppio isolamento di tanti adulti (a causa della neve e del Covid-19); la situazione dei senzatetto con le abbondanti iniziative e manifestazioni di solidarietà privata e istituzionale... Come la vita stessa.
Un panorama difficile e complicato. Ma, allo stesso tempo, - e usando il detto (= saggezza popolare) - si spera: Anno di neve, Anno d beni.
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Fier, crescere insieme per costruire futuro
Nel 1995 Gianlorenzo Rocchetti - il nostro coordinato di Vita Giuseppina, aveva 17 anni quando arrivò per la prima volta in Albania, insieme a un piccolo gruppo di giovani guidato da p. Sandro Girodo. L’opera di Fier non era ancora nata, ma i Giuseppini erano presenti nel Paese già da alcuni anni. La dittatura era caduta da poco, l’Albania attraversava una fase difficile e migliaia di giovani cercavano altrove una possibilità di futuro. A quasi trent’anni di distanza da quella esperienza ci piace oggi raccontare l’opera del Qendra Sociale Murialdo che a Fier accompagna bambini, giovani e famiglie attraverso il sostegno scolastico, l’Oratorio, l’inclusione sociale e la formazione professionale. In un Paese che continua a cambiare rapidamente, questa presenza rimane particolarmente importante. Accanto alla crescita e alle nuove opportunità, molte famiglie devono ancora affrontare precarietà economica, difficoltà abitative, emigrazione giovanile e disuguaglianze nell’accesso all’istruzione e al lavoro. Una parte significativa dell’attività del Centro è dedicata ai bambini e ai ragazzi della comunità rom. Il sostegno scolastico li aiuta a frequentare con maggiore regolarità, affrontare le difficoltà di apprendimento e prevenire l’abbandono precoce degli studi. L’équipe educativa mantiene inoltre un rapporto costante con gli insegnanti e con le famiglie, cercando di costruire un ponte stabile tra la casa, la scuola e il territorio. Accanto allo studio c’è l’Oratorio, uno spazio nel quale bambini e ragazzi possono incontrarsi, giocare, partecipare ad attività sportive e creative e scoprire il valore della collaborazione. E’ la nostra idea di inclusione: condividere una cosa semplice. Come un gioco, per imparare a conoscersi e sentendosi parte della stessa comunità. Un metodo che funziona, come dimostrano le immagini del campo estivo. Il tema scelto, “Together for inclusion – Insieme per l’inclusione”, ha preso forma nei giochi di squadra, nei cerchi costruiti tenendosi per mano, nella presenza degli animatori e nella gioia di bambini di età e provenienze diverse. Le attività estive del Centro sono state pensate per coinvolgere complessivamente 250 bambini tra i 5 e i 14 anni, tra cui 50 bambini rom. Per chi vive situazioni familiari più difficili, il campo estivo rappresenta anche la possibilità di trascorrere del tempo in un luogo sicuro, educativo e accogliente. Quest’anno la nostra opera in Albania celebra anche un traguardo importante: trent’anni di formazione professionale. Da tre decenni, il Centro di Formazione Professionale “Shen Jozefi Zejtar” accompagna i giovani nell’apprendimento di un mestiere e nel loro ingresso nel mondo del lavoro. I corsi spaziano dal settore automobilistico alla ristorazione, dall’amministrazione alla grafica, fino alle tecnologie più recenti, come l’installazione di pannelli solari, i sistemi di videosorveglianza e la riparazione di apparecchiature elettroniche. Le lezioni, i laboratori e le esperienze pratiche sono sostenuti da una collaborazione consolidata con le imprese e le istituzioni di Fier. I giovani possono così mettersi alla prova in contesti professionali reali e, molto spesso, trovare proprio in queste realtà il loro primo impiego. Molti ex corsisti lavorano oggi nelle imprese e nelle istituzioni del territorio oppure hanno avviato proprie attività, contribuendo allo sviluppo economico e sociale della comunità. I dati relativi ai corsi 2024-2025 mostrano risultati significativi: l’80% dei partecipanti al corso di Office Management ha un impiego; il 73% dei corsisti di meccanica lavora; il 71% dei partecipanti al corso di elettroauto ha trovato un’occupazione; il 58% dei corsisti di idraulica ha un impiego. Anche tra i partecipanti ai corsi per elettricisti e pasticceri, molti hanno trovato lavoro nel settore oppure hanno scelto di proseguire la propria formazione. Dietro ogni percentuale, però, c’è una storia personale. Come quella di Ergin Baka, che aveva lasciato l’Albania per cercare lavoro in Germania. Dopo gli anni trascorsi tra Amburgo e Berlino, ha scelto di tornare vicino alla propria famiglia e di ripartire dalla formazione: «Mi sono reso conto che ciò che mi mancava era una professione». Al Centro Sociale Murialdo, Ergin ha così iniziato il corso per tecnico elettroauto. È così che misuriamo il valore del nostro lavoro: in un bambino che torna a scuola, in una famiglia che si sente accompagnata, in un giovane che acquisisce fiducia e trova il proprio posto nel mondo del lavoro. È il modo murialdino di fare il bene e farlo bene, trasformando l’accoglienza in appartenenza e l’educazione in una possibilità concreta di futuro.
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Del 24 al 27 de agosto de 2026, el histórico Colegio Artigianelli de Turín acogerá la Asamblea de la Provincia Italiana de la Congregación de los Josefinos de Murialdo. Una cita intensa de reflexión, fraternidad y planificación estratégica para trazar las líneas maestras del futuro de la misión. Los trabajos se centran en la identificación de las «transformaciones deseadas» y de los cambios operativos que deben llevarse a cabo, y se articulan en torno a cinco áreas temáticas fundamentales: la vida consagrada, la corresponsabilidad en el carisma, la transformación gestora, la transformación de la presidencia geográfica y los nuevos testimonioscarismáticos. La asamblea se ve enriquecida por intervenciones y momentos de gran valor simbólico: el lunes 24, los trabajos se inician con la introducción del Superior Provincial, el P. Carmelo Prestipino, y la meditación sobre «Conversión y cambio» dirigida por Mons. Derio Olivero, seguida de la celebración penitencial; el martes 25 se presenta la situación económica de la Provincia, a cargo del P. Giuseppe Minisci, y la intervención de Stefano Bucci, culminando con la celebración de las Vísperas y la reflexión sobre «Reorganizar la esperanza»; el miércoles 26, la jornada comenzará con la Santa Misa en el Santuario de la Consolata, para continuar luego con la presentación de los informes de los grupos de trabajo y la vigilia de oración en los Artigianelli; por último, el jueves 27, las comunicaciones de los responsables de sector y las conclusiones acompañarán a los participantes a la misa de clausura en la Capilla de la Inmaculada.
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