Anno di neve, anno di beni- Spagna


  • 13 January 2021

UNA NEVICATA PARTICOLARMENTE ABBONDANTE SEGNA L'INIZIO DEL NUOVO ANNO IN GRAN PARTE DELLA SPAGNA.

2021 si è vestito di bianco. Gran parte della Spagna ha accolto il nuovo anno con una nevicata epocale. La tempesta "Filomena" e la neve che ha portato ha assunto un ruolo di primo piano che lascia sullo sfondo la dura situazione che continua a causare pandemia. La quantità di neve caduta ha fatto crollare soprattutto l'intera area centrale e il Levante. Un gran numero di popolazioni erano isolate, problemi di fornitura di energia elettrica, mancanza di prodotti di base... La situazione sta lentamente migliorando - è ancora critica, soprattutto in molte zone rurali; immagini alle quali non siamo abituati, ci presentano un gran numero di veicoli bloccati dalla neve su diverse strade principali del paese, tra cui importanti strade urbane; un gran numero di alberi ed edifici danneggiati.

E dopo la neve, un'intensa ondata di freddo con temperature sotto lo zero generalizzate praticamente in tutto il territorio peninsulare, con temperature record di congelamento (il 7 gennaio si è arrivati a -13 a Sigüenza) rende la situazione molto complicata: dalla neve al ghiaccio.

Tutto questo ci presenta una situazione paradossale che condivide immagini di grande bellezza e catastrofe allo stesso tempo; la gioia di bambini e adulti che giocano con la neve e gli enormi pupazzi di neve in molte piazze e parchi, con il doppio isolamento di tanti adulti (a causa della neve e del Covid-19); la situazione dei senzatetto con le abbondanti iniziative e manifestazioni di solidarietà privata e istituzionale... Come la vita stessa.

Un panorama difficile e complicato. Ma, allo stesso tempo, - e usando il detto (= saggezza popolare) - si spera: Anno di neve, Anno d beni.

NEWS

Outras News

Adolescenti e giovani interconnessi dalla rete murialdo e connessi al mondo del lavoro (chat virtuale)

All'evento hanno partecipato circa 400 giovani apprendisti. La provincia brasiliana dei Giuseppini del Murialdo, attraverso il Coordinamento dell'Azione Sociale, ha promosso nel pomeriggio di mercoledì 25 agosto, alle ore 14, una chiacchierata virtuale sul tema “Adolescenti e giovani interconnessi dalla Rete Murialdo e connessi con il mondo del lavoro”. L'incontro ha avuto l'obiettivo di stimolare l'interazione tra gli apprendisti dei percorsi di apprendimento professionale e gli adolescenti sopra i 14 anni che partecipano al Servizio per la Convivialità e il Rafforzamento dei Vincoli (SCFV) delle diverse città e stati in cui il Murialdo è presente, favorendo lo scambio di esperienze e favorendo il protagonismo. La chat è stata mediata dai diplomati dell'apprendimento professionale Barbara de Andrades Borda (Caxias do Sul) e Maria Eduarda Garcia (Londrina). La conferenza è stata tenuta dall'ospite Felipe Caetano, laureato in lavoro minorile, attivista sociale e fondatore del CONAPETI (Comitato Nazionale Adolescenti per la Prevenzione e l'Eradicazione del Lavoro Minorile). Il presidente dell'Istituto Leonardo Murialdo (ILEM), padre Joacir Della Giustina, uno dei precursori nell'elaborazione dello Statuto del Bambino e dell'Adolescente, ha sottolineato che l'evento sarà storico e risponde alla proposta e all'eredità lasciata da san Leonardo Murialdo, che è aiutare nella promozione dei bambini e degli adolescenti, specialmente quelli che si trovano in una situazione di vulnerabilità sociale. “Sappi che tu sei la ragione dell'esistenza della nostra Congregazione. È bello averti nella Famiglia del Murialdo”, sottolinea. Durante la conferenza, Felipe (un giovane) ha raccontato a circa 400 giovani che hanno seguito la chat il suo percorso di vita e la lotta che ha dovuto affrontare contro il lavoro minorile. “Ho iniziato a lavorare all'età di 8 anni come cameriere. A 13 anni ho iniziato a partecipare agli incontri con i giovani della mia comunità per dibattere sui diritti e sulla realtà giovanile. I giovani partecipanti all'evento sono stati immensamente grati per l'opportunità di far parte del programma di formazione professionale e hanno anche sottolineato che al Murialdo l'apprendimento va ben oltre la formazione professionale; sperimentano l'amore, l'accoglienza, i valori umani e l'importanza di un cuore educato. Il Provinciale, padre Marcelino Modelski, ha chiuso l'evento con un commosso discorso: “Felipe, sei stato di grande ispirazione, ci hai dato chiavi liberatorie, hai evidenziato la tua vocazione e il tuo protagonismo. Ascoltare voi giovani è stato un balsamo. Il tempo è per l'ascolto e questi discorsi sono stati carichi di molte responsabilità. Congratulazioni!". Istituto Leonardo Murialdo: L'Istituto Leonardo Murialdo (ILEM) è un'organizzazione della società civile e la sua missione principale è sviluppare il lavoro con i bambini e gli adolescenti. Attualmente è presente in 10 stati del Brasile: Bahia, Ceará, Distrito Federal, Maranhão, Pará, Paraná, Rio de Janeiro, Rio Grande do Sul, Santa Catarina e São Paulo. ILEM mantiene numerosi programmi sociali sviluppando azioni per garantire i diritti della politica di assistenza sociale, tra cui si segnalano il Servizio per la convivenza e il rafforzamento dei legami e il Programma di apprendimento professionale, aiutando più di 4.000 bambini e adolescenti nella loro situazione della vita. ILEM, di proprietà della Congregazione di san Giuseppe – Giuseppini del Murialdo, sviluppa anche il lavoro in campo educativo, attraverso l'educazione della prima infanzia, l'istruzione elementare e secondaria e anche l'istruzione universitaria.


08 September 2021

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Giovani giuseppini si incontrono prima della consacrazione perpetua

Dal 5 al 22 luglio 2021, un numero significativo di 22 giovani confratelli giuseppini, ha partecipato al corso in preparazione alla professione perpetua. Quest’anno è stato fatto on-line. Non è stato possibile riunirsi tutti insieme nello stesso luogo a causa della pandemia. Anche se l’incontro virtuale ha parecchi limiti, è stato possibile conoscersi, condividere sogni, esperienze e sfide per il presente e il futuro della vita consacrata giuseppina vissuta dentro lo spirito della Famiglia del Murialdo. I diversi temi affrontati hanno cercato di venire incontro alle loro esigenze concrete di vita umana, spirituale e carismatica. Iniziando con san Giuseppe, il padre generale ci ha ricordando che san Giuseppe “che passa inosservato, l’uomo della presenza quotidiana e nascosta” può essere una guida di tutti coloro che realizzano la loro vocazione in silenzio e con costanza. San Giuseppe ci insegna a vivere il progetto vocazionale personale in un modo nuovo, nella prospettiva di Dio. E anche san Leonardo Murialdo, è stato il compagno di viaggio di questi giorni. P. Giovenale Dotta ci ha presentato la figura e tutta l’opera del Murialdo, la sua continua attenzione ai giovani più poveri in una protettiva più ampia, mostrando come il Murialdo ha creato attorno a sé una vasta rete di iniziative (oratori, casa famiglia, associazioni, Collegio Artigianelli, laboratori, i viaggi…) per meglio rispondere alle esigenze di una educazione integrale dei giovani. Quello del Murialdo è sicuramente un pensiero attuale per noi giuseppini oggi. Abbiamo avuto la presenza di P. Giuseppe Fossati che ci ha ‘rinfrescato” la memoria del “nucleo centrale della spiritualità del Murialdo che consiste nell’amore misericordioso di Dio”. Cosi come ha cambiato la vita del Murialdo, l’amore di Dio può cambiare continuamente la nostra vita per vivere nella gioia della consacrazione e andare incontro ai giovani di oggi, assetati e cercatori di amore, quello vero. P. Alejandro Bazán ci ha presentato il documento “Educare nello stile del Buon Pastore”: tra le tante cose belle, ha detto che la “nostra missione è allo stesso tempo educativa e pastorale: educare evangelizzando, evangelizzare educando”. Siamo educatori giuseppini dei giovani in ascolto continuo “dei segni dei tempi” e in sintonia con la Chiesa di papa Francesco. E P. Giuseppe Meluso con molto entusiasmo ci ha regalato una riflessione su un tema molto attuale per la Chiesa ed è per noi giuseppini il centro del nostro agire educativo “il patto educativo globale, nel contesto del magistero di papa Francesco”. A partire dall’educazione e dal servizio, creare una “nuova antropologia dell’aver cura”. E Nunzia Boccia, con la sua passione ha coinvolto i giovani nel discorso della Famiglia del Murialdo, una realtà scaturita dalla scoperta dell’amore di Dio che unisce le diverse vocazioni in uno stesso carisma. Una delle parole chiave è stata la “relazione”, perché è nelle relazioni con tutti che si vive il carisma del Murialdo. La sfida educativa oggi si accetta come famiglia e non solo come congregazione. E P. Fidel Antón ha elaborato il tema della vita consacrata giuseppina vissuta nella prospettiva della missione. Per questo ha coinvolto tutti i giovani nella preparazione e presentazione dei temi presenti nell’ultimo capitolo generale. P. Melques Franklin ha riflettuto sulla vocazione nella Bibbia, facendo un parallelo tra la chiamata di alcuni personaggi biblici, del Murialdo e la nostra chiamata. P. Mario Aldegani ha riflettuto sul tema delle “virtù nella vita quotidiana” e P. Misihadas Govindan ha approfondito con loro il tema della “fedeltà” e della “perseveranza”. Infine, sono stati riservati tre giorni d’incontro con le suore Murialdine. Oltre la conoscenza reciproca, che è fondamentale per costruire qualcosa insieme, il tema che ci ha spinto a una condivisione di esperienze e iniziative è stato il documento di papa Francesco “Laudato si”. Come possiamo essere profeti oggi nel tessere comunione tra la Famiglia del Murialdo, costruendo luoghi di fraternità? E si è vista la voglia di costruire fraternità con tutti. Con quest’augurio ci siamo lasciati con il proposito di trovarci ancora.   P. Nadir Poletto vicario generale  


31 August 2021

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