Un GREST ridimensionato... cioè con dimensioni nuove


  • 25 July 2021

Un GREST ridimensionato

(cioè con dimensioni nuove)

 

All’inizio sembrava tutto triste e deprimente: un GREST con meno bambini, meno ragazzi, meno attività…

Tutti a dire “dai, quest’anno è così ma l’anno prossimo ci rifaremo. Questa pandemia ci ha costretti a ridimensionare tutto ma ripartiremo alla grande!”.

Però poi passavano le giornate e il divertimento, la gioia, l’entusiasmo erano quelli di sempre. Anzi, magari c’era qualcosa di più. I primi sono stati i bambini a notarlo “abbiamo gustato più il fatto di stare insieme che vincere contro la squadra avversaria”. Poi è stata la volta degli animatori: “essere in pochi ci ha permesso di dare più attenzione personale a ogni bimbo; abbiamo sentito di meno lo stress dei tempi da rispettare; ci siamo sentiti più coinvolti: siccome eravamo pochi era chiaro che o lo facevi tu o non lo faceva nessuno”.

Proprio così: nessuno si sarebbe mai permesso di fare un esperimento del genere. Chi avrebbe mai detto “proviamo a limitare drasticamente il numero degli iscritti, a fare poche ore”? Dove c’è l’abitudine di un GREST dalle centinaia di presenze, e dalle tantissime attività, sembrava impossibile ridurre, anzi si identificava la folla con il successo (“tu quante iscrizioni hai avuto? Io solo 400!”).

Ma la pandemia ci ha costretto anche a questa verifica, facendoci scoprire qualcosa che ci impone una riflessione: siamo proprio sicuri che il GREST sia tanto più riuscito quanto più è affollato? Ma, soprattutto, siamo ancora consapevoli del vero scopo per cui facciamo il GREST e qualsiasi altra iniziativa del nostro oratorio? In vari modi gli animatori hanno detto di aver scoperto qualcosa di inaspettato, qualcosa che si può sintetizzare come “un vantaggio dal punto di vista relazionale ed educativo” sia in riferimento alla qualità del loro servizio, che al risultato apprezzabile nei ragazzi che quel servizio hanno ricevuto.

Ecco allora che il GREST ridimensionato non ha più il significato di “dimensioni ridotte” ma di “nuove dimensioni” quelle che a sorpresa ci si sono rivelate.

Certo, adesso nessuno dice che l’anno prossimo dobbiamo accettare solo pochi bimbi, ma di sicuro dobbiamo ricordare la lezione di quest’anno e provare a immettere dei meccanismi che rendano la manifestazione meno frenetica e più attenta all’aspetto delle relazioni.

Forse dobbiamo riscoprire le implicazioni più profonde contenute nel nostro famoso “giocare-imparare-pregare”, e ricercare ancora di più l’equilibrio tra le varie dimensioni della crescita. O, se proprio ci dobbiamo squilibrare, meglio essere sbilanciati a favore della relazione e della crescita spirituale.

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Outras News

Mese Murialdino: Un cammino di speranza, fede e comunione nelle nostre Parrocchie

SAN FRANCISCO DE MOSTAZAL (CILE) – È iniziata con grande entusiasmo e partecipazione la prima settimana del Mese Murialdino della Provincia Argentina-Cile, un tempo speciale di riflessione, preghiera e condivisione incentrato sul tema guida "Educare la speranza: ancora della fede nella Famiglia di Murialdo". Questa prima tappa del percorso è interamente dedicata alle parrocchie e ai laici amici del Murialdo, arrivati con gioia da diverse parti del continente e del mondo: una ricca rappresentanza che vede insieme partecipanti provenienti da Messico, Stati Uniti, Brasile, Ecuador, Argentina e Cile. Insieme, laici e religiosi stanno attraversando giornate intense dedicate al discernimento e al rinnovamento della propria missione pastorale ed educativa. La settimana si è aperta con la presentazione delle diverse realtà del territorio, ponendo subito l'attenzione sulle sfide del nostro tempo: come discernere i segni di speranza in tempi fragili e come vivere la dimensione sinodale valorizzando le diverse vocazioni unite dall'unico carisma. Si è riflesso in particolare sul ruolo delle parrocchie murialdine come presenze capaci di "custodire la vita" all'interno di una società ferita. I lavori sono poi proseguiti riscoprendo le radici e le figure guida della nostra famiglia spirituale: San Giuseppe e San Leonardo Murialdo, modelli di fedeltà creativa e autorità spirituale. Nel cuore della settimana, il tema dell'educare la speranza è emerso come una missione irrinunciabile di fronte alla frammentazione del mondo attuale. Il percorso culmina con lo sguardo rivolto al futuro, per ripartire come "inviati" capaci di trasformare la speranza in una concreta testimonianza profetica nelle opere e tra i giovani.


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Consagração Perpétua e Ordenação Sacerdotal em Santa María de La Sierra: a missão murialdina se renova no coração de Medellín

MEDELLÍN (COLÔMBIA) – Dias de grande festa e de profundo valor simbólico para a Congregação de São José e para toda a Família Murialdo. Na Paróquia de Santa María de La Sierra, em Medellín, ocorreram dois eventos centrais para a vida de nossa família religiosa: - na sexta-feira, 25 de setembro de 2026, o irmão  Cheismir Mosquera Mena, C.S.J., fez sua Profissão Perpétua com os votos de Pobreza, Castidade e Obediência; - no dia seguinte, sábado, 26 de setembro, o diácono  Sergio Suárez Mejía, C.S.J., foi ordenado sacerdote por Dom Carlos Alberto Correa Martínez, natural de Medellín e atual bispo de Apartadó. A decisão de celebrar a consagração definitiva e a ordenação sacerdotal nesta paróquia específica representa uma forte referência ao carisma fundador de São Leonardo Murialdo. A comunidade de Santa María de La Sierra, localizada na Comuna 8 (Villa Hermosa) de Medellín, é, de fato, o centro de uma intensa obra pastoral e social iniciada pelos Josefinos em 2001. Nascida em um contexto historicamente complexo e marcado por conflitos urbanos, a presença murialdina no bairro se consolidou ao longo dos anos como um bastião da educação, do apoio às famílias vulneráveis, da promoção da paz e da reconstrução do tecido social. A decisão dos dois religiosos de vincular seus votos e seu ministério a este território testemunha a vontade de encarnar a missão entre os jovens e os mais necessitados das periferias.


26 September 2026

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