Un regalo a natale!


Una bella notizia che vogliamo condividere per Natale:

Ci è giunta l'attesa conferma di un incontro con papa Francesco per il 150mo della fondazione della nostra Congregazione a marzo 2023.

Buon Natale a tutti

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Si conclude la conferenza interprovinciale 2023

NOI SIAMO QUI La Conferenza Interprovinciale è stata celebrata nei giorni 20 - 25 marzo presso Villa Speranza dei padri somaschi in San Mauro Torinese. I partecipanti sono stati 25 tra laici, laiche, confratelli. La CI ha risposto a quanto veniva chiesto a questa assemblea: muovere i primi passi della stagione capitolare, definire un documento di indirizzo per i capitoli locali e provinciali, indicare data e luogo del capitolo generale, stabilire i criteri di partecipazione per i laici e i confratelli, formare la commissione preparatoria al capitolo generale. Mi pare importante far risaltare che la CI ha preso atto dei bisogni più urgenti che segnano la nostra vita di Congregazione e di Famiglia del Murialdo e per essi ha indicato dei cammini di riflessione e di operatività che ora saranno condivisi a livello locale e provinciale. La lettura del documento fa subito risaltare come risenta dei giorni legati alla celebrazione del 150mo di fondazione, ed esprime soprattutto un legame speciale con il discorso di papa Francesco. Sono stati per tutti giorni di entusiasmo, di comunione, di immersione nel carisma di san Leonardo Murialdo; per molti era la prima volta che venivano a Torino e personalmente conoscevano i luoghi dove il Murialdo aveva vissuto e fondato la Congregazione. E’ stato un tempo di grazia che certamente porterà frutto. “Non basta indicare i cammini, occorre imparare a camminare in modo nuovo”; “cogliere nel presente i semi del futuro”; “lasciarsi interpellare dall’altro”; “sentire il grido dei giovani e del mondo”. Sono alcune delle espressioni risuonate in assemblea. Rimane fondamentale soprattutto il mettersi in ascolto dello Spirito per cogliere che cosa oggi il Signore dice alla nostra famiglia religiosa. Papa Francesco ci invitava ad avere uno sguardo libero da legami e aperto sull’orizzonte perché sia capace di cogliere la realtà nel suo tendere verso il futuro. La mattina del 18 marzo nel teatro degli Artigianelli la manifestazione ufficiale per il 150mo di fondazione si è aperta con una affermazione: “Noi siamo qui”. Non è solo un proposito, è soprattutto una dichiarazione di fedeltà alla missione in favore dei giovani, chiedendo al Murialdo di ravvivare la nostra scelta vocazionale e di poter essere degni figli ed eredi di una storia che ora è affidata a noi. Siamo convinti che possiamo scrivere una nuova pagina di storia come Famiglia del Murialdo: radicata nelle sue origini sappia incarnare nell’oggi il carisma di San Leonardo Murialdo. Un augurio che impegna ciascuno. p. Tullio Locatelli  padre generale   CAPITOLO GENERALE XXIV Messico – 27 maggio/15 giugno   DOCUMENTO DI ORIENTAMENTO O DI INDIRIZZO*   IN ASCOLTO DEL GRIDO DEI GIOVANI E DELLA TERRA, E ANIMATI DALLO SPIRITO, COME FRATELLI E SORELLE APRIAMO NUOVI CAMMINI DI SPERANZA                                                                                   **************** "Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. (Gn 12, 1-2)   IN ASCOLTO DEL GRIDO DEI GIOVANI E DELLA TERRA   In questa parte del nostro motto non sembra esserci molta novità o innovazione. Ad esempio, il motto del Capitolo generale XIII era: "In cammino con i giovani e in ascolto di un mondo che cambia, annunciamo la gioia del Vangelo, condividendo il carisma". Ci sono due eccezioni: i giovani ora "gridano" e appare la "terra". Inoltre, considerati globalmente, non riconosciamo più solo che "il mondo sta cambiando", ma siamo più consapevoli di dover cambiare noi e di dover aprire nuove strade.    Testi per la meditazione e l'illuminazione: Preghiera ispirata a San Leonardo Murialdo.  “Prendi lezioni dal passato ma vivi nel tuo tempo, ascolta e comprendi le voci dell’universo, della tua terra, della tua gente della tua città, della tua patria, le voci dei sofferenti, dei poveri e degli oppressi. Compenetrati di tutto ciò che è bello buono, vero e santo. Non si perde nulla a vivere generosamente, nobilmente, amabilmente, nutrendo nell’animo la sincerità, la giustizia, il buon senso, la bontà. Solo così imparerai a leggere i segni dei tempi e di Dio, e a sentire i richiami delle anime”.   La vedova di Nain e Gesù (Lc 7, 11ss).  A contatto con Cristo, chi si sente morto, risorge! “Gesù si recò poi in una città chiamata Nain, accompagnato dai suoi discepoli e da una grande folla. Proprio mentre si avvicinava alla porta della città, l'unico figlio di una donna vedova veniva portato a seppellire e molti abitanti del luogo erano con lei. Quando il Signore la vide, si commosse e le disse: "Non piangere". Poi si avvicinò e toccò la bara. I portatori si fermarono e Gesù disse: "Giovane, ti ordino di alzarti". Il morto si alzò e cominciò a parlare. E Gesù lo consegnò a sua madre. Tutti erano pieni di stupore e lodavano Dio, dicendo: "Un grande profeta è apparso in mezzo a noi e Dio ha visitato il suo popolo.”   Esortazione Apostolica Postsinodale Christus Vivit; specialmente (30-33). Enciclica Laudato Si. A . IN ASCOLTO... Prima di tutto si tratta di ascoltare. È l'atteggiamento fondamentale. È anche un modo di conoscere e di relazionarsi. L'ascolto ci aiuta innanzitutto a resistere alla tentazione di "parlare per...", che nasconde ogni paternalismo, e a rivedere i nostri pregiudizi. È il primo passo del processo sinodale.  Dall'ascolto che nascono le "nuove strade" che vogliamo aprire; non da noi stessi e non dalle nostre proiezioni. Non basta "vedere" (comodamente, dal posto di osservatore o di critico) ciò che abbiamo davanti, ma bisogna "ascoltare" chi ci sta accanto e chi sta "dietro". E per ascoltare è necessario stare con i giovani. Ribadiamo lo slogan di essere: "amici, fratelli e padri". Deve essere un ascolto sia a livello di atteggiamenti personali che di strutture. È necessario creare "strutture di ascolto", anche se sappiamo che il grido le travolge sempre. Questo deve avvenire a tutti i livelli. Il CG potrebbe anche proporre un'équipe generale per favorire questi processi di ascolto, in collaborazione soprattutto con coloro che lavorano nella pastorale giovanile. L'ascolto implica tre esigenze: in primo luogo, contrariamente all'accelerazione e alla fretta in cui è coinvolta la cultura contemporanea, l'ascolto richiede tempo e deve stabilire il polso e il ritmo della relazione; in secondo luogo: l'ascolto richiede conversione, cambiamento. Terzo: l'ascolto richiede discernimento.  Il discernimento è necessario prima dell’ascolto (dove gridano i giovani), durante (cosa gridano), dopo (di quale aiuto hanno bisogno i giovani).   B. … DEL GRIDO: La parola non va presa in senso letterale, perché ci sono anche gridaa silenziose. Parliamo di un grido per indicare che ci sfida. È una modalità di espressione assordante, che non permette di rimanere uguali, impassibili, che ci mette sempre in movimento. Comprende persino una certa sfumatura di urgenza. Assomiglia a un grido, nel senso biblico del termine. Che cosa dicono? Innanzitutto, è un grido di aiuto: esprime una grande insicurezza (sul lavoro, sul futuro, ecc.); anche una certa mancanza di senso, di speranza. Per quest'ultimo motivo, vogliamo offrire percorsi di speranza. In secondo luogo, i giovani gridano anche gioia, gridano speranza, entusiasmo, vita: i giovani non vivono a "bassa voce". Non ci concentriamo solo sul negativo, su ciò che non va. E’ questo il nostro modo caratteristico di ascoltare e rispondere a questo grido? E’ un ascolto educativo mosso dal sentimento e dalla fiducia che Dio li ama con amore misericordioso? Il CG dovrebbe essere un'occasione per chiederci sinceramente: come Chiesa, come congregazione, come provincia religiosa... sappiamo ascoltare? Il grido può superare le nostre capacità. Le nostre risorse, la nostra disponibilità potrebbero non essere all'altezza dei bisogni. Qui si rafforza la necessità di fare rete.  Un'ultima riflessione generale: oggi sembra che "tutto gridi": i giovani, la terra, i migranti, le minoranze, ecc... C'è il rischio che non si dica nulla. Grida tra le grida; puro rumore. Per non perdersi tra le voci e la confusione, è necessario discernere ciò che è comune a queste grida (visione integrale).   C. ...DEI GIOVANI: Sono il cuore del nostro carisma. Non solo i "nostri giovani", quelli che già partecipano alle nostre opere, ma tutti i giovani, anche quelli che sono fuori dalle nostre opere. Anche il Papa, nell’udienza del 17 marzo, ha detto: "prestate particolare attenzione ai più giovani, che oggi più che mai hanno bisogno di testimoni credibili". Sono i giovani che possono rinnovarci, non noi stessi. Insistiamo: il rinnovamento viene da fuori, non dalla crescita di ciò che già c'è.  Per loro dobbiamo uscire - come dice Papa Francesco- andare all'incontro; non solo chiamare-convocare. È necessario cambiare la direzione: non aspettare, ma uscire (sempre con un atteggiamento di ascolto). Non cercare di "unificare", omogeneizzare i giovani. È necessario rispettare la loro pluralità, la loro diversità. Il loro grido ha "lingue, dialetti", ecc.... Questo atteggiamento genera nuovi cammini di speranza. "Giovani: non lasciatevi rubare la speranza e la gioia" (Christus Vivit, 107). È molto interessante come il Papa descrive i giovani in quel documento. Tenetelo a mente.   D. … E DELLA TERRA: Si tratta di una novità importante rispetto alla CG XXIII e deve permeare tutto il documento.  Ispirazione biblica: "Sappiamo che tutta la creazione geme e si strugge nel parto" (Rm 8,22). (Rm 8,22).  Il documento di riferimento dovrebbe essere la Laudato Si'.  La Terra è la "casa comune" di tutti, e anche … della Famiglia Murialdo. Ma è anche il mondo e in questo senso è anche il "grido del mondo". Dobbiamo accogliere l'invito di Francesco a pensare in termini di "ecologia integrale". In particolare: "Ascoltate il grido della terra e dei poveri" (LS 117). Noi, a partire dal carisma giuseppino, diremmo: "Ascoltate il grido della terra e dei giovani poveri".  E’ importante approfondire il rapporto tra i "due gridi": dei giovani vulnerabili e della terra. Da un lato, i giovani sono quelli che "soffrono" di più per le ingiustizie e i problemi ambientali, dall'altro, i giovani sono molto sensibili, più ecologicamente consapevoli di noi. A partire dalle nostre opere educative, la sfida è quella di rivedersi in termini di educazione integrale, nel senso di una "conversione ecologica" (217ss), che implica anche un'educazione ecologica. Su questo tema è più che mai necessario lavorare in "rete": né i giuseppini e nè nessun altro possono farcela da soli! No, all'autosufficienza; Sì, al lavoro collaborativo e in rete.  Reti non solo tra giuseppini, ma anche con diversi attori della società civile.   *Vi condividiamo la prima parte del documento di indirizzo  


25 March 2023

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Celebrazioni di 150mo a Torino

NOI SIAMO QUI Perché un giorno san Leonardo Murialdo accolse il dono dello Spirito che lo invitava a metter la sua vita a servizio dei giovani e così intraprendere un cammino accanto ai giovani che è diventato la sua storia di santità. Noi non ricordiamo un santo che ha servito i giovani, noi onoriamo un sacerdote che servendo i giovani è diventato santo. NÓS SOMOS AQUI Porque um dia São Leonardo Murialdo acolheu o dom do Espírito que o convidou a colocar sua vida a serviço dos jovens e assim embarcar numa viagem ao lado dos jovens que se tornou sua história de santidade. Não nos lembramos de um santo que serviu aos jovens, honramos um padre que ao servir os jovens se tornou um santo. ESTAMOS AQUÍ Porque un día San Leonardo Murialdo acogió el don del Espíritu que le invitaba a poner su vida al servicio de los jóvenes y así emprender un camino junto a los jóvenes que se convirtió en su historia de santidad. No recordamos a un santo que sirvió a los jóvenes, honramos a un sacerdote que sirviendo a los jóvenes se hizo santo.   NOI SIAMO QUI Perché alcuni sacerdoti hanno accolto l’invito dello Spirito di dare vita ad una famiglia religiosa perché potesse dare continuità al lavoro educativo dentro il Collegio Artigianelli e anche oltre. Da quel nucleo si è sviluppata una storia che oggi è consegnata a noi quali figli ed eredi. NÓS ESTAMOS AQUI Porque alguns padres aceitaram o convite do Espírito de dar vida a uma família religiosa para que esta pudesse dar continuidade ao trabalho educativo no seio do Colégio Artigianelli e para além dele. A partir desse núcleo, desenvolveu-se uma história que hoje nos é entregue como crianças e herdeiros. ESTAMOS AQUÍ Porque algunos sacerdotes aceptaron la invitación del Espíritu a dar vida a una familia religiosa para que diera continuidad a la obra educativa dentro del Colegio Artigianelli y más allá. A partir de ese núcleo, se ha desarrollado una historia que hoy se nos entrega como hijos y herederos.   NOI SIAMO QUI Non possiamo di certo contare quanti religiosi e laici hanno reso possibile questa storia per 150 anni; di certo hanno pregato, lavorato, offerto perché un carisma rimanesse vivo nella Chiesa a favore dei giovani specie dei giovani poveri. NÓS SOMOS AQUI Não podemos certamente contar quantos religiosos e leigos tornaram esta história possível durante 150 anos; eles certamente rezaram, trabalharam, ofereceram-se para que um carisma pudesse permanecer vivo na Igreja a favor dos jovens, especialmente dos jovens pobres. ESTAMOS AQUÍ Ciertamente no podemos contar cuántos religiosos y laicos han hecho posible esta historia durante 150 años; ciertamente han rezado, trabajado, ofrecido para que permaneciera vivo en la Iglesia un carisma a favor de los jóvenes, especialmente de los jóvenes pobres.   NOI SIAMO QUI Perché abbiamo fatto nostro un carisma che ci porta ad essere educatori dei giovani nelle scuole, nei centri di formazione professionale, negli oratori, nell’accoglienza, nelle parrocchie, secondo modalità che la situazione ci chiede e secondo un processo di incarnazione. NÓS ESTAMOS AQUI Porque fizemos nosso um carisma que nos leva a ser educadores dos jovens nas escolas, nos centros de formação profissional, nos oratórios, na hospitalidade, nas paróquias, de acordo com as formas que a situação nos pede e de acordo com um processo de encarnação. ESTAMOS AQUÍ Porque hemos hecho nuestro un carisma que nos lleva a ser educadores de los jóvenes en las escuelas, en los centros de formación profesional, en los oratorios, en la hospitalidad, en las parroquias, según los modos que la situación nos pide y según un proceso de encarnación. NOI SIAMO QUI Sentiamo il bisogno di dire grazie al Signore, ricco di misericordia. A lui affidiamo il tanto che abbiamo vissuto e il molto che abbiamo fatto, a lui affidiamo le nostre fragilità e le nostre inadempienze. A lui chiediamo di essere sempre accanto a noi per continuare il cammino. ESTAMOS AQUÍ Sentimos la necesidad de dar gracias al Señor, que es rico en misericordia. A Él confiamos lo mucho que hemos vivido y lo mucho que hemos hecho, a Él confiamos nuestras fragilidades y fracasos. A él le pedimos que esté siempre a nuestro lado para continuar el camino. NÓS SOMOS AQUI Sentimos a necessidade de dizer obrigado ao Senhor, que é rico em misericórdia. A Ele confiamos o muito que vivemos e o muito que fizemos, a Ele confiamos nossas fraquezas e fracassos. A Ele, pedimos que esteja sempre ao nosso lado para continuar a viagem. NOI SIAMO QUI Perché ricchi di questa storia vogliamo continuare il cammino nella scia del carisma di San Leonardo Murialdo. Tocca a noi oggi accettare le sfide del presente e mettere le basi per il futuro, tocca a noi oggi essere “amici, fratelli e padri” per i giovani che il Signore ci affida. Siamo noi oggi chiamati a passare il testimone a chi nella Famiglia del Murialdo si farà figlio ed erede per dare continuità ad una storia che appartiene prima di tutto ai giovani poveri. ESTAMOS AQUÍ Porque ricos de esta historia queremos continuar el camino siguiendo la estela del carisma de San Leonardo Murialdo. Nos corresponde hoy aceptar los retos del presente y sentar las bases del futuro, nos corresponde hoy ser "amigos, hermanos y padres" para los jóvenes que el Señor nos confía. Nos corresponde hoy pasar el testigo a aquellos que, en la Familia Murialdo, se convertirán en hijos y herederos para dar continuidad a una historia que pertenece, en primer lugar, a los jóvenes pobres. NÓS ESTAMOS AQUI Porque ricos nesta história, queremos continuar a viagem na esteira do carisma de São Leonardo Murialdo. Cabe-nos hoje aceitar os desafios do presente e lançar as bases para o futuro, cabe-nos hoje ser "amigos, irmãos e pais" para os jovens que o Senhor nos confia. Cabe a nós, hoje, passar o testemunho àqueles da Família Murialdo que se tornarão filhos e herdeiros para dar continuidade a uma história que pertence, antes de tudo, aos jovens pobres.


20 March 2023

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L' augurio di Papa Francesco per il 150mo di fondazione

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti! Ringrazio di cuore Padre Tullio Locatelli per le parole che mi ha rivolto, saluto i Vescovi presenti e la Madre Generale, e do il benvenuto a tutti voi. Ci incontriamo nel 150° anniversario di fondazione della vostra Congregazione. Infatti, il diciannove marzo 1873 San Leonardo Murialdo fondava la Pia Società Torinese di San Giuseppe per la cura e la formazione soprattutto dei giovani operai. A me fa pensare tanto questo tempo, lì, nel “fuoco” – diciamo così –, nel centro della massoneria, a Torino, nel Piemonte, tanti santi, tanti! E dobbiamo studiare perché, perché in quel momento. E proprio nel centro della massoneria e dei “mangiapreti”, i santi, e tanti, non uno, tanti. Dunque ha fondato a Torino, in questo contesto duro, segnato da tanta povertà morale, culturale ed economica, di fronte alla quale non è rimasto indifferente: ha raccolto la sfida e si è messo al lavoro, in mezzo alla massoneria. Così è nata una realtà che nel corso di un secolo e mezzo si è arricchita di persone, di opere, di esperienze culturali diverse, e soprattutto di tanto amore. Una realtà composta oggi da circa cinquecento religiosi – sono pochi, dovete crescere un po’! – e, inoltre, dalle suore Murialdine di San Giuseppe – alle quali pure facciamo gli auguri, nel settantesimo anniversario della loro fondazione –, dall’Istituto secolare e da parecchi laici, tutti uniti in un’unica Famiglia. Tanto è cresciuto il seme posto da Dio nella Chiesa per mezzo delle mani generose di San Leonardo Murialdo! Lo scorso anno, in occasione dell’apertura di questa celebrazione giubilare, ho scritto al vostro Superiore Generale e vi auguravo di continuare a crescere nell’«arte di cogliere le esigenze dei tempi, e di provvedervi con la creatività dello Spirito Santo». Non si può controllare lo Spirito, è Lui che ci porta avanti. Ci vogliono solo discernimento e fedeltà. Vi esortavo a prendervi cura specialmente dei «più giovani, i quali, oggi più che mai, hanno bisogno di testimoni credibili». E vi incoraggiavo a non smettere mai di sognare, sull’esempio di San Giuseppe, vostro Patrono, e di San Leonardo, in spirito di autentica paternità [1]. Oggi, mentre vi rinnovo questo invito, vorrei sottolinearne tre aspetti, che mi sembrano importanti per la vostra vita e per il vostro apostolato. Essi sono: il primato dell’amore di Dio, l’attenzione al mondo che cambia e la dolcezza paterna della carità. L’esperienza dell’amore di Dio ha segnato profondamente la vita di San Leonardo. Lo sentiva in sé forte, concreto, irresistibile, come lui stesso testimonia, scrivendo: «Dio mi ama. Che gioia! […] Non si dimentica mai di me, mi segue e mi guida sempre!». E invitava i fratelli a lasciarsi prima di tutto amare da Dio. Lasciarsi amare da Dio: questo è stato il segreto della sua vita e del suo apostolato. Non solo amare, no, lasciarsi amare. Quella passività – sottolineo – quella passività della vita consacrata, che cresce nel silenzio, nella preghiera, nella carità e nel servizio. E l’invito vale anche per noi: lasciamoci amare da Dio per essere testimoni credibili del suo amore; lasciamo che sia sempre più il suo amore a guidare i nostri affetti, pensieri e azioni. Non le regole, non le disposizioni. Un aneddoto: quando un Generale della Compagnia di Gesù, padre Ledochowski, ha voluto mettere insieme tutta la spiritualità della Compagnia in un libro, per “regolare” tutto – si regolava tutto, c’era la regola del cuoco, tutto regolato, perché la Compagnia di Gesù avesse davanti l’ideale –, inviò il primo esemplare all’abate benedettino, e lui gli rispose: “Caro Padre Generale, con questo documento ha ucciso la Compagnia di Gesù!”. Quando si vuole regolare tutto, si “ingabbia” lo Spirito Santo. E ce ne sono tanti – religiosi, consacrati, preti e vescovi – che hanno ingabbiato lo Spirito Santo. Per favore, lasciare libertà, lasciare creatività. Sempre camminare con la guida dello Spirito. San Leonardo Murialdo era certamente un uomo profondamente mistico. Proprio questo, però, lo ha reso anche molto attento e sensibile ai bisogni degli uomini e delle donne del suo tempo (cfr 2 Cor 5,14), di cui è stato un osservatore acuto e un profeta coraggioso. Ha saputo accorgersi dell’esistenza, attorno a sé, di disagi nuovi, gravi e spesso nascosti, e non ha esitato a prendersene cura. Ha insegnato in particolare ai giovani lavoratori a progettare il loro futuro, a far sentire la loro voce e ad aiutarsi a vicenda. Si è fatto portavoce della parola profetica della Chiesa in un mondo dominato da interessi economici e di potere, dando voce ai più emarginati. Ha saputo poi cogliere il valore del laicato nella vita e nell’apostolato del Popolo di Dio. Nella seconda metà dell’ottocento, un secolo prima del Vaticano II, diceva: «Il laico, di qualsiasi ceto sociale, può essere […] un apostolo non meno del prete e, per alcuni ambienti, più del prete» [2]. Per 2 quell’epoca questo suona protestantesimo. Era coraggioso! Era un uomo di Dio intelligente, aperto! Vi invito a coltivare la sua stessa passione e il suo stesso coraggio: insieme, laici, religiosi e religiose, su strade condivise di preghiera, di discernimento e di lavoro, per essere artigiani di giustizia e di comunione. A questo proposito, vorrei fare riferimento a un ultimo valore importante del vostro carisma: la dolcezza paterna della carità. Possiate ricercarla e viverla tra voi, con spirito di fraternità, ed esercitarla nei confronti di tutti. Essere come Maria nostra Madre: allo stesso tempo forti nella testimonianza e dolci nell’amore. San Leonardo diceva: «La carità è guardare e dire il bello di ognuno, perdonare di cuore, avere serenità di volto, affabilità, dolcezza». E per fare questo bisogna saper portare la croce. Ci vuole preghiera, ci vuole sacrificio. E ancora: «Come senza fede non si piace a Dio, così senza dolcezza non si piace al prossimo». Sono parole sue: un semplice e potente programma di vita e di apostolato. Vorrei anche dare testimonianza dei vostri studenti. Quando ero professore a San Miguel, loro studiavano lì, e avevano un Superiore molto pratico e molto bravo. Noi dicevamo che quel Giuseppino, il Superiore, era il “premio Nobel” della furbizia! Perché era un uomo di Dio, ma un furbone! Si muoveva bene! Ricordo bene, un bel gruppo di studenti. Vorrei concludere ricordando proprio l’invito del Murialdo alla santità: «Fatevi santi – diceva – e fate presto... Perché il santo ha uno sguardo lungimirante, rende la vita più umana, comunica speranza e fiducia e sa condividere la sua esperienza che Dio è Amore». Cari fratelli, care sorelle, vi ringrazio di ciò che siete e di ciò che fate nella Chiesa, sulle orme di San Leonardo e ispirati da San Giuseppe. Vi benedico tutti di cuore. E, mi raccomando, non dimenticatevi di pregare per me. Grazie!


17 March 2023

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