Educare nella Famiglia del Murialdo
- 11 August 2020
Quando tutto sembra lontano, buio e oscuro… è lì che una piccola fiammella ci scalda e illumina la notte. L'educatore deve essere ciò che è, sentendosi parte di un tutto, come un pino radicato sulla montagna, ritto verso il cielo, ma non è mai da solo! Tutti insieme sostengono la montagna e spingono lo sguardo oltre. Ognuno dà la propria ombra, ma anche il proprio seme. Ecco l'educatore. (Mattia)
Il campo educatori a Falcade in tempo di Covid
Seguendo l’invito dell’opera di Oderzo, che ha aperto il suo campeggio per tre settimane per i suoi ragazzi e quindi a noi, siamo riusciti anche quest’anno a vivere questa esperienza formativa e di famiglia, con giovani di Oderzo, Ravenna, Pinerolo, Montecchio, Padova e Montecatini e perfino da San Giuseppe Vesuviano!!! 47 intrepidi, compresi i Giuseppini presenti e le persone in cucina, non pochi, in tempi e con le restrizioni Covid. Uno stile tipo “racconta e cammina”, all’insegna della spontaneità, camminando tra i panorami delle valli Gares e Venegia e condividendo le proprie esperienze e testimonianze lungo il cammino. La preghiera semplice attorno al fuoco, la competenza di testimoni invitati, la condivisione dei presenti, hanno reso speciali questi giorni insperati, dopo un lungo tempo di lockdown.
Abbiamo saputo vivere questi giorni come una squadra…, capaci di mettersi alla scuola di chi condivideva esperienze storie di vita, contenuti, capaci di ascoltarsi, e di lasciarsi toccare in profondità… E allora come una squadra di calcio, ecco 11 piccole loro risonanze dei questi giorni.
- Mi porto a casa la consapevolezza di essere ancora all'inizio del mio percorso di educatrice, che c'è ancora tanto da imparare e da dare, ma solo andando avanti e impegnandosi si può crescere. Così anche il desiderio e la speranza di riuscire a superare sempre le mie paure e di non farmi, mai, fermare da esse. Spero, infine, di riuscire ad emozionarmi, ancora e sempre, per tutto ciò che Dio fa per noi.
- Mi porto a casa la gioia dell'incontro, la gioia del tornare insieme, la gioia del "finalmente qua", la consapevolezza, non ancora piena, che Dio mi ha messo in mano un progetto che risponde al nome di "Amore" e che devo solo farmi seguire da Lui per capire dove andrà a finire, la coscienza che non sono solo e devo condividere il mio percorso con quello degli altri miei "fratelli".
- L'educatore non è una persona che non sbaglia, ma uno che è sempre pronto per partire e ripartire… sempre pronto ad accogliere le persone, specialmente i ragazzi più in difficoltà.
- Per imparare ad essere guide e maestri, bisogna prima imparare ad essere figli e studenti... a tal proposito non dobbiamo avere paura di lasciarci plasmare da chi ci educa, né da chi dovremmo educare. La concretizzazione dell'Amare è il Dare.
- Ho sentito parlare del Murialdo in un modo che non avevo mai sentito prima. Ed è stato bello sentire giovani raccontare il carisma vissuto.
- In questi giorni ho imparato che i limiti e le paure di ciascuno non ci devono spaventare, ma possono diventare uno strumento di unione, se siamo capaci di condividerli e fidarci e affidarci gli uni agli altri.
- Ho imparato a sentirmi immersa in una natura bellissima, attraverso la quale si riesce a scorgere la bellezza di questo mondo e l'immensa fortuna che abbiamo ad abitarlo.
- Ho compreso che impiegare del tempo per l’altro non è sprecare o perdere quel tempo, ma che al contrario è speso nella migliore maniera possibile, perché lo si ha speso nel nome del bene e della Misericordia di Dio.
- Torno a casa con la pelle tiepida scaldata dall'amore di Dio, che non sentivo così vicino da qualche tempo. Grazie a tutti quelli che si sono presi la briga di fare questo campo. Torno a casa felice!
- Sono riuscita a donare qualcosa di me agli altri. Mi sono resa conto ancora di più quanto ricevi quando dai. La vita donata è la vita spesa nel modo migliore.
- Torno a casa consapevole che Dio mi e ci ama e che ognuno di noi fa parte di un progetto che, messo nelle mani di Dio, diventa qualcosa di meraviglioso. Ho riscoperto la bellezza del dialogo, della condivisone, dell'aiutarsi e dell'amarci gli uni gli altri come Dio ha amato noi.
Una squadra che ora continua il campionato educativo nella propria vita e nella propria opera. Nella speranza e nel progetto di rivedersi ancora qui tra 12 mesi per alzare un po’ l’asticella e volare ancora più in alto! Un grazie all’Opera di Oderzo e arrivederci al Campeggio Murialdo di Falcade!
d.Tony Fabris e d.Massimo Rocchi
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San Martino Estate: le gabbianelle che hanno imparato a volare
Sette settimane di attività, 120 bambini ogni settimana e una comunità intera coinvolta. È la storia di San Martino Estate, l’estate ragazzi dell’oratorio San Martino della Parrocchia Nostra Signora della Salute di Torino. Una storia che ricorda il celebre romanzo di Luis Sepulveda "La gabbianella e del gatto che le insegnò a volare", ma dove le “gabbianelle” sono i ragazzi e gli animatori che hanno trovato nell’oratorio uno spazio in cui crescere e mettersi alla prova e i “gatti” sono gli adulti che li hanno accompagnati, sostenuti e incoraggiati durante il percorso. La riapertura del cortile Il progetto è iniziato nell’ottobre 2025, con la riapertura di un cortile che era rimasto chiuso per diverso tempo. All’inizio i giovani erano pochi e ancora meno erano gli educatori disponibili. Non mancavano, però, gli adulti di buona volontà, pronti a rimettere in moto la vita dell’oratorio e a costruire nuove occasioni di incontro. I primi risultati sono arrivati durante l’inverno con l’attività “INVERNO INSIEME”, una piccola estate ragazzi invernale ispirata a IARNA IMPREUNA, l’esperienza realizzata da anni a Popesti Leordeni, in Romania. Quattro giorni di attività hanno coinvolto adolescenti curiosi, molti dei quali entravano in oratorio per la prima volta. Erano presenti ragazzi di 11 nazionalità, appartenenti a confessioni diverse: cattolici, ortodossi e musulmani. Un primo passo che ha mostrato le potenzialità del progetto. A partire da febbraio il gruppo degli adolescenti è cresciuto: le “gabbianelle” hanno così iniziato un percorso di preparazione in vista dell’estate ragazzi. La formazione ha previsto 10 incontri, seguiti da un’esperienza a Rivoli insieme ad altri animatori, organizzata dalla CPG. È iniziata poi la preparazione concreta delle sette settimane di attività: danze, giochi, laboratori e proposte educative pensate per bambini e ragazzi. Mentre gli animatori si preparavano a vivere l’esperienza sul campo, gli adulti hanno lavorato per creare collaborazioni e opportunità sul territorio. L’oratorio ha aderito alle iniziative NOI Torino e “LA BELLA STAGIONE”, attività sostenute dalla Compagnia di San Paolo, dal Comune di Torino e dal Gruppo Trasporti Torinese – GTT. L’adesione richiedeva rapidità nella scelta delle proposte disponibili. L’oratorio San Martino è riuscito a essere tra i primi oratori cittadini a partecipare e ha potuto selezionare alcune delle attività più interessanti. Sono state organizzate 18 esperienze tra musei, parchi, attività nella natura, cacce al tesoro in città e altre occasioni di scoperta. A queste si sono aggiunte tre gite in piscina, organizzate direttamente dall’oratorio. Ogni settimana bambini e ragazzi hanno trascorso due giornate fuori dal cortile e dal quartiere, entrando in contatto con luoghi e realtà spesso nuovi per loro. Le attività, compreso il trasporto pubblico, sono state offerte gratuitamente: un elemento particolarmente importante in un territorio nel quale molte famiglie vivono situazioni di difficoltà economica. I numeri di San Martino Estate L’esperienza ha coinvolto: 120 bambini ogni settimana; 35 animatori alla prima esperienza, provenienti da 9 nazionalità e appartenenti a tre confessioni religiose; 9 educatori; 15 “super pensionati”, diventati nonni, sostenitori e preziosi compagni di viaggio. Persone con età, storie e provenienze differenti hanno contribuito a rendere possibile un’estate ragazzi durata sette settimane. A ottobre la gabbianella non sapeva ancora volare. Oggi domina il cielo sopra l’oratorio San Martino.
13 July 2026
I Giuseppini da 25 anni in Parrocchia - Modena
Venerdì 12 giugno 2026 la Parrocchia di Sant'Antonio di Padova a Modena ha ricordato un anniversario importante: 25 anni della cura pastorale affidata ai Giuseppini del Murialdo. La Santa Messa è stata concelebrata dai tre Parroci (d. Giuseppe Menzato, d. Gianni Tescaro, d. Pietro Rota) di questi ultimi 25 anni, cioè da quando nel 2001 i Giuseppini del Murialdo, presenti in città dal 1899 nel vicino Istituto Sacro Cuore, sono subentrati ai Frati Minori. 25 anni di vita parrocchiale, animata secondo il carisma di San Leonardo Murialdo, hanno caratterizzato un percorso di crescita nella fede che ha segnato il volto della nostra Comunità. I Parroci, affiancati dai Padri del Sacro Cuore, durante l’omelia hanno ricordato momenti significativi del loro essere stati con noi e ci hanno invitato a guardare avanti, a non fermarci ai ricordi, ma a impegnarci a costruire per il futuro. Si avvertiva la commozione di tutti a ripensare ai legami, ai progetti, alle esperienze vissute con loro come famiglia parrocchiale e allo slancio che ci viene richiesto di vivere con serenità il presente e di proiettarci nel futuro della Chiesa. Tanta la preghiera resa più intensa dai canti, curati dal coro, capace di trascinare l'assemblea dei fedeli. Durante e dopo la cena, grande è stata la gioia di tutti per aver potuto parlare con d. Giuseppe e d. Gianni: sembrava che il tempo si fosse fermato, perché i legami d'affetto con loro sono ancora molto saldi. Tanti hanno indossato la maglietta azzurra creata per l'occasione con la scritta: Leonardo Murialdo 25 anni con noi. La festa dell'anniversario è stata inserita nella tre-giorni di festa, con annessa Sagra, del Patrono Sant'Antonio. Il secondo giorno, memoria di S. Antonio di Padova, è stato caratterizzato dalla presenza del nostro Vescovo Erio Castellucci con la significativa accoglienza di 18 scout (13 lupetti e 5 capi) provenienti da Taybeh, un paese della Palestina con gli abitanti quasi tutti cristiani. Gli scout palestinesi, con il coordinamento del nostro gruppo scout MO2 e di altre associazioni, si sono poi fermati a Modena per un mese, ospitati in famiglie. Il terzo giorno si è concluso con la presenza del Padre Provinciale, che è stato in mezzo a noi con una bella e sincera familiarità. Preghiamo il Signore perché continui ad aiutarci a "fare il bene e farlo bene" e ad "essere una ben unita famiglia", sapendo che "siamo nelle mani di Dio e siamo in buone mani". Testo a cura di Maria Angela
12 June 2026
Festa in Brasile: ordinato sacerdote il giovane giuseppino p. Osvaldo Pereira Filho!
La Famiglia del Murialdo si stringe in un grande abbraccio attorno a p. Osvaldo Pereira Filho (C.S.J.), che lo scorso 11 luglio 2026 è stato ordinato presbitero. La solenne celebrazione, caratterizzata da una profonda emozione, si è svolta nel suggestivo Santuario di Bom Jesus da Lapa (Bahia, Brasile), alla presenza di numerosi confratelli, familiari, amici e migliaia di fedeli giunti per fare festa. Per l'imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione di Mons. João Batista Alves do Nascimento (C.Ss.R.), p. Osvaldo ha pronunciato il suo "Sì" definitivo al servizio di Dio e dei giovani. Al novello sacerdote p. Osvaldo vanno i nostri auguri più affettuosi: che il Signore accompagni ogni giorno il suo ministero sulle orme di San Leonardo Murialdo!
11 July 2026



